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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Giugno 2006 Archives

In Consiglio regionale solo i Verdi e civici contrastano una idea di sviluppo per l'Umbria antiquata e superata che danneggerà il territorio senza portare vantaggi alle imprese locali.

"L'esito dell'ultima seduta del Consiglio Regionale sulle infrastrutture è grave anche se non ci sorprende- con queste parole la Presidente Regionale dei Verdi Maria Giovanna Fiorelli commenta l'accordo strategico stipulato nei fatti tra destra e sinistra sullo sviluppo dell'Umbria-. Da Alleanza Nazionale a Rifondazione Comunista si condivide una strategia di sviluppo per la nostra regione che passa attraverso una infrastrutturazione pesante, dalla trasformazione autostradale della E45 alla SS 77 a quattro corsie, che dimostra una preoccupante arretratezza progettuale ed una chiara sottomissione alla politica delle grandi opere di berlusconiana memoria. Invece di prendere atto dalla disastrosa situazione dei conti pubblici e della acclarata mancanza di fondi per far proseguire i cantieri aperti di ANAS e RFI e di cogliere l'occasione per cominciare a ragionare in termini nuovi su quale sviluppo è concretamente possibile e sostenibile per l'Umbria tutte le forze politiche del Consiglio regionale, ad esclusione dei Verdi e civici, hanno voluto sposare un modello ideologico che provocherà solo danni.Mentre il nostro capogruppo Oliviero Dottorini ha argomentato con dati chiari ed inoppugnabili quali sono le reali necessità infrastrutturali dell'Umbria ( potenziamento del trasporto su ferro- raddoppio Orte Falconara e Foligno Perugia Terontola, sfondamento a nord della FCU-, reti telematiche, ultimazione degli interventi stradali in corso, messa in sicurezza e manutenzione della E45,ecc.) tutti gli altri gruppi consiliari hanno sostenuto la tesi che vuole il nostro territorio a servizio dei collegamenti trasversali nazionali. Non è solo il problema della E45 autostrada, che passerebbe dall'ingombro attuale di 23-25 a circa 60 metri e che vedrebbe aumentare in modo spaventoso il traffico commerciale pesante con le immaginabili conseguenze di inquinamento atmosferico ed acustico, o delle quattro corsie della SS77 che andrebbero a stravolgere il delicato equilibrio naturalistico ed idrogeologico dell'altopiano di Colfiorito - afferma la Presidente dei Verdi- il fatto è che se si vuole puntare, come è stato confermato anche dalla Presidente Lorenzetti, sulla filiera Ambiente Cultura Turismo , le politiche da sostenere sono quelle del miglioramento della qualità ambientale, del rafforzamento dell'offerta turistica e della promozione delle produzioni enoagroalimentari locali.
I Verdi, come ha giustamente ricordato il Consigliere Dottorini, hanno un rapporto con la maggioranza fondato sulla lealtà ma non sono subalterni a scelte che non condividono e che faranno arretrare l'Umbria. Per questo - conclude l'esponente del Sole che ride- faremo la nostra parte, con il sostegno della Federazione nazionale dei Verdi e del coordinamento degli assessori e consiglieri regionali verdi delle regioni interessate alla Mastre Civitavecchia, formulando osservazioni al progetto ANAS per la E45 autostrada e porteremo le nostre ragioni, condivise peraltro dalle grandi associazioni ambientaliste, Italia Nostra, Legambiente e WWF e da numerosi Comitati civici,al confronto nella società civile".

Perugia 15 giugno 2006

Maria Giovanna Fiorelli
Presidente regionale Federazione dei Verdi
Venezia-Orte/ Donati (Verdi): "Prima di una nuova autostrada inutile, puntare su adeguamento E45".
Fare una ricognizione su risorse e priorità della L. Obiettivo. I cantieri in corso sono senza soldi.


"Anziché insistere con il progetto di una nuova autostrada E45- E55, da Orte a Mestre, è necessario fare una attenta ricognizione su priorità infrastrutturali e risorse della legge Obiettivo. Oggi non ci sono soldi neppure per i cantieri in corso, quindi è del tutto insensato parlare di nuove opere, peraltro inutili, semmai bisogna puntare sulla messa in sicurezza della E45, sul trasporto ferroviario e cabotaggio". Lo dichiara la senatrice Anna Donati, responsabile Mobilità e Infrastrutture dei Verdi.
"La nuova autostrada, lunga 400 chilometri e che attraversa sei regioni, trasformerebbe territori delicati come quello del parco del Delta del Po, e di alto pregio come quello umbro e marchigiano, in un itinerario autostradale per il traffico pesante. Quest'ultimo - continua - dovrebbe invece trovare una soluzione con le autostrade del mare, per quanto riguarda la Romea Commerciale E55 (Mestre-Ravenna) e il trasporto su rotaia, nonché sulla messa in sicurezza della E45 (Ravenna-Orte)". "Come indicato nel programma dell'Unione - sottolinea l'esponente del 'Sole che Ride' - serve una ricognizione della legge Obiettivo, che peraltro si è dimostrata completamente fallimentare. E' necessario rivedere le priorità infrastrutturali (attraverso una Valutazione ambientale strategica), e 'rafforzare il ruolo degli enti territoriali, per rendere generalizzato e inderogabile il ricorso alla valutazione di impatto ambientale, per potenziare le capacità di controllo, monitoraggio e di vigilanza complessiva sul ruolo e sull'operato dell'istituto del General contractor.' Inoltre -aggiunge - vorrei ricordare come degli oltre 250 interventi previsti dal governo Berlusconi, il cui costo è lievitato nel frattempo da 126 a 264 miliardi di euro, solo 60 cantieri sono partiti e di questi appena la metà ha avuto un finanziamento".
"La nuova opera ha un costo di 10 miliardi di euro che - conclude Donati - per il 50% sarà a carico dello Stato. Ma ad oggi non ci sono risorse pubbliche neanche per portare avanti i lavori dei cantieri in corso, quindi è del tutto insensato continuare ad insistere con un nuovo progetto autostradale inutile, devastante e senza risorse: si punti, invece, sull'adeguamento e messa in sicurezza della attuale E45".

Roma, 14 giugno 2006
 

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