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"Non è più possibile giocare mille parti in commedia. Se, dopo avere indicato il tracciato di Cerbara e Selci, il Comune ha cambiato idea, lo dica apertamente"

E78. DOTTORINI (IDV): E' LA FIERA DELL'IPOCRISIA. BACCHETTA CHIEDA ALLA REGIONE DI RIVEDERE IL TRACCIATO

"Sul tracciato della E78 non è più possibile assistere alla fiera dell'ipocrisia. Il sindaco Bacchetta assuma una posizione chiara e chieda alla Regione di rivedere il tracciato. Non è più possibile continuare a sostenere mille parti in commedia". Oliviero Dottorini, capogruppo Dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta con queste parole l'esito dell'assemblea pubblica che si è tenuta a Cerbara riguardo alla Strada di grande comunicazione E78 "Due Mari".
"La giunta regionale - spiega Dottorini - ha sempre detto che quel tracciato devastante è stato indicato dai sindaci di Città di Castello e San Giustino, ma ieri il sindaco Bacchetta ha acrobaticamente argomentato la propria possibile contrarietà alla scelta. Qualcuno evidentemente non la racconta giusta e l'unico modo per non prendere in giro i cittadini è quello di rendere esplicita la contrarietà dell'amministrazione tifernate. Per questo continuiamo a chiedere che il sindaco di Città di Castello espliciti la propria posizione, scrivendo alla Regione per chiedere la revisione del tracciato. Il tempo delle ambiguità e dei giri di parole è scaduto". 
"Autorevoli studiosi come Giovanni Cangi ed Ermanno Bianconi - aggiunge Dottorini - hanno dimostrato che quello scelto dalle amministrazioni comunali di Città di Castello e San Giustino, con la sua galleria in un territorio densamente abitato è il peggior tracciato tra tutti quelli presi in esame. D'altra parte già Anas ebbe modo di bocciarlo in modo categorico e solo l'insistenza delle amministrazioni locali portò a collocare l'asse stradale esattamente tra i comuni di San Giustino e Cerbara, a ridosso della Piastra logistica, unico centro intermodale in Italia senza collegamento con la ferrovia. Bacchetta assuma una posizione chiara e noi saremo al suo fianco nel sostenere una posizione lungimirante e di buon senso. Ciò che non è più ammissibile è avere una posizione a Perugia e un'altra a Città di Castello".

Perugia, 20 gennaio 2012 
"Due mesi fa l'amministrazione Bacchetta bocciò la nostra richiesta. Adesso serietà e correttezza impongono un confronto serio con cittadini e comitati"

E78. DOTTORINI (IDV):

"E' quanto mai urgente che il comune di Città di Castello prenda in seria considerazione la proposta dell'Italia dei Valori di indire un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza da svolgersi nella frazione di Cerbara per coinvolgere i cittadini sul tracciato della E78, anche alla luce dei recenti sviluppi in sede di tavolo tecnico nazionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sui possibili sviluppi che interessano la strada di grande comunicazione Fano-Grosseto che attraverserà l'Altotevere.
"Precisamente due mesi fa - continua Dottorini - la maggioranza che amministra il Comune (Pd, Psi, Prc) ha bocciato la richiesta dell'Italia dei Valori e di Patto per Città di Castello di confrontarsi con le popolazioni e i comitati proprio sul futuro tracciato della E78, dimostrando di avere una scarsa propensione al confronto con i cittadini. Purtroppo più passa il tempo e più sarà complicato tornare indietro sulla scelta del tracciato, dal momento che le amministrazioni interessate non danno segni di ravvedimento. Tuttavia siamo anche consapevoli che nessuno può sottrarsi al dovere di rendere partecipe la cittadinanza e per questo riteniamo che un confronto non è più rinviabile. Conosciamo la miopia politica e strategica che ha portato le amministrazioni Cecchini e Bacchetta ad avallare un progetto come la Piastra logistica.  Non vorremmo che, come spesso avviene, quando saranno evidenti a tutti i risvolti di certe scelte, ci si rifugi nelle consuete lacrime di coccodrillo".
"Come Italia dei Valori - conclude il capogruppo Dottorini - metteremo in campo tutte le azioni volte a far sì che la parola torni ai cittadini. Calare dall'alto un'ipotesi progettuale tanto azzardata quanto rischiosa per le prospettive economiche e ambientali dell'Altotevere rischierebbe soltanto di aumentare il divario che c'è tra istituzioni e società civile. Credo sia interesse comune fare in modo che attorno a certe decisioni finora calate dall'alto si sviluppi un confronto costruttivo in grado di portare tutti a una maggiore consapevolezza di quanto sta avvenendo. La posta in gioco è alta e non può essere lasciata nelle mani di chi pensa di giocarla nel segreto di qualche palazzo".

Perugia, 29 dicembre 2011
"Una risposta concreta alle famiglie e ai ragazzi dell'Altotevere. Apprezziamo la disponibilità dell'Assessore Casciari e continueremo a difendere le ragioni dell'Altotevere"

ISTRUZIONE. DOTTORINI: BUONE NOTIZIE PER LA BUFALINI: SBLOCCATI I FONDI MINISTERIALI E EUROPEI, NESSUN RISCHIO CHIUSURA

"Per la vicenda della scuola di formazione Bufalini si profila una soluzione positiva. Da un incontro con la vice presidente Carla Casciari e con i rappresentanti della Scuola Bufalini è emerso che, grazie ai fondi regionali Fse (1,2milioni di euro per il triennio), al riparto del Governo di 840mila euro e allo sblocco dei fondi Fas in bilancio per tali corsi, potrà dirsi quasi definitivamente conclusa la fase di difficoltà emersa per l'anno corrente. Questo consentira di avviare la fase di sperimentazione inserita nelle linee guida approvate dalla Regione a gennaio di quest'anno e di assicurare a tanti ragazzi e famiglie dell'Altotevere un percorso di formazione che porterà ad una qualifica triennale e che scongiura quella che in modo inappropriato è stato definito "rischio di chiusura" del Centro Bufalini". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, esprime con queste parole la soddisfazione per l'esito dell'incontro che si è tenuto questa mattina a Perugia sul futuro della scuola di formazione professionale Bufalini.
"Ho apprezzato molto - continua il consigliere Dottorini - la disponibilità della vicepresidente Casciari che ha seguito con attenzione in questi mesi un passaggio difficile. Quella che si profila è una soluzione sul modello Emilia Romagna, così come auspicato dai rappresentanti della scuola Bufalini. Sarà possibile quindi assolvere l'obbligo scolastico scegliendo la formazione professionale già dai quindici anni, evitando lo smantellamento di un progetto educativo "centrato" sulle esigenze degli studenti più fragili. Oltre ai finanziamenti appena sbloccati, possiamo contare sui fondi per le aree sottoutilizzate (Fas) che fino a poco tempo fa il Governo ha tenuto fermi e che adesso aspettano solo la ripartizione. Si tratta di un primo step necessario a garantire il proseguimento e lo sviluppo dell'esperienza formativa che contraddistingue la scuola Bufalini che attualmente conta 195 studenti e 50 tra docenti e impiegati. Le linee guida adottate dalla Regione sono caratterizzate da un sistema misto di durata triennale che prevede un primo anno di iscrizione presso un Istituto scolastico professionale con la possibilità, per i successivi anni, di integrare con la formazione professionale presso un'agenzia formativa accreditata, come è nel caso della Bufalini, ottenendo in questo modo sia l'assolvimento dell'obbligo scolastico (fino ai 16 anni), sia una qualifica professionale specifica, con profili lavorativi più vicini alle esigenze del territorio, integrati con i percorsi della scuola statale pubblica. Riteniamo dunque che con le linee guida della Giunta regionale e i fondi appena sbloccati per il futuro, la scuola Bufalini, aldilà delle sterili polemiche, ha la possibilità di effettuare una programmazione lungimirante e attenta alle esigenze del nostro tessuto sociale e agli stimoli del mondo imprenditoriale dell'Altotevere".

Perugia, 14 ottobre 2011
"Da altri territori si alza la protesta, ma l'amministrazione Bacchetta si adagia nel proprio proverbiale immobilismo". Pieno sostegno all'iniziativa degli avvocati 

TRIBUNALE. DOTTORINI (IDV): DOPO VILLA MONTESCA, PERICOLO CHIUSURA ANCHE PER IL TRIBUNALE. CITTA' SMONTATA PEZZO DOPO PEZZO

"Occorre un sussulto dell'intera città per evitare di vedersi privare anche della sede di tribunale. Un articolo inserito nell'ultima manovra correttiva del Governo prevede infatti che entro un anno vengano individuati i criteri per la chiusura di tutte le sedi distaccate dei tribunali. Per evitare di piangere le consuete lacrime di coccodrillo, sarebbe opportuno che l'amministrazione comunale iniziasse a pensare a come difendere quest'altro pezzo di città che rischia di svanire come è già avvenuto per i corsi universitari di Villa Montesca". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la notizia della possibile chiusura della sezione distaccata del tribunale di Città di Castello.
"Contro la decisione di chiudere il tribunale di Città di Castello, sede distaccata di Perugia, occorre che tutti i livelli istituzionali facciano la propria parte. Mentre infatti territori come Spoleto e Gubbio si stanno prontamente muovendo, l'amministrazione Bacchetta resta adagiata nel proprio proverbiale immobilismo. E' necessario invece procedere a un'attenta verifica dei numeri e delle potenzialità della sede di Città di Castello in rapporto ad altre sezioni distaccate per rendere evidente la funzione strategica del tribunale tifernate.  Servizi decentrati come quelli garantiti ai cittadini dal tribunale di Città di Castello devono trovare un giusto riscontro nel policentrismo regionale. Non è sostenibile vedere 'smontare' la città pezzo a pezzo senza avvertire neppure un sussulto di dignità. In questo senso - conclude Dottorini - è senz'altro da sostenere la manifestazione promossa dall'associazione avvocati dell'Altotevere e saremo al loro fianco per intraprendere tutte le azioni utili a scongiurare questo pericolo".

Perugia, 8 ottobre 2011
"Il tracciato scelto dai comuni di Città di Castello e San Giustino è assurdo e cerca solo di rimediare all'errore della Piastra logistica. La parola deve tornare ai cittadini"

E78. DOTTORINI (IDV) INCONTRA IL COMITATO PER LA SALUTE DI SELCI E CERBARA:

Il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori Oliviero Dottorini ha incontrato ieri una numerosa delegazione di rappresentanti del comitato per la Salute di Selci e Cerbara per esaminare le problematiche relative al tracciato umbro della E78 "Due Mari" individuato dalle amministrazioni comunali di Città di Castello e San Giustino. L'incontro è stato anche l'occasione per analizzare l'ipotesi di fattibilità della Fano-Grosseto in partenariato pubblico-privato, così come proposta dall'architetto Fabrizio Romozzi. 
"L'incontro - ha spiegato il consigliere regionale Dottorini - è stato costruttivo ed è emersa la necessità di coinvolgere le popolazioni locali in decisioni che segneranno il futuro ambientale ed economico dell'Altotevere. Le preoccupazioni e i dubbi in merito all'iter che si tenta di avviare per la realizzazione dell'arteria sono fondati e preoccupa la leggerezza con cui le amministrazioni locali, provinciali e regionali stanno dando credito a un'ipotesi che avvantaggerebbe solo i privati, sia attraverso il pedaggiamento che sottraendo ai comuni gli introiti da gettito Ici e da oneri di urbanizzazione delle aree leader poste all'interno del corridoio che si snoderà attorno al tracciato della Due Mari".
"E' noto - aggiunge Dottorini - che il tracciato scelto dai comuni di Città di Castello e San Giustino non è frutto di una visione strategica, ma cerca semplicemente di rimediare all'errore di posizionamento della Piastra logistica, una vera e propria cattedrale nel deserto, priva di collegamenti con la ferrovia e sottodimensionata rispetto agli altri interporti regionali". 
"Come Italia dei Valori - conclude il capogruppo Dottorini - metteremo in campo tutte le azioni volte a far sì che la parola torni ai cittadini. Calare dall'alto un'ipotesi progettuale tanto azzardata quanto rischiosa per l'ambiente significherebbe solo aumentare il divario che c'è tra istituzioni e società civile. Credo sia interesse comune fare in modo che attorno a queste decisioni finora calate dall'alto si sviluppi un confronto costruttivo in grado di portare tutti a una maggiore consapevolezza di quanto sta avvenendo. La posta in gioco è alta e non può essere lasciata nelle mani di chi pensa di giocarla nel segreto di qualche palazzo".

Perugia, 7 ottobre 2011
Interrogazione urgente alla Giunta: "Servono soluzioni condivise e definitive, non forzature o rimedi che peggiorano una situazione da troppo tempo insostenibile"

BETTONA. DOTTORINI E BRUTTI (IDV): GIUNTA REVOCHI IMMEDIATAMENTE CONVENZIONE FINALIZZATA A RIATTIVARE IL DEPURATORE

"La Giunta regionale, anziché dispensare doni all'amministrazione comunale di Bettona, a tutt'oggi sotto inchiesta, proceda con una seria verifica sui reali costi per gli interventi di bonifica del territorio. Occorre un processo partecipato e condiviso per risolvere del tutto e in modo sostenibile la grave situazione ambientale di Bettona".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Paolo Brutti, consigliere e segretario regionale del partito, annunciano di aver presentato un'interrogazione urgente agli assessori Rometti e Cecchini per chiedere la sospensione immediata della convenzione sottoscritta da Regione, Provincia di Perugia e Comune di Bettona, finalizzata alla riqualificazione dell'impianto di digestione anaerobica per il trattamento di reflui zootecnici di Bettona.
"E' sconcertante - spiegano Dottorini e Brutti - la protervia con cui i tre soggetti firmatari hanno agito. A nulla sono valsi gli appelli delle forze di centrosinistra e del Comitato per l'ambiente di Bettona e Costano contrari alla convenzione, definendola una fuga in avanti che non tiene conto di ciò che è accaduto in questi anni. E' stata del tutto ignorata persino la nostra richiesta di fine agosto, che invitava la Giunta a soprassedere alla decisione per avviare un percorso che coinvolgesse il Consiglio regionale e i rappresentanti dei territori coinvolti. Sottoscrivere un documento che prevede un contributo di 200mila euro e la riattivazione dell'impianto senza aver effettuato una seria analisi dei costi complessivi da sostenere e senza un piano di risanamento ambientale del sito e della laguna di stoccaggio ci sembra quanto meno avventato e inopportuno. Stentiamo a comprenderne - proseguono Dottorini e Brutti - l'urgenza e l'utilità, tanto più che a detta degli esperti i costi relativi al risanamento non ammonterebbero a poche centinaia di migliaia di euro, ma a qualche milione di euro. Appare inoltre incomprensibile come Giunta regionale, Provincia e Comune di Bettona possano solo ipotizzare il riavvio dell'impianto posto sotto sequestro da parte della Magistratura. Evidentemente per qualcuno risulta complicato trarre lezione dagli evidenti e imperdonabili errori politici che le istituzioni hanno compiuto in anni di gestione approssimativa del territorio e delle sue prerogative". 
"E' giunto  il momento - concludono i due esponenti dell'Italia dei Valori - di porre fine alle soluzioni pasticciate e ai rimedi che peggiorano la situazione. Occorrono invece proposte e serie e condivise che siano realmente in grado di individuare soluzioni ragionevoli, sostenibili e definitive per quel territorio e per la zootecnia dell'intera regione". 

Perugia, 6 ottobre 2011

"I 298 posti saranno ripartiti tra Foligno, Perugia e Terni, escludendo Città di Castello. Penalizzata ancora una volta la città, senza alcun beneficio economico"

INFERMIERISTICA. DOTTORINI (IDV): L'UNIVERSITÀ CHIUDE I CORSI DI VILLA MONTESCA, È L'UNICO CASO IN TUTTA LA REGIONE

"Dalla pubblicazione ufficiale dei bandi per la formazione delle professioni sanitrarie non mediche risulta ufficialmente che il primo anno di corso per infermieri di Villa Montesca non sarà attivato. Si tratta di un atto grave che penalizza ancora una volta il nostro territorio: un altro pezzo di città e di potenzialità economiche che vengono smantellate, senza che il Comune abbia fatto nulla per impedirlo. L'aggravante sta nel fatto che questo trattamento è stato riservato solo a Città di Castello, mentre le città di Assisi, Foligno e Narni hanno salvato i propri corsi". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e già presentatore di un'interogazione in proposito che non ha mai ottenuto risposta, commenta l'uscita dei bandi per la formazione delle professioni sanitarie non mediche che vede esclusa la sede di Villa Montesca.
"Evidentemente l'Università, dovendo tagliare da qualche parte, è intervenuta dove ha trovato il morbido. E in questo - continua Dottorini - l'amministrazione Bacchetta si è dimostrata morbidissima. Pertanto nel Piano dell'offerta formativa universitaria dell'Umbria non viene tagliato nulla, se non i corsi universitari di Città di Castello. In questo quadro anche il corso di Tecnici per la prevenzione ambientale, che aveva come unica sede formativa quella di Città di Castello, viene sospeso senza che si abbia alcuna garanzia che, qualora dovesse ripartire, lo faccia dalla stessa sede. Eppure si tratta di due corsi di alta qualità che vantano indici di occupazione pertinente post-laurea tra i più alti in Italia, nonostante il comune di Città di Castello non abbia mai fatto nulla per agevolare gli studenti nella mobilità e nei servizi. Ci risulta tra l'altro che dei quattro corsi di laurea decentrati attivi in Umbria, quello di Città di Castello era il meno oneroso dal momento che non aveva sede amministrativa e per il fatto che la metà dei docenti è stata fornita dall'Asl di Città di Castello che ha messo a disposizione anche due dipendenti. Chiudere la sede di Città di Castello quindi non ha come risultato alcun risparmio netto - continua l'esponente dell'Italia dei Valori - in quanto il corso si autofinanziava in parte con le tasse che pagano gli studenti e in parte con un contributo regionale. Il fatto che ora gli studenti si sposteranno su Perugia non produrrà quindi alcuna economia, dal momento che dovranno necessariamente aumentare anche i docenti. Pertanto la scelta di chiudere Villa Montesca sembra dettata più da motivi di immagine che dalla reale volontà di ridurre i costi".
"I 298 posti - conclude Dottorini - saranno ripartiti tra Foligno, Perugia e Terni rappresentano solamente un altro pezzo di città che si perde grazie all'accondiscendenza di un'amministrazione comunale piegata alle direttive che giungono da Perugia".

Perugia, 11 luglio 2011
"Positivo l'allargamento del fronte dei contrari. Umbria non può permettersi uno sviluppo basato su cave, estrazioni e sfruttamento del territorio"

CAVA DI RESINA. DOTTORINI (IDV): BOCCIARE NUOVO SCEMPIO AMBIENTALE E INNALZARE I CANONI DI CONCESSIONE

"L'Umbria non può permettersi di continuare a puntare su cave, estrazioni e sfruttamento intensivo del territorio, piuttosto sarebbe bene affrontare definitivamente il problema delle concessioni che sono fra le più basse in Italia e sulla modalità di ripristino dei siti dismessi che negli anni hanno lasciato ferite insanabili su tutto il territorio regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a  prendere posizione in merito all'ipotesi di realizzare una cava nella zona "Le Navi" della frazione di Resina, a ridosso del fiume Tevere, della E45 e della ferrovia Fcu.
"Ci fa piacere constatare - aggiunge Dottorini - che la nostra posizione di netta contrarietà sulla eventuale apertura di una cava a Resina trovi sempre più consensi all'interno del centrosinistra regionale. Ci auguriamo che questo preluda a un serio confronto a livello regionale sulla questione dei canoni di concessione, come abbiamo già segnalato in fase di discussione del Dap". 
"Circa dieci giorni fa - continua Dottorini - abbiamo incontrato alcuni esponenti del comitato locale che si oppone all'apertura della cava e ne abbiamo condiviso in pieno le preoccupazioni e le argomentazioni che adducono per opporsi a questa ipotesi. Oggi, anche alla luce dell'incontro molto partecipato che si è appena svolto fra gli amministratori del comune di Perugia e gli abitanti della frazione di Resina, non possiamo che ribadire che l'area Nord del comune di Perugia sta già pagando in termini ambientali un prezzo altissimo a tutta la comunità regionale e sarebbe assurdo infierire su un territorio già molto provato con un nuovo scempio ambientale. Ci adopereremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione perché le ragioni del buon senso espresse dalla collettività possano trovare voce e rappresentanza e la presa di posizione del nostro gruppo in Comune ne è la migliore testimonianza".

Perugia, 6 luglio 2011
Progetto Rometti ha come unico obiettivo il rilancio della centrale a carbone. Rispettare deliberazioni Consiglio e attivare indagine epidemiologica sul territorio"
 
CENTRALE BASTARDO. DOTTORINI (IDV): ABBANDONARE IPOTESI DI RILANCIO CARBONE: PROGETTO MOLTO ECONOMY E POCO GREEN

"Crediamo che dopo le tante e fantasiose ipotesi sul futuro della centrale di Gualdo Cattaneo, finalmente si possa iniziare a ragionare su proposte sostenibili ed in conformità con quelle che sono le deliberazioni del Consiglio regionale. Il progetto tanto sbandierato fino ad oggi ha come unico obiettivo la riattivazione della vecchia centrale a carbone". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere un confronto delle forze di maggioranza che sostengono la giunta, all'indomani dell'incontro fra i cittadini di Gualdo Cattaneo e l'assessore Rometti in cui si è discusso sul futuro prossimo della centrale a carbone di Bastardo.
"Sicuramente - aggiunge Dottorini - fino ad oggi è stata quanto meno sottovalutata l'opinione dei cittadini che hanno avuto modo nei giorni scorsi di confrontarsi con l'assessore Rometti e di sommergere di critiche il suo progetto di rilancio del carbone. Evidentemente gli incontri a cui aveva partecipato in precedenza, e che aveva sbandierato sia a mezzo stampa che in Consiglio regionale, non erano poi così rappresentativi del pensiero della comunità locale. Forse andrebbe dato atto che le nostre interrogazioni e le nostre prese di posizione sono più legate ai problemi del territorio e al sentire delle persone rispetto ai grandiosi progetti molto economy e poco green finora annunciati".
"Per quello che ci riguarda  - prosegue il capogruppo Idv - non possiamo fare altro che continuare a chiedere l'abbandono del progetto di rilancio del carbone e l'applicazione della mozione del Consiglio regionale approvata nell'ottobre 2007 in tutte le sue parti, incluso l'avvio di una indagine epidemiologica per verificare la diffusione di malattie e patologie correlate alla combustione del materiale utilizzato per la produzione di energia. Ricordiamo che l'impianto di Gualdo Cattaneo presenta enormi criticità di carattere socio-sanitario che richiederebbero verifiche che non ci risulta siano mai state condotte: dalle norme antisismiche allo screening periodico degli inquinanti contenuti nel carbone, dalla destinazione dei fanghi di risulta allo smaltimento delle ceneri, ai controlli delle acque prelevate e reimmesse nel torrente Puglia. L'unico controllo ambientale eseguito, un bio-monitoraggio del 2006 commissionato dal Ministero per l'ambiente, aveva dato come esito la "non buona qualità dell'aria". L'impianto di Gualdo Cattaneo - conclude Dottorini - deve essere oggetto di un'opera di riconversione e  va trasformato in una delle più grandi centrali di energia proveniente da fonti rinnovabili dell'intera Regione escludendo quelle legate alla combustione, garantendo continuità occupazionale e compatibilità con la vocazione turistica ed enogastronomica del territorio. Le tecnologie ci sono, occorre solamente la volontà politica e la lungimiranza nell'affrontare scelte di cambiamento che coinvolgano i cittadini e che vengano discusse insieme al complesso delle politiche regionali per l'energia".
 
Perugia, 6 luglio 2011
"Sindaco in difficoltà perché non riesce a mantenere le molte promesse della campagna elettorale. Rischio 'cessione'  anche per i corsi di Villa Montesca"
 
"Anziché annunciare l'invio di documenti, per altro mai pervenuti al sottoscritto, il Sindaco Bacchetta si preoccupi di mantenere qualcuna delle tante promesse che ha dispensato ai cittadini in campagna elettorale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, risponde alla nota diffusa a mezzo stampa dal sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta e dall' assessore Alcherigi a proposito di un  ipotetico documento riguardante il Centro "Bufalini".
"La vicenda del Centro di Formazione Bufalini - prosegue Dottorini - è questione troppo seria per essere liquidata con la solita politica degli annunci da parte di un Sindaco che, evidentemente colto da un momento di alterazione, non trova di meglio da fare che evitare le proprie gravi responsabilità chiedendo a mezzo stampa un "intervento" da parte del sottoscritto sull'Assessore Casciari. Ci risulta che l'assessorato all'Istruzione e Welfare abbia seguito un percorso di rigoroso confronto con la Scuola Operaia Bufalini, con le organizzazioni sindacali, con l'Ufficio scolastico regionale, con i competenti assessori provinciali per riorganizzare l'obbligo di istruzione in un percorso di tipo sussidiario integrativo in fase sperimentale e per il solo anno scolastico 2011-2012. Teniamo a ribadire che quella degli "interventi" e delle pressioni su un componente della Giunta, anche se del nostro stesso gruppo politico, non appartiene alle nostre modalità di lavoro. Noi preferiamo discutere le questioni in maniera aperta e trovare soluzioni, a differenza di chi evidentemente pensa che le questioni politiche si risolvano attraverso colloqui privati e amicali. Per ciò che riguarda il nostro essere sempre in prima linea nel denunciare lo scarso peso dell'Altotevere rispetto al resto della Regione, riteniamo che non sia il frutto di un'opinione personale, ma un dato di fatto che è sotto gli occhi di tutti e che in modo maldestro Bacchetta cerca di mascherare".
"Non smetteremo di fare appello alle forze sane e libere del centrosinistra - conclude Dottorini - perché anche in Altotevere si inizino a mettere in atto politiche serie ed in grado di dare risposte certe e concrete ai bisogni dei cittadini. A iniziare da una avanzata politica della formazione e della difesa dei corsi di laurea di Villa Montesca che l'Amministrazione comunale sta cedendo senza battere ciglio".
 
Perugia, 5 luglio 2011
 

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