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"L'Umbria declassa i suoi cittadini alla serie B e li obbliga a pagare un nuovo balzello. Altre regioni si sono opposte al Governo, l'Umbria abbassa la testa"

VEICOLI STORICI. DOTTORINI: "PD, PSI E GIUNTA REINTRODUCONO IL BOLLO PIENO. DURO COLPO PER APPASSIONATI, IN CRISI INTERO COMPARTO"

"Con l'emendamento a firma Pd e Psi, la Giunta regionale declassa i contribuenti umbri a cittadini di serie B, cancellando le agevolazioni per i possessori di veicoli storici. Oggi la nostra Regione decide di assecondare il colpo di scure del governo Renzi negando un possibile beneficio che altre regioni, come Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, Lombardia, Basilicata, provincia autonoma di Trento e Bolzano e, da ultima, Veneto hanno invece reintrodotto. Una decisione tutt'altro che sensata che penalizza i cittadini umbri rispetto a quelli di altre regioni e non dà alcuna risposta a chi si è visto da un giorno all'altro penalizzare dal brutale intervento del Governo". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, commenta l'approvazione dell'emendamento a firma Pd e Socialisti, sostenuto dalla Giunta, che cancella il beneficio fiscale per le auto e le moto storiche, ottenuto grazie all'emendamento Dottorini approvato appena due giorni fa in commissione. 
"Purtroppo - continua Dottorini - siamo in una Regione che non trova fondi per provvedimenti di giustizia ed equità, ma stanzia 240mila euro a favore dei cavatori umbri sottraendoli ai fondi destinati all'associazionismo. È bene ricordare che la legge uscita dalla prima commissione prevedeva la trasformazione della 'tassa storica di circolazione' in 'tassa storica di possesso' con tre scaglioni di imposta basati sulla potenza fiscale (kilowatt) dell'auto o della moto storica, certificata dall'Asi, dall'Fmi o dai centri specializzati individuati a suo tempo dalla Giunta regionale. La norma voleva quindi allineare la legislazione umbra a quella delle altre regioni d'Italia, con l'intento non di generalizzare un beneficio, ma di concentrarlo solo su quei veicoli certificati come storici e che presentino specifiche caratteristiche tecniche e meccaniche. Ma purtroppo questo da oggi non sarà più possibile con gravi conseguenze sulle casse regionali dal momento che molti cittadini  venderanno il proprio mezzo, lo rottameranno o lo esporteranno, magari mettendo in atto tutti quegli escamotage in grado di aggirare questa nuova tassa. In questo modo in realtà è facile immaginare che il gettito previsto non sarà confermato. Senza considerare i contraccolpi su un comparto fatto di autofficine, riparatori, tappezzieri, rivenditori e sull'indotto turistico. Con l'emendamento Pd-Psi si interviene anche su club e associazioni collezionistiche di fatto estromettendole da quanto fino ad oggi costruito a garanzia del patrimonio storico e collezionistico". 
"La questione del bollo per le auto e moto storiche sta alimentando un odioso contenzioso tra Governo e semplici cittadini appassionati che si troveranno di colpo a dover pagare centinaia e in molti casi migliaia di euro di nuove tasse. In Umbria avremmo potuto evitare la tagliola del governo approvando l'emendamento che io presentai a dicembre. Ma il solito schieramento si oppose fermamente, senza avere l'umiltà di capire che a rimetterci sarebbero stati i contribuenti umbri. Tutto questo mentre l'assessore competente aveva scritto a chi gliene faceva richiesta assicurando che la Regione Umbria stava 'studiando un'ipotesi di riduzione del bollo per le auto riconosciute come storiche' da inserire nel Collegato al Bilancio. Questi sono i risultati. Da oggi tutti dovranno pagare, almeno in Umbria". 

Perugia, 25 marzo 2015
"La nuova norma rispetta gli equilibri di bilancio, individua criteri di storicità precisi e risponde alle istanze di cittadini e associazioni"

BOLLO AUTO STORICHE. APPROVATO EMENDAMENTO DOTTORINI AL COLLEGATO:

"Sono soddisfatto, ma è presto per cantare vittoria. La decisione assunta oggi dalla prima commissione è improntata a saggezza ed equilibrio, cerca di mettere ordine in un vero e proprio caos normativo e risponde alle istanze di di tanti cittadini penalizzati dall'improvvido intervento del governo. Occorre evitare di penalizzare i cittadini umbri rispetto a quelli di altre regioni e dare risposte serie e positive a chi si è visto da un giorno all'altro penalizzare dal brutale intervento del Governo. Adesso occorre che l'aula confermi questo voto e metta l'Umbria al pari delle altre regioni". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, ha commentato l'approvazione del suo emendamento (5 voti a favore: Dottorini, Monni, Monacelli, Nevi e Lignani, 5 voti di astensione: Barberini, Mariotti, Galanello, Locchi e Stufara) al Collegato alla manovra di Bilancio, approvata dalla prima commissione consiliare, che tenta di rispondere alle richieste avanzate dalle associazioni e dai cittadini e mantenere il dovuto equilibrio finanziario della Regione. 
"Coerentemente con quanto previsto dalla risoluzione riguardante il Dap 2015 - spiega Dottorini - il mio emendamento prevede la trasformazione della 'tassa storica di circolazione' in 'tassa storica di possesso' con tre scaglioni di imposta basati sulla potenza fiscale (kilowatt) dell'auto o della moto storica, certificata dall'Asi, dall'Fmi o dai centri specializzati individuati a suo tempo dalla Giunta regionale. Questa nostra proposta vuole quindi allineare la normativa umbra a quella delle altre regioni d'Italia, con l'intento non di generalizzare un beneficio, ma di concentrarlo solo su quei veicoli certificati come storici e che presentino specifiche caratteristiche tecniche e meccaniche. La nuova norma tra le altre cose rispetta gli equilibri di bilancio dell'ente senza ulteriori carichi fiscali ai danni dei cittadini". 
"Con l'emendamento approvato - continua Dottorini - allineiamo la nostra normativa a quella di altre regioni come Toscana, Basilicata, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Bolzano che sono già intervenute, seppure con modalità non uniformi, cercando di mettere ordine in un vero e proprio caos normativo. Adesso ci aspettiamo che l'aula confermi la decisione della Commissione e tratti i cittadini umbri al pari di quelli di altre regioni d'Italia".

Perugia, 23 marzo 2015

Secondo il rapporto di Cittadinanzattiva la tariffe sarebbero aumentate del 4,3 per cento rispetto all'anno precedente e del 51 per cento rispetto al 2007. Giunta chiarisca

SERVIZIO IDRICO. DOTTORINI:

"Il costo del servizio idrico in Umbria risulta uno dei più cari in Italia. Ancora una volta infatti i dati messi a punto da Cittadinanzattiva inchiodano la nostra regione a un tutt'altro che lusinghiero terzo posto nella classifica nazionale delle regioni con le bollette più pesanti. Occorre che la Giunta dia qualche spiegazione o smentisca questi dati portando elementi precisi e circostanziati in grado di giustificare questo stato di cose". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore, commenta il dossier annuale dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva per il 2014, pubblicato oggi.
"Secondo il nuovo rapporto di Cittadinanzattiva per l'anno 2014 - spiega Dottorini - le tariffe per l'acqua pubblica nella nostra Regione sarebbero aumentate in media del 4,3 per cento, passando dai 421 euro del 2013 ai 439 del 2014, confermando il terzo posto nella graduatoria delle regioni con il più alto costo dell'acqua pubblica per i cittadini. Il dato peggiora ulteriormente se confrontato con quello del 2007 quando il costo a carico dei cittadini era inferiore del 51 per cento. Sempre stando al rapporto di Cittadinanzattiva - continua Dottorini - salta subito all'occhio il dato relativo alla dispersione di rete, che nel 2014 in Umbria avrebbe raggiunto il 40 per cento, ponendo la nostra regione al di sopra della media nazionale del 37 per cento e con un aumento di un punto percentuale sul 2013. Questo nonostante gli investimenti (oltre 12 milioni di euro negli ultimi anni) e le azioni messe in campo dalla Giunta regionale. Se è vero, come continua a ripetere l'Assessore che l'Umbria negli ultimi anni ha realizzato interventi strutturali enormi quali il rinnovamento di otto sistemi acquedottistici, tra cui Montedoglio, la Pasquarella e il lago Trasimeno e Bastia, non si capisce come mai continui ad aumentare il dato della dispersione idrica".
"Adesso - conclude Dottorini - ci aspettiamo azioni conseguenti e una maggiore volontà di incidere attraverso le aziende di gestione da parte dell'assessorato. Non si può continuare a sbandierare l'eliminazione dalle bollette della quota del 7 per cento per la remunerazione del capitale, se poi i risultati sono questi. L'idea di avviare un serio studio di fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e partecipata dell'intero servizio idrico appare sempre più fondata. Altrimenti, almeno a leggere i dati, tutto finisce per rimanere nel novero delle buone intenzioni o delle scaltre enunciazioni".

Perugia, 20 marzo 2015

"La nostra proposta introduce tre scaglioni di imposta modulata sui kilowatt che allevia il carico sui cittadini e garantisce un gettito certo per le casse regionali" 

BOLLO AUTO. DOTTORINI PRESENTA EMENDAMENTO VEICOLI STORICI.

div>"Occorre evitare di penalizzare i cittadini umbri rispetto a quelli di altre regioni e dare risposte serie e positive a chi si è visto da un giorno all'altro penalizzare dal brutale intervento del Governo. La questione del bollo per le auto e moto storiche, come dimostrato dalla partecipata audizione di questa mattina delle associazioni locali e nazionali, sta alimentando un odioso contenzioso tra Governo e semplici cittadini appassionati che si troverebbero di colpo a dover pagare centinaia e in molti casi migliaia di euro di nuove tasse". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, ha presentato oggi un emendamento al Collegato alla manovra di Bilancio, in discussione presso la prima commissione consiliare, per venire incontro alle richieste avanzate dalle associazioni e dai cittadini e mantenere il dovuto equilibrio finanziario della Regione.
"L'emendamento - ha spiegato Dottorini - è aperto al contributo e alla sottoscrizione di tutti i consiglieri. Si tratta di un intervento che tiene conto delle grandi difficoltà di bilancio della Regione e allo stesso tempo cerca di rimediare agli errori del Governo, venendo incontro alle obiettive difficoltà del settore. Un atto di responsabilità che ci metterebbe in sintonia con altre regioni che già hanno provveduto in varie forme a tutelare il valore culturale e storico del proprio patrimonio collezionistico. Toscana, Basilicata, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Bolzano sono già intervenute, seppure con modalità non uniformi, cercando di mettere ordine in un vero e proprio caos normativo. È opportuno ricordare tra le altre cose che nessuna delle leggi vigenti è stata ancora impugnata dal Governo nazionale".
"Oggi probabilmente - aggiunge il presidente della commissione Bilancio - ci si rende conto dell'errore commesso a suo tempo nel bocciare la mia proposta tesa a svincolare la legislazione regionale da quella nazionale, mantenendo in questo modo la possibilità di difendere le agevolazioni previste per i possessori di veicoli storici. Per cercare di porre rimedio a questo errore la nostra proposta prevede, coerentemente con quanto inserito nella risoluzione riguardante il Dap 2015, la trasformazione della 'tassa storica di circolazione' in 'tassa storica di possesso' con tre scaglioni di imposta basati sulla potenza fiscale (kilowatt) dell'auto o della moto storica, certificata dall'Asi, dall'Fmi o dai centri specializzati individuati a suo tempo dalla Giunta regionale. Questa nostra proposta vuole quindi allineare la normativa umbra a quella delle altre regioni d'Italia, con l'intento non di generalizzare un beneficio, ma di concentrarlo solo su quei veicoli certificati come storici e che presentino specifiche caratteristiche tecniche e meccaniche. La nuova norma tra le altre cose rispetta gli equilibri di bilancio dell'ente senza ulteriori carichi fiscali ai danni dei cittadini. Nello specifico risultano essere presenti nella nostra regione circa 6.450 autoveicoli e circa 2.490 motoveicoli che, se assoggettati alla nostra proposta, garantirebbero un gettito stimato di oltre un milione di euro che andrebbe in gran parte a colmare quanto previsto dal taglio del beneficio da parte del Governo. C'è da considerare inoltre che il gettito previsto dalla Regione non troverebbe riscontro al termine dell'annualità dal momento che molti collezionisti sarebbero costretti a vendere o rottamare la propria autovettura, senza considerare gli escamotage già in atto per evitare questo ulteriore balzello".
"Abbiamo consegnato l'emendamento all'assessore Bracco - conclude Dottorini -, adesso ci aspettiamo una valutazione seria, obiettiva e attenta alle esigenze dei tanti cittadini che oggi hanno rappresentato il disagio provocato dal taglio dei benefici da parte del Governo e che si sentono discriminati rispetto ai cittadini di altre regioni".

Perugia, 19 marzo 2015

"Nel Dap entrano Banco della Terra, agricoltura biologica, commercio equo e auto storiche. Catrame, cemento e tabacco non possono essere il motore dell'Umbria"



"Il tempo delle buone intenzioni è terminato da un pezzo e senza scelte coraggiose e coerenti la nostra regione è destinata a un lento e inesorabile declino". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria Migliore) ha terminato il proprio intervento sul Documento annuale di programmazione (Dap) 2015, approvato dall'Assemblea legislativa con 16 voti a favore e 10 contrari. 
"Si tratta di un Documento in cui trovano spazio temi di importanza strategica per la società civile umbra come riconversione ecologica dell'economia e aiuti mirati a settori strategici del tessuto imprenditoriale. Ma in questi anni non sempre le buone intenzioni sono state seguite da fatti. Sono anni che andiamo sostenendo la necessità di dare impulso a una profonda riconversione del nostro modello produttivo. Catrame, cave, cemento, tabacco e colture inquinanti non possono essere più concepiti come l'unico possibile volano dello sviluppo". 
"Grazie alla nostra azione nel Dap trovano adeguato spazio anche i temi della cooperazione internazionale e del commercio equo e solidale, l'agricoltura  biologica come strumento prioritario per il raggiungimento degli obiettivi fissati e condivisi con l'Unione Europea in ambito di programmazione comunitaria.  Viene anche sanzionato il comportamento scorretto della Giunta che ha tenuto nel cassetto per ben 11 mesi il regolamento attuativo della legge sul Banco della Terra che ha come finalità quella di mettere a disposizione di giovani, cooperative e soggetti svantaggiati i beni pubblici abbandonati o non utilizzati. Di spirito analogo è l'intervento che riguarda l'emanazione del bando per l'assegnazione delle ex case cantoniere Anas a Comuni e associazioni che ne facciano richiesta per scopi turistici e sociali, come previsto dal nostro ordine del giorno approvato in Consiglio regionale l'ottobre scorso. Molto importante il dispositivo, ottenuto non senza difficoltà, che impegna la Giunta a mettere ordine sul caos normativo creato dal Governo Renzi che ha eliminato ogni agevolazione per i veicoli ultraventennali. L'ipotesi è quella di trasformare il cosiddetto bollo da "tassa di circolazione" a "tassa di proprietà", modulando i nuovi importi in base alla potenza dei veicoli (kW) ed alle mutate condizioni date dal provvedimento governativo".  
"Restano ancora molte criticità, sia sulle politiche agricole che ambientali. Tuttavia riteniamo - conclude Dottorini - che le nostre proposte inserite nel Documento approvato vadano a valorizzare una programmazione regionale di per sé ancora troppo ancorata all'antico. Noi ci impegneremo sin d'ora con coraggio e caparbietà a dare il nostro contributo affinché i buoni propositi si traducano effettivamente in azioni capaci di imprimere un cambio di paradigma al nostro sistema regione.".

Perugia, 10 marzo 2015

"Carenze di personale e lentezza della macchina della giustizia potrebbero essere colmate dall'inserimento dei tirocinanti formati"

GIUSTIZIA. DOTTORINI:

"La Giunta deve rispondere al grido d'allarme lanciato dai 70 tirocinanti presso gli uffici giudiziari che, dopo essere stati formati da Regione e Provincia, non hanno ad oggi alcuna garanzia per il futuro occupazionale e sono in questo momento del tutto privi di una prospettiva avendo incarichi di lavoro temporanei, che ad oggi non hanno alcuna possibilità di essere prorogati". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria Migliore e consigliere regionale, chiede alla Giunta regionale una risposta alle istanze dei tirocinanti degli uffici giudiziari che ad oggi rischiano di veder andare in frantumi un percorso formativo promosso dalla stessa Regione e dalle Province di Perugia e Terni e che avrebbe dovuto portare ad un inserimento occupazionale.
"È bene ricordare che è dall'ottobre del 2013 - ricorda Dottorini - che chiediamo alla Giunta delle risposte in merito al protocollo d'intesa sottoscritto a suo tempo, ma ad oggi nessuno si è degnato di fornirci alcuna spiegazione, neppure riguardo ai contenuti del protocollo in cui si parlava di formazione e inserimento lavorativo e non di sfruttamento della forza lavoro e delle professionalità dei tirocinanti. Ora siamo quasi alla fine della legislatura e chiediamo per l'ultima volta alla Giunta di attivarsi presso la conferenza Stato-Regioni che si svolgerà il prossimo 11 marzo, per fare in modo di recuperare le professionalità che da quasi quattro anni sono state inserite nel percorso di formazione da Regione, Province e Ministero della Giustizia. Per la Regione quei professionisti dovrebbero essere considerati come una risorsa da valorizzare al fine di colmare le lentezze della macchina della giustizia. Non a caso lo stesso presidente della Corte d'Appello Wladimiro De Nunzio nell'aprire l'anno giudiziario a Perugia ha dichiarato che sono presenti pesanti carenze di organico del personale amministrativo che si riflettono in un forte rallentamento dell'attività giudiziaria, costringendo alcuni uffici a rimanere aperti al pubblico solo un giorno alla settimana".
"Chiediamo - continua Dottorini - che la Regione prenda in considerazione questa situazione e si impegni in conferenza Stato-Regioni a inserire la questione dei tirocinanti all'interno dell'ordine del giorno al fine di far convergere le parti presenti nella ricerca di una possibile soluzione ad un problema non più rinviabile".

Perugia, 7 marzo 2015
"Necessarie politiche disincentivanti l'uso del mezzo privato su gomma, ma anche incentivare chi decide di trasformare la propria auto a metano o Gpl, come ha fatto la vicina Toscana"  
 
AMBIENTE. DOTTORINI: "PENSARE A ESENZIONE BOLLO PER AUTO A METANO E GPL, OLTRE CHE PER ELETTRICHE E IBRIDE

"Credo sia utile che la Regione verifichi la possibilità di esentare dal pagamento del bollo auto quei cittadini che compiono la scelta di trasformare la propria vettura da benzina o diesel a metano, con la conseguenza di abbattere l'inquinamento e avere un'impronta meno pesante sull'ambiente. Altre regioni lo hanno già fatto, non vediamo perché l'Umbria non possa provare a fare la stessa scelta". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente di Umbria migliore, lancia la proposta di prevedere, nella prossima finanziaria regionale, l'abbattimento o la riduzione della tassa di circolazione per tutti quei veicoli a benzina e diesel che saranno convertiti a metano o gpl. 
"Accanto a politiche virtuose sulla mobilità e alla necessità di disincentivare l'uso del mezzo privato su gomma, dobbiamo studiare meccanismi in grado di dare una spinta ai carburanti meno inquinanti. Oltre alle auto elettriche o ibride, purtroppo di ancora modesta diffusione, devono essere prese in considerazione anche metano e gpl dal momento che risultano in grado comunque di ridurre il tasso di sostanze inquinanti presenti nei gas di scarico prodotti dai motori a combustione interna, con un sicuro vantaggio per la qualità dell'aria e per la salute dei cittadini. Infatti il fatto che la verde Umbria vanti il triste record di auto in rapporto alla popolazione e che anche nelle piccole città si registrino frequenti sforamenti dei parametri ambientali deve indurci a politiche conseguenti. Studi internazionali e nazionali, ma anche rilevazioni dell'Agenzia regionale Arpa, - ricorda Dottorini - ci dicono che combustibili come metano e gpl sono esenti da Pm10 e benzene, producono dal 25 al 10 per cento in meno di anidride carbonica rispetto alla benzina tradizionale e al diesel e dal 40 al 10 per cento in meno di monossido di carbonio. Diminuiscono della metà anche gli ossidi di azoto e in generale metano e gpl hanno prestazioni ambientali migliori perché entrambi hanno una combustione molto efficiente. Agenzie europee poi ci confermano che metano e gpl risultano ultimi nella classifica per quanto riguarda le emissioni climalteranti determinate dai combustibili per auto, considerato tutto il ciclo di vita del combustibile, dal pozzo alla ruota dell'auto".
"Per questo - continua Dottorini - chiediamo alla Giunta di valutare ogni possibilità per predisporre misure finalizzate all'esenzione del bollo per quei cittadini che acquistano auto elettriche o ibride, ma anche per chi decide di trasformare la propria auto a metano o a gpl, esattamente come hanno fatto altre regioni d'Italia, tra cui la vicina Toscana".
 
Perugia, 29 gennaio 2015
"Le ex case cantoniere attualmente inutilizzate potranno essere usate da Comuni e associazioni per progetti turistici e sociali, mentre gli archivi e i beni di Solomeo torneranno ai Comuni interessati. Ancora ritardi su Banco della Terra"
 
2386095-cPIANO PATRIMONIALE. DOTTORINI: BENE PROGRAMMA 2014/2016. COMUNI E ASSOCIAZIONI USINO BENI EX ANAS PER PROGETTI DI TURISMO SOCIALEasa

"Con l'approvazione definitiva del Programma di politica patrimoniale 2014/2016, arricchito da due ordini del giorno da noi proposti, l'Umbria fa un passo in avanti nella programmazione regionale e inserisce importanti novità sulla valorizzazione e messa in uso di beni e immobili altrimenti destinati a inutilizzo e degrado. Con la possibilità di destinare parte dei beni e degli immobili ex Anas facenti parte del patrimonio regionale ai comuni e alle associazioni che ne facciano richiesta si aprono possibilità e opportunità per lo sviluppo di settori fondamentali come il turismo e il sociale". E' quanto ha dichiarato il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore), relatore di maggioranza del Programma di politica patrimoniale 2014/2016 e firmatario dei due ordini del giorno sulla cessione delle ex case cantoniere a comuni e associazioni e sul trasferimento dei beni del deposito di Solomeo ai comuni interessati.
"Nello specifico - spiega Dottorini - il primo ordine del giorno approvato impegna la Regione a rendere possibile il trasferimento del patrimonio presente nei depositi e negli archivi della Regione ai Comuni interessati. In questo modo alcune opere importanti per i territori e per la cultura locale, come ad esempio il lascito Franchetti, potranno essere esposti, conservati e resi fruibili ai cittadini nel Comune di appartenenza, com'è giusto che sia. Riteniamo che si tratti di un atto importante per la valorizzazione e la diffusione del patrimonio storico e culturale della nostra regione in collaborazione con le amministrazioni locali". 
"Il secondo ordine del giorno approvato - continua Dottorini - facilita e incentiva la possibilità di Comuni, associazioni e cooperative di sviluppare progetti di turismo sociale e sostenibile mettendo loro a disposizione in uso gratuito le ex case cantoniere di proprietà della Regione per la realizzazione di strutture per l'accoglienza turistica che potranno rappresentare porte d'ingresso per la conoscenza del nostro territorio. Questa modalità di affidamento si affianca a quanto è già possibile fare in altre regioni come il Lazio e si basa sulla legge nazionale 106 del 29 luglio scorso che ha sancito il principio e la volontà di favorire la realizzazione di circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell'offerta turistica attraverso la realizzazione di percorsi pedonali, ciclabili, equestri, mototuristici, fluviali e ferroviari, prevedendo la concessione in uso gratuito di case cantoniere, caselli, stazioni ferroviarie e altri beni pubblici in disuso a imprese, cooperative e associazioni. Attualmente sono più di venti le case cantoniere ex Anas di proprietà della Regione che risultano inutilizzate e proprio su questi beni vogliamo intervenire con la nostra proposta che mira a recuperare un vasto patrimonio che altrimenti sarebbe lasciato al degrado e all'abbandono, utilizzandolo per creare sviluppo e offerta turistica sostenibile e di qualità adeguata alle caratteristiche del nostro territorio. In futuro, valutata anche l'efficacia della norma, potremmo pensare di estendere la proposta anche ad altri beni attualmente inutilizzati come le ex stazioni e ex caselli della Ferrovia centrale umbra. La nostra Regione da anni punta sulla filiera turismo, ambiente e cultura per cercare di arginare una crisi economica devastante e crediamo che dare la possibilità alle amministrazioni locali e in seconda battuta ad associazioni e cooperative di immaginare e creare strutture per l'accoglienza e la promozione turistica possa rappresentare una piccola risposta in grado di arginare il declino economico, sociale e produttivo dell'Umbria".
"Avremmo preferito - conclude Dottorini - che all'interno del Piano patrimoniale fosse inserito un crono programma di massima circa l'operatività della legge sulle terre ai giovani, con l'approvazione definitiva del regolamento sul Banco della Terra. Ad oggi sono centinaia i cittadini che si sono mostrati interessati a questa opportunità di sviluppo economico sociale e sostenibile e purtroppo i ritardi della Giunta non contribuiscono di certo a favorire le opportunità che la legge mette a disposizione".

Perugia, 28 ottobre 2014
"ll Governo pensa di eliminare bollo ridotto per auto e moto storiche da collezione. Già allo studio nostra proposta regionale per salvaguardare almeno diritti acquisiti"

BOLLO AUTO. DOTTORINI E DI BELLO:

"Si tratta di un vero e proprio 'scippo' ai danni dei cittadini e dei semplici collezionisti che si vedranno di fatto togliere un diritto acquisito oramai da anni. Se le modifiche riguardanti il regime fiscale agevolato per i veicoli storici dovessero essere confermate sulla legge di stabilità, dovremo trovare gli strumenti più adeguati per far fa valere le ragioni dei tanti appassionati che rischiano di subire un altro pesante balzello a esclusivo tornaconto d'immagine di un governo a corto d'idee". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e promotore del provvedimento  per l'autocertificazione delle auto storiche, e l'ingegnere Dario Di Bello, responsabile consumatori della medesima associazione e maggiore esperto italiano in tema di legislazione di auto e moto storiche, intervengono sull'ipotesi contenuta nella bozza del testo di legge di stabilità elaborato dal Governo Renzi che prevede la cancellazione del regime fiscale agevolato per i veicoli (auto e moto) ventennali di particolare interesse storico e collezionistico.
"Se la proposta del Governo dovesse trovare consenso - continuano Dottorini e Di Bello - ci troveremmo di fronte ad un aumento medio del 500 per cento ai danni di oltre 3mila cittadini umbri che si ritroveranno a dover pagare il bollo pieno e non ridotto sui veicoli storici e da collezione. Stiamo parlando, nella stragrande maggioranza dei casi, di semplici appassionati e collezionisti che usano in maniera sporadica e amatoriale le auto e le moto beneficiarie del regime fiscale agevolato e che da un giorno all'altro vedranno aumentare vertiginosamente il costo del bollo di circolazione. Avremmo preferito che il Governo intervenisse sul club privato Asi, con bilanci che superano i 20 milioni di euro, obbligandolo a pubblicare l'elenco dei veicoli storici o che anticipasse la storicità a 25 anni senza il balzello dell'iscrizione, invece di rivalersi indistintamente su tutti gli appassionati e semplici collezionisti".
"Per quanto ci riguarda - concludono Di Bello e Dottorini - stiamo già verificando con gli uffici legislativi la possibilità di intervenire con un provvedimento a livello di legislazione regionale affinché siano salvaguardati i diritti acquisiti da quei 3mila collezionisti umbri che hanno ottenuto negli scorsi anni la certificazione di storicità per il proprio veicolo ultraventennale, ed evitare che gli stessi siano costretti a pagare la tassa di possesso con un aumento medio del 500 per cento".
Dottorini e Di Bello invitano gli interessati a restare aggiornati collegandosi all'indirizzo http://www.dottorini.com/auto-e-moto-storiche/ oppure scrivendo a info@dottorini.com".

Perugia, 22 ottobre 2014
"Tutte le belle parole su spending review, costi standard, sprechi pubblici si infrangono su casi come questo, dove a pagare è sempre Pantalone" 

ASL 1. DOTTORINI INTERROGA LA GIUNTA SU SERVIZIO

"Occorre che l'assessorato alla Sanità avvii un'indagine interna per verificare se rispondono al vero le notizie emerse da una recente inchiesta giornalistica in base alla quale risulta un acquisto da parte della Asl n.1 di prodotti sanitari con costi più che doppi rispetto al prezzo praticato ai soggetti privati. Questa notizia mette a nudo quella che appare come la punta di un grande iceberg fatto di sprechi e malagestione di cui, a quanto pare, deve rispondere soprattutto il governo nazionale, ma che interpella anche il Servizio sanitario regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e Presidente di Umbria migliore, annuncia la presentazione di un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito a quanto emerso dall'inchiesta della trasmissione "Le Iene" dal titolo "Paga la Asl? Costa il triplo" andata in onda nei giorni scorsi da cui emerge "una disparità inammissibile tra quanto richiesto al privato rispetto al pubblico per l'acquisto di presidi sanitari praticamente identici".
"Risulta paradossale - continua Dottorini - che possa esistere una doppia tariffazione su prodotti identici e che nessuno fino ad oggi si sia reso conto di questa situazione. Se solo provassimo ad immaginare cosa potrebbe essersi verificato in casi analoghi o per altri materiali sanitari, ci troveremmo di fronte a uno sperpero di risorse di dimensioni eclatanti. Ovviamente noi non siamo nelle condizioni di poter affermare nulla in proposito, ma chiediamo alla Giunta regionale di dirci se è a conoscenza di altre situazioni simili o se può escludere che casi come quello denunciato si verifichino anche per altre categorie di forniture sanitarie. Inoltre è opportuno conoscere se e da quanto tempo si protraggono queste circostanze. E' necessario insomma fare al più presto chiarezza e soprattutto chiedere al Governo nazionale di rivedere il cosiddetto nomenclatore tariffario, dotando anche le Regioni di un potere di controllo che, a quanto pare, a tutt'oggi non hanno. Tutte le belle parole sulla spending review, sui costi standard, sugli sprechi nella pubblica amministrazione si infrangono su casi come questo, dove a pagare è sempre Pantalone e dove su una semplice coppia di plantari ortopedici esiste un margine di possibili risparmi incredibilmente elevato e incomprensibilmente ignorato".

Perugia, 16 ottobre 2014



 

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