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Ultime notizie in Sanità e salute

"Passi avanti della legge che consente di alleviare il dolore di malati cronici, facendo leva sulle proprietà analgesiche, sedative e miorilassanti dei cannabinoidi" 

CANNABIS TERAPEUTICA. DOTTORINI:

"Sicuramente la notizia che la Giunta regionale lunedì prossimo si accinge a deliberare l'insediamento del Comitato tecnico-scientifico fa sperare in una rapida e piena applicazione della legge sull'uso della cannabis a fini terapeutici. Centinaia di cittadini umbri affetti da malattie gravi, come Sla e sclerosi multipla, attendono da tempo un pronunciamento non più rinviabile". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, commenta la risposta alla sua interrogazione in merito ai ritardi di applicazione della legge regionale 7/2014, "Disposizioni per la somministrazione ad uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi".
"Il provvedimento - spiega Dottorini - risulta particolarmente utile per tutti quei cittadini affetti da malattie croniche che richiedono trattamenti terapeutici in grado di alleviare il dolore, facendo leva sulle proprietà analgesiche, sedative e miorilassanti dei cannabinoidi. Io credo come legislatori dobbiamo avvertire come un dovere etico la predisposizione di ogni atto che consenta un sollievo alle malattie croniche che tante persone sono costrette a vivere ogni giorno, superando non solo le ordinarie lentezze amministrative, ma anche pregiudizi culturali e pratiche burocratiche farraginose. Uno dei compiti fondamentali del Comitato - continua Dottorini - sarà quello di definire i protocolli attuativi della legge e fornire chiare indicazioni in ordine alle migliori evidenze scientifiche sull'uso della cannabis e sulla possibile prescrizione, a carico del Servizio sanitario regionale e nazionale, di determinati farmaci come il Sativex, attualmente prescrivibile solo in casi di specifiche patologie. In questo modo sarà possibile ampliare il numero dei malati che potranno accedere al farmaco. Ad oggi nella nostra regione risultano in trattamento con il Sativex 24 pazienti, per un totale di 83 prescrizioni e 80 dispensazioni, a testimonianza del fatto che la legge è già operativa, seppur con un numero di casi sicuramente limitato rispetto alla potenziale platea di pazienti affetti da patologie gravi e gravissime. La legge regionale consente di importare farmaci cannabinoidi dall'estero, previa autorizzazione del Ministero della Salute, e di usufruire della copertura delle spese da parte del Servizio sanitario regionale. Tuttavia sarebbe necessaria una maggiore collaborazione da parte dei medici per mettere a conoscenza i pazienti di questa possibilità, attualmente sfruttata in numero alquanto modesto".

Perugia, 25 febbraio 2015

Interrogazione urgente sulla legge 7 del 2014: "Oltre sei mesi di ritardo non sono accettabili quando si tratta della salute dei cittadini. Di chi sono le responsabilità?"

CANNABIS TERAPEUTICA. DOTTORINI: CENTINAIA DI FAMIGLIE CHIEDONO PIENA APPLICAZIONE LEGGE. GIUNTA NOMINI IL COMITATO TECNICO

"Chiediamo che la Giunta nomini subito il Comitato tecnico-scientifico che deve definire i protocolli attuativi della legge regionale sulla somministrazione ad uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi. Centinaia di cittadini e famiglie chiedono da mesi l'applicazione della legge, in modo da poter trovare un sollievo alle malattie croniche che sono costretti a vivere ogni giorno. Un ritardo di oltre sei mesi è inaccettabile, ancora di più se si tratta della salute dei cittadini". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale per conoscere i motivi del ritardo nell'applicazione della legge regionale n. 7 del 2014 sulla somministrazione ad uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi.
"La legge è chiara - continua Dottorini - e dice che entro 60 giorni dall'entrata in vigore dell'articolato, con decreto del Presidente della Giunta regionale, doveva essere istituito il Comitato tecnico-scientifico che ha tra le sue prerogative la definizione dei protocolli attuativi della legge. Il provvedimento risulta particolarmente utile per tutti quei cittadini affetti da malattie croniche che richiedono trattamenti terapeutici in grado di alleviare il dolore, facendo leva sulle proprietà analgesiche, sedative e miorilassanti dei cannabinoidi. In particolare è utile ricordare che il Sativex è indicato come trattamento per alleviare i sintomi in pazienti adulti affetti da spasticità dovuta alla sclerosi multipla che non hanno manifestato una risposta adeguata ad altri medicinali antispastici e che il Bedrocan o Bediol è utile nella terapia della Sclerosi multipla, nell'inappetenza da chemioterapia o Hiv e nel trattamento del dolore. Risulta quindi inaccettabile il ritardo nella nomina del Comitato tecnico-scientifico, indispensabile alla piena attuazione della legge. Oltretutto in Italia esiste dal 2007 una tabella ministeriale che consente la prescrizione con ricetta medica di diversi derivati della cannabis dalle riconosciute proprietà terapeutiche, ma non essendo supportata da protocolli attuativi regionali, i pazienti sono praticamente impossibilitati ad accedere ai farmaci".
"A ostacolare il via libera ai farmaci cannabinoidi - ricorda Dottorini - non sono soltanto ordinarie lentezze amministrative, ma anche pregiudizi culturali e pratiche burocratiche farraginose. Eppure di fronte alla possibilità di alleviare la sofferenza di tante persone sta venendo meno anche quel pregiudizio sociale che in passato si è focalizzato sull'aspetto stupefacente della sostanza e non su quello terapeutico. Per questo risulta ancora più incomprensibile il ritardo accumulato e sarà importante conoscerne le responsabilità".

Perugia, 30 gennaio 2015

"Agevolazioni fiscali per locali No slot, numero verde e assistenza sanitaria. Incomprensibile la goffa opposizione di Forza Italia e Ncd"

GIOCO D'AZZARDO. DOTTORINI: NOSTRA PROPOSTA E' LEGGE, BEL SEGNALE DAL CONSIGLIO REGIONALE. UMBRIA CONTRASTA DIPENDENZA E CRIMINALITA'

"Il voto di oggi porta anche l'Umbria nel novero delle regioni che tentano di prevenire e contrastare il gioco d'azzardo e gli affari più o meno leciti che ad esso si collegano. La ludopatia si sta trasformando in una vera emergenza sociale, per questo è urgente intervenire con tutti gli strumenti a nostra disposizione per promuovere iniziative di contrasto al rischio di dipendenza. Non possiamo più assistere inermi a una pratica che apre le porte alla criminalità organizzata e trascina molte persone in un circolo vizioso con gravi conseguenze familiari, economiche e sociali". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria Migliore e firmatario di una delle proposte di legge per il contrasto della ludopatia, esprime la propria soddisfazione per l'approvazione del testo di legge riguardante le "Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico". 
"Si stima che la ludopatia rappresenti la seconda causa di indebitamento delle famiglie italiane e l'espansione del gioco d'azzardo legale non contiene, ma alimenta il gioco illegale e i fenomeni mafiosi e criminali che lo sfruttano. Lo Stato da un lato si ritaglia un ruolo che assomiglia molto a quello di un biscazziere, dall'altro tenta di arginare le devianze patologiche dell'azzardo con interventi inefficaci quanto ipocriti. Con questa legge gli esercenti che decideranno di rinunciare agli elevatissimi incassi derivanti dalle slot potranno contare su significativi sconti fiscali ed è singolare che Forza Italia e una parte di Ncd si siano opposti con un vigore sospetto proprio a questa scelta di civiltà. Il testo approvato ha il pregio di coniugare, assommando molte delle proposte che avanzammo circa un anno fa, l'aspetto socio-sanitario della ludopatia ad efficaci misure economiche. Crediamo che si attui così una concreta forma di supplenza nei confronti di uno Stato che ha preferito limitarsi ad incassare i  miliardi di euro che ogni anno derivano dal mercato del gioco d'azzardo senza avere quasi alcuna considerazione dei risvolti umani, socio-sanitari e culturali di questo triste fenomeno".
"La crisi economica e il comportamento ambiguo dello Stato - spiega Dottorini - hanno contribuito non poco al dilagare di quella che oggi potremmo definire una vera e propria piaga sociale. L'Umbria, con i suoi 2 milioni di euro spesi al giorno negli oltre 4mila apparecchi installati, non è esente dal fenomeno. Per questo riteniamo importante lo sviluppo sia di una serie di iniziative atte a prevenire la malattia come la creazione di gruppi di auto-aiuto e l'attivazione di un numero verde regionale, sia di azioni che vanno a contrastare concretamente il fenomeno come il divieto di disporre di slot-machine per i locali che si trovano a meno di 500 metri dalle scuole, e la previsione di un marchio etico "no- slot" per i  locali pubblici che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco. Ma è certamente la previsione di agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale per gli esercizi che rinunciano agli incassi delle slot-machine il perno che dà concretezza alla legge. Resta da comprendere l'opposizione di parte del centrodestra che inizialmente aveva avanzato proposte, ma in aula ha messo in atto un goffo tentativo di boicottaggio dell'impianto normativo".

Perugia, 14 Novembre 2014


Interrogazione: "Al posto di eliminare duplicazioni e rendite di posizione, si creano nuovi ruoli dirigenziali quando mancano infermieri e medici. A chi è destinato quel posto? Scelta tecnica o 'politica'?"

SANITÀ. DOTTORINI:

"In questo modo si tradisce lo spirito della riforma sanitaria. Invece di tagliare si raddoppia, al posto di razionalizzare la struttura la si appesantisce di figure incoerenti con una visione moderna e al servizio dell'utenza. Spero che la Giunta regionale sappia valutare attentamente quanto sta avvenendo presso la Asl1 in relazione allo stratificarsi di duplicazioni dirigenziali quanto meno inopportune". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore) annuncia di aver presentato un'interrogazione per conoscere dalla Giunta regionale le motivazioni che hanno indotto la Asl 1 a bandire un ulteriore posto a tempo indeterminato di Dirigente delle Professioni sanitarie infermieristiche per l'area Nord dell'Azienda Usl1 che andrebbe a sovrapporsi all'attuale dirigente del servizio Sitro già presente nella stessa Azienda sanitaria. L'interrogazione trae ispirazione dal servizio giornalistico ("Asl accorpate, ma gli incarichi raddoppiano") pubblicato dal quotidiano "Il Messaggero - Umbria" il 22 ottobre scorso.
"Abbiamo sempre detto che sarebbe stato sulla capacità di eliminare duplicazioni, rendite di posizione e centri di potere consolidati che si sarebbe misurata la volontà di una reale svolta. Lo spirito che ha contraddistinto la riforma del servizio sanitario - spiega Dottorini - era quello di avviare un processo di razionalizzazione, garantendo servizi efficienti e risparmi per i cittadini. Non comprendiamo pertanto, almeno con la categoria del buon senso, la scelta di creare un ulteriore dirigente che si configura a tutti gli effetti come un doppione. Tra l'altro sarebbe opportuno - aggiunge Dottorini - che prima di passare alla nomina di un dirigente a tempo indeterminato si provvedesse alla necessaria copertura delle carenze attualmente presenti nelle Aziende sanitarie e alla compiuta applicazione della legge 251 del 2000 che prevedere la formale rappresentanza delle aree professionali del comparto sanitario al fine di migliorare l'assistenza ai cittadini. La riforma che abbiamo approvato due anni fa prevedeva, oltre all'accorpamento 'materiale' delle Aziende presenti nella provincia di Perugia, anche la razionalizzazione in termini di postazioni dirigenziali con conseguenti risparmi per cittadini ed enti locali. Per questo crediamo che quanto deciso dalla Usl 1 non sia pienamente aderente allo spirito della riforma e chiediamo che la Giunta si faccia carico di valutare l'opportunità delle scelte effettuate dai manager dell'Azienda e intervenga invece in merito alle reali carenze che contraddistinguono il sistema sanitario locale, che sono la mancanza di infermieri e personale medico, non certo la carenza in ambito dirigenziale. Ovviamente a dipanare le ombre di questa scelta non aiutano le voci che si raccolgono nei corridoi della Usl 1 e che vorrebbero il posto da dirigente a tempo indeterminato legato a uno stretto parente di un noto politico locale. Non ci è dato di sapere se queste interpretazioni corrispondano al vero, ma resta incomprensibile una scelta di questo genere".
"La creazione - conclude Dottorini - di una ulteriore postazione dirigenziale per un servizio che ne è già dotato oltre a essere fuori da ogni logica di risparmio potrebbe anche prefigurare ipotesi di danno erariale per le casse regionali. Da parte nostra possiamo assicurare che non abbasseremo il livello di attenzione e che continueremo a vigilare sulla piena applicazione della riforma sanitaria, sulla razionalizzazione dei costi a carico dei cittadini e sull'efficientamento del sistema sanitario locale".

Perugia, 31 ottobre 2014

"Umbria all'avanguardia in un settore che fa del rispetto dell'ambiente e dell'educazione a stili di vita salubri i propri cardini. Tutelare la qualità delle prestazioni in campo olistico"

DISCIPLINE BIONATURALI. DOTTORINI: "APPROVATA ALL'UNANIMITÀ NOSTRA LEGGE SU BENESSERE E CURE ALTERNATIVE. GRANDE SODDISFAZIONE"

"L'approvazione all'unanimità della nostra proposta di legge sulla valorizzazione e promozione delle discipline bionaturali è un'ottima notizia per un settore che da anni aspettava un riconoscimento della propria funzione sociale, di promozione del benessere e di prevenzione. In tanti in questi anni hanno sperimentato gli effetti positivi di un approccio globale alla salute, anche attraverso pratiche che devono intendersi come complementari rispetto a quelle mediche. Oggi si avvia un percorso che consentirà di tutelare la qualità delle prestazioni e le professionalità degli operatori, garantendo agli utenti la possibilità di orientarsi in una giungla di proposte non sempre adeguate. In questo modo l'Umbria si pone all'avanguardia in un settore che fa del rispetto dell'ambiente e dell'educazione a stili di vita salubri i propri cardini". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione per un'Umbria migliore e promotore della legge sulle discipline bionaturali esprime la propria soddisfazione per l'approvazione all'unanimità della proposta di legge n. 1497/BIS che ha ad oggetto le "Disposizioni in materia di valorizzazione e promozione delle discipline bionaturali".
"Quando si parla di discipline del benessere - spiega il promotore della legge - si fa riferimento a una grande eterogeneità di proposte che condividono il cosiddetto approccio olistico alla persona che si esplica nel considerare fondamentale l'equilibrio fra le componenti somatiche, mentali e spirituali dell'individuo con quelle fisiche. Queste pratiche ritengono strettamente legati tali aspetti al fine non solo di prevenire stati patologici, ma anche di ripristinare migliori condizioni di salute e rimuovere stati di disagio, producendo benefici sul piano dell'ottimizzazione delle risorse personali e sociali e ponendo al centro l'unicità e la globalità della persona. In questi anni il settore è stato oggetto di grandi fraintendimenti e anche gli utenti non sempre sono stati messi nelle condizioni di comprendere la differenza tra chi opera in maniera seria e competente dai finti-guru o dagli pseudo-terapeuti che riempiono le cronache dei nostri programmi di intrattenimento. La nostra legge, oltre a tutelare la qualità delle prestazioni e la professionalità degli operatori, si pone proprio l'obiettivo di introdurre nella legislazione regionale strumenti che puntano a orientare i potenziali utenti delle discipline bionaturali e del benessere, consentendo loro di distinguere chiaramente il campo delle discipline riconosciute ufficialmente da quello dei guaritori o della magia in senso lato".
"La legge dà il giusto riconoscimento a coloro che offrono formazione nel settore attraverso l'istituzione di un elenco regionale che possa garantire gli standard adeguati di insegnamento. Abbiamo previsto che queste regole siano individuate da un comitato tecnico composto, fra gli altri, da rappresentanti delle associazioni dei consumatori, da dirigenti regionali in materia di welfare e formazione professionale e che svolgerà anche una funzione di coordinamento fra gli operatori nelle discipline bionaturali. Inoltre il nostro testo - prosegue Dottorini - riprendendo la ratio che ha ispirato il legislatore nazionale nella recente normativa sulle professioni non organizzate, impone alla Regione di promuovere la costituzione di "Reti del benessere" attraverso le quali gli stessi operatori possono dotarsi di un marchio di qualità che garantisca all'utente standard qualitativi e regole comportamentali certe".

Perugia, 28 ottobre 2014
"Centinaia di migliaia di persone dentro il vortice della dipendenza e 2 milioni al giorno spesi in Umbria. Bene marchio no-slot, agevolazioni fiscali e prevenzione"

GIOCO D'AZZARDO. DOTTORINI: "DOMANI VOTO FINALE PER CONTRASTO A LUDOPATIA, DA UMBRIA IMPORTANTE RISPOSTA A VERA EMERGENZA SOCIALE"

"Il voto di domani segna la tappa finale di un percorso che porta anche l'Umbria nel novero delle regioni che tentano di prevenire e contrastare il gioco d'azzardo e gli affari più o meno leciti che ad esso si collegano. La ludopatia si sta trasformando in una vera emergenza sociale, per questo è urgente intervenire con tutti gli strumenti a nostra disposizione per promuovere iniziative di contrasto al rischio di dipendenza. Non possiamo più assistere inermi a una pratica che apre le porte alla criminalità organizzata e trascina molte persone in un circolo vizioso con gravi conseguenze familiari, economiche e sociali". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria Migliore e firmatario di una delle tre proposte di legge per il contrasto della ludopatia, si esprime sulla votazione che coinvolgerà domani il Consiglio regionale sul testo di legge riguardante le "Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico". 
"L'Italia è uno dei tre paesi al mondo dove si gioca di più e l'Umbria, con i suoi 2 milioni di euro spesi al giorno negli oltre 4mila apparecchi installati, non è esente dal fenomeno. La crisi economica  - spiega Dottorini - ha contribuito non poco al dilagare di quella che oggi potremmo definire una vera e propria emergenza sociale, assecondata dalla politica scellerata e ipocrita di uno Stato che da un lato lucra sull'azzardo, dall'altro è chiamato a riparare ai danni sociali e sanitari che esso provoca. I dati ci dicono che da 800mila a 1,5 milioni di italiani rischiano di diventare, o già lo sono, dipendenti dal gioco d'azzardo. Per questo riteniamo importante lo sviluppo sia di una serie di iniziative atte a prevenire la malattia come la creazione di gruppi di auto-aiuto e l'attivazione di un numero verde regionale, sia di azioni che vanno a contrastare concretamente il fenomeno come il divieto di disporre di slot-machine per i locali che si trovano a meno di 500 metri dalle scuole, e la previsione di un marchio etico "no- slot" per i  locali pubblici che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco. In particolare - prosegue il presidente dell'associazione Umbria Migliore - giudichiamo lungimirante la previsione di agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale per gli esercizi che, per una scelta di coscienza, rinunciano agli incassi delle slot-machine preferendo non essere complici di un sistema che trascina centinaia di migliaia di persone dentro il vortice della dipendenza".

Perugia, 20 Ottobre 2014
"Tutte le belle parole su spending review, costi standard, sprechi pubblici si infrangono su casi come questo, dove a pagare è sempre Pantalone" 

ASL 1. DOTTORINI INTERROGA LA GIUNTA SU SERVIZIO

"Occorre che l'assessorato alla Sanità avvii un'indagine interna per verificare se rispondono al vero le notizie emerse da una recente inchiesta giornalistica in base alla quale risulta un acquisto da parte della Asl n.1 di prodotti sanitari con costi più che doppi rispetto al prezzo praticato ai soggetti privati. Questa notizia mette a nudo quella che appare come la punta di un grande iceberg fatto di sprechi e malagestione di cui, a quanto pare, deve rispondere soprattutto il governo nazionale, ma che interpella anche il Servizio sanitario regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e Presidente di Umbria migliore, annuncia la presentazione di un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito a quanto emerso dall'inchiesta della trasmissione "Le Iene" dal titolo "Paga la Asl? Costa il triplo" andata in onda nei giorni scorsi da cui emerge "una disparità inammissibile tra quanto richiesto al privato rispetto al pubblico per l'acquisto di presidi sanitari praticamente identici".
"Risulta paradossale - continua Dottorini - che possa esistere una doppia tariffazione su prodotti identici e che nessuno fino ad oggi si sia reso conto di questa situazione. Se solo provassimo ad immaginare cosa potrebbe essersi verificato in casi analoghi o per altri materiali sanitari, ci troveremmo di fronte a uno sperpero di risorse di dimensioni eclatanti. Ovviamente noi non siamo nelle condizioni di poter affermare nulla in proposito, ma chiediamo alla Giunta regionale di dirci se è a conoscenza di altre situazioni simili o se può escludere che casi come quello denunciato si verifichino anche per altre categorie di forniture sanitarie. Inoltre è opportuno conoscere se e da quanto tempo si protraggono queste circostanze. E' necessario insomma fare al più presto chiarezza e soprattutto chiedere al Governo nazionale di rivedere il cosiddetto nomenclatore tariffario, dotando anche le Regioni di un potere di controllo che, a quanto pare, a tutt'oggi non hanno. Tutte le belle parole sulla spending review, sui costi standard, sugli sprechi nella pubblica amministrazione si infrangono su casi come questo, dove a pagare è sempre Pantalone e dove su una semplice coppia di plantari ortopedici esiste un margine di possibili risparmi incredibilmente elevato e incomprensibilmente ignorato".

Perugia, 16 ottobre 2014



"Marchio Slot-free, numero verde, sanzioni per arginare un fenomeno in preoccupante ascesa. In Umbria 2 milioni spesi ogni giorno in 4mila apparecchi"

GIOCO D'AZZARDO. DOTTORINI: "BENE APPROVAZIONE NOSTRA LEGGE PER CONTRASTO A LUDOPATIA, VERA EMERGENZA SOCIALE"

"Questa è una buona notizia per chi crede che quella della ludopatia sia un emergenza sociale che merita urgenti e concreti interventi da parte delle istituzioni. A fronte di uno Stato che lucra sulle debolezze delle persone più fragili, quello che è stato approvato è un buon testo che prevede misure importanti sia per la prevenzione del fenomeno che per le misure economiche finalizzate al suo contrasto". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria Migliore e firmatario di una delle proposte di legge per il contrasto della ludopatia, commenta il voto favorevole da parte della terza Commissione consiliare al testo di legge sulle "Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico".
"Il gioco d'azzardo - spiega il consigliere regionale - si sta trasformando in una vera emergenza sociale. Per questo è urgente intervenire con tutti gli strumenti a nostra disposizione per promuovere iniziative di contrasto, prevenzione e riduzione del rischio di dipendenza rispetto a un fenomeno che anche in Umbria appare in dilagante ascesa. Non possiamo più assistere inermi a una pratica che apre le porte alla criminalità organizzata e trascina molte persone in un circolo vizioso con gravi conseguenze personali, familiari e sociali. L'Italia è uno dei tre paesi al mondo dove si gioca di più e la nostra regione, con i suoi 2 milioni di euro spesi al giorno negli oltre 4mila apparecchi installati, non è esente dal fenomeno. Anzi, il gioco d'azzardo negli ultimi anni, spinto anche dal vento della crisi economica, ha avuto un incremento davvero preoccupante ed è giunto il momento che la politica si faccia carico delle conseguenze. Questa proposta di legge - prosegue Dottorini - è un esempio di come coniugare l'aspetto socio-sanitario con misure concrete a livello economico. Prevedendo infatti, da una parte strumenti incentivanti per chi non dispone di slot-machine nel proprio locale e dall'altra di misure sanzionatorio per le sale da gioco che si trovano nelle zone limotrofe ai centri di aggregazione giovanili - conclude il Presidente di Umbria migliore - si attua una concreta forma di supplenza nei confronti di uno Stato che ha preferito limitarsi ad incassare i  miliardi di euro che ogni anno derivano dal mercato del gioco d'azzardo senza avere alcuna considerazione dei risvolti sociali, sanitari e culturali di questo triste fenomeno". 
"Riteniamo importante il divieto di disporre di slot-machine per i locali che si trovano a meno di 500 metri da scuole, centri giovanili e strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito socio-sanitario. Per i locali pubblici che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco è prevista inoltre la creazione di un marchio etico 'slot-free' e agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale. Per quanto riguarda la prevenzione sarà attivato un numero verde regionale per fornire un primo servizio di ascolto, assistenza e consulenza e la Regione si impegna a promuovere la creazione di gruppi di auto-aiuto per le persone affette da ludopatia e i loro familiari".

Perugia, 30 Settembre 2014
"Necessario coinvolgere le parti sociali al tavolo tecnico istituito dalla Regione. Garantire uniformità di trattamenti per i lavoratori ed evitare forzature unilaterali"

SANITA'. DOTTORINI: "TAGLIO STIPENDIO INFERMIERI ATTO CONTESTABILE.  REGIONE ASCOLTI RICHIESTE DEI LAVORATORI"

"La Regione si pronunci in tempi rapidi sul taglio delle indennità degli infermieri e assicuri la parità di trattamento fra i lavoratori delle aziende sanitarie umbre". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Umbria migliore, esprime preoccupazione per la notizia del taglio, deciso dalla direzione della Ausl Umbria1 contro il parere unanime delle rappresentanze sindacali, delle indennità stipendiali di rischio degli infermieri. 
"Crediamo che l'appello delle parti sociali ad essere coinvolte al tavolo tecnico istituito dalla Regione sia una richiesta legittima. Le istituzioni - continua Dottorini - devono accoglierla senza esitazione. La carenza di dotazione organica accanto a una crescente e non riconosciuta flessibilità dell'orario di lavoro rischiano di avere ricadute serie sulla qualità del servizio offerto agli utenti. Occorre garantire uniformità di trattamenti per i lavoratori della sanità regionale ed evitare forzature unilaterali verso un settore già provato da sofferenze organiche e carichi di lavoro spesso insostenibili. In una situazione già critica per le nostre aziende sanitarie e ospedaliere le istituzioni non possono permettersi di eludere ulteriormente i bisogni dei lavoratori".  

Perugia, 10 aprile 2014
Marchio "slot-free" e agevolazioni per i locali virtuosi, numero verde e ruolo del volontariato al centro della proposta. Inoltre divieto di pubblicità e limiti alle sale gioco 

LUDOPATIA. DOTTORINI SOLLECITA APPROVAZIONE LEGGE PER CONTRASTO DIPENDENZA DA GIOCO D'AZZARDO: COSA ASPETTIAMO AD INTERVENIRE?

"Il gioco d'azzardo si sta trasformando in una vera emergenza sociale anche nella nostra regione. Per questo è urgente intervenire con tutti gli strumenti a nostra disposizione per promuovere iniziative di contrasto, prevenzione e riduzione del rischio di dipendenza rispetto a un fenomeno che anche in Umbria appare in dilagante ascesa. Non possiamo più assistere inermi a un fenomeno che apre le porte alla criminalità organizzata e trascina molte persone in un circolo vizioso con gravi conseguenze personali e sociali". Con queste parole il presidente di Umbria Migliore, Oliviero Dottorini (Idv), torna sollecitare la trattazione della sua  proposta di legge, ormai depositata da tempo, "per il contrasto della devianza da gioco d'azzardo patologico".
"I dati più recenti - continua Dottorini- ci dicono che in Umbria si giocano circa 2 milioni di euro al giorno negli oltre 4mila apparecchi installati nei vari locali. Appare in grande crescita inoltre il numero di persone seguite dai servizi sociali proprio per problemi legati alla ludopatia. Il diluvio di lotterie, gratta e vinci, scommesse, slot machine e poker on line sembra incidere molto profondamente sul tessuto connettivo della nostra comunità regionale, andando a colpire soprattutto i più deboli e le persone in difficoltà. Per questo, oltre al divieto di pubblicità e a limiti alla collocazione delle sale da gioco consentite solo a una precisa distanza da istituti scolastici o centri giovanili, la nostra proposta di legge prevede l'attivazione di un numero verde regionale e la creazione di un marchio etico 'slot-free' da esporre presso gli esercizi dei locali pubblici che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco, con misure premianti nei bandi e agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale. Facendo tesoro delle sollecitazioni giunte dal mondo dell'associazionismo, il nostro testo tende a mettere in rete, nell'ottica della sussidiarietà, molteplici soggetti, a cominciare dalle realtà del volontariato e del privato sociale. Prevenzione e formazione di operatori, educatori, genitori e gestori di locali e sale giochi sono al centro di una proposta che prevede la possibilità per la Regione di attivare collaborazioni con le associazioni di volontariato, anche con la concessione di contributi, per progetti integrati con i servizi socio-sanitari territoriali. Viene prevista inoltre l'istituzione di un Osservatorio regionale sulla dipendenza comportamentale da gioco d'azzardo per monitorare gli effetti del fenomeno in tutte le sue componenti".
"In questo momento di grave difficoltà economica - spiega il presidente di Umbria Migliore - il miraggio di una ricchezza facile e immediata colpisce soprattutto giovani, disoccupati, pensionati e famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. Di fronte a questo lo Stato si limita a incassare miliardi di euro ogni anno, senza avere alcuna considerazione dei risvolti sociali, sanitari e culturali di questo triste fenomeno e ignorando il fatto che l'azzardo rappresenta la seconda causa di indebitamento delle famiglie italiane. La nostra proposta, se approvata, potrà rappresentare uno strumento di prevenzione e contrasto anche in supplenza di uno Stato che non a torto è stato definito biscazziere e che non prende coscienza della disperazione in cui piombano i singoli e le famiglie che finiscono nella rete del gioco patologico".

Perugia, 20 marzo 2014
 

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