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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

"Dimezzamento indennità per Presidente e Cda, valutazione competenze del Direttore generale, ruolo attivo del Consiglio regionale al centro della proposta"




"Più trasparenza ed efficacia, dimezzamento delle indennità per le figure apicali, selezione meritocratica, verifica puntuale dei risultati. La mia è una proposta che da un lato va incontro a quanto previsto dalla normativa nazionale e dall'altro migliora la funzionalità dell'Istituto zooprofilattico, introducendo elementi di risparmio e riconoscimento del merito nell'individuazione delle figure amministrative e dirigenziali". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato una proposta di legge di modifica ed integrazione delle norme per l'organizzazione e la gestione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche.
"L'Umbria - spiega il presidente della Prima commissione - deve adeguare la propria normativa alla mutata legislazione nazionale e, allo stesso tempo, deve mantenere il primato nazionale di efficienza nello specifico settore della zooprofilassi. La mia proposta di legge mira quindi a rispondere al dettato del decreto legislativo 106/2012 e fa perno su alcune modifiche ed integrazioni della legge regionale vigente in grado di rendere più incisive ed efficaci le modalità gestionali, di garantire maggiore qualità professionale agli organi di governo e alle figure apicali dell'Istituo e a migliorare la trasparenza e le funzioni di controllo da parte del Consiglio regionale. Nel 1997 - spiega Dottorini - Umbria e Marche furono le prime regioni in Italia ad ammodernare l'assetto organizzativo e gestionale dell'Istituto, trasformandolo in una vera e propria azienda sanitaria, al pari delle Usl delle aziende ospedaliere. Ora è necessario rimettere mano a quella normativa per prevedere la possibilità per l'Istituto zooprofilattico di svolgere attività di supporto tecnico-scientifico e di stage nei corsi di laurea in medicina veterinaria, nelle scuole di specializzazione e nei dottorati di ricerca e per apportare alcuni correttivi agli organi di governo dell'Istituto. In particolare, oltre al dimezzamento delle indennità di carica per il presidente e i componenti del Cda, la nostra proposta riduce la durata in carica del Consiglio di amministrazione da cinque a quattro anni e prevede che i componenti debbano documentare, oltre al possesso del diploma di laurea, una adeguata professionalità ed esperienza in materia di sanità pubblica veterinaria e di sicurezza degli alimenti. Inoltre viene introdotto l'obbligo per il Consiglio di amministrazione di render conto annualmente ai Consigli regionali di Umbria e Marche di quanto realizzato nell'anno di attività. Al fine di garantire la necessaria indipendenza dalle logiche spartitorie, si prevede anche una Commissione specifica, costituita da soggetti terzi, con il compito di valutare in maniera trasparente ed oggettiva le reali competenze dei candidati alla nomina di direttore".
"Credo sia una proposta che risponde appieno sia alle previsioni normative nazionali sia a un'esigenza di maggiore efficacia e trasparenza nelle scelte. I tempi sono piuttosto ristretti - aggiunge Dottorini - dal momento che nel corso di questa estate andranno a scadenza gli attuali organi sociali, che dovranno quindi essere rinnovati con la nuova normativa. Per questo confido che anche la Giunta regionale avverta l'esigenza di imprimere un'accelerazione su questo tema. Difendere lo status quo o alcune rendite di posizione credo sia inopportuno oltre che inammissibile".


Perugia, 24 maggio 2013
"La biomassa deve essere reperita in loco e gli impianti devono essere di piccole dimensioni, riportando le distanze a quanto già deciso dal Consiglio regionale" 

BIOMASSE. DOTTORINI: RESTITUIRE CREDIBILITÀ A ISTITUZIONI RITIRANDO DELIBERA 494 SU FONTI RINNOVABILI. NECESSARIO RIAPRIRE CONFRONTO

"È quanto mai urgente che la Giunta regionale ritiri la delibera che di fatto deregolamenta il settore delle biomasse. Occorre una legislazione regionale certa, che tuteli i cittadini e favorisca gli impianti di piccole dimensioni, alimentati localmente e realmente rispettosi dell'ambiente, senza ricorrere a stratagemmi e contorsionismi che portano solamente alla ricerca del profitto ad ogni costo, perdendo di vista il reale spirito dell'energia prodotta da fonti rinnovabili". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini interviene per chiedere che la Giunta faccia un passo in avanti e sgombri il campo da dubbi e insinuazioni, ritirando la delibera 494 e aprendo un tavolo di confronto con le associazioni e gli operatori del settore.
"L'aver forzato la mano su una materia così delicata è stato quanto di più sbagliato e inopportuno - continua Dottorini - . Su questi temi la credibilità delle istituzioni è tutto e il blitz che ha portato alla modifica del regolamento sulle fonti rinnovabili da parte della Giunta ha contribuito non poco a spostare la discussione sulle rinnovabili da un piano di realtà a uno condizionato da paure e sospetti, purtroppo non sempre infondati. Quando ai numerosi scandali ambientali si uniscono i tentativi maldestri di stravolgere i regolamenti approvati dal Consiglio non si fa altro che confermare nell'opinione pubblica la sensazione di opacità nella gestione dell'intera materia. Questo non possiamo permetterlo. La Giunta regionale deve immediatamente ritirare la delibera 494 e aggiornare l'intero regolamento, sgomberando così il campo da ogni insinuazione. Tra tutte le modalità di produzione di energia da fonti rinnovabili le biomasse sono le più controverse e più di altre si prestano al rischio di contraffazioni pericolose. Per questo necessitano di regolamenti chiari, controlli severi e confronto costante con la popolazione. Indipendentemente da come la si pensi in proposito, è urgente riaprire un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini per riaffermare alcuni principi: la biomassa deve essere reperita in loco e gli impianti devono essere di piccole dimensioni, riportando le distanze a quanto già deciso dal Consiglio regionale. Fa veramente dolore constatare come una straordinaria opportunità di produzione di energia da fonti rinnovabili possa trasformarsi in un boomerang per la credibilità delle nostre istituzioni". 

Perugia, 23 maggio 2013
"Se anche martedì prossimo fumata nera, necessario modificare la legge per abbassare il quorum dopo la terza votazione. Già depositata mia proposta di legge"

GARANTE DETENUTI. DOTTORINI (RELATORE): GRAVE CHE INTERESSI DI PARTE PREVALGANO SU QUELLI COLLETTIVI, SOTTRARRE NOMINA A SPARTIZIONI

"Non vorrei che su un tema così importante, che riguarda la dignità e i diritti delle persone, ci sia qualcuno che intende far prevalere interessi di bottega su quelli collettivi. Un tale atteggiamento vanificherebbe il tentativo che avevamo sostenuto con forza di sottrarre questo tipo di nomine dalle spartizioni partitiche, basandoci esclusivamente su competenze e sensibilità dimostrate sul campo. Credo che se anche martedì non si troverà un'opzione condivisa, l'unica strada da percorrere sia quella di modificare la legge istitutiva del garante, prevedendo l'abbassamento del quorum dopo la terza votazione. A scanso di equivoci io ho già depositato una proposta di legge in tal senso anche perché, per come è concepita, l'attuale legge si presta a boicottaggi anche da parte di minoranze di blocco che non sono previste per nessuna nomina o elezione, neppure per quella del Presidente della Repubblica". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, relatore del provvedimento in Aula, commenta l'esito fallimentare dell'elezione del Garante dei detenuti in seguito alla votazione avvenuta oggi in Consiglio regionale al termine della quale nessun candidato ha raggiunto il quorum di voti richiesto.
"E' evidente - aggiunge Dottorini - che sono venuti a mancare diversi voti riconducibili alla maggioranza. Alcuni apertamente dichiarati, altri dissimulati, ma facilmente individuabili. Il tutto per puntare su candidati più politicamente schierati, indipendentemente da curriculum ed esperienza maturata sul campo. E' bene sottolineare che a pagare le conseguenze di questa situazione sono solamente i soggetti più deboli, in questo caso i detenuti, che continuano a vedersi privati di una figura in grado di tutelare i loro diritti e di accendere i riflettori su un mondo ai più sconosciuto. Per questo potrebbe essere opportuno prendere atto che tale risultato negativo dipende anche dal fatto che la norma regionale impone una maggioranza qualificata dei due terzi, senza prevedere un abbassamento del quorum e prestando in questo modo il fianco ai giochi meno nobili. E' per superare questo ostacolo che ho già presentato una proposta di modifica legislativa con al previsione che dopo la terza votazione sia sufficiente la maggioranza semplice per l'elezione del garante, come avviene per tutte le elezioni di figure apicali, istituzionali e non. Chiederò che venga esaminata solo se il Consiglio non sarà in grado di individuare il garante attraverso l'attuale procedura, che comunque noi auspichiamo. Resta a mio avviso da condannare l'atteggiamento di chi, anche tra le file della maggioranza, privilegia interessi di parte impedendo la nomina di una figura che dovrebbe contribuire a garantire i diritti delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, segnalando tutti quei casi di disagio e rischio sovraffollamento che possono avvenire nelle carceri umbre".

Perugia, 21 maggio 2013
"La Regione purtroppo ha dato credito a Comune e Asl 1, scegliendo la perizia più onerosa e meno appetibile. Ogni giorno che passa l'immobile perde di valore"

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"Il bando di asta pubblica per l'alienazione dell'ex ospedale di Città di Castello rischia di trasformarsi nell'ennesimo flop e di non trovare alcuno pronto ad investire la cifra di 4milioni e 750mila euro per un edificio che sta cadendo letteralmente a pezzi e che necessita di lavori di consolidamento urgenti ed molto onerosi". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (capogruppo Idv) commenta l'atto approvato recentemente dalla Giunta regionale che prevede l'alienazione dell'intero immobile.
"È giusto sottolineare - aggiunge Dottorini - che la stima del prezzo è stata fatta da un collegio peritale composto da tecnici del comune di Città di Castello e della Asl n.1 e non è invece stata considerata la perizia stimata dall'Agenzia del Territorio che è pari a 3 milioni e 780mila euro e quindi più consona allo scopo che si sta perseguendo. Sicuramente la decisione di dare credito al parere del comune di Città di Castello e della Asl 1 peserà molto sull'esito dell'asta e sulla buona riuscita dell'alienazione dell'immobile. A nostro avviso infatti la stima dell'Amministrazione tifernate è spropositata e rischia di mandare deserta l'asta di alienazione, compromettendo ulteriormente il futuro della struttura che, oltre a non essere mai stata oggetto di alcun serio progetto di recupero a vantaggio della città, ogni giorno che passa si deteriora e perde di valore, lasciando spazio a una inammissibile situazione di degrado, incuria e carenza di manutenzione. In questo contesto tutte le ipotesi di un recupero virtuoso stanno tramontando. E con queste cifre sarà complicato trovare qualche privato pronto ad investire".
"Purtroppo, unico caso in Umbria, negli anni non risulta alcun progetto o piano di recupero avanzato dal comune e sicuramente la Regione ha sbagliato a prendere per buone le stime avanzate dall'amministrazione tifernate e dalla Asl 1 per l'asta pubblica. Piuttosto la Regione deve tentare di trovare una soluzione a prescindere dalle conclamate mancanze del Comune. Anche perché - aggiunge Dottorini - in questo modo rischiamo che la soluzione si allontani inesorabilmente, aggravata oltre che dall'incapacità amministrativa anche da una crisi economica che scoraggia investimenti e soluzioni positive per la collettività. Adesso non resta che attendere di vedere il bando vero e proprio che l'agenzia Umbria Sanità dovrà presentare alla Giunta regionale per l'approvazione definitiva, ma già da ora possiamo dire che siamo di fronte al rischio di perdere un'altra occasione per restituire alla città un bene di grande valore architettonico, culturale ed affettivo".

Perugia, 17 maggio 2013 

Guarda il video della visita all'ex ospedale nel marzo 2012

"Il mio sostegno per spingere l'Onu a riconoscere il commercio equo come strumento importante per contrastare la povertà"
 
COMMERCIO EQUO. DOTTORINI: "IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE HO FIRMATO OGGI LA DICHIARAZIONE A SOSTEGNO DEL FAIR TRADE"

"In occasione della giornata mondiale del commercio equo e solidale, ho voluto dare il mio contributo firmando la dichiarazione d'intenti per sostenere la campagna Fair Trade Beyond 2015 affinché le Nazioni unite inseriscano il Fair trade tra gli strumenti utili a perseguire l'obiettivo di contrastare la povertà". A comunicarlo è il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni e promotore della legge regionale sul commercio equo e solidale, Oliviero Dottorini, che oggi ha firmato la dichiarazione d'intenti per sostenere la campagna lanciata dall'Organizzazione mondiale del commercio equo e solidale (Wfto) e ripresa in Italia da Agices, l'associazione di categoria delle organizzazioni italiane del commercio equo.
"La campagna - spiega Dottorini - ha lo scopo di raccogliere le adesioni e il sostegno di amministratori pubblici e rappresentanti delle istituzioni per consegnarle ai capi di governo che a settembre si incontreranno alle Nazioni Unite per ridiscutere gli Obiettivi del Millennio per contrastare la povertà. Ho deciso di aderire perché ritengo importante che le istituzioni diano voce e sostegno a questa iniziativa, soprattutto da parte della regione che, prima in Italia, si è dotata di una legge finanziata finalizzata proprio alla promozione di questa forma di commercio alternativo. La giornata mondiale è l'occasione per informare e sensibilizzare anche la comunità umbra su temi, come quello della cooperazione, dei rapporti tra Nord e Sud del mondo, che solitamente non trovano spazio nel dibattito politico, sociale e culturale".
"E' bene ricordare - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - che riempiendo la borsa di prodotti equi e solidali, diciamo No allo sfruttamento dei produttori del sud del mondo, del lavoro minorile e dell'ambiente. I cittadini umbri hanno l'opportunità di conoscere il valore del commercio equo, valutandone le qualità e venendo a contatto con stili di vita più sobri e con modelli di consumo critico e responsabile. E' per dare ancora più visibilità a questi temi che ho deciso oggi di firmare la dichiarazione d'intenti di Wfto". 

Perugia, 11 maggio 2013
"Rigore ed equilibrio per regolare il rapporto tra uomo e animali. Maltrattamenti, sperimentazioni, combattimenti, esche avvelenate e altri temi al centro della pdl" 

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"Favorire e normare la coabitazione degli animali da affezione con l'uomo per tutelare il loro benessere e nello stesso tempo promuovere comportamenti idonei a tutela della sanità pubblica e combattere l'abbandono ed il randagismo". Il consigliere regionale Oliviero Dottorini riassume così il senso della proposta di legge "Norme in materia di tutela degli animali d'affezione e lotta al randagismo" che lo vede come proponente e che inizierà lunedì 13 maggio il suo iter nella III commissione consiliare permanente di Palazzo Cesaroni.
"Il provvedimento - spiega Dottorini - va a modificare e ad integrare la legge regionale 19 del 1994 che quasi venti anni fa affrontava già in maniera matura ed evoluta la questione della convivenza fra uomo e animale da affezione. Dal '94 ad oggi sono però intervenute numerose norme, sia nazionali che europee, che hanno sancito una importante evoluzione nel rapporto fra l'uomo e gli animali ed hanno riconosciuto a questi ultimi lo status di 'esseri senzienti'. Per questo abbiamo tentato di proporre un testo ampio ed equilibrato, che va a toccare tutti gli aspetti della convivenza fra l'uomo e gli animali d'affezione, valorizzando al massimo la prevenzione sanitaria, il possesso consapevole ed il coinvolgimento attivo delle associazioni animaliste. Il testo - prosegue Dottorini - ha già ottenuto il via libera da parte del Cal e prevede importanti novità: dalla repressione di ogni forma di maltrattamento, compreso l'abbandono, alla prevenzione e controllo del randagismo, dalla questione delle esche avvelenate ai combattimenti tra animali, dalle sperimentazioni scientifiche allo spinoso tema degli animali nei circhi. Abbiamo introdotto il divieto di possesso di animali da affezione per coloro che sono stati condannati per maltrattamenti e siamo andati a definire le modalità di soppressione degli animali, le corrette modalità di sperimentazione e i comportamenti da adottare in caso di furto o di smarrimento. Un capitolo importante è quello dedicato agli intrattenimenti con animali ed abbiamo tenuto ben distinto il loro utilizzo in manifestazioni popolari, storiche e culturali, da quello nei circhi in cui spesso gli animali vengono tenuti in condizioni inammissibili. E' sicuramente un aspetto innovativo l'istituzione presso l'assessorato alla Tutela della salute, della Consulta regionale per la tutela degli animali che ha, fra le altre funzioni, quella importantissima di predisporre piani per la prevenzione ed il controllo del randagismo, nonché quello di verificare, a posteriori, la loro corretta applicazione. Altro aspetto fondamentale della proposta è quello che tratta le prestazioni di medicina veterinaria di base e le modalità, per i veterinari liberi professionisti, di ottenere l'accreditamento e la possibilità di operare in tutto il territorio regionale e stipulare convenzioni con Comuni, Asl e associazioni animaliste". 
"Riteniamo di aver messo mano con rigore ed equilibrio a un argomento che riguarda direttamente migliaia di abitanti della nostra regione. La proposta che andremo a presentare lunedì in commissione - spiega Dottorini - è frutto di un lavoro paziente e meticoloso condotto con rappresentanti delle associazioni animaliste, ma anche con medici veterinari e privati cittadini ed ha l'ambizione di apportare elementi di novità e fare chiarezza su una problematica molto delicata e sentita dall'opinione pubblica. Riteniamo questo testo molto bilanciato e lo consideriamo aperto al contributo di tutti. Per questo ci auguriamo che possa incontrare un consenso pressoché unanime dell'Assemblea legislativa come è avvenuto in altre regioni italiane che recentemente hanno legiferato sulla stessa materia". 

Perugia, 10 maggio 2013


"L'Umbria ha bisogno di superare una visione cementizia dello sviluppo. Necessarie programmazione e pianificazione, troppa discrezionalità porta alla deregulation"

PEREQUAZIONE. DOTTORINI: PREMI IN CUBATURE ECCESSIVI E SENZA CRITERI PRECISI, CANILI DI 100 METRI QUADRI: COSI' COM'E' NON VA

"Così com'è proprio non va. La proposta sulla perequazione introduce elementi di deregolamentazione che poco hanno a che vedere con una corretta programmazione urbanistica e con una moderna pianificazione del territorio. Piuttosto vengono inseriti elementi di discrezionalità difficilmente comprensibili e temi del tutto incongruenti. Basti pensare che il testo rende possibile la realizzazione di canili fino a 100 metri quadri, veri e propri appartamenti zoologici realizzati in aperta campagna. Per non parlare della proposta di facilitazioni per realizzare nuovi annessi agricoli. Una visione cementizia dello sviluppo che già troppi danni ha fatto al nostro territorio e che dovremmo tentare di arginare anche sapendo interpretare i segnali della crisi economica che stiamo vivendo". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini chiede all'assessore Rometti una profonda revisione dell'atto portato in Consiglio regionale senza tenere in alcun conto le osservazioni portate dai tecnici in sede di confronto interno alla maggioranza.
"Si tratta di un provvedimento che, come abbiamo più volte argomentato in sede di confronto interno alla maggioranza, necessita di una profonda revisione, eliminando tutti quegli elementi accessori che rispondono a interessi particolari piuttosto che all'interesse collettivo. E' singolare - spiega Dottorini - trovarsi di fronte a un testo sulla perequazione che non parla di perequazione, ma si concentra soltanto su premialità e compensazioni, utilizzate non come strumenti di programmazione equa, ma come elementi discrezionali per aumentare cubature in modo quanto meno discutibile, soprattutto nella congiuntura storica ed economica che stiamo vivendo. Tecnici e amministratori, infatti, ci parlano di una vera e propria inversione di tendenza nel settore delle costruzioni, con gli stessi proprietari dei suoli che chiedono di far tornare agricoli terreni già edificabili. D'altra parte sono sotto gli occhi di tutti i danni inferti al nostro territorio e al paesaggio regionale da anni di pianificazione approssimativa e da una dispersione insediativa spesso incoerente".
"La perequazione - aggiunge Dottorini - dovrebbe essere uno strumento per garantire equità di diritti tra i proprietari nell'ambito della programmazione urbanistica. La proposta della Giunta invece prevede di concedere cubature in premio ai soggetti che si limitano a rispettare le leggi, provocando un eccesso di discrezionalità nella concessione delle quantità edificatorie. Se si considera inoltre che la proposta prevede la possibilità di incrementi anche del cento per cento delle quantità edificatorie, si capisce che siamo di fronte al rischio di una vera e propria deregulation. Per non parlare dell'inserimento in legge di norme che consentono la realizzazione di ricoveri per cani fino a 100 metri quadrati. Tutto ciò sembra perseguire proprio quello che una regione come l'Umbria dovrebbe evitare. Una delle cause della crisi che stiamo vivendo e delle difficoltà del nostro tessuto produttivo risiede proprio nell'aver contato in maniera sproporzionata sul ritorno economico dell'attività edilizia e sulla possibilità infinita di consumare il nostro territorio, incentivando in ogni modo tutte le attività legate al comparto edile, dalle cave, ai cementifici, alle costruzioni. Un modello ormai vecchio e che non offre prospettive. Da questo punto di vista questa legge rappresenta un passo nella direzione opposta a quella che noi auspichiamo".

Perugia, 8 maggio 2013
"Tra i principali risultati: eliminazione del 7 per cento dalla tariffa, minimo vitale gratuito per tutti, coinvolgimento di movimenti e associazioni, obiettivo Rifiuti zero"

ACQUA E RIFIUTI. DOTTORINI: BATTAGLIA SERRATA HA DATO BUONI FRUTTI, GRAZIE A MIEI EMENDAMENTI UMBRIA RECEPISCE VOLERE DEGLI ITALIANI

"Una battaglia serrata, sempre sui contenuti e mai strumentale, ci ha portato a ottenere risultati molto importanti e a porre al centro della discussione la volontà che 27 milioni di italiani hanno espresso con il referendum sull'acqua. Grazie ai miei emendamenti infatti viene inserito a pieno titolo il rispetto dell'esito referendario sull'acqua, l'eliminazione del 7 per cento dalla tariffa, il riconoscimento per ciascun individuo del minimo vitale pari a 50 litri gratuiti al giorno, il coinvolgimento dei movimenti per l'acqua, delle associazioni ambientaliste e dei consumatori nella Consulta che controllerà la qualità e la correttezza nell'erogazione dei servizi, l'introduzione dell'obiettivo Rifiuti zero tra i principi che dovranno ispirare la gestione del ciclo dei rifiuti, cosa non prevista nell'attuale Piano regionale. Rimangono aperti alcuni temi di altrettanta importanza, ma consideriamo quella di oggi come una piccola rivincita rispetto alle posizioni ideologiche e supponenti che avevano caratterizzato i lavori della commissione e che avevano portato alla bocciatura dell'atto pur di non prendere in considerazione le nostre proposte". Sono le parole con cui il consigliere regionale Oliviero Dottorini, relatore in aula del provvedimento sull'Auri e presentatore di un pacchetto di emendamenti sul rispetto dell'esito referendario e sulla corretta gestione dei rifiuti, commenta l'esito della votazione sul provvedimento che taglia gli attuali quattro Ati e istituisce l'Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri).
"Rimangono - aggiunge Dottorini - due temi controversi dal punto di vista formale, ma molto significativi sotto l'aspetto politico: il riconoscimento dell'acqua come bene privo di rilevanza economica e la separazione tra gestore della raccolta dei rifiuti e dello smaltimento ultimo, al fine di incentivare al massimo la raccolta differenziata ed evitare conflitti d'interesse. Su questi temi le differenze all'interno della maggioranza rimangono evidenti. Infatti, al di là degli aspetti formali che ne rendono complicata l'attuazione, è nostra convinzione che l'acqua, in quanto diritto universale, debba essere considerata un bene privo di rilevanza economica e non possa quindi essere soggetta alle regole del mercato. Ora aspettiamo di vedere il testo della proposta di legge nazionale che il Consiglio si è impegnato a produrre con l'approvazione dell'ordine del giorno collegato al testo approvato. Sarà quella la sede in cui ribadire la nostra posizione in merito alla necessità di una gestione pubblica del servizio idrico per porre la nostra regione all'avanguardia sui temi dei servizi pubblici e dei beni comuni. Per ora prendiamo atto che grazie al nostro contributo siamo riusciti a migliorare il testo che era giunto in Consiglio regionale, inserendo delle norme importanti che danno una connotazione più lungimirante a questo processo di razionalizzazione e semplificazione del sistema amministrativo regionale".

Perugia, 6 maggio 2013
"Soddisfazione per aver contribuito a rendere possibile la realizzazione dell'evento in Altotevere. Si raccolgono così i frutti della nostra legge sul commercio equo e solidale"

"Accolgo con grande soddisfazione la notizia che per i prossimi tre anni Altrocioccolato si svolgerà in Altotevere. La continuità nel tempo di questa importante manifestazione è stata possibile grazie alle risorse previste dalla legge regionale sul commercio equo che il sottoscritto ha promosso e sostenuto. Ricordo anche che quest'anno sul bilancio regionale sono stati stanziati 60mila euro solo grazie ad un mio emendamento, che ha evitato tagli drastici alla legge. E' importante continuare a garantire risorse ad un evento che promuove un modello alternativo di economia, basato sulla giustizia e sul rispetto per la dignità del lavoro e per l'ambiente". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, promotore della legge regionale 3 del 2007, commenta la notizia dello spostamento a Città di Castello della manifestazione Altrocioccolato.
"Da sempre - continua Dottorini - ho sostenuto il movimento umbro del commercio equo e solidale, tanto che uno dei primi atti da me compiuti in qualità di consigliere regionale è stata proprio la presentazione di quella che poi sarebbe diventata la prima legge regionale sul commercio equo finanziata in Italia. Grazie a queste iniziative i cittadini e consumatori dell'Umbria potranno conoscere proposte concrete per immaginare vie d'uscita dall'ingiustizia che troppo spesso caratterizza le relazioni economiche, soprattutto nei confronti dei piccoli produttori svantaggiati del Sud del mondo".

Perugia, 3 maggio 2013
"Gestione pubblica dell'acqua, partecipazione dei cittadini e strategia rifiuti zero diventino principi irrinunciabili. Basta ricerca scappatoie"

AURI. DOTTORINI PRESENTA PACCHETTO EMENDAMENTI: RISPETTARE ESITO REFERENDUM SU ACQUA E GARANTIRE CORRETTA GESTIONE RIFIUTI

"La volontà che 27 milioni di italiani hanno espresso con il referendum sull'acqua deve essere al centro di ogni riorganizzazione dei servizi. Quindi gestione pubblica del servizio idrico ed eliminazione del 7 per cento in bolletta sono i punti irrinunciabili da cui partire. Inoltre va garantita la massima partecipazione dei cittadini e degli utenti, una gestione dei rifiuti ispirata alla strategia 'rifiuti zero' e la separazione dei soggetti gestori tra chi si occupa della raccolta dei rifiuti e chi dello smaltimento finale". Sono le parole con cui il consigliere regionale Oliviero Dottorini illustra il pacchetto di emendamenti al disegno di legge della Giunta regionale (in Aula lunedì) che taglia gli attuali quattro Ati e istituisce l'Autorità umbra per rifiuti e idrico (Auri). Emendamenti già proposti in commissione, ma non votati per la bocciatura dell'articolo 1 (e quindi dell'intero atto) da parte di Pd e Pdl.
"Due mesi fa - spiega Dottorini - fu sufficiente affermare che l'acqua deve essere considerata un bene comune privo di rilevanza economica e che sui rifiuti si deve perseguire la strategia 'rifiuti zero' per provocare la bocciatura dell'intero provvedimento di giunta da parte del gruppo Pd. Ora la giunta regionale ripropone lo stesso testo in Aula, evitando un serio confronto all'interno della maggioranza. Confido possa almeno tenere conto di quanto già discusso e approvato dalla prima commissione, a iniziare dal tema del rispetto del risultato referendario e quindi dal riconoscimento chiaro e inequivocabile dell'acqua come bene comune e come diritto umano essenziale. La Regione ne deve garantire l'approvvigionamento a ciascun cittadino, assicurando il diritto al minimo vitale giornaliero, pari a 50 litri giornalieri gratuiti per persona, inserendo richiami espliciti all'esito referendario. La gestione del servizio idrico deve essere pubblica e deve essere eliminata dalla tariffa la componente della remunerazione del capitale, cosa ancora inapplicata. I nostri emendamenti inoltre insistono sulla garanzia della partecipazione dei cittadini, sia richiamando il rispetto delle norme nazionali che ne stabiliscono le modalità, sia prevedendo la partecipazione in seno alla consulta regionale per il servizio idrico e dei rifiuti di rappresentanti degli utenti, delle associazioni ambientaliste e dei movimenti per l'acqua. Infine, sul tema dei rifiuti, chiediamo che tra i principi che dovranno ispirarne la gestione vi sia un riferimento esplicito alla strategia 'rifiuti zero' e che la gestione della raccolta e quella dello smaltimento finale siano affidati a gestori distinti, per evitare evidenti conflitti di interessi. Su questi temi non è più possibile continuare a cercare scappatoie".
"Ci auguriamo - conclude Dottorini - che la Giunta regionale abbia saputo cogliere la portata delle proposte da noi presentate e in parte fatte proprie dalla prima commissione. Ad ogni buon conto noi abbiamo già depositato in aula gli emendamenti che non fu possibile discutere in commissione. Il nostro obiettivo rimane quello di conferire al disegno di legge un carattere di lungimiranza e di rispetto per i milioni di cittadini che con forza hanno affermato come la pensano sulla gestione dei servizi pubblici locali".

Perugia, 3 maggio 2013
"Gli umbri possono scegliere tra una pluralità di soggetti per certificare la storicità del proprio veicolo. Con un risparmio medio di 100 euro all'anno" 

FISCALITA'. DOTTORINI:

"L'Umbria è già da tempo in linea con quanto stabilito dalla Cassazione e dalla Commissione tributaria in materia di bollo per auto e moto storiche. Nel 2007 infatti abbiamo sancito la possibilità per i possessori di autoveicoli storici di rivolgersi a una pluralità di soggetti, scardinando quello che di fatto si presentava come un monopolio. Il tema oggi è un altro: come agevolare convenzioni con compagnie assicurative che appaiono ancora piuttosto restie a cogliere lo spirito della legge e ad allargare i benefici ad altri soggetti". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, già promotore dell'intervento di liberalizzazione del settore introdotto con la legge 36 del 2007, interviene in merito al pagamento del bollo ridotto per le auto le moto ultra ventennali.
"I centri autorizzati dalla Regione - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - fanno risparmiare mediamente ai cittadini che possiedono veicoli storici circa cento euro all'anno, evitando l'iscrizione ad un club privato come Asi. La nostra normativa sta facendo scuola in tutta Italia e altre regioni si sono adeguate nel frattempo alla legge umbra, coinvolgendo altri club privati oltre al solo Asi. Il club Aiac di Perugia/Terni è infatti presente in Piemonte e in Puglia, offrendo ai cittadini una valida e economica alternativa all'Asi. 
Anche la Magistratura contabile ha dato ragione al nostro operato con sentenze a favore della scelta della Regione Umbria e la recente sentenza della Cassazione, portata avanti dal responsabile consumatori Dario Di Bello, dimostra la correttezza e la lungimiranza della nostra legislazione".
"Il vero problema - aggiunge Dottorini - rimane quello di individuare compagnie assicurative che allarghino i confini delle proprie convenzioni. Ad oggi infatti sono pochissime le compagnie disponibili a stipulare polizze agevolate con chi sceglie i centri della Regione. Il che dovrebbe sicuramente indurre anche gli uffici della Regione Umbria a maggiore sollecitudine e interessamento, dimostrando di credere nella legge piuttosto che subirla controvoglia. Sicuramente Aci, che ha in vigore una convenzione con la stessa Regione, potrebbe impegnarsi nel tentativo di abilitare le polizze storiche attraverso la propria compagnia assicurativa (Sara) anche ai cittadini che scelgono di usufruire dei centri autorizzati dalla Regione. Sarebbe sicuramente una soluzione positiva che andrebbe a tutelare i cittadini, proseguendo nella direzione meritoriamente intrapresa nel 2007. Monopoli, cartelli e rendite di posizione non hanno più ragione di esistere, è bene che tutti ne assumano consapevolezza". 

Perugia, 30 aprile 2013

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