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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Marzo 2012 Archives

"Ati prendano atto di una scelta largamente condivisa dal Consiglio e pretendano dalle aziende l'eliminazione dell'ingiusto balzello del 7 per cento in bolletta"

ACQUA. DOTTORINI E BRUTTI (IDV): APPROVATA NOSTRA MOZIONE SU ACQUA PUBBLICA. VIA BALZELLO 7 PER CENTO, STOP AUMENTI DI COSTI IN BOLLETTA

"Finalmente l'Umbria ha detto chiaramente e a gran voce che l'acqua è un bene prezioso indispensabile e che come tale deve rimanere pubblico. Oggi il Consiglio regionale, con un voto a larga maggioranza, ha ribadito la volontà di dare piena attuazione al referendum che prevede di eliminare l'ingiusto balzello del 7 per cento applicato dai gestori alla bolletta. Ora occorre che i comuni e gli Ati prendano atto di questa determinazione e intervengano sulle aziende di gestione perché eliminino il 7 per cento dalle bollette, eliminando ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Paolo Brutti, segretario e consigliere regionale Idv, commentano l'approvazione a larga maggioranza (Idv, Prc, Pd, Socialisti, Lega, astensione di Lignani) della mozione a difesa del referendum del giugno 2011 che li vede come primi firmatari.
"La nostra mozione - spiegano Dottorini e Brutti - rappresenta il primo atto concreto per dare seguito all'impegno, fortemente voluto dall'Italia dei Valori e assunto dalla Regione nel Documento annuale di programmazione, di rispettare la volontà popolare espressa con il referendum di giugno 2011. I privati gestori del servizio idrico non possono pensare di fare cassa su un bene prezioso e indispensabile come l'acqua e non è possibile pensare di aggirare il problema continuando ad innalzare le tariffe. E' bene ricordare che in Umbria si registra un grave ritardo nell'applicazione del referendum. Addirittura gli Ati 1, 2 e 4 hanno recentemente assunto deliberazioni che sembrerebbero andare contro il dettato referendario, senza dar segni di recepimento neppure di quanto richiesto da parte dell'assessore  Rometti che con una nota ha affermato che "la tariffa idrica deve prevedere la sola copertura integrale dei costi del servizio e non altri oneri aggiuntivi". Viceversa è da mettere in evidenza l'esperienza di ripubblicizzazione promossa dalla giunta di Napoli e dal sindaco Luigi de Magistris, organizzatore del "Forum dei Comuni per i beni comuni" dal quale ha preso slancio la mobilitazione per la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte di governo del territorio. Per dare la misura delle implicazioni di questo argomento è opportuno ricordare che le tariffe dell'acqua negli ultimi dieci anni sono aumentate a livello nazionale mediamente del 65 per cento. Se si prende in considerazione la classifica degli ATO più esosi, si può osservare che tra i primi 25 ben 21 sono a gestione mista (pubblico-privato) o completamente privata".
"Su questo tema - aggiungono Dottorini e Brutti - i cittadini non hanno abbassato la guardia, anzi continuano a chiedere con forza il rispetto delle regole democratiche e della volontà popolare. Il Forum italiano dei movimenti per l'acqua, ad esempio, ha lanciato in queste settimane la campagna di "obbedienza civile" per l'autoriduzione della bolletta idrica, applicando una riduzione pari alla componente della remunerazione del capitale investito e quindi per il pagamento in tariffa della sola parte prevista per legge. Difficile dar loro torto. Noi anzi consideriamo questa campagna come un valido strumento di sensibilizzazione e pressione per evitare che la volontà degli elettori venga disattesa e magari calpestata solo per assecondare gli interessi dei privati". 
"Vigileremo sulla Giunta regionale affinchè gli impegni presi oggi in Consiglio vengano mantenuti - concludono Dottorini e Brutti -, e ci aspettiamo pertanto che la nostra regione si faccia carico di promuovere iniziative per fare in modo che gli Ati prendano atto di questa situazione e pretendano dalle aziende di gestione l'eliminazione del 7 per cento garantito come remunerazione del capitale investito".

Perugia, 29 marzo 2012


"Ora lista civica forte e credibile per restituire Bettona a un centrosinistra saldo, coerente e coeso nella volontà di superare gli anni della destra e degli scandali"
 
"La vittoria di Stefano Frascarelli alle primarie di Bettona è un risultato straordinario, frutto di un percorso lineare e di una grande generosità messa al servizio dei cittadini". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, esprime grande soddisfazione per l'esito delle primarie di Bettona che hanno visto prevalere con oltre il 60 per cento dei consensi l'esponente dell'Italia dei Valori.
"E' una vittoria che va oltre le appartenenze politiche o partitiche - continua Dottorini -.  Questo risultato ci dice che i cittadini bettonesi hanno riconosciuto e premiato le grandi qualità di chi ha saputo interpretare al meglio le istanze della società civile, facendo prevalere la partecipazione attiva sulle deleghe date a scatola chiusa. Le grandi questioni ambientali di cui Stefano si è fatto interprete in tutta la sua storia politica e le sue battaglie per la legalità in un territorio fortemente compromesso hanno evidentemente trovato una condivisione amplissima, inconsueta per consultazioni di questo tipo. Per noi che abbiamo sempre sostenuto le battaglie responsabili dei comitati e dei cittadini di Bettona è un momento molto importante che premia un impegno rigoroso e lineare. Ora è il momento di guardare avanti, creare una lista civica forte e credibile e restituire la città di Bettona ad un centrosinistra saldo, coerente e coeso nelle priorità da affrontare e nella volontà di superare gli anni della destra, degli scandali e della cattiva amministrazione".
 
Perugia, 26 marzo 2012
"Riforma all'incontrario che apre la strada ai licenziamenti facili e scarica il costo della crisi sui più deboli. Occorrono strumenti di tutela per giovani e precari"

LAVORO. DOTTORINI (IDV): "CANCELLARE L'ARTICOLO 18  NON RISOLVE ALCUN PROBLEMA. IDV AL FIANCO DI CGIL E LAVORATORI"

"Quella voluta dal Governo ha tutta l'aria di una riforma all'incontrario che apre la strada ai licenziamenti facili e ancora una volta scarica il costo della crisi sui più deboli". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta l'ipotesi di riforma del sistema di lavoro che il Governo nazionale sta predisponendo.
"Quella dell'articolo 18 - continua Dottorini - è una questione squisitamente ideologica: non risolve alcun problema del mercato del lavoro e sicuramente non porta ad alcun investimento o posto di lavoro in più. Anzi, concede più libertà ai datori di lavoro di licenziare tutte quelle persone, penso ai lavoratori compresi tra i 55 e i 66 anni, che hanno visto innalzarsi l'età pensionabile e che vedranno affievolirsi in modo inesorabile i propri diritti di lavoratori all'insegna di una precarietà che sembra non trovare argini. L'Italia dei Valori aveva proposto di inserire un salario minimo e una copertura contributiva per i periodi di non lavoro dei precari, ma l'esecutivo Monti in perfetta continuità con il governo Berlusconi non ha voluto sentire ragioni". 
"Noi dell'Idv - conclude Dottorini - ci sentiamo al fianco della Cgil e di tutti quei lavoratori che nei prossimi giorni saranno nelle piazze per protestare contro una riforma ingiusta e contro un governo sensibile soltanto ai diktat europei e alla volontà dei grandi imprenditori alla Marchionne".

Perugia, 22 marzo 2012
"Se sono presenti crediti insoluti, ne deve rispondere l'azienda e non i cittadini. Idv al fianco di cittadini e delle associazioni dei consumatori" 

UMBRA ACQUE. DOTTORINI (IDV):

"Riteniamo urgente che Umbra Acque prenda atto della sentenza del tribunale e si adegui alle istanze che le associazioni dei consumatori e i cittadini stanno portando avanti da mesi. Il deposito cauzionale è illegittimo e la società farebbe bene a restituire quanto versato ingiustamente dai cittadini". Con queste parole Oliviero Dottorini commenta la sentenza sul deposito cauzionale di Umbra Acque che ha visto dare parere favorevole alle richieste delle associazioni dei consumatori.
"Il presidente e il direttore della azienda - aggiunge il capogruppo Idv - devono mettere in atto tutte le procedure necessarie a sanare una situazione non più sostenibile. A seguito dell'esito referendario, con la sentenza della Corte costituzionale, la lettera scritta dall'assessore Rometti agli Ati e adesso la sentenza del tribunale che accoglie il ricorso della Federconsumatori, non è più rinviabile un tavolo di confronto tra l'azienda pubblica e gli enti locali, a cui chiediamo vengano invitate anche le associazioni dei consumatori e i comitati civici che da anni si battono per la ripubblicizzazione di un bene primario come l'acqua". 
"Se sono presenti crediti insoluti come dice l'azienda - conclude Dottorini - ne dovranno rispondere gli amministratori della stessa e non scaricare i costi di un risanamento sui cittadini che si trovano ogni giorno a dover affrontare una crisi economica senza precedenti che vede aumenti di tariffe al limite della sostenibilità. Come Italia dei Valori faremo tutto quanto necessario dentro e fuori le istituzioni perché la partecipata pubblica Umbra Acque rispetti la volontà referendaria e il ricorso delle associazioni dei consumatori".

Perugia, 21 marzo 2012
"Sbagliato giocare allo scaricabarile. Le immagini parlano da sole e inchiodano il Comune. Se c'è un progetto, faremo squadra con chiunque per il bene della città" 

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"Le immagini parlano da sole. Comprendiamo l'imbarazzo e la difficoltà del Sindaco Bacchetta nel vedere come un palazzo così importante di Città di Castello sia stato lasciato al degrado e all'abbandono per tanti anni. Altre realtà come Foligno e Gubbio hanno elaborato progetti e piani di recupero che poi sono stati sottoposti alla Regione, ma le amministrazioni che si sono succedute a Città di Castello, di cui lui ha sempre fatto parte, non sono state in grado di fare altrettanto. Adesso il punto non è quello di giocare allo scaricabarile, ma di cercare una soluzione prima che sia troppo tardi. Sappia Bacchetta che noi siamo pronti a fare squadra con chiunque, compreso lui, pur di togliere la città, e in particolare il centro storico, dal degrado in cui è precipitata negli ultimi anni grazie a politiche prive di buon senso e visione strategica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta le "nervose esternazioni" del Sindaco di Città di Castello in merito alla vicenda dell'ex Ospedale di largo Muzi lasciato nel più completo abbandono e degrado.
"A gennaio del 2010 - aggiunge Dottorini - avevamo già denunciato questa grave situazione, ma nessuno degli allora amministratori raccolse l'invito a un'azione decisa che andasse oltre la propaganda elettorale. Il nostro timore è che la città possa perdere altri pezzi, come è già avvenuto per i corsi universitari a Villa Montesca o per le sede di Equitalia. Ricordo solo che fu un mio emendamento ad evitare che venissero messi in vendita i beni del lascito Franchetti, nel completo silenzio dell'Amministrazione comunale. È urgente che Città di Castello esca da questo immobilismo amministrativo che la porta ad isolarsi dal resto dell'Umbria ed a subire in silenzio scelte che la vedono subalterna e incapace di proposta".
"La politica tifernate - conclude il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori - deve reagire e presentare subito alla Regione un Piano di recupero per la struttura dell'ex Ospedale, consultando i cittadini e garantendo la massima partecipazione possibile. Non vorremmo che si ripetessero gli stessi errori del contratto di quartiere nell'area ex Fat o della scelta del tracciato per la E78. Occorre capacità di fare squadra, ma prima di tutto occorre un progetto. Se il sindaco Bacchetta lo ha, ce lo faccia sapere e, se non è indecoroso, noi faremo la nostra parte. Altrimenti continueremo a chiedere ciò che è giusto e doveroso per il bene e il decoro della nostra città. Come abbiamo sempre fatto"

Perugia, 20 marzo 2012 
Le istituzioni si facciano garanti dell'esito referendario e assicurino un uso efficiente e ben distribuito di una risorsa preziosa come l'acqua"

"La volontà dell'Assessore Rometti di rispettare l'esito referendario è incoraggiante e dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, la correttezza delle nostre battaglie referendarie per mantenere pubblica la gestione dell'acqua eliminando ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta le dichiarazioni dell'assessore Rometti in merito alle tariffe del servizio idrico a seguito della mozione presentata in Consiglio regionale dal gruppo dell'Italia dei Valori. 
"Per dare seguito alla volontà dei cittadini e eliminare l'ingiusto balzello del 7 per cento applicato dai gestori alla bolletta - continua Dottorini - occorre che le istituzioni si facciano garanti dell'esito referendario, ad iniziare dai comuni e dagli Ati che sono chiamati a dare seguito al dettato referendario, senza adeguare al rialzo le tariffe di fornitura,  e a intervenire sui gestori perché eliminino il 7 per cento dalle bollette, anche in applicazione della sentenza 26 del 2011 della Corte costituzionale, che assicura un uso efficiente e ben distribuito di una risorsa preziosa come l'acqua. La nostra mozione - spiega Dottorini - rappresenta il primo atto concreto per dare seguito all'impegno, fortemente voluto dall'Italia dei Valori e assunto dalla Regione nel Documento annuale di programmazione, di rispettare la volontà popolare espressa con il referendum di giugno 2011 per quello che riguarda la gestione dell'acqua pubblica".
"In attesa di atti concreti e della discussione in aula della nostra mozione - conclude Dottorini -  le dichiarazioni di Rometti sembrano portarci sulla buona strada e dare ancora più forza alle nostre istanze. Per questo riteniamo giunto il momento per avviare un serio studio di fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e partecipata dell'intero servizio idrico, affinché la ripubblicizzazione diventi una realtà concreta e non rimanga solo una buona intenzione".

Perugia, 19 marzo 2012
"I privati non possono pensare di fare cassa su un bene prezioso e indispensabile come l'acqua"
 
ACQUA: DOTTORINI E BRUTTI (IDV):

"Bisogna subito dare seguito alla volontà dei cittadini e eliminare l'ingiusto balzello del 7 per cento applicato dai gestori alla bolletta. I privati non possono pensare di fare cassa su un bene prezioso e indispensabile come l'acqua". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e Paolo Brutti, Consigliere e segretario regionale Idv, hanno presentato una mozione in Consiglio regionale per chiedere che l'Umbria dia piena applicazione al  referendum dello scorso giugno che ha visto 27 milioni di cittadini schierarsi al fianco dei comitati per la pubblicizzazione di un bene prezioso come l'acqua.
"Con questo atto vogliamo ridare voce ai cittadini - continuano Dottorini e Brutti - e inserire strumenti di partecipazione attiva e riconosciuta per la gestione dell'acqua e del servizio idrico, avvalendosi della partecipazione dei lavoratori e di cittadini portatori di interessi, di saperi e di conoscenze. Il riordino del sistema idrico italiano deve iniziare prima di tutto dall'applicazione della sentenza 26 del 2011 della Corte costituzionale, che è il naturale seguito della decisione assunta con i referendum, per assicurare un uso efficiente e ben distribuito di una risorsa preziosa come l'acqua".
"Questa mozione - spiegano Dottorini e Brutti - rappresenta il primo atto concreto per dare seguito all'impegno, fortemente voluto dall'Italia dei Valori e assunto dalla Regione nel Documento annuale di programmazione, di rispettare la volontà popolare espressa con il referendum di giugno 2011 per quello che riguarda la gestione dell'acqua pubblica".
"L'attuazione del riordino complessivo della gestione del sistema idrico italiano - commentano i due esponenti Idv - per assicurare l'uso efficiente e ben distribuito dell'acqua è espressamente indicata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 26 del 2011 e il Ministro Clini appena poche settimane fa, attraverso una lettera inviata al presidente dell'Autorità dell'Energia e ai Presidenti delle Regioni, sottolinea l'esigenza di dare concreta attuazione al riordino complessivo della gestione del sistema idrico italiano, dopo l'esito referendario di giugno. Occorre pertanto che la nostra regione si faccia carico di promuovere iniziative per fare in modo che gli Ati prendano atto di questa situazione e pretendano dalle aziende di gestione l'eliminazione del 7 per cento garantito come remunerazione del capitale investito. Da questo punto di vista la campagna di Obbedienza civile promossa dai comitati al fine di veder rispettato l'esito referendario è da considerare come un valido strumento di sensibilizzazione e pressione per evitare che la volontà degli elettori venga calpestata solo per assecondare gli interessi dei privati".
 
Perugia, 17 marzo 2012
Consegnati i primi attestati alle aziende artigiane. Dottorini: "Un punto di partenza per il futuro del mobile in stile"



Sono gia' dieci in Umbria le aziende artigiane che possono produrre e commercializzare mobili in stile con il marchio ''Umbria Artigianato - Mobile in Stile'', di proprieta' della Regione Umbria. Stamani, nel corso della presentazione ufficiale del marchio, a Palazzo Donini, l'assessore regionale allo Sviluppo economico Vincenzo Riommi e Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori e promotore della legge, hanno presentato il marchio e consegnato ai rappresentanti delle imprese gli attestati di iscrizione nell'Elenco dei produttori concessionari del marchio.
Lo riferisce una nota della Regione.
"Oggi - ha sottolineato Riommi - attestiamo la prima fase di un percorso con cui la Regione, a cominciare dal mobile in stile, si propone di estendere il marchio 'Umbria Artigianato' alle produzioni d'arte e di qualita' del 'fatto a mano' realizzate in Umbria. L'obiettivo e' quello di una tutela e valorizzazione sinergica delle diverse eccellenze produttive, in modo da creare un paniere di produzioni certificate, con il valore aggiunto rappresentato dal 'brand istituzionale' che ne attesta la qualità. E' uno degli strumenti - ha aggiunto - su cui far leva per lo sviluppo dell'artigianato e dell'economia regionale, tanto più importante in questo momento di crisi, in cui è indispensabile per essere maggiormente competitivi sui mercati internazionali investire nella qualificazione, nella 'reinvenzione' e valorizzazione delle tradizioni che hanno fatto la storia economica dell'Umbria". 
"Un punto di partenza per uno strumento concepito per dare un nuovo futuro a una realtà produttiva molto ricca, ma debole per la sua frantumazione, di cui auspichiamo si avvalgano il maggior numero di imprese artigiane che producono mobili nella nostra regione", ha sottolineato Oliviero Dottorini, promotore e relatore della legge regionale. "Da oggi nessuno potrà importare mobili prodotti in Cina o nell'est Europa dichiarando che sono frutto del lavoro artigianale dell'Umbria o dell'Altotevere. Questa notizia penso che sia motivo di grande soddisfazione non solo per chi, come me, ha creduto sin dal primo momento in questa legge, ma per tutti gli artigiani che nel tempo ci hanno seguito e in generale per il tessuto economico del nostro territorio - ha continuato Dottorini -. Ma attenzione: il marchio è uno strumento, uno strumento che funzionerà se in tanti ci crederanno. A iniziare dagli artigiani e dalle associazioni che li rappresentano, ma soprattutto saranno le istituzioni locali, i comuni a sfruttare questa possibilità concreta di disegnare un futuro per l'artigianato di qualità, pensando ad uno sviluppo economico sostenibile, duraturo e non imitabile".
La legge regionale, che tutela e promuove ''la produzione del mobile in stile prodotto in Umbria, in quanto patrimonio della cultura, della tradizione artigiana e del lavoro della regione'', individua anche delle aree di eccellenza produttiva (Citta' di Castello, San Giustino, Umbertide, Gubbio, Gualdo Tadino e Todi), dove si registra - continua la nota - una significativa densita' aziendale e una tradizione d'artigianato
artistico nel comparto.
Di ''grande opportunita' per portare fuori dai confini nazionali le aziende umbre'' ha parlato anche l'assessore allo Sviluppo economico del Comune di Citta' di Castello, Mauro Alcherigi. L'importanza della riconoscibilita' del prodotto di qualita' fatto in Umbria e' stata sottolineata dal
rappresentante di Confartigianato e dal presidente del Consorzio Smai di Citta' di Castello. Sul marchio ''Umbria Artigianato - Mobile in stile'' vigila un disciplinare predisposto dal Comitato di tutela del marchio, istituito dalla Giunta regionale, ed esiste un'ampia documentazione sul mobile in stile in Umbria, raccolta dal Dipartimento Uomo&territorio dell'Universita' di Perugia nell'ambito di una indagine conoscitiva con particolare riferimento agli aspetti storici, stilistici e produttivi peculiari di questo comparto. I risultati della ricerca, in procinto di pubblicazione - e' stato rilevato - forniscono uno strumento ulteriore per contribuire ad una maggiore conoscenza della produzione dei diversi centri regionali, caratterizzata, negli anni, da una molteplicita' di riferimenti stilistici.
Per consentire agli artigiani di familiarizzare con questa novita', il Servizio regionale Internazionalizzazione delle imprese - sezione Promozione e tutela dell'artigianato artistico ha predisposto uno schema di domanda, cui gli artigiani dovranno attenersi nel richiedere la concessione d'uso del marchio. Alla domanda dovra' essere allegata una scheda prodotto che faccia riferimento a produzioni storicamente classificate o ne rappresentino una naturale evoluzione stilistica.
La licenza d'uso, di durata quinquennale, sara' rilasciata dalla Regione Umbria su parere vincolante del Comitato di tutela del marchio Mobile in stile prodotto in Umbria, al quale competono le attivita' di controllo e sanzionatorie sulla corretta applicazione delle disposizioni del Regolamento d'uso. Tutte le ulteriori informazioni sono consultabili sul link: www.umbriartigianato.regione.umbria.it

Qui alcune immagini della conferenza stampa: http://campl.us/hNynJ62sD80

Perugia, 16 marzo 2012
 

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