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Gennaio 2013 Archives

"Necessario aprire subito un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini. Non trasformare grande opportunità in un boomerang"

BIOMASSE. DOTTORINI: RINVIO INCOMPRENSIBILE E INOPPORTUNO, CONTINUO TERGIVERSARE NON AIUTA A CREARE CLIMA DI FIDUCIA E CONFRONTO

"Un rinvio incomprensibile e inopportuno". Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, commenta con queste parole la decisione della Conferenza dei capigruppo di rinviare ancora la discussione in Consiglio regionale della mozione riguardante il regolamento sulle biomasse.
"E' da inizio dicembre che questo tema figura all'ordine del giorno del Consiglio - spiega Dottorini -, ma si è trovato sempre un buon motivo per continuare a rinviare. E' pur vero che questa volta almeno si è individuata una data, quella del 5 febbraio, ma il continuo tergiversare sul tema non aiuta certo a ristabilire un clima di fiducia e confronto. Anzi, si dà forza ai sospetti, spero infondati, di chi sostiene che i continui rinvii altro non sarebbero che il tentativo di autorizzare nuovi impianti prima che il regolamento venga modificato".
"La nostra opinione in proposito è nota - prosegue il consigliere regionale -. Per quanto ci riguarda la delibera 494 che modifica il regolamento regionale sulle biomasse deve essere immediatamente ritirata perché apre alla deregulation in un settore che necessita invece di regole certe e controlli rigorosi. Indipendentemente da come la si pensi in proposito, è necessario aprire subito un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini per evitare che una opportunità straordinaria come quella della produzione di energia da fonti rinnovabili possa trasformarsi in un boomerang per la credibilità delle nostre istituzioni".

Perugia, 28 gennaio 2013
"Revisori dei conti e collegi sindacali non possono essere né di destra né di sinistra. Salvaguardate terzietà e indipendenza dei ruoli di controllo"



"Un atto di serietà e di responsabilità che sancisce un principio sacrosanto: revisori dei conti e collegi sindacali non possono essere né di destra né di sinistra, né di maggioranza né di minoranza. Per troppo tempo la politica ha consentito che i collegi di garanzia delle società o delle agenzie dipendenti dalla Regione fossero frutto di una trattativa tra maggioranza e opposizione in cui a perdere era sempre la terzietà di questi organismi e a trionfare i sospetti sulla reale indipendenza di chi è chiamato a un ruolo di controllo importantissimo". Con queste parole Oliviero Dottorini commenta l'approvazione da parte della prima commissione della legge che lo vede come primo firmatario e relatore e che prevede il sorteggio tra professionisti di altissima competenza per la individuazione dei revisori dei conti degli enti e delle agenzie dipendenti dalla Regione (per esempio Asl, Sviluppumbria, Webred, ...).
"La nostra legge - continua Dottorini - prevede che gli organismi preposti al controllo dei bilanci degli enti pubblici debbano essere estratti a sorte da un elenco di soggetti con alta professionalità e adeguate competenze. Riteniamo che parlare di spartizioni tra maggioranza e minoranza non serva a garantire imparzialità e professionalità, ma contribuisca solamente all'aumento delle già troppe nomine di carattere politico che ci sono nell'ordinamento della nostra Regione. La nostra proposta è invece lungimirante e non esclude nessuno per ragioni politiche, ma si affida alla competenza per individuare professionisti di provate capacità ed esperienza in grado di esercitare il controllo con la dovuta terzietà e imparzialità. Un conto sono le figure chiamate a gestire le politiche regionali, su cui è giusto che la politica dia le proprie indicazioni, un altro conto sono le figure chiamate al controllo tecnico e contabile che, all'opposto, devono garantire l'assoluta imparzialità e indipendenza rispetto alla politica. Io credo che se il Consiglio confermerà l'orientamento emerso in sede di commissione, noi potremo dire di aver reso un servizio alla trasparenza e alla obiettività che devono essere alla base di ogni buona amministrazione, togliendo dalle disponibilità dei partiti ciò che non è di loro competenza".

Perugia, 23 gennaio 2013
"Sconcertante che si continui a tergiversare insinuando sospetti che non aiutano a trovare soluzioni condivise. Affrontare subito questione in Consiglio regionale"



"La richiesta di Terre Nostre deve essere recepita senza ulteriori esitazioni. E' sconcertante che nonostante le ripetute e formali richieste presentate alla Giunta regionale affinché venisse ritirata la delibera 494 relativa al regolamento sulle energie rinnovabili, si continui a tergiversare insinuando sospetti che non aiutano a trovare soluzioni condivise". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta le richieste di una folta delegazione di cittadini appartenenti a Terre Nostre di fronte alla sede del Consiglio regionale che chiedono atti concreti dopo mesi di promesse disattese.
"La delibera 494 che modifica il regolamento regionale sulle biomasse - prosegue Dottorini - va immediatamente ritirata. E' necessario aprire subito un confronto, seppur tardivo, con le amministrazioni locali e con i cittadini per evitare che una opportunità straordinaria come quella della produzione di energia da fonti rinnovabili abbia l'effetto di un boomerang e si trasformi soltanto in un malcontento inarrestabile fra le popolazioni dei territori coinvolti. Già a giugno, tramite una lettera formale alla Presidente Marini, avevamo chiesto il ritiro della delibera 494 del 2012 che di fatto deregolamentava il settore delle biomasse. Le modifiche introdotte con quell'atto hanno riguardato l'ulteriore diminuzione dalla distanza limite per l'istallazione degli impianti di energia elettrica a biomasse dai centri abitati e l'eliminazione del limite per le emissioni del materiale trasportato, aprendo di fatto la strada all'approvvigionamento extraregionale di materia prima. Ricordiamo che questo atto fu approvato in totale autonomia dalla Giunta senza minimamente coinvolgere il Consiglio regionale e che alle nostre ripetute richieste ed interrogazioni sono seguite le prese di posizione di numerosi altri consiglieri regionali. L'atteggiamento della Giunta finora è stato di totale chiusura e indisponibilità al dialogo".
"E' nostra convinzione - conclude Dottorini - che quell'atto, frutto di un blitz silenzioso e non partecipato per allargare le maglie del regolamento sulle biomasse, ha prodotto effetti devastanti ed è indispensabile porvi rimedi immediati. Non è più possibile assistere a continui rinvii, pensare di far tacere i cittadini che chiedono risposte. Rinviare la discussione a dopo le elezioni significa perpetrare una beffa che l'Umbria non merita".

Perugia, 22 gennaio 2012
"La Giunta risponda alla nostra interrogazione di dicembre e spieghi in che modo intende salvaguardare i livelli occupazionali ed evitare lo spezzatino dell'azienda"

INFORMATICA. DOTTORINI:

"La stato di incertezza e disinformazione in cui si trovano i lavoratori di Webred e Webred Servizi richiede un intervento serio e chiarificatore da parte della Giunta regionale, così come merita una presa di posizione aperta e lineare la vicenda che riguarda i futuri assetti organizzativi delle sue società partecipate. Andando avanti con i tempi, rischiamo che la vicenda finisca nel peggiore dei modi, vale a dire in uno spezzatino dell'azienda in cui il ramo più sano e produttivo, quello che riguarda l'Ict e l'informatizzazione del Servizio sanitario, venga fatto naufragare e ceduto ai privati". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere una risposta urgente alla sua interrogazione del dicembre scorso sul futuro di Webred.
"Sono convinto - continua Dottorini - che il Consiglio regionale debba essere messo a conoscenza al più presto di quanto sta avvenendo sia per fare in modo che la nostra regione possa continuare a contare su servizi informatici all'altezza delle sfide sia per comprendere l'impatto sui livelli occupazionali dei progetti che si hanno in mente, coinvolgendo nel processo decisionale i lavoratori. Nella nostra interrogazione - conclude Dottorini - riproponiamo alla Giunta le domande e i dubbi dei lavoratori Webred e chiediamo di far luce sull'intera vicenda, a iniziare dall'assetto che si ha in mente per valorizzare le competenze e correggere gli evidenti errori che negli anni si sono commessi. La questione è troppo seria per essere risolta nel chiuso di qualche stanza".

Perugia, 15 gennaio 2013

"I 100mila euro stanziati dalla Giunta vadano a coprire le spese di chi è costretto ad allacciarsi ad acquedotto. Raddoppiare i canoni per le aziende che imbottigliano"

ACQUE MINERALI. DOTTORINI: USARE SUBITO I FONDI DERIVANTI DAI CANONI PER SOSTENERE LE FAMIGLIE CON POZZI INQUINATI

"I fondi prelevati dagli introiti dei canoni sulle acque minerali e termali devono essere utilizzati immediatamente per la costituzione di un fondo di solidarietà per quelle famiglie che, come nel caso di Riosecco, Trestina e Case Bruciate, hanno subito un inquinamento da trielina dei propri pozzi e si vedono costrette a consumare acqua minerale o a fare un allaccio oneroso all'acquedotto pubblico. Queste famiglie non potendo utilizzare la propria acqua, si vedono costrette ad acquistarla proprio dalle stesse multinazionali che la prelevano dai nostri territori pagando cifre irrisorie. Ci auguriamo che i 100mila euro stanziati dalla Giunta regionale ai sei comuni nei cui territori insistono concessioni per il prelievo, vadano in questa direzione. Occorre, inoltre, che la Giunta preveda fin dalla elaborazione della imminente manovra di bilancio il raddoppio dei canoni di concessione, così come il nostro gruppo chiede da tempo. Si tratta di una misura che porterebbe ad un incremento di circa 1,5 milioni di euro nelle casse regionali". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, commenta la notizia dello stanziamento, da parte della Giunta regionale, di 100mila euro per la tutela delle acque minerali e termali.
"E' assurdo - insiste Dottorini - che, in un periodo in cui i cittadini vengono vessati con aumenti delle accise e con aliquote Imu insopportabili, sembri impossibile anche solo sfiorare le multinazionali dell'imbottigliamento delle acque minerali o i cavatori che già tanti affari hanno fatto grazie ai beni comuni messi a disposizione gratuitamente o a costi irrisori dalla nostra Regione. Chiedere di aumentare da 1 a 2 millesimi di euro per litro i canoni di imbottigliamento delle acque minerali e a pochi centesimi di euro i canoni derivanti da cave non arrecherebbe certamente danno alle aziende e consentirebbe alla nostra Regione di poter far conto su un gruzzoletto di risorse fresche da destinare a un fondo di solidarietà per chi è colpito da disastri ambientali o per moltiplicare le fontanelle di acqua pubblica".
"Si tratta - aggiunge Dottorini - di adottare un provvedimento ispirato all'equità redistributiva, di una proposta seria e di buon senso. Basti considerare che regioni come il Veneto, il Lazio e la Toscana hanno canoni di imbottigliamento di tre volte superiori al nostro e che in media il costo dei canoni rappresenta circa lo 0,5 per cento del prezzo di vendita finale della stessa acqua".

Perugia, 10 gennaio 2013

RADDOPPIO PREMI A DIRIGENTI REGIONALI

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Veramente sarebbero stati quasi raddoppiati i premi di risultato dei dirigenti regionali, come riportato dal Sole 24 Ore?
Dottorini presenta un'interrogazione urgente alla Giunta regionale


 

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