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Giugno 2010 Archives

"Una legge che serve a tutelare le malefatte dei potenti". Il gruppo dell'Italia dei Valori aderisce alla manifestazione proposta dalla Fnsi e dal Popolo viola

DDL INTERCETTAZIONI. DOTTORINI (IDV): AL FIANCO DEI CITTADINI CONTRO LEGGE BAVAGLIO CHE CALPESTA I PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA REPUBBLICA

"Un disegno di legge che priva la Magistratura di uno strumento fondamentale per le indagini, nega ai cittadini il diritto di avere giustizia e di essere informati, impone il bavaglio alla stampa e mette a rischio persino alla libertà della Rete". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia l'adesione del gruppo alle manifestazioni organizzate dalla Federazione nazionale della stampa, dal Popolo viola e dall'associazione Articolo 21, contro il vergognoso disegno di legge sulle intercettazioni e in difesa della libertà d'informazione.
"Vogliamo far sentire forte e chiara - ha detto l'esponente dell'Italia dei Valori - tutta la nostra indignazione e manifestare il nostro dissenso contro un provvedimento che serve, solo ed esclusivamente, a tutelare gli interessi e, soprattutto, le malefatte dei potentati di turno. Le audizioni in corso in commissione giustizia alla Camera stanno mettendo sempre di più in evidenza quanto questo provvedimento sia una vera e propria sciagura, non solo perché imbavaglia la stampa, ma perché di fatto rappresenta una resa incondizionata alla criminalità, un ostacolo all'esercizio della giustizia e della legalità".
"Saremo dalla parte dei cittadini - conclude Dottorini - per gridare no ad un provvedimento sbagliato e senza alcuna logica politica, proseguiremo la nostra battaglia in difesa della Costituzione e della democrazia all'interno delle istituzioni umbre e nelle piazze contro un Governo che si prende gioco dei principi fondamentali sui quali si fonda la nostra Repubblica".

Perugia, 30 giugno 2010

"Si ascoltino le ragioni di amministrazioni, cittadini e comitati locali. Nessuno chiede un No aprioristico, ma di valutare correttezza delle procedure e tracciato più opportuno"

METANODOTTO SNAM. DOTTORINI (IDV): BENE RICORSO PROVINCIA PERUGIA E COMUNE GUBBIO. ADESSO LA REGIONE SI SCHIERI DALLA PARTE DEI CITTADINI

"Ora occorre che anche la Regione segua l'esempio delle amministrazioni che hanno presentato ricorso e si costituisca al fianco dei cittadini e dei comitati per chiedere la revisione del tracciato di un'opera dal grandissimo impatto ambientale in territori a rischio di fragilità geologica e sismica, che produrrebbe danni irreparabili al paesaggio e all'economia dei paesi coinvolti dal tracciato". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta il ricorso che il comitato "No tubo" assieme alla provincia di Perugia, a quella di Pesaro-Urbino, al comune di Gubbio, alla Comunità montana del Catria e del Nerone e ad altre associazioni ambientaliste e comitati civici hanno presentato alla Commissione europea in merito alla Valutazione ambientale strategica al tracciato del metanodotto Snam Brindisi-Minerbio.
"E' necessario - continua Dottorini - che la Giunta regionale si faccia parte attiva in questa vicenda per chiedere a governo e Snam di rivedere un tracciato che presenta molti aspetti problematici. Settecento chilometri di linea, in buona parte sulla cresta di crinali di pregio, attraverseranno numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale. Nello specifico, nella nostra regione saranno interessati dal tracciato il Parco nazionale dei Monti sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Non si capisce inoltre come mai la Valutazione di impatto ambientale sia stata effettuata solo su alcuni tratti del tracciato, senza prendere in considerazione l'intera opera, che teniamo a ricordare attraverserà gran parte dell'Italia lungo la dorsale appenninica, area ricca di criticità come il rischio sismico e quello idrogeologico".
"Esaminando il tracciato proposto - aggiunge Dottorini - si vede come l'impatto socio-economico sulle aree interessate sarebbe insostenibile, rischiando di provocare danni alla filiera turismo-ambiente-cultura e al settore delle eccellenze, dai prodotti tipici alle importanti aree tartufigene dell'Umbria. Chiediamo dunque che la Regione si schieri dalla parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste e dei comitati non per escludere a priori il passaggio della linea di metanodotto, ma per giungere alla scelta di un tracciato razionale e per vigilare affinché tutte le procedure autorizzative di un'opera di tale portata siano rispettate e che vengano realizzate le Valutazioni di impatto ambientale e ambientale strategia, coinvolgendo le comunità locali interessate per consentire di scegliere i tracciati meno impattanti e più sicuri, nel rispetto dell'ambiente e degli interessi dell'intera comunità regionale".

Perugia, 28 giungo 2010
Piena adesione del gruppo regionale dell'Italia dei Valori allo sciopero indetto dalla Cgil. "I cittadini umbri particolarmente penalizzati"

SCIOPERO 25 GIUGNO. DOTTORINI (IDV): VENERDÌ SAREMO AL FIANCO DI CHI ALZA LA TESTA PER DIRE NO AD UNA MANOVRA INIQUA E SBAGLIATA

"Il governo Berlusconi sta portando un colpo pesante all'economia del Paese, creando precari, disoccupati e lasciando senza speranza le tante piccole e medie imprese che faticano a fronteggiare la crisi. Per questo, l'Italia dei Valori non può che essere dalla parte di chi, nel mondo del lavoro e nella società civile, alza la testa per dire no a una manovra iniqua, sbagliata e in larga parte inutile". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia l'adesione convinta del gruppo dell'Idv allo sciopero indetto dalla Cgil per il prossimo 25 giugno.
"La manovra finanziaria del governo è iniqua e scarica il prezzo del risanamento sui ceti più deboli. Toglie ossigeno alle regioni e agli enti locali, non contiene misure orientate allo sviluppo ed all'occupazione. Per questo - continua l'esponente dell'Italia dei Valori - le Regioni saranno costrette a tagliare i servizi o ad imporre tasse e ticket: l'Umbria perderà 120 milioni di euro, cioè il 35 per cento della quota di bilancio non vincolata. Saranno colpiti settori importanti come il trasporto pubblico, l'ambiente, la viabilità, gli incentivi alle imprese  e l'edilizia residenziale pubblica".
"A pagare i costi di una manovra sbagliata saranno i soliti noti, vale a dire i ceti medi e i più' deboli. Ce n'è per infermieri, forze dell'ordine e insegnanti, già così pesantemente colpiti dalla riforma Gelmini. Escono indenni, invece, le grandi rendite finanziarie, le sacche di privilegio, le rendite di posizione, gli sprechi in molti settori della pubblica amministrazione. Per questo - ha concluso Dottorini - venerdì saremo accanto ai lavoratori che protestano contro il governo e chiedono una seria politica industriale, occupazionale e per ottenere una più equa giustizia fiscale".

Perugia, 23 giugno 2010

"Dopo l'autocertificazione un'altra vittoria dell'Italia dei Valori contro il monopolista di fatto Asi. Moduli scaricabili dal sito www.dottorini.com"

"Finalmente sono stati approvati dalla Giunta regionale i centri autorizzati ad eseguire gli accertamenti sulle autocertificazioni per le auto e moto ventennali di interesse storico. Un provvedimento atteso da tempo e che rende finalmente giustizia alle migliaia di persone che anche in Umbria hanno detto basta al monopolio di fatto del club privato Asi". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia l'avvenuta pubblicazione dei centri autorizzati presso i quali è possibile far controllare il proprio veicolo, dopo averne autocertificato la storicità.
"Ricordo - continua l'esponente dell'Italia dei Valori - che l'Umbria è stata la prima regione d'Italia a rendere possibile l'autocertificazione per i mezzi ultraventennali. Questo consente di evitare l'iscrizione a due club privati, con relativo esborso di denaro da parte dei contribuenti, come avveniva fino a tre anni fa. A seguito dell'introduzione dell'autocertificazione, il modulo è scaricabile dal sito www.dottorini.com, i cittadini a breve potranno recarsi presso uno dei centri autorizzati dalla Regione per far visionare il proprio mezzo ed ottenere l'attestato di storicità, il tutto ad un prezzo contenuto pagando solo un rimborso spese o, in alcuni casi, addirittura gratis".
I primi centri autorizzati dalla delibera di giunta sono i seguenti:

  1. A 112 Club Italia - con sede in Via Indipendenza, 44 - (Petrignano d'Assisi) - ASSISI;
  2. Associazione Amatori Veicoli Storici A.A.V.S. - con sede in Trieste, P.O. Box 874;
  3. Associazione Borzacchini Historic - con sede in Via Bertani, 4 - Terni;
  4. Associazione Italiana Automotoveicoli Classici A.I.A.C. - con sede in Via Botticelli, 9 - Terni;
  5. PE.SA. Gomme S.p.A. - con sede in Via della Gomma, 3 (Loc. Balanzano) - Perugia;
  6. VESPA Club - con sede in Città di Castello c/o Palazzo Bufalini Piazza Matteotti, 4.
"Certo - continua Dottorini -, ci fa strano constatare come ad oggi, nonostante sentenze e pronunce chiare degli organi giuridico-tributari di tutta Italia, l'avvocatura e gli uffici della Regione continuino a porre degli ostacoli all'utilizzo della autocertificazione da parte dei cittadini in alternativa alla non iscrizione al club privato Asi. Sono del marzo scorso, infatti, due sentenze della Commissione tributaria regionale di Perugia che, oltre a dare ragione ad un contribuente che aveva utilizzato l'autocertificazione e si era rifiutato di iscriversi all'Asi, ha condannato la Regione al pagamento di 3mila euro di spese, soldi che teniamo a ricordare sono dei contribuenti e che spereremmo venissero utilizzati in modo migliore. Quindi invece di tormentare e tartassare i cittadini umbri con inutili vessazioni prive di ogni fondamento giuridico (sono oramai 17 le sentenze emesse contro le Regioni), gli uffici regionali dovrebbero fornire ai cittadini solo informazioni certe e corrette circa le modalità per usufruire dei benefici fiscali (bollo ridotto) per le auto e le moto che hanno compiuto il ventesimo anno d'età. Noi, insieme al nostro esperto di settore Dario Di Bello - conclude il capogruppo dell'Italia dei Valori - continueremo a vigilare ed aggiornare tutti i cittadini rispondendo a quesiti inerenti le problematiche legate alle auto e moto storiche oltre ad informare gli stessi sulle corrette procedure da adottare per conseguire l'attestato di storicità, rilasciato dai Centri autorizzati dalla Regione Umbria, e poter pagare il bollo ridotto".

Perugia, 22 giugno 2010


Ho chiesto all'AGENZIA delle ENTRATE della Regione Sicilia, per il tramite della Federconsumatori, se per i veicoli ventennali è valido l'utilizzo dello strumento della Autocertificazione per avere accesso ai benefici fiscali sanciti nell'articolo 63 della Legge 342/2000.

Nella richiesta di consulenza, ho allegato anche il modello presente sul nostro sito, sin dall'indomani dell'abrogazione dell'art.2 L.R.23/02 (per intenderci è quello che Dottorini ha fatto abrogare e che obbligava gli automobilisti/motociclisti dell'UMBRIA ad iscriversi a ben 2 club privati !), ed hanno risposto che il modello da noi proposto è valido e che NON È OBBLIGATORIA alcuna iscrizione !
(modello di autocertificazione inviato all'A. d. E. - clicca qui)

Questa è la risposta dell'Agenzia delle Entrate:
Scarica la Circolare 2010/41478 del 4 giugno 2010 (clicca qui).

Nella risposta è stata ribadita la valenza della Circolare 81335/2001:
Scarica la Circ. 2001/81335 dell'Ag. delle Entrate (clicca qui).

È paradossale come alcune Regioni continuino a dire che tali documenti non esistano !

Buona lettura.
dario di bello

Cari amici,
continua la pubblicazione delle Sentenze a favore dei cittadini che non vogliono iscriversi all'A.$.I..

La Commissione Tributaria Regionale di Perugia (è un Tribunale di II grado, dopo c'è solo la Cassazione), ha emesso queste due Sentenze a favore di un contribuente proprietario di due A112 ABARTH.

La cosa bellissima è che la Regione Umbria è stata condannata a pagare le spese pari a 1'500 euro per causa, ovvero 3'000 euro.

Questo è il classico esempio di come la Pubblica Amministrazione impiega le risorse umane (stipendiate/mantenute con le nostre TASSE !) ed economiche; le impiega per PERSEGUITARE/TARTASSARE i cittadini per poi puntualmente perdere davanti ad un Giudice ed essere condannata a pagare le spese, ecco un fulgido esempio di lungimiranza ed equità fiscale....

Queste sentenze sono del 26 marzo 2010 e sono state notificate alla Regione Umbria a metà aprile.

La Regione aveva a disposizione 60 giorni per proporre appello in Cassazione, ma non l'ha fatto (noi eravamo pronti !), peccato, avremmo messo una pietra TOMBALE sulla querelle....

È ovviamente confermato il NON OBBLIGO di iscrizione all'A.$.I. !

È ovviamente confermato che la cosiddetta AUTOCERTIFICAZIONE, da noi proposta sin dal 2006, è valida a tutti gli effetti, a differenza di quello che dicono tutti quegli "scienziati" delle varie Regioni d'Italia che continuano a sostenere che occorre obbligatoriamente il "salvacondotto" dell'A.$.I..

Queste altre 2 sentenze contro la Regione Umbria, emesse da un Tribunale di 2° grado - siamo a quota 17 -, sono utilissime a tutti i cittadini residenti in questa Regione e nel resto d'Italia qualora le si volesse utilizzare in analoghi ricorsi.

Il ricorrente era assistito dall'Avv. Andrea Di Massa e dall'Avv. Patacca entrambi di Perugia oltreche da noi.

Le altre Sentenze sono scaricabili scorrendo questa pagina, mentre nella pagina del vecchio sito alla quale puoi accedere clikkando sul "bottone" giallo qui accanto, ne troverai altre.

Buona lettura (scarica la Sent. 42/2/10 cliccando qui).

Buona lettura (scarica la Sent. 43/2/10 cliccando qui).

Buona lettura (scarica la Sent. 39/1/08 cliccando qui).


dario di bello

I consiglieri regionali Oliviero Dottorini e Paolo Brutti hanno presentato questa mattina a Palazzo Cesaroni la contromanovra finanziaria dell'Italia dei Valori. La proposta (che contesta l'impianto della manovra predisposta dal governo nazionale) ammonta a 65 miliardi di euro in due anni e si articola su: riduzione del carico fiscale per famiglie e imprese, tagli alla spesa e ai costi della politica e lotta all'evasione fiscale.

MANOVRA FINANZIARIA:


(Acs) Perugia, 18 giugno 2010 - Recupero dell'evasione e dell'elusione fiscale, riduzione del carico fiscale per famiglie e imprese, tagli alla spesa e ai costi della politica e lotta all'evasione fiscale. Sono queste le linee guida della contromanovra finanziaria dell'Italia dei Valori, presentata questa mattina a Palazzo Cesaroni dai consiglieri Oliviero Dottorini e Paolo Brutti nel corso di una conferenza stampa a cui ha partecipato anche il coordinatore provinciale dell'Idv Patrizio Dragani. L'Italia dei Valori ha illustrato una proposta che contesta l'impianto della manovra predisposta dal governo nazionale ed ammonta a 65 miliardi di euro in due anni, articolata su 3 direttrici: risanamento, equità e riduzione del carico fiscale.
Nel dettaglio verrebbero recuperati (in due anni) 27,8 miliardi dalla lotta all'evasione, 24,75 miliardi dal taglio ai costi della politica, 13 miliardi dai tagli alla spesa. La lotta all'evasione fiscale dovrebbe concretizzarsi con una addizionale del 7,5% sui capitali rientrati attraverso lo scudo fiscale; il ripristino delle norme antievasione introdotte dal Governo Prodi; un nuovo redditometro a riscossione immediata; l'aumento delle aliquote sulle plusvalenze speculative (includendo le stock options); la reintroduzione dell'Ici sulle case di lusso e l'asta per le frequenze libere del digitale terrestre. I costi della politica dovrebbero essere limitati con la soppressione delle Province sotto i 250/300 mila abitanti (la Provincia di Terni vi rientrerebbe grazie ad un riequilibrio territoriale da effettuare con la Provincia di Perugia), l'eliminazione del vitalizio per parlamentari e consiglieri regionali, la radicale restrizione delle auto blu.
La spesa pubblica dovrebbe essere diminuita abbandonando l'idea del Ponte di Messina, sopprimendo gli enti inutili e tagliando le spese militari per armamenti offensivi. I circa 28 miliardi di euro recuperati dall'evasione fiscale dovrebbero andare, direttamente, alla riduzione del carico fiscale per famiglie ed imprese, con l'aumento delle detrazioni per i carichi familiari, l'alleggerimento dell'Irpef sui redditi medio bassi, l'estensione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori atipici; ci sarebbe poi una riduzione del costo del lavoro nell'imponibile Irap e il pagamento dell'Iva al momento dell'incasso e non all'emissione della fattura. Infine, per superare il problema del ritardo nei pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione, viene proposto di utilizzare i fondi della Cassa depositi e prestiti, che potrebbe procedere ai pagamenti in tempi rapidi rivalendosi poi sugli enti pubblici per le somme erogate.
Il capogruppo Oliviero Dottorini ha inoltre evidenziato che "le Regioni saranno costrette a tagliare i servizi e ad imporre tasse e ticket: l'Umbria perderà 120 milioni di euro, cioè il 35 per cento della quota di bilancio non vincolata. Saranno colpiti settori importanti come il trasporto pubblico, l'ambiente e l'edilizia residenziale pubblica. Solo l'Italia dei Valori ha presentato concrete e realizzabili proposte alternative all'iniqua manovra finanziaria del ministro Tremonti ,che colpisce ceti medie e fasce deboli della popolazione. I soliti noti, gli infermieri, le forze dell'ordine, gli insegnanti (già colpiti dalla riforma Gelmini), saranno chiamati a pagare i costi di una manovra sbagliata".
Paolo Brutti, consigliere e fiduciario regionale dell'Idv, si è poi soffermato sull'esigenza di tagliare le spese della politica, anche a livello regionale: "i tagli ipotizzati dai presidenti Marini e Brega rischiano di rivelarsi non adeguati al momento di crisi. Pur essendo la spesa pubblica umbra inferiore del 30 per cento a quella media delle altre regioni, riteniamo necessario procedere col taglio dei vitalizi dei consiglieri regionali: una misura che avrebbe sicuramente un impatto più rilevante se fosse adottata su scala nazionale. L'Idv si farà promotrice di iniziative legislative mirate a ridurre i costi della politica anche in Umbria. L'opposizione del Partito democratico alla manovra - ha osservato - non è abbastanza determinata e continua: l'Italia dei Valori appoggerà lo sciopero della Cgil, il sindacato non deve essere lasciato solo nella sua lotta contro la manovra Tremonti".
Brutti e Dottorini hanno sottolineato che la manovra del Governo contiene anche elementi condivisibili: l'intensificazione dei controlli sui falsi invalidi, la limitazione dell'uso delle auto blu, la riduzione del 10 per cento del trattamento economico di ministri e sottosegretari, la riduzione dei rimborsi ai partiti politici, la riduzione degli organi di amministrazione e controllo degli enti pubblici, il taglio delle spese per missioni e dei compensi dei componenti degli organi delle società pubbliche non quotate. MP/mp



"Prioritarie per noi la salute dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente. Invitiamo la giunta di Bettona a chiarire la propria imbarazzante posizione alla Magistratura"

BETTONA. DOTTORINI (IDV): LE MINACCE  DI QUERELA NON CI SPAVENTANO. DA OGGI TUTTI GLI ATTI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

"Le minacce del sindaco Lamberto Marcantonini e del vice-sindaco Valerio Bazzoffia non ci spaventano e non ci impediranno di continuare a difendere gli interessi che per noi sono prioritari: la tutela della salute dei cittadini e il rilancio di un'economia sana e compatibile con l'ambiente. Lo faremo con tutti gli strumenti che il nostro ruolo istituzionale ci consente, nel pieno esercizio delle nostre funzioni. Da oggi inoltre trasferiremo tutte le informazioni di cui verremo in possesso alla Procura della Repubblica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, risponde alle esternazioni degli esponenti del Comune di Bettona che oggi hanno minacciato querela nei suoi confronti, per aver invitato la giunta regionale a non progettare il futuro della zootecnia umbra con chi è implicato in una indagine riguardante reati della massima gravità.
"Su questa vicenda - aggiunge Dottorini - ci sono troppe cose che non tornano. Noi continuiamo a chiedere chiarezza e ribadiamo che non è edificante per un'amministrazione comunale essere coinvolta in uno scandalo di questa portata, per giunta con accuse gravissime, come riportato nella nostra interrogazione consiliare. Riteniamo quanto meno inopportuno che la giunta regionale, per affrontare le strategie di rilancio della zootecnia in Umbria, prosegua l'interlocuzione con gli amministratori indagati. Quanto sostenuto nell'interrogazione che abbiamo presentato è supportato da documenti ufficiali ed è il frutto di una posizione politica che chiede di risolvere in maniera definitiva una vicenda tra le più gravi accadute in Umbria. La giunta comunale non può tirarsi fuori dalle responsabilità per la situazione disastrosa che quel territorio è costretto a subire e dovrà chiarire la propria imbarazzante posizione non tanto a noi, ma alla Magistratura. A noi interessa che la popolazione di Bettona non corra alcun rischio e che la regione sia in grado di progettare un futuro della zootecnia umbra sostenibile e condiviso con le associazioni locali e i comitati dei cittadini".
"In attesa che la giustizia faccia il suo corso e augurando ai solerti amministratori bettonesi di dimostrare la propria estraneità dall'accusa di avere "intenzionalmente procurato a Codep un ingiusto vantaggio consentendo la prosecuzione delle attività illecite", come si legge dalle cronache, continuiamo a chiedere che la politica prenda atto di questo disastro ambientale senza precedenti, evitando di fare sconti a chi si è reso responsabile di questa situazione e ripensando completamente il comparto della suinicoltura in Umbria. Alla luce di quanto sta avvenendo, infatti - conclude il capogruppo dell'Idv -, le misure per la zootecnia contenute nel Piano di tutela delle acque approvato nell'autunno scorso già appaiono in tutta la loro inadeguatezza. In quell'occasione solo l'Italia dei Valori votò contro un provvedimento inaccettabile, costruito sulle esigenze esclusive degli allevatori e senza prendere in considerazione le istanze dei cittadini."


Perugia, 17 giugno 2010

Di seguito l'intervento di Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori, sul programma di governo 2010-2015.

Linee programmatiche - Intervento di Oliviero Dottorini from Dottorini.com on Vimeo.


Prendo la parola per portare il punto di vista dell'Italia dei valori rispetto alle linee strategiche del programma di governo di questa nona legislatura. Una legislatura che si prospetta impegnativa e che ci chiede capacità di scelta e di determinazioni forti e coraggiose in grado di superare il progressivo esaurimento di parole d'ordine e strategie politiche che, da sole, potrebbero non essere all'altezza della sfida che ci attende.

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"Incredibile intreccio di responsabilità. No a soluzioni pasticciate, magari finalizzate a rimettere in pista pratiche che già hanno fatto troppi danni. Coinvolgere i cittadini"

BETTONA. DOTTORNI (IDV): SITUAZIONE GRAVISSIMA, SUBITO PIANO PER ZOOTECNIA SOSTENIBILE. ESCLUDERE AMMINISTRATORI INDAGATI

"Adesso occorre recuperare la fiducia della popolazione e sgombrare dai tavoli della politica ogni ipotesi di soluzione pasticciata, magari finalizzata a rimettere in pista pratiche che già troppi danni hanno fatto all'ambiente e all'economia dei nostri territori. Un incredibile intreccio di responsabilità sembra chiamare in causa allevatori, amministratori locali ed enti di controllo in un disastro ambientale di proporzioni inaudite, almeno per la nostra regione". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta l'avviso di conclusione delle indagini, nell'ambito dell'operazione "Laguna de cerdos", emesso dal pubblico ministero Manuela Comodi, dal quale risultano 26 indagati per reati gravissimi come associazione per delinquere, disastro ambientale, falso, abuso d'ufficio, tra allevatori della Codep, tecnici dell'Arpa e membri della Giunta comunale di Bettona.
"Appena pochi giorni fa, attraverso un'interrogazione all'assessore all'Ambiente e alle Politiche agricole, eravamo tornati a chiedere chiarezza su questa vicenda - spiega Dottorini -, anche per comprendere le ragioni che hanno indotto la giunta regionale a incontrare rappresentanti dell'amministrazione di Bettona, che già risultavano indagati, per progettare il futuro della zootecnia in Umbria. Oggi, a maggior ragione, riteniamo che il sindaco e vice-sindaco di Bettona non abbiano più i requisiti necessari per potersi occupare di risolvere una situazione che al contrario, secondo quanto ipotizzato dagli atti dell'indagine, avrebbero contribuito a creare. Ora è necessario che, come abbiamo più volte richiesto, la Regione elabori un Piano per la zootecnia sostenibile in Umbria, coinvolgendo i cittadini e abbandonando ipotesi che non tengano conto dell'equilibrio ambientale e territoriale. La nostra regione ha bisogno di una zootecnia basata su marchi e certificazioni, su una filiera corta e di qualità, integrata con il territorio, capace di qualificare i nostri prodotti tipici e di generare valore aggiunto in Umbria. Dobbiamo avere il coraggio di dare uno stop chiaro agli allevamenti in regime di soccida, notando l'effetto perverso di allevare non per una filiera alimentare, ma per produrre il liquame necessario all'innesco della formazione di biogas. Solo dopo avere individuato modalità di allevamento compatibili con il territorio e con la salute sarà possibile ripartire con le attività e con gli impianti di depurazione che, per quanto di riguarda, dovranno essere aziendali e non sovradimensionati rispetto alla nuova programmazione produttiva".
"Ciò che negli anni si è venuto sviluppando, come si legge nell'ordinanza dello scorso luglio, è un'annosa e collaudata attività criminosa in totale dispregio di qualsiasi norma nell'ottica del profitto economico a scapito anche della salute pubblica, che ha  arrecato un danno enorme e non definibile con l'avvelenamento di acque destinate all'alimentazione umana. Per questi motivi - conclude l'esponente Idv - continuiamo a essere al fianco del Comitato popolare per l'ambiente che da anni denuncia la gravità della situazione e che ha deciso, così come Legambiente, di costituirsi parte civile".

Perugia, 14 giugno 2010
 

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