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Il presidente della commissione Bilancio scrive al Comune: "Occasione da non farsi sfuggire per riportare un patrimonio dall'immenso valore storico e culturale a Città di Castello"

LASCITO FRANCHETTI. APPROVATA RISOLUZIONE DOTTORINI SU RITORNO A CASTELLO: "ADESSO IL COMUNE SI ATTIVI PER LA RESTITUZIONE"

"Con l'approvazione definitiva del Programma di politica patrimoniale della Regione e grazie alla risoluzione de me proposta da oggi sarà possibile attivare tutte le procedure per il trasferimento a Città di Castello dei beni riguardanti il patrimonio dei baroni Franchetti attualmente custoditi presso l'archivio-deposito regionale di Solomeo". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali del Consiglio regionale, esprime la propria soddisfazione per l'approvazione in aula dell'ordine del giorno proposto dallo stesso Dottorini che impegna la Regione a trasferire i beni attualmente custoditi a Solomeo, come il lascito Franchetti, ai Comuni che manifestino interesse e disponibilità alla valorizzazione e annuncia di aver scritto una lettera al Comune per richiedere l'immediata attivazione delle procedure per la restituzione dei beni.
"Abbiamo subito scritto a Sindaco e Vice Sindaco - continua Dottorini - per informarli di questa importante possibilità per il nostro territorio. Si tratta a nostro avviso di un'occasione da non farsi sfuggire per riportare nella legittima collocazione un pezzo importante della nostra memoria storica e del nostro patrimonio culturale e identitario. L'archivio consiste in una mole consistente di reperti di grande valore documentario, relativi in modo particolare, ma non solo, all'esperienza educativa e sociale delle scuole rurali di Montesca e Rovigliano. Molti documenti riguardano le figure dei baroni Franchetti, ma anche la gestione delle scuole, i registri scolastici, i programmi svolti, gli elaborati degli alunni e materiali didattici di varia natura. Una ricchezza di cui il nostro tessuto cittadino deve riappropriarsi non solo fisicamente, ma come patrimonio culturale da mettere a disposizione di tutti. Ci sarà da tener conto del fatto che, a fronte di manoscritti e documenti ben conservati, il deposito di Solomeo conserva anche alcuni manufatti lignei in cattivo stato di conservazione che necessitano di accurati restauri e manutenzione". 
"Adesso - conclude Dottorini - ci aspettiamo che l'Amministrazione comunale si attivi rapidamente e manifesti agli uffici competenti il proprio e legittimo interesse per un pezzo di cultura e storia tifernate che deve essere restituita alla città e messa a disposizione dei cittadini".

Perugia, 28 ottobre 2014
"Le ex case cantoniere attualmente inutilizzate potranno essere usate da Comuni e associazioni per progetti turistici e sociali, mentre gli archivi e i beni di Solomeo torneranno ai Comuni interessati. Ancora ritardi su Banco della Terra"
 
2386095-cPIANO PATRIMONIALE. DOTTORINI: BENE PROGRAMMA 2014/2016. COMUNI E ASSOCIAZIONI USINO BENI EX ANAS PER PROGETTI DI TURISMO SOCIALEasa

"Con l'approvazione definitiva del Programma di politica patrimoniale 2014/2016, arricchito da due ordini del giorno da noi proposti, l'Umbria fa un passo in avanti nella programmazione regionale e inserisce importanti novità sulla valorizzazione e messa in uso di beni e immobili altrimenti destinati a inutilizzo e degrado. Con la possibilità di destinare parte dei beni e degli immobili ex Anas facenti parte del patrimonio regionale ai comuni e alle associazioni che ne facciano richiesta si aprono possibilità e opportunità per lo sviluppo di settori fondamentali come il turismo e il sociale". E' quanto ha dichiarato il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore), relatore di maggioranza del Programma di politica patrimoniale 2014/2016 e firmatario dei due ordini del giorno sulla cessione delle ex case cantoniere a comuni e associazioni e sul trasferimento dei beni del deposito di Solomeo ai comuni interessati.
"Nello specifico - spiega Dottorini - il primo ordine del giorno approvato impegna la Regione a rendere possibile il trasferimento del patrimonio presente nei depositi e negli archivi della Regione ai Comuni interessati. In questo modo alcune opere importanti per i territori e per la cultura locale, come ad esempio il lascito Franchetti, potranno essere esposti, conservati e resi fruibili ai cittadini nel Comune di appartenenza, com'è giusto che sia. Riteniamo che si tratti di un atto importante per la valorizzazione e la diffusione del patrimonio storico e culturale della nostra regione in collaborazione con le amministrazioni locali". 
"Il secondo ordine del giorno approvato - continua Dottorini - facilita e incentiva la possibilità di Comuni, associazioni e cooperative di sviluppare progetti di turismo sociale e sostenibile mettendo loro a disposizione in uso gratuito le ex case cantoniere di proprietà della Regione per la realizzazione di strutture per l'accoglienza turistica che potranno rappresentare porte d'ingresso per la conoscenza del nostro territorio. Questa modalità di affidamento si affianca a quanto è già possibile fare in altre regioni come il Lazio e si basa sulla legge nazionale 106 del 29 luglio scorso che ha sancito il principio e la volontà di favorire la realizzazione di circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell'offerta turistica attraverso la realizzazione di percorsi pedonali, ciclabili, equestri, mototuristici, fluviali e ferroviari, prevedendo la concessione in uso gratuito di case cantoniere, caselli, stazioni ferroviarie e altri beni pubblici in disuso a imprese, cooperative e associazioni. Attualmente sono più di venti le case cantoniere ex Anas di proprietà della Regione che risultano inutilizzate e proprio su questi beni vogliamo intervenire con la nostra proposta che mira a recuperare un vasto patrimonio che altrimenti sarebbe lasciato al degrado e all'abbandono, utilizzandolo per creare sviluppo e offerta turistica sostenibile e di qualità adeguata alle caratteristiche del nostro territorio. In futuro, valutata anche l'efficacia della norma, potremmo pensare di estendere la proposta anche ad altri beni attualmente inutilizzati come le ex stazioni e ex caselli della Ferrovia centrale umbra. La nostra Regione da anni punta sulla filiera turismo, ambiente e cultura per cercare di arginare una crisi economica devastante e crediamo che dare la possibilità alle amministrazioni locali e in seconda battuta ad associazioni e cooperative di immaginare e creare strutture per l'accoglienza e la promozione turistica possa rappresentare una piccola risposta in grado di arginare il declino economico, sociale e produttivo dell'Umbria".
"Avremmo preferito - conclude Dottorini - che all'interno del Piano patrimoniale fosse inserito un crono programma di massima circa l'operatività della legge sulle terre ai giovani, con l'approvazione definitiva del regolamento sul Banco della Terra. Ad oggi sono centinaia i cittadini che si sono mostrati interessati a questa opportunità di sviluppo economico sociale e sostenibile e purtroppo i ritardi della Giunta non contribuiscono di certo a favorire le opportunità che la legge mette a disposizione".

Perugia, 28 ottobre 2014
Il presidente della commissione Bilancio: "Occasione da non farsi sfuggire per riportare un patrimonio dall'immenso valore storico e culturale a Città di Castello"

LASCITO FRANCHETTI. APPROVATO ORDINE DEL GIORNO DOTTORINI SU RITORNO A CASTELLO:

"Grazie all'ordine del giorno  approvato dalla commissione Bilancio del Consiglio regionale i beni e gli archivi del lascito Franchetti, attualmente conservati nel deposito regionale di Solomeo, potranno fare ritorno a Città di Castello, magari per essere esposti e consultati nei nuovi locali della biblioteca comunale di Palazzo Vitelli a San Giacomo". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali del Consiglio regionale, esprime la propria soddisfazione per l'approvazione dell'ordine del giorno proposto dallo stesso Dottorini che impegna la Regione a trasferire i beni attualmente custoditi a Solomeo, come il lascito Franchetti, ai Comuni che manifestino interesse e disponibilità alla valorizzazione.
"Per Città di Castello - continua il Presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - è un'occasione da non farsi sfuggire per riportare nella legittima collocazione un pezzo importante della propria memoria storica e del proprio patrimonio culturale. Si tratta di una mole consistente di reperti di grande valore documentario, relativi in modo particolare, ma non solo, all'esperienza educativa e sociale delle scuole rurali di Montesca e Rovigliano. Si tratta di documenti che riguardano le figure dei baroni Franchetti, ma anche la gestione delle scuole, i registri scolastici, i programmi svolti, gli elaborati degli alunni e materiali didattici di varia natura. Una ricchezza di cui il nostro tessuto cittadino deve riappropriarsi, non solo fisicamente ma come patrimonio culturale da mettere a disposizione di tutti. Da questo punto di vista ho apprezzato che il mio ordine del giorno sia stato votato anche dal collega Lignani Marchesani, a testimonianza del valore di un atto che oltrepassa i confini politici e che mira all'esclusivo interesse della città. Ci sarà da tener conto del fatto che a fronte di manoscritti e documenti ben conservati, il deposito di Solomeo conserva anche alcuni manufatti in cattivo stato di conservazione che necessitano di accurati restauri e manutenzione". 
"Adesso - conclude Dottorini - c'è solo da aspettarsi che il Comune sappia raccogliere questa opportunità che gli viene messa a disposizione e non indugi oltre nel manifestare il legittimo interesse a voler acquisire le opere e i beni materiali del lascito Franchetti, valorizzandone al massimo le potenzialità turistiche, educative e culturali, coinvolgendo anche chi di quel patrimonio è l'erede morale e culturale".

Perugia, 2 ottobre 2014
"Le ex case cantoniere attualmente inutilizzate potranno essere usate da Comuni e associazioni per progetti turistici e sociali, mentre gli archivi e i beni di Solomeo torneranno ai Comuni interessati. Importanti rassicurazioni su Banco della Terra"

PIANO PATRIMONIALE. DOTTORINI: BENE APPROVAZIONE NOSTRI ORDINI DEL GIORNO. EX CASE CANTONIERE A COMUNI E ASSOCIAZIONI, BENI SOLOMEO DI NUOVO FRUIBILI

"Il Programma di politica patrimoniale 2014/2016, arricchito da due ordini del giorno da noi proposti, rappresenta un passo in avanti per la programmazione regionale e per la valorizzazione e messa in uso di beni e immobili altrimenti destinati a inutilizzo e degrado. Con la possibilità di destinare parte dei beni e degli immobili ex Anas facenti parte del patrimonio regionale ai comuni e alle associazioni che ne facciano richiesta si aprono possibilità e opportunità per lo sviluppo di settori fondamentali come il turismo e il sociale". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, interviene sulla approvazione da parte della commissione Bilancio e Affari istituzionali del Programma di politica patrimoniale 2014/2016 e dei due ordini del giorno proposti dallo stesso Dottorini.
"Nello specifico - spiega Dottorini - il primo ordine del giorno approvato impegna la Regione a rendere possibile il trasferimento del patrimonio presente nei depositi e negli archivi della Regione ai Comuni interessati. In questo modo alcune opere importanti per i territori e per la cultura locale, come per esempio il lascito Franchetti, potranno essere esposti, conservati e resi fruibili ai cittadini nel Comune di appartenenza, com'è giusto che sia. Riteniamo che si tratti di un atto importante per la valorizzazione e la diffusione del patrimonio storico e culturale della nostra regione in collaborazione con le amministrazioni locali".
"Il secondo ordine del giorno approvato - continua Dottorini - facilita e incentiva la possibilità di Comuni, associazioni e cooperative di sviluppare progetti di turismo sociale e sostenibile mettendo loro a disposizione in uso gratuito le ex case cantoniere di proprietà della Regione per la realizzazione di strutture per l'accoglienza turistica che potranno rappresentare porte d'ingresso per la conoscenza del nostro territorio. Questa modalità di affidamento si affianca a quanto è già possibile fare in altre regioni come il Lazio e si basa sulla legge nazionale 106 del 29 luglio scorso che ha sancito il principio e la volontà di favorire la realizzazione di circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell'offerta turistica attraverso la realizzazione di percorsi pedonali, ciclabili, equestri, mototuristici, fluviali e ferroviari prevedendo la concessione in uso gratuito di case cantoniere, caselli, stazioni ferroviarie e altri beni pubblici in disuso a imprese, cooperative e associazioni. Attualmente sono più di venti le case cantoniere ex Anas di proprietà della Regione che risultano inutilizzate e proprio su questi beni vogliamo intervenire con la nostra proposta che mira a recuperare un vasto patrimonio che altrimenti sarebbe lasciato al degrado e all'abbandono, utilizzandolo per creare sviluppo e offerta turistica sostenibile e di qualità adeguata alle caratteristiche del nostro territorio. In futuro, valutata anche l'efficacia della norma, potremmo pensare di estendere la proposta anche ad altri beni attualmente inutilizzati come le ex stazioni e ex caselli della Ferrovia centrale umbra. La nostra Regione da anni punta sulla filiera turismo, ambiente e cultura per cercare di arginare una crisi economica devastante e crediamo che dare la possibilità alle amministrazioni locali e in seconda battuta ad associazioni e cooperative di immaginare e creare strutture per l'accoglienza e la promozione turistica possa rappresentare una piccola risposta in grado di arginare il declino economico, sociale e produttivo dell'Umbria".
"Abbiamo poi preso atto delle rassicurazioni che l'assessore ha voluto fornirci in merito agli inconcepibili ritardi relativi al regolamento sul Banco della Terra. Vigileremo affinché gli atti di attuazione delle politiche patrimoniali tengano conto degli immobili e dei beni inutilizzati che il regolamento affiderà al Banco. Non faremo mancare il nostro impegno affinché l'iter di attuazione sia rapido e i contenuti del regolamento rispondenti allo spirito della legge".

Perugia, 2 ottobre 2014

Presentato un ordine del giorno al Piano patrimoniale: "In Umbria sono più di 20 le case cantoniere attualmente inutilizzate. La Regione le assegni per progetti turistici"

TURISMO. DOTTORINI PRESENTA MOZIONE:

"Dobbiamo dare la possibilità a Comuni, associazioni e cooperative di sviluppare progetti di turismo sociale e sostenibile mettendo loro a disposizione in uso gratuito le ex case cantoniere di proprietà della Regione per la realizzazione di strutture per l'accoglienza turistica che potranno rappresentare porte d'ingresso per la conoscenza del nostro territorio". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, annuncia di aver presentato un ordine del giorno al Piano patrimoniale regionale, attualmente in discussione nella Commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, per chiedere che la Regione metta a frutto i beni di sua proprietà inutilizzati e in via di abbandono concedendoli ad amministrazioni comunali, associazioni e cooperative sociali. attraverso la realizzazione di strutture per l'accoglienza e e di offerta turistica.
"La nostra proposta - spiega Dottorini - si affianca a quanto è già possibile fare in altre regioni come il Lazio e si basa sulla legge nazionale 106 del 29 luglio scorso che ha sancito il principio e la volontà di favorire la realizzazione di circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell'offerta turistica attraverso la realizzazione di percorsi pedonali, ciclabili, equestri, mototuristici, fluviali e ferroviari prevedendo la concessione in uso gratuito di case cantoniere, caselli, stazioni ferroviarie e altri beni pubblici in disuso a imprese, cooperative e associazioni. Attualmente sono più di venti le case cantoniere ex Anas di proprietà della Regione che risultano inutilizzate e proprio su questi beni vogliamo intervenire con la nostra proposta che mira a recuperare un vasto patrimonio che altrimenti sarebbe lasciato al degrado e all'abbandono, utilizzandolo per creare sviluppo e offerta turistica sostenibile e di qualità adeguata alle caratteristiche del nostro territorio. In futuro poi potremmo pensare di estendere la proposta anche ad altri beni, attualmente inutilizzati come le ex stazioni e ex caselli della Ferrovia centrale umbra".
"La nostra Regione - continua Dottorini - da anni punta sulla filiera turismo, ambiente e cultura per cercare di arginare una crisi economica devastante e crediamo che dare la possibilità alle amministrazioni locali e in seconda battuta ad associazioni e cooperative di immaginare e creare strutture per l'accoglienza e la promozione turistica possa rappresentare una piccola risposta in grado di arginare il declino economico, sociale e produttivo dell'Umbria".

Perugia, 19 settembre 2014
"Necessario evitare tutti i tipi di conflitto d'interesse su scelte di bilancio, lavori e appalti, su personale e incarichi, sui rapporti con il mercato dell'arte internazionale" 

BURRI. DOTTORINI:

"La Fondazione Burri deve dotarsi di regole chiare e trasparenti, che rendano possibili il controllo e la consultazione degli atti adottati dalla stessa fondazione a tutti i cittadini. Il lascito che il maestro Burri fece alla città, attraverso la creazione della fondazione a suo nome e il trasferimento dell'immenso e incalcolabile patrimonio artistico, fu un atto di generosità enorme che non può essere amministrato da una cerchia ristretta di soliti noti. Per questo motivo riteniamo che la Fondazione debba come primo atto di questo nuovo quadriennio dotarsi di un regolamento e di una governance, in particolare per le decisioni che dovrà prendere il comitato di gestione, che evitino tutti i tipi di conflitti d'interesse sulle scelte di bilancio, sui lavori da svolgere e gli appalti, sulla gestione del personale e gli incarichi temporanei, sui rapporti con il mercato dell'arte internazionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, interviene sulla Fondazione Burri che proprio in questi giorni avrebbe dovuto rinnovare il proprio consiglio direttivo.
"È chiaro a tutti - continua il presidente della commissione Bilancio - che i soggetti che prendono le decisioni non possono essere loro stessi oggetto della decisione. Per questo occorre che la Fondazione si doti di un regolamento interno serio e trasparente e renda pubbliche le decisioni assunte, in particolare quelle del comitato di gestione di solito gestito da soli tre membri scelti dall'assemblea e che, se non reso trasparente, potrebbe avere margini di discrezionalità elevati con decisioni che potrebbero mettere anche in seria difficoltà la Fondazione stessa. Il mondo dell'arte ha delle regole ferree: la qualità di ciò che si propone governa e tutela il lavoro svolto dall'artista. Questo Burri lo sapeva e per evitare che singole persone potessero usare la fondazione per scopi personali aveva vietato la possibilità di effettuare mostre di altri artisti o di utilizzare gli spazi museali per promuovere altro".
"La Fondazione Burri - conclude Dottorini - gestisce un patrimonio di inestimabile valore che potrebbe rappresentare uno degli elementi di traino per lo sviluppo economico dell'intero Altotevere, diventando uno dei punti di riferimento per la filiera turismo-ambiente-cultura dell'intera regione. Tutto questo però deve essere supportato da un quadro di trasparenza e regole certe, oltre che da amministratori seri, competenti, lungimiranti e privi di conflitti d'interessi. Il rischio altrimenti è che si ottenga l'effetto opposto, facendo emergere sacche di discrezionalità che metterebbero a rischio la credibilità dell'intero lavoro svolto nel corso degli anni".

Perugia, 16 settembre 2013
"Con il nuovo Piano sarà possibile costruire in zone collinari di alto pregio e attorno alla città storica. Interventi disordinati e senza alcuna visione d'insieme"

PRG ASSISI. DOTTORINI PRESENTA INTERROGAZIONE URGENTE ALLA GIUNTA:

"Occorre che la Giunta regionale intervenga in sede di Conferenza istituzionale per tutelare e salvaguardare il territorio e il paesaggio di Assisi, messi a serio rischio dal nuovo Piano regolatore in corso di approvazione. Assisi, patrimonio tutelato dall'Unesco, è ricca di turismo e i suoi scorci e paesaggi sono opere d'arte naturali, capaci di attrarre risorse economiche e sviluppare la filiera turismo, ambiente e cultura. Sarebbe imperdonabile comprometterne le potenzialità, intervenendo senza una visione organica e lungimirante". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito alla stesura del nuovo Piano regolatore del Comune di Assisi, in corso di approvazione in Provincia con il parere della stessa Regione.
"È  bene ricordare - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - che la Regione fa parte a pieno titolo della Conferenza istituzionale alla quale è demandata l'approvazione del Piano. E' quanto mai urgente pertanto valutare attentamente le previsioni del Piano, con particolare riferimento ai parametri di dimensionamento planimetrico e volumetrico, tenendo anche conto del Piano paesaggistico che la Regione sta elaborando. Il nuovo Piano regolatore di Assisi presenta a nostro avviso molte criticità di carattere sia ambientale che urbanistico. In maniera disordinata e senza alcuna visione d'insieme molte aree collinari e agricole di pregio precedentemente tutelate vengono autorizzate alla costruzione, con un consumo di territorio assurdo e non rispondente ad alcuna esigenza funzionale. Questo fenomeno è particolarmente presente nelle frazioni minori, come Torchiagina, Castelnuovo, Tordandrea, nei centri urbani collinari come Viole - San Vitale, Capodacqua e nei territori agricoli di pregio come Rocca Sant'Angelo e Passaggio di Assisi. Se non bastasse, il nuovo Piano autorizza la costruzione su aree che precedentemente erano considerate fascia di salvaguardia assoluta intorno alla città storica dove era vietata ogni possibile edificazione, consentendo tutti gli interventi possibili compresi quelli di ristrutturazione urbanistica e di ampliamento".
"Con la nostra interrogazione - conclude Dottorini - chiediamo che la Giunta regionale si interessi da protagonista delle sorti di un territorio, quello di Assisi, che non ammette dilettantismi o interventi legati a una visione cementizia dello sviluppo. La cosa da fare è quella di rendere prescrittive le caratteristiche contenute nelle stesse norme Unesco che tutelano la città. Un segnale forte e auspicabile è quello di rinviare la seduta della prossima Conferenza istituzionale per dare modo alle associazioni ambientaliste e ai comitati dei cittadini di intervenire con osservazioni e argomenti che mettano in piena luce tutte le criticità del nuovo Piano regolatore".

Perugia, 26 aprile 2013

Maggiore trasparenza nella gestione della Fondazione Burri e concorso internazionale per Piazza Burri al centro di un'interrogazione alla Giunta regionale

BURRI. DOTTORINI (IDV): CENTENARIO NASCITA SIA OPPORTUNITA' DI RILANCIO PER TUTTI, NON PATRIMONIO DI UNA RISTRETTA CERCHIA DI ADEPTI

"L'atto di generosità che Burri ha voluto riservare alla sua città deve essere tutelato e promosso affinché non si disperda e trovi invece la valorizzazione che merita. Tante questioni rimangono aperte: dalle modalità di gestione della Fondazione Burri fino alle iniziative per la ricorrenza del centenario della nascita del maestro e all'apertura di un concorso internazionale di progettazione per Piazza Burri. Sarebbe imperdonabile se Città di Castello e l'Umbria si lasciassero sfuggire anche questa opportunità di rilancio e modernizzazione". Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale, presenta con queste parole l'interrogazione con cui chiede alla Giunta regionale di conoscere le modalità di gestione della Fondazione Burri, le iniziative previste per la ricorrenza nel 2015 della nascita del Maestro e le intenzioni riguardo alla proposta avanzata dall'associazione Architetti nell'Altotevere di un concorso internazionale di idee per la realizzazione di Piazza Burri.
"Alberto Burri - aggiunge Dottorini - è ormai parte a pieno titolo della storia dell'arte internazionale. Avrebbe potuto lasciare le sue opere a qualsiasi museo internazionale, da New York a Los Angeles, da Londra a Parigi. Se ha voluto donare la sua opera e realizzare due musei proprio a Città di Castello, è stato per connotare l'origine sua e del suo impegno artistico. Grava quindi sulla città una responsabilità grande che dovrà essere  interpretata con altrettanta generosità, sapendo individuare modalità di valorizzazione adeguate e facendo in modo che l'artista diventi patrimonio di tutti, non solo di una ristretta cerchia di adepti. C'è un'esigenza di trasparenza e apertura della struttura chiamata a tutelare l'immagine e il diritto d'autore del Maestro, che deve essere accompagnata da una progettualità ambiziosa. Altrimenti ci domandiamo quali ricadute potrà avere sul tessuto culturale, sociale ed economico il centenario che verrà celebrato nel 2015. Pensare ad una piazza dedicata a Burri, con una architettura da lui disegnata, senza coinvolgere professionisti in un concorso internazionale, è una mancanza di rispetto verso le volontà dello stesso Burri. Così come potrebbe essere molto rischioso gestire il suo patrimonio artistico senza avere chiare le linee guida sulle scelte di fondo: a quali esposizioni partecipare, quali collaborazioni artistiche mettere in campo, cosa fare per difendere l'opera dell'artista dal mercato dei falsi. E' necessario lavorare per documentare sempre di più l'attività del Maestro, aprire la strada per lanciare giovani artisti e giovani studiosi. In questo contesto anche il Centro di documentazione sull'arte contemporanea, che pure è da considerare come un progetto importante, rischia di limitarsi al solo recupero di Palazzo Vitelli, se non lo si dota di una guida scientifica e di una strategia di sviluppo".
"Per questo - conclude Dottorini - è necessario che la Regione richieda alla stessa Fondazione Burri una relazione da trasmettere al Consiglio regionale in cui si renda conto dell'attività svolta, in base a quali criteri e con quali modalità. Non dobbiamo dimenticarci che stiamo parlando di uno dei più grandi protagonisti del ventesimo secolo: Città di Castello e l'Umbria devono avvertire l'urgenza di una gratitudine che deve esprimersi con generosità e capacità progettuale".

Città di Castello, 28 novembre 2012

"Necessario istituire una Commissione tecnica regionale per salvaguardare il monumento storico. I cittadini devono sapere i motivi dell'ulteriore inclinazione"



TORRE CIVICA. DOTTORINI (IDV): NON CHIARA SITUAZIONE DI STATICITÀ, NECESSARIO ACCERTARE CAUSE ED EVENTUALI RESPONSABILITA'

"Prendiamo atto delle rassicurazioni che la Giunta ci ha fornito oggi circa lo stato dei lavori, ma rimangono troppi dubbi circa l'agibilità e la staticità della Torre civica di Città di Castello. In particolare non sembra trovare smentita la notizia dell'ulteriore inclinazione e soprattutto non si riescono ad ottenere informazioni precise riguardo alle eventuali responsabilità di questa situazione che sta producendo un danno economico e d'immagine alla comunità locale e regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta il question-time che si è svolto questa mattina a Perugia sullo stato dei lavori e sulla sicurezza del monumento tifernate.
"L'investimento economico che la Regione sostiene - continua Dottorini - è molto alto, solo l'ultimo in ordine di tempo è pari a 500mila euro. Per questo risulta incomprensibile come nessun amministratore si sia sentito in obbligo di accertare eventuali responsabilità riguardo a questa situazione che grava in modo non trascurabile sulle casse della collettività e sull'agibilità di uno dei monumenti simbolo di Città di Castello. Chiediamo che i cittadini possano sapere se le cause che hanno determinato un peggioramento nelle condizioni della Torre civica siano da imputare a fattori naturali o piuttosto ai lavori di sistemazione e ristrutturazione. Se realmente si fossero riscontrati dei peggioramenti nell'inclinazione del monumento, sarebbe opportuna una valutazione approfondita della situazione che non può essere lasciata nelle mani della sola amministrazione comunale di Città di Castello che non appare nelle condizioni di riuscire a risolvere il problema. Per questo chiediamo che sia istituita una commissione regionale che valuti attentamente e in maniera terza la reale pendenza della Torre civica ed eventuali problemi di staticità strutturale, relazionando in modo dettagliato al Consiglio regionale sulle cause e sulle reali responsabilità di quanto sembra stia avvenendo".
"Oggi la Giunta ci conferma che i lavori stanno procedendo secondo la tabella di marcia - conclude Dottorini -, riteniamo comunque doverosa un'azione di tutela dell'immagine e delle finanze della città che porti a individuare eventuali responsabilità progettuali o nella realizzazione dei lavori. I tifernati hanno il diritto di sapere cosa sta succedendo e di poter tornare a godere di un monumento che fa parte della storia di Città di Castello e che deve essere messo a disposizione delle sue potenzialità turistiche e culturali".

Perugia, 16 ottobre 2012
"Connubio fra arte, storia, gastronomia e paesaggio, coniugati in chiave moderna e sostenibile, vero motore della ripresa in Umbria"

TURISMO. DOTTORINI (IDV): DA CUCINELLI PAROLE DI BUON SENSO. SBAGLIA CHI CONSIDERA L'UMBRIA UN ENORME LUNA PARK

"Le parole con cui Cucinelli ha parlato della vera vocazione turistica dell'Umbria sono piene di buon senso. Affermiamo da anni che la nostra regione ha tra i suoi principali punti di forza la bellezza dei suoi paesaggi, la ricchezza dell'arte e  la genuinità dei suoi prodotti tipici. Il connubio fra arte, storia, gastronomia e paesaggio, se coniugato in chiave moderna e sostenibile, potrebbe essere il vero motore della ripresa in Umbria". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta le affermazioni di Brunello Cucinelli a proposito della vocazione turistica dell'Umbria espresse al Bit di Milano.
"Il modello dei grandi eventi e la trasformazione delle nostre città in enormi luna park a cielo aperto - aggiunge Dottorini - non risponde certo alla vocazione turistica della nostra regione. L'Umbria ha bisogno di valorizzare al massimo l'autenticità e l'equilibrio ambientale delle sue campagne, dei suoi borghi e della sua cultura. Le manie di grandezza e le manifestazioni che richiamano enormi folle per brevi periodi rischiano invece di mettere alla luce una modalità un po' provinciale di imitare modelli 'mordi e fuggi'  e senza visione strategica. Crediamo che la strada da percorrere sia quella delle manifestazioni diffuse in tutto il territorio regionale e durante tutto l'anno, di dimensioni vivibili e che siano lo specchio di uno stile di vita unico ed inimitabile. In questa maniera probabilmente non avremmo picchi di affluenze concentrati in brevi periodi, ma presenze costanti, realmente benefiche anche per il sistema economico e ricettivo regionale".

Perugia, 20 febbraio 2012 
 

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