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Ultime notizie in Scuola e istruzione

"Il modello di pre-iscrizione per le sedi di Firenze, Roma, Assisi, Torino e Milano conferma la strategia di delocalizzazione. Non vanificare tentativi di rilancio con scelte verticistiche"

UNIVERSITÀ. DOTTORINI: "A CHE GIOCO STA GIOCANDO LA STRANIERI? CON ALLONTANAMENTO STUDENTI A RISCHIO IL FUTURO DI PERUGIA"

"Dobbiamo capire a che gioco sta giocando la Stranieri e in che modo la Regione intende intervenire per evitare il peggio. Infatti mentre si sta dibattendo sulle azioni per riportare gli studenti a Perugia, sono già on-line i modelli di domanda per la pre-iscrizione dell'Università per Stranieri di Perugia con sede anche a Roma, Assisi, Firenze, Torino e Milano, confermando di fatto la delocalizzazione dei corsi di studio. A questo punto, qualcuno deve spiegare e rendere conto delle proprie scelte". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'Associazione Umbria migliore, commenta la presenza nel sito web dell'Università per Stranieri di Perugia dei moduli per la pre-iscrizione ai corsi 2014-2015 con particolare riferimento ai programmi "Marco Polo" e "Turandot".
"Purtroppo quello che avevamo denunciato sembra si stia puntualmente realizzando. La fuga in avanti dei vertici dell'ateneo appare grave e indicativa di una malcelata volontà di delocalizzazione degli studenti in altre sedi. Eppure a quanto ci risulta il numero di iscrizioni degli studenti cinesi è ritornato al livello degli anni passati, ma resta alto il rischio che vengano dirottati fuori Perugia. In effetti gli studenti, pur essendo iscritti alla Stranieri, potrebbero frequentare nelle città in cui si trovano le scuole private convenzionate con Perugia. E questa possibilità viene offerta agli studenti fin dalla compilazione del modulo di preiscrizione elaborato dall'Università per Stranieri di Perugia e presente nel sito. Sarebbe interessante tra l'altro conoscere quali sono i criteri di scelta delle sedi esterne e da quale organo istituzionale sono state approvate le convenzioni. E inoltre in quale modo viene garantita la supervisione della didattica da parte della Stranieri? Dobbiamo evitare in ogni modo che i tentativi di rilancio vengano vanificati da scelte verticistiche che possano mettere in discussione il prestigio e il ruolo di una delle più antiche istituzioni italiane nell'attività di ricerca sull'apprendimento e sull'insegnamento della lingua italiana. Gli studenti sono ambasciatori della cultura italiana e dell'Umbria nel mondo ed è importante che la qualità e il valore di questa esperienza possano contare sull'esperienza e l'alta professionalità dei nostri docenti. Tra l'altro le strutture individuate in giro per l'Italia raramente paiono godere del prestigio della sede perugina. E' il caso dell'associazione China Form che risulta essere una scuola professionale, che finora si è occupata di corsi on-line per parrucchieri, corsi Rec svolti in soli 3 giorni e corsi di lingua italiana che rilasciano attestati di conoscenza linguistica in una settimana. Le informazioni al proposito sono piuttosto ambigue, dato che dal sito della Stranieri pare che gli studenti debbano fare il test di ingresso a Perugia e poi andare nelle altre sedi, mentre addirittura nel sito di China Form sembra possano fare l'iscrizione direttamente a Torino e Milano. C'è inoltre da comprendere se esistano o meno conflitti di interesse tra chi riveste ruoli dirigenziali alla Stranieri e chi li riveste presso la Comunità di Sant'Egidio, tra le sedi destinatarie degli studenti delocalizzati".
"Grazie a una gestione prolungatamente inadeguata l'Ateneo di Palazzo Gallenga - continua Dottorini - risulta essere in uno stato economico-finanziario a dir poco precario, con una perdita netta di esercizio di oltre 510mila euro e un calo drastico dei trasferimenti da parte del Ministero dovuti in larga parte alla non appetibile offerta formativa e alla scarsa efficacia dell'attività di promozione dell'Ateneo. L'incomprensibile calo di iniziativa e di risultati progettuali, affiancati alla riduzione dei proventi derivanti dalla ricerca rischiano di comprometterne in maniera definitiva il prestigio e le potenzialità. Chiediamo un intervento immediato da parte della Giunta regionale - conclude Dottorini - in grado di mettere un freno alle pericolose fughe in avanti dei vertici della Stranieri per scongiurare la fine di un modello didattico e di un'esperienza accademica fondamentale per il prestigio culturale e l'indotto anche economico che genera nel capoluogo e nell'intera Regione".

Perugia, 26 novembre 2014


"Rettore Paciullo in Cina per promuovere Umbria Academy, mentre a Perugia si sta pensando allo smantellamento dei corsi per cinesi. Necessario ravvedimento"

UNIVERSITÀ. DOTTORINI (UMBRIA MIGLIORE): "NECESSARIO SFORZO COMUNE, INCOMPRENSIBILE DIROTTARE STUDENTI SU ALTRE SEDI"

"Dalla Stranieri pare giungano segnali di ravvedimento riguardo all'ipotesi di delocalizzazione dei corsi di italiano per studenti cinesi. Se confermati, sarebbero da accogliere come una buona notizia e come l'occasione per togliere l'intera regione da una situazione imbarazzante e insostenibile agli occhi della pubblica opinione". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria Migliore) commenta l'incontro che si è svolto a Palazzo Gallenga per fare il punto della situazione riguardo alla decisione di di trasferire dal 2015 parte dei corsi del progetto "Marco Polo e Turandot" presso strutture convenzionate di altre città italiane.
"E' appena rientrata dalla Cina la delegazione della Regione Umbria e ci risulta che il progetto 'Umbria Academy', che ha l'obiettivo di promuovere offerte formative altamente specializzate rivolte agli studenti cinesi, abbia avuto riscontri molto positivi. Della delegazione faceva parte anche il Rettore Paciullo, che ha partecipato anche alla conferenza stampa di presentazione del progetto. Appare pertanto assai singolare - precisa Dottorini, promotore di un'interrogazione urgente alla Giunta - che mentre la Regione si prodigava a promuovere e costruire contatti istituzionali con le università cinesi, qualcuno stesse nel frattempo immaginando di delocalizzare i corsi della Stranieri di Perugia. Sarebbe incomprensibile se si decidesse, in nome della spending review, di vanificare gli importanti contatti istituzionali con le università cinesi che si sono sviluppati".
"Il progetto coordinato dalla Regione Umbria - spiega il consigliere che questa mattina ha incontrato l'assessore Carla Casciari per fare il punto della situazione - è in grado di offrire agli studenti cinesi proposte concrete e competitive che vanno dall'accoglienza alla possibilità di proseguire gli studi presso gli altri enti accreditati. La Regione Umbria ha sempre investito molto in accoglienza e diritto allo studio ed ha dimostrato, con gli incontri che si sono svolti in Cina, di poter essere molto competitiva dal punto dell'offerta. Non si capisce allora a quale logica risponda la scelta della Stranieri di dirottare verso altri atenei gli studenti cinesi. Non vorremmo - conclude il presidente di Umbria Migliore - che dietro la scelta di delocalizzare i corsi di lingua si celi un disegno che punta a smantellare progressivamente l'Università per Stranieri di Perugia, magari per avvantaggiare altre sedi, come Siena. E' una ipotesi che risulterebbe incomprensibile, almeno se valutata con le categorie del buon senso e dell'interesse regionale, soprattutto se a caldeggiarla fosse chi dovrebbe tutelare le potenzialità della Stranieri e, in particolare, chi della Stranieri è in quota parte responsabile dell'attuale situazione, come il Ministro Giannini. In tutto questo è singolare infatti che alla base di questa situazione ci siano normative che portano la firma del Ministro Giannini che in questo modo si ritaglia un ruolo di doppia protagonista: da un lato è sicuramente tra le responsabili del declino della Stranieri di Perugia, essendone stata rettore fino a pochi mesi fa, dall'altro è la promotrice, in qualità di Ministro, delle normative che inducono le università scadenti e con pochi iscritti a fondersi. Un autentico capolavoro che non vorremmo avesse come esito finale proprio quello di avvantaggiare alcune sedi a discapito di altre".
"Vogliamo ricordare che la Stranieri è uno dei perni sul quale negli anni si è costruito lo spessore e il prestigio culturale e formativo dell'intera Regione. Prima di prendere decisioni è bene che da Palazzo Gallenga si avviino percorsi di coinvolgimento con tutti i soggetti interessati per scongiurare il rischio che si smantelli un'intera filiera virtuosa assieme alla dignità di insegnanti precari che vanno tutelati attraverso uno sforzo comune".

Perugia, 5 novembre 2014
Presentata interrogazione alla Giunta regionale: "In gioco c'è il prestigio dell'intera Regione e l'impoverimento culturale, sociale ed economico del suo capoluogo"

UNIVERSITÀ. DOTTORINI: STUDENTI STRANIERI RISORSA CULTURALE ED ECONOMICA, SBAGLIATO ALLONTANARLI DA PERUGIA

"La notizia secondo cui l'Università per Stranieri di Perugia avrebbe appaltato ad altri i suoi corsi destinati agli studenti cinesi non può passare sotto silenzio. Tutti i potenziali attori, dalla Regione al Comune di Perugia, dal Rettore all'intero corpo docenti e al complesso tessuto sociale cittadino devono prendere atto di una situazione tutt'altro che semplice per tentare di trovare una soluzione praticabile. In gioco c'è il prestigio dell'intera Regione e l'impoverimento culturale, sociale ed economico del suo capoluogo". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Umbria migliore, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale riguardo alla decisione di palazzo Gallenga di trasferire dal 2015 parte dei corsi del progetto "Marco Polo e Turandot" presso strutture convenzionate di altre città italiane.
"Condivido l'appello lanciato dalla Società Generale di Mutuo Soccorso finalizzato a scongiurare il ridimensionamento dell'Università per Stranieri. In effetti il forte calo delle iscrizioni unito al taglio dei fondi da parte del Ministero rende la situazione preoccupante. Si pensi che l'Alta scuola di Lingua e Cultura italiana è passata da 7400 iscrizioni nel 2011 a 6100 nel 2013 e anche il dipartimento di scienze umane e sociali ha perso iscritti. A questo si è aggiunto il taglio di circa 450mila euro da parte del Miur in seguito allo scarso punteggio ottenuto nella classifica Anvur. Anche le iscrizioni dei ragazzi cinesi sono diminuite. Non crediamo però che la risposta a questi dati allarmanti sia liberarsi dei corsi e degli studenti, in vista di diminuire le spese. La scelta di dislocare alcuni corsi porta sicuramente ad un calo delle spese, ma causa dall'altra parte una perdita enorme per la Stranieri e per la città di Perugia. Di prestigio innanzitutto, ma non solo: gli studenti stranieri sono una risorsa culturale e sociale, ma anche economica, che rischiamo di perdere, cedendola ad altre città italiane dove tali studenti si trasferiranno. Della Stranieri infatti potrebbe non rimanere altro che il marchio, perché i ragazzi iscritti formalmente a Perugia di fatto frequenteranno i corsi nelle sedi partner. Inoltre a tenere i corsi saranno, ovviamente, i docenti delle strutture convenzionate ed è verosimile che questo comporti anche tagli nel personale di Palazzo Gallenga, mettendo a rischio il lavoro degli insegnanti con anni e anni di precariato alle spalle, ovvero di tutti quei collaboratori ed esperti linguistici che da anni seguono gli studenti stranieri".
"In tutto questo - aggiunge Dottorini - è singolare che alla base di questa situazione ci siano normative che portano la firma del Ministro Giannini che in questo modo si ritaglia un ruolo di doppia protagonista: da un lato è sicuramente tra le responsabili del declino della Stranieri di Perugia, essendone stata rettore fino a pochi mesi fa, dall'altro è la promotrice, in qualità di Ministro, delle normative che inducono le università scadenti e con pochi iscritti a fondersi. Un autentico capolavoro che non vorremmo avesse come esito finale quello della privatizzazione. Di questo mi riprometto di parlare anche con l'assessore Casciari, anche per comprendere se il suo recente viaggio in Cina abbia qualche collegamento con le scelte della Stranieri sui corsi per gli studenti del Sol Levante. La storia di Perugia è una storia di cultura e l'Università per Stranieri è uno dei perni sul quale negli anni si è costruito lo spessore e il prestigio della città. Questa vicenda non è che l'ennesima dimostrazione della posizione assunta dal nostro paese verso l'università e l'istruzione in generale: sulla cultura non si investe, con la cultura non si mangia e la cosa più importante è far quadrare i bilanci. Siamo fermamente convinti - conclude Dottorini - che il primo passo per uscire dalla crisi sia invece investire sulla cultura, incentivare i giovani (italiani e stranieri) a studiare nelle nostre università, le quali, se ben gestite e valorizzate, possono essere probabilmente la più grande fonte di prestigio e ricchezza per le nostre città".

Perugia, 1 novembre 2014
"Lo stallo causato dal blocco delle elezioni mette a rischio la didattica, la ricerca e il futuro degli studenti della maggiore azienda della nostra Regione. Commissariamento non giova a nessuno. Politica eviti strumentalizzazioni per scopi elettorali"

UNIVERSITÀ. DOTTORINI:

"L'Università di Perugia ha bisogno di un nuovo slancio e per questo non può rischiare di perdere una parte consistente dei 18 milioni di euro della quota premiale del fondo ordinario. Occorre che tutti facciano un passo indietro e si esca dalla situazione sulla quale l'Ateneo si è impantanato". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini commenta lo stallo in cui sembra essere finita l'università di Perugia dopo il blocco delle elezioni delle componenti studentesche ed, a cascata, della costituzione dei dipartimenti e delle elezioni del Magnifico Rettore.
"La quota premiale del fondo di finanziamento ordinario - continua Dottorini - è assolutamente necessaria al funzionamento delle strutture soprattutto in un periodo di scarsità globale di risorse alternative. Da quella cifra dipende, per esempio, una parte dei 2500 stipendi erogati dall'ateneo e ci preoccupa vedere come logiche che nulla hanno a che fare con quelle accademiche possano mettere a rischio, vanificandola, la virtuosità della didattica e della ricerca che deve essere considerata un patrimonio prezioso per la nostra regione e per la città di Perugia. Un momento di profondi cambiamenti come quello che il sistema universitario nazionale sta attraversando andrebbe sfruttato per catalizzare nuovi stimoli e nuovi entusiasmi, soprattutto nel reclutamento di nuove forze e nuove potenzialità. La perdita della quota premiale va in tutt'altra direzione rischiando di mettere in ginocchio anche il funzionamento minimo ed il lavoro ordinario svolto dalle facoltà".
"È auspicabile - conclude Dottorini - una presa di posizione cosciente di tutte le parti coinvolte affinché superino attraverso il buonsenso e la dialettica politica lo stallo dei ricorsi fugando immediatamente lo spettro e l'onta di un commissariamento, che non gioverebbe a nessuno. Ci risulta che delle proposte siano già sul tavolo, ora ci aspettiamo un atto di responsabilità, da parte di tutti, affinché queste idee diventino azione concreta sbloccando la statica palude in cui sembrano affossarsi le sorti della più grande azienda regionale. Infine responsabilità si chiede anche ad una parte del mondo politico affinché eviti di utilizzare la situazione per scopi elettorali che esulano dagli interessi accademici, da quelli della ricerca e dalle prospettive di futuro di migliaia di studenti".

Perugia, 30 maggio 2013
Idv presenta mozione in Consiglio regionale: "Organici regionali, autonomia statutaria e finanziamenti dei privati sarebbero un duro colpo al sistema scolastico" 



"L'Umbria deve dare il proprio contributo per evitare un ulteriore passo verso la privatizzazione del nostro sistema educativo. Se la riforma Aprea dovesse essere approvata, ci troveremmo di fronte al rischio concreto di eliminare l'unitarietà della formazione e di azzerare gli organi di partecipazione delle scuole. E questo non possiamo permetterlo". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato, insieme al collega Paolo Brutti, una mozione che impegna la Giunta ad attivarsi sia con i parlamentari umbri che con il Ministro competente affinché sia intrapresa ogni iniziativa possibile per ottenere il ritiro del conferimento della sede legislativa alla proposta di legge Aprea, consentendo un opportuno ed appropriato dibattito in aula.
"Con la modifica degli organi collegiali contenuta nel testo Aprea - continua Dottorini - i docenti e il personale non docente non potranno più incidere in maniera significativa sulle decisioni relative al funzionamento della scuola e la possibilità per le scuole di ricevere finanziamenti da privati potrà influenzare fortemente la didattica e l'offerta formativa. Ci ritroveremo in breve tempo con scuole più avanzate e scuole meno avanzate, con il rischio di formare studenti di serie A e studenti di serie B, venendo meno così al principio costituzionale che prevede l'uniformità e l'unitarietà della formazione per tutti i cittadini. A questo si aggiungerebbe la possibilità di avere organici regionali, dando di fatto la possibilità ai dirigenti scolastici di chiamare direttamente i docenti e penalizzando in questo modo i precari e chi è da anni nelle graduatorie. Le ultime fasi dell'iter  di legge sono state concitate e, con un autentica forzatura in Commissione Cultura, è stato votato il trasferimento in sede legislativa del provvedimento, annullando di fatto ogni possibilità di dibattito parlamentare".
"L'Italia dei Valori - conclude Dottorini - si batte a Roma come in Umbria contro questa proposta di riforma. Pertanto chiediamo che la Giunta regionale e i parlamentari umbri si impegnino per disinnescare i rischi di questo provvedimento e per garantire il normale iter legislativo della riforma, in modo da poter correggere storture e criticità che danneggerebbero il sistema scolastico italiano, creando inevitabilmente scuole di serie A e scuole di serie B".

Perugia, 1 giugno 2012


"Una risposta concreta alle famiglie e ai ragazzi dell'Altotevere. Apprezziamo la disponibilità dell'Assessore Casciari e continueremo a difendere le ragioni dell'Altotevere"

ISTRUZIONE. DOTTORINI: BUONE NOTIZIE PER LA BUFALINI: SBLOCCATI I FONDI MINISTERIALI E EUROPEI, NESSUN RISCHIO CHIUSURA

"Per la vicenda della scuola di formazione Bufalini si profila una soluzione positiva. Da un incontro con la vice presidente Carla Casciari e con i rappresentanti della Scuola Bufalini è emerso che, grazie ai fondi regionali Fse (1,2milioni di euro per il triennio), al riparto del Governo di 840mila euro e allo sblocco dei fondi Fas in bilancio per tali corsi, potrà dirsi quasi definitivamente conclusa la fase di difficoltà emersa per l'anno corrente. Questo consentira di avviare la fase di sperimentazione inserita nelle linee guida approvate dalla Regione a gennaio di quest'anno e di assicurare a tanti ragazzi e famiglie dell'Altotevere un percorso di formazione che porterà ad una qualifica triennale e che scongiura quella che in modo inappropriato è stato definito "rischio di chiusura" del Centro Bufalini". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, esprime con queste parole la soddisfazione per l'esito dell'incontro che si è tenuto questa mattina a Perugia sul futuro della scuola di formazione professionale Bufalini.
"Ho apprezzato molto - continua il consigliere Dottorini - la disponibilità della vicepresidente Casciari che ha seguito con attenzione in questi mesi un passaggio difficile. Quella che si profila è una soluzione sul modello Emilia Romagna, così come auspicato dai rappresentanti della scuola Bufalini. Sarà possibile quindi assolvere l'obbligo scolastico scegliendo la formazione professionale già dai quindici anni, evitando lo smantellamento di un progetto educativo "centrato" sulle esigenze degli studenti più fragili. Oltre ai finanziamenti appena sbloccati, possiamo contare sui fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) che fino a poco tempo fa il Governo ha tenuto fermi e che adesso aspettano solo la ripartizione. Si tratta di un primo step necessario a garantire il proseguimento e lo sviluppo dell'esperienza formativa che contraddistingue la scuola Bufalini che attualmente conta 195 studenti e 50 tra docenti e impiegati. Le linee guida adottate dalla Regione sono caratterizzate da un sistema misto di durata triennale che prevede un primo anno di iscrizione presso un Istituto scolastico professionale con la possibilità, per i successivi anni, di integrare con la formazione professionale presso un'agenzia formativa accreditata, come è nel caso della Bufalini, ottenendo in questo modo sia l'assolvimento dell'obbligo scolastico (fino ai 16 anni), sia una qualifica professionale specifica, con profili lavorativi più vicini alle esigenze del territorio, integrati con i percorsi della scuola statale pubblica. Riteniamo dunque che con le linee guida della Giunta regionale e i fondi appena sbloccati per il futuro, la scuola Bufalini, aldilà delle sterili polemiche, ha la possibilità di effettuare una programmazione lungimirante e attenta alle esigenze del nostro tessuto sociale e agli stimoli del mondo imprenditoriale dell'Altotevere".

Perugia, 14 ottobre 2011
Bacchetta ha offerto la disponibilità a tagliare i corsi di Villa  in un piatto d'argento. Eppure funzionavano bene..."

"Mentre l'intero mondo istituzionale ternano si mobilita platealmente contro la chiusura del polo universitario, a Città di Castello l'amministrazione Bacchetta ha offerto su un piatto d'argento i propri corsi universitari a Perugia, preferendo portare avanti contatti "amichevoli" con il rettore Bistoni, contatti che fino ad ora non hanno portato ad alcun risultato concreto. La verità è che mentre a Terni e a Narni occupano il Consiglio comunale a Città di Castello vengono tolti in silenzio corsi universitari senza che il sindaco alzi minimamente la voce". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene in merito alla possibile cancellazione dei dipartimenti universitari di Terni.
"E' mortificante - aggiunge Dottorini - dover sottolineare ancora una volta la totale subalternità dell'amministrazione tifernate che prima concede tutto a Perugia senza opporre resistenza, poi mette in scena la finta indignazione del Consiglio comunale. Non si capisce come mai vengano tagliati proprio corsi specifici con indici di occupazione post-laurea tra i più alti in Italia e che non costano quasi niente all'Università dato che il personale docente proviene dall'Asl di Città di Castello e le funzioni di segreteria ricadono totalmente su Perugia. L'Altotevere, nonostante la scarsa capacità amministrativa dimostrata dall'attuale Giunta, deve essere considerato parte integrante e funzionale del percorso formativo dei cittadini umbri".

Perugia, 16 settembre 2011

"A marzo avevamo avvertito sul rischio chiusura di Villa Montesca. Ora Bacchetta tenta di chiudere la stalla quando i buoi sono usciti"



"Le lamentele sulla cancellazione dei corsi universitari di Villa Montesca assomigliano alle lacrime del coccodrillo. Il sindaco Bacchetta tenta di chiudere la stalla quando i buoi sono usciti. La latitanza del Comune in questa vicenda conferma una decadenza che pare non avere fine". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la scelta del Comune di Città di Castello di cedere i corsi universitari di Villa Montesca.
"Attendere che l'Università scippi i corsi di Infermieristica e di Prevenzione ambientale e poi cercare la solidarietà delle istituzioni - continua Dottorini - è un'operazione di scaltrezza che nessuno riesce ad apprezzare. Sono mesi che abbiamo lanciato l'allarme, raccogliendo le preoccupazioni di operatori, studenti e mondo della cultura, ma abbiamo ricevuto da Bacchetta solo false rassicurazioni e promesse formali di impegno. Sindaci di altre città umbre si sono incatenati, hanno manifestato e protestato pubblicamente, ma da Città di Castello e' giunto ancora una volta solo un silenzio accondiscendente, evidentemente preoccupato più delle sorti di Cepu che dell'università' pubblica".
"Adesso rimane ben poco da fare - conclude l'esponente Idv -, se non evidenziare che Città di Castello e' l'unica città dell'Umbria a cedere i propri corsi universitari, mentre Foligno, Perugia, Terni e le altre realtà territoriali mantengono la situazione inalterata".

Città di Castello, 21 luglio 2011
"I 298 posti saranno ripartiti tra Foligno, Perugia e Terni, escludendo Città di Castello. Penalizzata ancora una volta la città, senza alcun beneficio economico"

INFERMIERISTICA. DOTTORINI (IDV): L'UNIVERSITÀ CHIUDE I CORSI DI VILLA MONTESCA, È L'UNICO CASO IN TUTTA LA REGIONE

"Dalla pubblicazione ufficiale dei bandi per la formazione delle professioni sanitrarie non mediche risulta ufficialmente che il primo anno di corso per infermieri di Villa Montesca non sarà attivato. Si tratta di un atto grave che penalizza ancora una volta il nostro territorio: un altro pezzo di città e di potenzialità economiche che vengono smantellate, senza che il Comune abbia fatto nulla per impedirlo. L'aggravante sta nel fatto che questo trattamento è stato riservato solo a Città di Castello, mentre le città di Assisi, Foligno e Narni hanno salvato i propri corsi". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e già presentatore di un'interogazione in proposito che non ha mai ottenuto risposta, commenta l'uscita dei bandi per la formazione delle professioni sanitarie non mediche che vede esclusa la sede di Villa Montesca.
"Evidentemente l'Università, dovendo tagliare da qualche parte, è intervenuta dove ha trovato il morbido. E in questo - continua Dottorini - l'amministrazione Bacchetta si è dimostrata morbidissima. Pertanto nel Piano dell'offerta formativa universitaria dell'Umbria non viene tagliato nulla, se non i corsi universitari di Città di Castello. In questo quadro anche il corso di Tecnici per la prevenzione ambientale, che aveva come unica sede formativa quella di Città di Castello, viene sospeso senza che si abbia alcuna garanzia che, qualora dovesse ripartire, lo faccia dalla stessa sede. Eppure si tratta di due corsi di alta qualità che vantano indici di occupazione pertinente post-laurea tra i più alti in Italia, nonostante il comune di Città di Castello non abbia mai fatto nulla per agevolare gli studenti nella mobilità e nei servizi. Ci risulta tra l'altro che dei quattro corsi di laurea decentrati attivi in Umbria, quello di Città di Castello era il meno oneroso dal momento che non aveva sede amministrativa e per il fatto che la metà dei docenti è stata fornita dall'Asl di Città di Castello che ha messo a disposizione anche due dipendenti. Chiudere la sede di Città di Castello quindi non ha come risultato alcun risparmio netto - continua l'esponente dell'Italia dei Valori - in quanto il corso si autofinanziava in parte con le tasse che pagano gli studenti e in parte con un contributo regionale. Il fatto che ora gli studenti si sposteranno su Perugia non produrrà quindi alcuna economia, dal momento che dovranno necessariamente aumentare anche i docenti. Pertanto la scelta di chiudere Villa Montesca sembra dettata più da motivi di immagine che dalla reale volontà di ridurre i costi".
"I 298 posti - conclude Dottorini - saranno ripartiti tra Foligno, Perugia e Terni rappresentano solamente un altro pezzo di città che si perde grazie all'accondiscendenza di un'amministrazione comunale piegata alle direttive che giungono da Perugia".

Perugia, 11 luglio 2011
"Se ha delle proposte costruttive, le avanzi. Se vuole la rissa, rivolga altrove le sue bizzarre affermazioni"

BUFALINI. DOTTORINI (IDV): INVITO BACCHETTA A MAGGIORE SOBRIETA' E A NON NASCONDERE LE SUE INCAPACITA' AMMINISTRATIVE

"Invito sommessamente il sindaco Bacchetta a maggiore sobrietà istituzionale. La carica che ricopre dovrebbe suggerirgli capacità di affrontare e risolvere i problemi, non di giocare allo scaricabarile. Se ha qualcosa da proporre per Città di Castello, lo incontreremo con autentica disponibilità. Se vuole coinvolgerci in una rissa tesa a camuffare le sue incapacità amministrative, lo invitiamo a rivolgere altrove le sue bizzarre esternazioni". Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, commenta con queste parole le "stravaganti affermazioni" del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta.
"Conosciamo le difficoltà di Bacchetta a rispondere alle tante richieste che giungono all'indomani della sua elezione, così come non ci stupisce la sua incapacità di affrontare i problemi senza subalternità rispetto alle politiche regionali. Del resto - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - il capitolo formazione è indubbiamente una delle tante inadempienze che caratterizzano la sua pluriennale gestione amministrativa. Tuttavia, se intende unirsi a noi nella battaglia per non cedere i corsi di Villa Montesca o per non svendere l'ex Ospedale al nuovo sostenitore della giunta Polidori, sarà il benvenuto. Quanto alla Scuola Bufalini, ci pare che abbia già perduto l'occasione per intervenire concretamente e proficuamente. In ogni caso, che ci sia questo incontro o meno, noi ci impegneremo con tutte le nostre energie per trovare una soluzione che salvaguardi la dignità del Centro Bufalini".

Perugia, 7 luglio 2011
 

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