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"Solo tagli indiscriminati e ritardi dal governo nazionale. A questo punto i consiglieri del Pdl abbiano il coraggio di chiedere il rinvio di un anno dei provvedimenti"
 
SCUOLA. DOTTORINI (IDV): PDL EVITI SFRONTATEZZA E SPIEGHI A INSEGNANTI, FAMIGLIE E DIRIGENTI LA MANNAIA DELLA CONTRORIFORMA GELMINI

"La mannaia di Tremonti sulla scuola italiana è già di suo insostenibile. Nessuno avvertiva la necessità della presa in giro di chi tenta di rimestare nei malumori di cui è politicamente 
causa. Piuttosto che continuare a organizzare iniziative elettoralistiche, sarebbe interessante che gli esponenti del Pdl tentassero di spiegare alle famiglie e ai tanti precari oggi per strada la strategicità di una controriforma che ha come unici effetti i tagli indiscriminati agli organici, la perdita di risorse, l'impossibilità per le scuole di coprire con supplenze le malattie dei docenti, i corsi serali tagliati, i posti di sostegno mancanti, le ore di servizio ridotte. Magari avranno anche la bontà di motivare i continui rinvii da parte del governo nazionale dei regolamenti attuativi della riforma degli istituti superiori che stanno generando disorientamento e demotivazione in dirigenti, insegnati e famiglie. Forse a questo punto sarebbe più serio avere il coraggio di ammettere l'incapacità di gestire una materia così delicata e complessa e rinviare la controriforma Gelmini almeno di un anno". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei valori, commenta le iniziative e le dichiarazioni di alcuni esponenti del centrodestra umbro.
"Iniziative strumentali ed elettoralistiche non servono a nessuno, soprattutto quando giungono da chi dovrebbe solo spiegare gli errori e le incapacità del proprio governo. Gli otto miliardi di tagli all'origine dell'intervento del governo sul sistema formativo italiano sono il frutto di una visione miope e irresponsabile del valore dell'istruzione pubblica nel nostro paese. Continuiamo a chiedere pertanto - insiste Dottorini - che siano il Consiglio regionale e la Giunta a promuovere tavoli istituzionali e magari una discussione aperta e produttiva in aula per affrontare gli esiti disastrosi del provvedimento della Gelmini. Ma tutto questo sarà difficile finché dal governo nazionale non giungerà alcuna notizia definitiva sulla controriforma delle scuole superiori e finché i consiglieri del Pdl avranno la sfrontatezza di andare a vendere risposte che non hanno senza rispondere del devastante intervento della Gelmini e di Tremonti sul sistema formativo nazionale e regionale".
 
Perugia, 17 dicembre 2009
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Per prevenire prevedibili conflitti, necessario tavolo tecnico tra Regione, Province, Ufficio scolastico regionale e dirigenti scolastici"

"Sono d'accordo con l'assessore Prodi. Gli esiti disastrosi della controriforma Gelmini saranno difficilmente arginabili dalle singole regioni. E' possibile tuttavia tentare almeno di ridurre il danno, istituendo un tavolo tecnico al quale possano sedersi i rappresentanti di Regione, Province, Ufficio scolastico regionale e dirigenti scolastici per un confronto che riesca ad esaminare le situazioni più complesse, prevenendo prevedibili conflitti prima che deflagrino. Questo per evitare che si giunga a incomprensioni e atti sconsiderati come già avvenuto in occasione dell'approvazione del Piano di dimensionamento scolastico". E' il commento del capogruppo regionale dell'Italia dei valori Oliviero Dottorini alle considerazioni dell'assessore all'Istruzione Maria Prodi.
"Nessuno mette in discussione l'impegno dell'assessore per cercare soluzioni condivise - aggiunge Dottorini - ci preme solo ricordare che altre regioni hanno già istituito tavoli tecnici per tentare di affrontare e possibilmente sciogliere gli intricati nodi posti dai tagli del governo Berlusconi. Tutto qua. Per questo attendiamo con fiducia che l'assessore dia seguito alle sue intenzioni di riportare in Consiglio la discussione sulla scuola. Se non lo fa lei, trovi pure qualcuno disponibile tra le folte schiere del suo partito. Se non trova nessuno, lo faremo noi. Ci faccia sapere".

Perugia, 14 dicembre 2009

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"Molte le incongruenze e i nodi irrisolti: Prodi avvii un serio e partecipato iter di confronto tra Regione, Province, Ufficio scolastico regionale e dirigenti scolastici"

SCUOLA. GIUNTA REGIONALE PROMUOVA TAVOLO TECNICO PER LIMITARE I DANNI DELLA CONTRORIFORMA GELMINI SULL'UMBRIA

"E' necessario che la giunta regionale avvii un serio e partecipato percorso di confronto tra le parti interessate, e deputate per legge, alla definizione del Piano di riordino del sistema scolastico e dell'offerta formativa dell'istruzione superiore, per riuscire a governare il processo imposto in maniera irresponsabile dal governo nazionale. Sono molte le incongruenze e i nodi irrisolti che rischiano di mettere a rischio la qualità dell'offerta formativa anche nella nostra regione. Diviene pertanto indispensabile la convocazione di un tavolo tecnico al quale  possano sedersi i rappresentanti di Regione, Province, Ufficio scolastico regionale e dirigenti scolastici per un confronto che riesca ad esaminare le situazioni più complesse e porti a sintesi le varie posizioni". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori Oliviero Dottorini chiede all'assessore all'Istruzione Maria Prodi di farsi promotrice di un tavolo tecnico per prendere in esame le possibili conseguenze nefaste della riforma Gelmini.
"Altre regioni lo hanno già fatto - aggiunge l'esponente dell'Italia dei Valori - e riteniamo sia urgente pensare anche in Umbria a prevenire i possibili conflitti prima che deflagrino, riuscendo ad approntare un Piano capace di rispondere alle esigenze formative dei giovani, superando logiche di parte e la fretta dell'ultima ora. Siamo ormai al secondo anno della contro-riforma Gelmini, che ha depauperato il sistema-scuola di risorse economiche e umane, al contrario di quanto hanno fatto altri paesi europei, pur in un periodo di crisi come quello  attuale. La scuola umbra sta affrontando situazioni difficili e preoccupanti sul piano della qualità dell'offerta formativa: classi sovraffollate, alunni con handicap di fatto lasciati a se stessi per mancanza di ore di sostegno, fine dei corsi di recupero e delle attività per il potenziamento della lingua, fine delle attività alternative alla religione cattolica. Tanti problemi aperti, verso i quali  le singole scuole appaiono prive di soluzioni e senza soldi. Ora i nuovi ordinamenti usciti nei mesi scorsi impongono il riordino di tutto il ciclo di studi superiori, per cui a settembre 2010 troveremo sei tipologie di liceo, 11 Indirizzi di istituto tecnico, due settori e sei indirizzi negli istituti  professionali. In attesa dei Regolamenti attuativi definitivi, rinviati a metà dicembre, possiamo ipotizzare, e già ne abbiamo più di un segnale concreto, una forte ristrutturazione che colpirà duramente il sistema scolastico della nostra Regione. Già è facile individuare - spiega Dottorini - incongruenze inerenti le confluenze dei vari indirizzi esistenti, dei corsi sperimentali attivati nel tempo che dovranno entrare nell'imbuto del Nuovo ordinamento e registriamo una notevole preoccupazione tra gli addetti ai lavori, Dirigenti scolastici, professori, famiglie, che temono (e a ragione) di non trovare più il corso di studi attivato, o di ritrovarlo stravolto. Per questo è necessario un intervento immediato della giunta regionale per evitare problemi di cui già oggi si avvertono le prime preoccupanti avvisaglie, a meno che non si voglia chiedere  il rinvio della riforma, unendosi alla proposta già avanzata dalla regione Toscana, che ha evidenziato il condivisibile motivo delle imminenti scadenze e della mancanza di chiarezza che rischia di gettare nella confusione le famiglie che devono scegliere. Ma occorre decidersi". 

Perugia, 10 dicembre 2009
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"Circa 800 posti di lavoro tagliati in Umbria, cancellati i piccoli plessi. Come avevamo denunciato cominciano a vedersi gli effetti dei pesanti tagli del Governo"

a6a9cd69416a43caa2322c9585404d1b.jpg"Con l'inizio delle convocazioni sui posti disponibili per le nomine annuali anche in Umbria è cominciata la decimazione dei lavoratori della scuola. Il governo getta la maschera e le rassicurazioni bugiarde del ministro Gelmini si palesano in tutta la loro gravità. A questo punto è assolutamente necessario inviare un segnale forte ed unitario al governo anche attraverso iniziative come quelle del 'No Gelmini day'". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici a Palazzo Cesaroni Oliviero Dottorini e la responsabile Scuola e Formazione Emanuela Arcaleni annunciano l'adesione del Sole che ride all'iniziativa prevista per il 5 settembre in tutte le province italiane

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DOTTORINI (Verdi e Civici): "DAL GOVERNO SOLO TAGLI E SACRIFICI PER LA SCUOLA PUBBLICA, ANCHE IN UMBRIA"

RIFORMA SCOLASTICA IN UMBRIA: "TANTI TAGLI, A RISCHIO CHIUSURA UNA MATERNA SU QUATTRO"

"Quando vengono a mancare beni strumentali di base, come gessi, carta, prodotti igienici e cancelleria; quando mancano persino le risorse per il pagamento di docenti supplenti annuali e temporali; quando la complessità della vita di tante famiglie richiederebbe un'offerta formativa più articolata e modellata sulle esigenze concrete, il governo nazionale non trova nulla di meglio che pensare a una scuola piccola, antica, discriminatoria.
Ogni ordine di scuola sarà dunque messo a dura prova dal Governo Berlusconi e mentre gli altri paesi europei investono nella scuola pubblica, in Italia si studiano incentivi alle scuole private e paritarie. Per questo è necessaria una vertenza forte col Governo sulla drammaticità del problema scuola alla luce anche delle specificità dell'Umbria che sarà gravemente penalizzata dai decreti Gelmini: andranno in fumo 1596 posti di lavoro, divisi in 900 insegnanti e 696 per il personale Ata. Tagli che comportano problemi seri: dall'impossibilità di garantire l'apertura di nuove sezioni di scuola dell'infanzia (e quindi la presenza di liste di attesa) alla mancata copertura delle ore per il sostegno ai ragazzi disabili e portatori di handicap, dal taglio delle ore di alternativa all'insegnamento della religione cattolica all'impossibilità di garantire attività di laboratorio, dalla totale impossibilità di creazione di gruppi di lavoro per recuperi e potenziamento alla inefficienza dell'insegnamento dell'informatica su piccoli laboratori con classi di 30 studenti. Inoltre dal settembre 2010 la Regione dovrà allinearsi alla normativa nazionale e chiudere i piccoli plessi scolastici, una vera mannaia per l'istruzione pubblica gratuita.
Ci rivolgiamo alla Giunta perché faccia tutto il possibile per scongiurare gli scenari che si prospettano, perché si attivi con azioni concrete contro i tagli indiscriminati per la scuola pubblica italiana; perché allo stesso tempo e per quanto possibile attivi politiche autonome regionali volte all'elevamento della qualità dei sistemi educativi e formativi; perché chieda, in sede di conferenza Stato-Regioni, la modifica dei regolamenti per le scuole superiori di secondo grado approvati in Consiglio dei Ministri senza alcuna concertazione con studenti, docenti e famiglie".

- Scarica l'intervento integrale di Oliviero Dottorini
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