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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Aprile 2012 Archives

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

regione-puglia-stemma.jpgNon so se mai vi ho mai parlato delle mie origini "celtiche", in quanto pugliese, e qui voglio raccontarvi cosa mi è accaduto proprio nella MIA Puglia.
Tutti voi sanno come si è articolata la GUERRA iniziata a novembre 2005 poi vinta nel dicembre 2007 (grazie alla mia "capatostaggine", ad Oliviero Dottorini ed alla Federconsumatori) contro l'ottusità dei dirigenti della Regione Umbria e volta a DISINTEGRARE il monopolio a$i nella regione.
Infatti, dopo aver dea$izzato l'Umbria, ritenni giusto voler conoscere i Dirigenti della mia Regione Puglia perché volevo capire cosa ne pensassero sull'argomento.

Premetto che in Puglia, per i veicoli 20ntennali, esiste una L.R. che riconosce gli Attestati di Storicità rilasciati dai Magnifici 5 ovvero dai 5 Club/Registri cui all'art.60 del C.d.S. e di fatto, non esiste un Monopolio come quello che c'era in Umbria.

Precisato questo, andiamo al racconto.
Era l'estate del 2010 ed ero a casa dei miei.
Un bel giorno prendo il telefono e chiamo in Regione.
Non vi nascondo che ero scettico e pensavo già con chi mai mi sarei dovuto "scontrare", ma dopo il classico misunderstanding con chi mi rispose al telefono, scrivo una mail di fuoco alla Dirigente dell'Area, Dott.ssa Basile, la quale solo dopo 2 ore risponde alla mail scusandosi per l'accaduto, fornendomi anche il proprio numero di telefono diretto.
Le telefono, mi presento e le espongo qual è il problema in merito al "monopolio" a$i.
Passa l'estate ed arriviamo a dicembre 2010.
A mio padre viene recapitato il classico Atto di Accertamento e Contestuale Irrogazione di Sanzioni per un inesistente bollo non pagato.
Era il 27/12/2010, scrivo l'ennesima mail alla Dott.ssa Basile la quale si ricorda di me e mi chiede se potevo recarmi in Regione il giorno dopo.
Pensate, il giorno dopo !!!
Tomo tomo cazzo cazzo prendo la macchina, faccio i miei 70 km ed arrivo a Bari.
Vengo ricevuto dalla Dott.ssa Basile la quale dopo avermi ascoltato ed aver capito di cosa stessi parlando (per l'esperienza maturata, è raro che costoro capiscano...), mi porta dall'esperto del Settore Tasse Auto, il Dott. Angelo Disanto.
Dopo aver esposto anche al Dott. Disanto il problema della macchina di mio padre anche costui, stranamente, comprende di cosa stessi parlando...: "ma dove ero capitato pensavo tra me e me, a Perugia non mi capivano mai ma qui sì, mah...".
Il colloquio continua ed il discorso non poteva non cadere sui Veicoli Storici.
Il Dott. Disanto condivide al 100% quanto da me esposto, ma mi "stoppa" dicendomi che ha le mani legate in virtù di una L.R. che non è monopolistica ma che concede a tutti i Club/Registri cui all'art.60 del C.d.S. la possibilità di attestare la storicità dei veicoli 20ntennali.

Passano i mesi e quell'inesistente Atto di Accertamento della macchina di mio padre viene giustamente annullato, il tutto grazie all'Alta Professionalità del Dott. Disanto e del suo Ufficio.

In questi anni molti pugliesi possessori di moto inserite nell'elenco della F.M.I., non ritenevano giusto che dovessero obbligatoriamente "iscriversi" ad uno dei Magnifici 5.
A Pasqua 2011 ero dai miei e chiamo il gentilissimo e disponibilissimo Dott. Disanto della Regione Puglia e gli chiedo un appuntamento, appuntamento concesso il giorno dopo !
Vado a Bari, colloquio cordialissimo con il Dott. Disanto, parlavamo stranamente la stessa lingua, costui capiva cosa dicessi (ma quando mai, a Perugia mi sentivo sempre rispondere: Non so, vedremo, approfondiremo, sentiremo, valuteremo, questo lo dice lei, e tante altre inenarrabili cazzate !) ed il Dott. Disanto mi rassicura dicendomi che il beneficio fiscale per le moto 20ntennali inserite nell'elenco F.M.I., verrà concesso a richiesta del contribuente.
GRANDE Dott. Disanto esclamai !

Concludo confermando il contenuto di questo l'articolo giornalistico:
REGIONE PUGLIA: Quando il nome di un ufficio è perfetto

Detto questo, non posso non dire GRAZIE a chi dirige l'Ufficio Tasse Automobilistiche della Regione Puglia ovvero al Dott. Disanto confermandogli, se mai ce ne fosse bisogno, la mia stima e lasciatemi dire che, quando accadono queste "belle" cose, mi sento orgogliosamente pugliese....

Ciao a tutti.
dario di bello -
dariodibello@dottorini.com


"Bene la diminuzione della produzione di rifiuti, ancora lenta la differenziata: siamo al 38 per cento, dovevamo essere al 60. Balzo in avanti dell'Ati 2, fermo l'Ati 1" 

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): "DATI IN CHIAROSCURO, LONTANI DALLE PREVISIONI DEL PIANO REGIONALE. PUNTARE SU

"Un dato in chiaroscuro che incoraggia le azioni tese a ridurre la produzione di rifiuti e a incentivare la raccolta differenziata. Qualche progresso è stato fatto, ma siamo ancora molto lontani dalle previsioni del Piano regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale commenta i dati della raccolta differenziata relativi al 2011. 
"Il 5 per cento di incremento della raccolta differenziata rispetto al 2010 - aggiunge Dottorini - è sicuramente un dato incoraggiante rispetto all'1,5 per cento che ha caratterizzato le performance degli ultimi anni. Certo, non è questa la svolta che ci si attendeva e siamo molto lontani dal 60 per cento previsto nel Piano dei rifiuti. Ma ci sono elementi da apprezzare. In particolare è da mettere in evidenza la sensibile riduzione della produzione pro-capite di rifiuti che cala di circa il 7 per cento rispetto all'anno precedente. E' ovvio che questo elemento chiama principalmente in causa la crisi e la relativa contrazione dei consumi, ma è importante che la Regione metta in atto più incisive politiche di riduzione degli imballaggi e intensifichi le positive azioni di riduzione dei rifiuti, a iniziare da un piano per moltiplicare le esperienze di erogatori di latte fresco, detersivi e fontanelle di acqua pubblica. Tra gli Ambiti territoriali spicca la frenata sulla differenziata dell'Ati 1 che aumenta soltanto dell'1,65 per cento e la performance dell'Ati 2 che, grazie soprattutto al balzo di Perugia (+ 9,93 per cento), aumenta dell'8,28 per cento. L'Ati 4 è ancora fanalino di coda sulla differenziata grazie al dato deludente di Terni (+ 1,65 per cento) e nonostante l'incremento di oltre l'8 per cento di Orvieto che resta tuttavia ultima a livello regionale tra le città con più di 10mila abitanti (appena 21,51 per cento il dato sulla differenziata). Rimangono nettamente insufficienti i dati relativi ad Amelia (28,21 per cento) ed Assisi (23,87 per cento). Una pesante battuta d'arresto subisce Città di Castello (appena + 0,63 per cento), mentre Magione (+ 13 per cento) e Marsciano (+ 3,42) si attestano abbondantemente sopra il 50 per cento".  
"La volontà di incrementare le azioni di riduzione e differenziazione dei rifiuti - conclude Dottorini - deve incontrare il sostegno di politiche adeguate. A iniziare dalla creazione delle filiere del recupero e dall'adozione della strategia "rifiuti zero" come principio ispiratore dell'intero ciclo integrato. Sono questi gli strumenti che possono farci immaginare un'opzione alternativa all'incenerimento dei rifiuti e la creazione di nuovi posti di lavoro. Certo è che non sarà possibile aggirare il Piano regionale o applicarlo per parti separate. I dati del 2011 ci dicono che siamo ancora 22 punti percentuali al di sotto del 60 per cento che avremmo dovuto raggiungere nel 2011. C'è da rimboccarsi le maniche, apprezzando il buono che si sta facendo ed evitando enfasi a dir poco inopportune".

Perugia, 27 aprile 2012



dario di bello - dariodibello@dottorini.com

sentenza-ricorsi.jpg Ecco un'altra Sentenza fresca fresca della Commissione Tributaria Regionale di Bologna e siamo a 46 !
Sebbene le motivazioni siano un po' scarne, tutto sommato è una ennesima sberla ai Dirigenti/Legali della Regione Emilia Romagna che si ostinano a difendere solo e soltanto gli interessi dell'A.S.I. e non quelli dei contribuenti.

C'è da dire che la CTR di Bologna sta riformando TUTTE le Sentenze vinte in primo grado dalla Regione.
La Sentenza prende in esame una FERRARI 328 di colore rosso.
Va ovviamente ringraziato il mio caro Amico avvocato Matteo Olivieri di Faenza.

Da ultimo, mi rivolgo agli "sbianchettatori/amanuensi" veneti e friulani che "scaricano" da queste sito documenti di ogni tipo come Sentenze, Circolari, Risoluzioni etc. etc. (cancellando il mio indirizzo e-mail dariodibello@dottorini.com) per pubblicarli sui loro siti, spacciandoli come servizio reso ai propri lettori/associati.
La cosa buffa è che a costoro ho manifestato il mio stupore per questa cosa e m'hanno risposto, indispettiti, che loro queste cose non le fanno.
RI-DI-CO-LI !
Ma come un "falsario" professionista, TUTTI i documenti che pubblico hanno la mia "firma" nel senso che gli originali sono modificati ad "arte" e su ognuno di loro c'è la mia "firma" nascosta, "firma" questa che c'è anche nei documenti pubblicati nei siti di questi club....
Traete voi le ovvie considerazioni
e a dire che sarebbe stato sufficiente semplicemente citare questo sito, alla luce del lavoro che svolgo a favore di TUTTI, GRATIS, sin dal 2006 !

Poverini, prendetevi anche questa Sentenza e sbianchettate pure.
Buon lavoro...
Leggi la Sentenza n.46 della CTR di Bologna.

Ciao a tutti.
dario di bello - dariodibello@dottorini.com


"Rendere pubblici e mettere a disposizione i dati della pubblica amministrazione primo passo verso l'open government. Seguire esempio di altre regioni italiane"

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. DOTTORINI (IDV): BENE LINEE GUIDA GIUNTA. ADESSO APPROVARE NOSTRA PROPOSTA SU OPEN DATA

"Le linee guida approvate dalla Giunta sono sicuramente un primo passo verso lo sviluppo dell'information technology in Umbria, un settore ricco di potenzialità economiche e di cui la nostra regione ha un urgente bisogno per far ripartire l'economia. Riteniamo tuttavia che il tema dell'Open data e la definizione dei dati pubblici non possa essere trattata semplicemente all'interno di linee guida, ma debba necessariamente essere normato con una legge specifica, partecipata e il più possibile avanzata. Altrimenti rischiamo che Smart cieties, open government e agenda digitale restino parole prive di significato, senza alcuna possibilità di reale implementazione". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e primo firmatario della proposta di legge sugli Open data, commenta l'approvazione da parte della Giunta delle linee guida per lo sviluppo della società dell'informazione e per l'attuazione dell'amministrazione digitale.
"In Consiglio regionale - continua Dottorini - giace una nostra proposta di legge sugli Open data in materia di pubblicazione e riutilizzo dei dati e delle informazioni delle pubbliche amministrazioni regionali e locali umbre, una proposta moderna, in cui hanno dato il loro contributo i maggiori esperti in Italia di informazione e sviluppo digitale. Un atto che porta in sé il potenziale di generare un ritorno economico per le imprese umbre di notevole importanza e che potrebbe riuscire in quel processo che oggi appare difficilmente realizzabile: avvicinare la società civile alle istituzioni".
"La nostra proposta - ricorda Dottorini - ha come scopo principale quello di rendere pubblici e mettere a disposizione di cittadini e imprese la maggior parte dei dati in possesso delle pubbliche amministrazioni, da quelli cartografici a quelli sul trasporto pubblico locale, da quelli sull'ambiente a quelli economici e demografici e, perché no?, anche quelli sui costi della politica, facendo in modo che chiunque possa usarli senza alcuna limitazione o costo aggiuntivo. Dalle imprese alle associazioni, dai semplici cittadini ai comitati ambientali, questo permetterà al settore dell'information technology e dei servizi di sviluppare modelli imprenditoriali attorno a questi dati, efficaci e economicamente vantaggiosi, in grado di raggiungere cittadini e imprese e arricchire un settore economico in forte espansione anche nella nostra Regione".
"Non possiamo limitare le potenzialità di una buona pratica come l'Open data e relegarla ad un paragrafo di un atto come le linee guida approvate - conclude Dottorini -. E' per questo che intendiamo portare avanti la nostra proposta di legge ed arrivare ad un testo il più possibile condiviso e partecipato con i soggetti economici e di categoria coinvolti in tutto l'iter amministrativo. Del resto questo è l'esempio che altre regioni italiane stanno seguendo, dal Piemonte, passando per il Lazio e le Marche".

Perugia, 20 aprile 2012 

"Valutare profili di legittimità di un'opera dal grande impatto ambientale in un'area fortemente antropizzata e vulnerabile. Recuperare rapporto con i cittadini"
 
MAXI STALLA SANTA MARIA ROSSA. DOTTORINI (IDV): NO A FUGHE IN AVANTI, NECESSARIA VIA ED EVITARE VARIANTE AL PRG

"La vicenda della maxi stalla di Santa Maria Rossa merita una seria riflessione, le fughe in avanti non aiutano certo a individuare soluzioni compatibili con l'ambiente e con l'aperta ostilità delle popolazioni locali". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, prende posizione riguardo all'accelerazione impressa dal Comune di Perugia al progetto di maxi stalla da circa 900 capi bovini e relativo impianto a biogas nella frazione di Santa Maria Rossa.
"Su un progetto di tali dimensioni e di tale importanza - aggiunge Dottorini - risulterebbe particolarmente singolare la scelta di non procedere a una Valutazione di impatto ambientale. In questo ritengo che la Regione debba fare la sua parte. Nell'immediato sarebbe incomprensibile la scelta del Consiglio comunale di Perugia di procedere a una variante al Piano regolatore, pure in presenza di segnalazioni che metterebbero in evidenza profili di illegittimità normativa e procedurale. A prescindere tuttavia dalla correttezza delle procedure amministrative ancora tutte da valutare, riteniamo incomprensibile la volontà di rimuovere il vincolo di unità di paesaggio 3S in un'area altamente vulnerabile, con una concentrazione di nitrati doppia rispetto alla media regionale e con una falda acquifera particolarmente superficiale che comporta un elevato rischio di inquinamento. Stiamo parlando di una zona, quella di Santa Maria Rossa, fortemente antropizzata dove sono presenti centri abitati, scuole e asili. Tutte condizioni per le quali era stato apposto il vincolo quindici anni fa e che un'opera di tale portata potrebbe compromettere in maniera seria, producendo un danno economico e ambientale difficilmente quantificabile".
"Al di là degli aspetti tecnici e ambientali che ci fanno dubitare della bontà dell'operazione - il capogruppo regionale Idv -, c'è poi da sottolineare l'inspiegabile volontà di aggirare la Valutazione d'impatto ambientale frazionando il progetto della stalla da quello dell'impianto a biogas. La preoccupazione dei cittadini, quindi, non appare fuori luogo anche perché la recente variante al Piano regolatore comunale non chiarisce in quale modo si intende garantire che non vi sarà un incremento del carico di azoto nella zona individuata per collocare la maxi stalla. Il fatto che si parli in modo generico di una contestuale dismissione di altri allevamenti esistenti senza indicarne il numero, le dimensioni e le modalità non è certo tranquillizzante".
"In questi casi - conclude Dottorini - la fretta è sconsigliata perché manifesta una difficoltà al confronto che le popolazioni locali avvertono come una chiusura immotivata. E' necessario mettere in atto gli adeguati strumenti partecipativi ed evitare incomprensibili fughe in avanti che avrebbero il solo effetto di inasprire ancora di più il rapporto tra politica e cittadini".
 
Perugia, 20 aprile 2012
"Proposta comitato Ultimo treno funzionale al rilancio dell'economia dell'intera regione. Necessario avviare un serio confronto sul Piano regionale dei trasporti" 

TRASPORTI. DOTTORINI (IDV): DIECIMILA FIRME PER VARIANTE SEGNALE DA PRENDERE IN SERIA CONSIDERAZIONE. INSERIRE TRACCIATO IN NUOVO PIANO

"Un segnale molto importante che le istituzioni regionali non possono ignorare. Riteniamo che nella stesura del prossimo Piano regionale dei trasporti la Giunta debba tenere conto delle istanze dei cittadini e in particolare delle diecimila persone che si sono dette favorevoli alla variante ferroviaria Fabriano-Fossato-Gubbio-Perugia aeroporto". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta il successo della campagna di raccolta firme promossa dall'associazione 'Ultimo treno' che mira al sostegno del progetto di variante ferroviaria nel tratto Fabriano-Foligno .
"Il territorio dell'eugubino-gualdese e dei comuni limitrofi - ricorda Dottorini - non è sufficientemente servito dagli attuali collegamenti ferroviari, una situazione che rischia di compromettere in maniera definitiva le potenzialità economiche di un territorio altamente vocato alla filiera del turismo, dell'ambiente e della cultura. Ma la proposta avanzata dal comitato "Ultimo treno" prima ancora che a un territorio è funzionale all'intera regione, rafforzando le potenzialità dell'aeroporto San Francesco e rendendo più razionale una rete infrastrutturale che non può essere funzionale soltanto alle influenze politiche. Numerosi incontri con i cittadini e tra le istituzioni hanno confermato l'esigenza di uscire il prima possibile dall'isolamento ferroviario attuale. Le diecimila firme raccolte rappresentano una chiara volontà che deve essere tenuta in considerazione anche in vista della discussione riguardo al Piano regionale dei trasporti. In quella sede sarà necessario pertanto valutare in modo accurato la convenienza economico-strategica e la fattibilità del progetto di Variante alternativo al raddoppio della tratta Fossato-Foligno. Riteniamo pertanto che la Giunta debba avviare un percorso partecipativo che coinvolga cittadini, comitati, associazioni ambientaliste e tecnici in modo da elaborare un Piano all'altezza delle sfide che i territori si troveranno ad affrontare".
"E' importante che comuni della fascia appenninica come Gubbio, Assisi, Gualdo Tadino, Valfabbrica e la stessa provincia di Perugia abbiano espresso apprezzamento per l'ipotesi di Variante proposta dal comitato, ritenendola in grado di collocare la nostra regione nel sistema del trasporto ferroviario nazionale e internazionale. Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - vigileremo affinché in sede di discussione del Piano dei trasporti questo tema non venga eluso o sacrificato ad interessi di parte".

Perugia, 17 aprile 2012
"L'Italia dei Valori al fianco dei consumatori contro un balzello ingiusto. Eliminare ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile"

ACQUA. DOTTORINI (IDV):

"Apprendiamo oggi dai giornali che Umbra Acque avrebbe intenzione di opporsi alla sentenza del Tar dell'Umbria in merito al deposito cauzionale e alla sua possibile restituzione. Vogliamo subito dire che consideriamo la scelta del ricorso sbagliata e inopportuna. Occorre invece applicare da subito il risultato dei referendum sulla ripubblicizzazione dell'acqua ed evitare di tartassare i cittadini con ulteriori aumenti in bolletta". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene in merito alla notizia del possibile ricorso di Umbra Acque alla sentenza del Tar dell'Umbria.
"Il Consiglio regionale - continua Dottorini - meno di una settimana fa ha approvato a larghissima maggioranza una nostra mozione che impegna la Giunta regionale a dare piena attuazione al referendum che prevede di eliminare l'ingiusto balzello del 7 per cento applicato dai gestori alla bolletta. Sarebbe opportuno che Umbria Acque iniziasse a far sapere come intende rispondere a questa esigenza chiara e inequivocabile. Riteniamo quindi sbagliato e ingiusto che il gestore di un bene comune come è di fatto Umbra Acque faccia ricorso contro una sentenza che ha reso giustizia a cittadini e consumatori".
"Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - ci batteremo al fianco dei consumatori e in ogni sede istituzionale per fare in modo che il volere sancito dal referendum votato da 27 milioni di cittadini venga rispettato, eliminando ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile. Azioni come quella che Umbra Acque avrebbe intrapreso non hanno alcuna coerenza con i dettami referendari e fanno solo aumentare il disagio che i cittadini nutrono nei confronti dei gestori e, di conseguenza, dei comuni".

Perugia, 5 aprile 2012
 

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