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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Marzo 2009 Archives

E45. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): GOVERNO VUOL DARCELA A BERE, MA GLI UMBRI NON HANNO L'ANELLO AL NASO E SANNO CHE E' SOLO FUMO NEGLI OCCHI
"Destra e sinistra continuano a sbandierare la chimera di un'autostrada che non c'è, tentando di mascherare la l'incapacità di rendere percorribile la E45. Grave vendere un'opera pubblica ai privati: conseguenze pesanti per i cittadini"


"E' vergognoso il modo in cui il governo italiano tenti di darla a bere agli umbri. E' la collaudata politica degli annunci che tenta di ingannare i cittadini e lascia i problemi perennemente irrisolti. Destra, sinistra e lobbies di ogni colore continuano a sbandierare la chimera di un'autostrada che non c'è, provando a convincerci che si stanno occupando della E45. Ma gli umbri non hanno l'anello al naso: sanno cosa vuol dire vendere ai privati un'opera pubblica e vedono ogni giorno le condizioni in cui è stata ridotta quell'arteria dalla trascuratezza dei governi e da chi ha preferito dirottare i fondi su progetti fittizi e velleitari pur di non affrontare l'emergenza dell'oggi che si chiama adeguamento e messa in sicurezza". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta la notizia dell'approvazione da parte del consiglio di amministrazione dell'Anas del progetto preliminare per la trasformazione in autostrada della E45.
"Colpisce - aggiunge Dottorini - la spudoratezza di chi prova a vendere come imminente e risolutiva un'opera che, se confermata, vedremo realizzata tra 30 anni, mentre i cittadini subiscono ogni giorno la vergogna e i pericoli di una mulattiera non degna di un paese moderno. E' stato proprio il responsabile dell'area tecnica dell'Anas Andrea Primicerio recentemente ad ammettere una situazione ormai non più occultabile: lo stato di dissesto attuale della E45 è stato causato dalla prospettiva di trasformazione in autostrada che ne ha impedito la manutenzione. Piuttosto che suonare la grancassa, gli esponenti del centrodestra farebbero meglio a spiegare ai cittadini umbri cosa sta facendo il governo nazionale per rendere quell'arteria che, in attesa delle grandi e mirabolanti opere berlusconiane, è ridotta in condizioni pietose. La verità è che il governo ha promesso un'autostrada e non è stato in grado neppure di garantire l'ordinaria manutenzione. Sarebbe un grande risultato per l'Umbria e per il paese se la retorica delle grandi opere lasciasse il posto a un piano di manutenzione, ammodernamento e messa in sicurezza, accompagnato da un intervento per fare uscire l'Umbria dal medioevo ferroviario a cui è condannata".
"Gli annunci irresponsabili e la salvaguardia esclusiva dei grandi interessi - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - lasciano ancora irrisolte le grandi priorità dell'Umbria: messa in sicurezza della E45, potenziamento del traffico su rotaia, completamento dei mille cantieri aperti e non rifinanziati. Riversando la gran parte delle risorse pubbliche realmente disponibili per grandi opere che non sono sorrette da piani economico-finanziari credibili, il governo condanna l'Italia e anche l'Umbria a rimanere ferme nelle loro aspettative di modernizzazione. Molto più efficace sarebbe riversare risorse per la messa in sicurezza della E45 o in interventi anticrisi puntuali di manutenzione e adeguamento. Ma per fare questo occorre la volontà di abbandonare la propaganda per dotarsi di una visione moderna e lungimirante. Forse è troppo per un governo di destra.
"La trasformazione in autostrada della E45 è da annoverare tra le grandi opere inutili: costi improponibili, effetti ambientali ed economici devastanti, nessuna ricaduta positiva, almeno per l'Umbria. Prima o poi qualcuno dovrà chiedere scusa alle tante persone che per anni hanno dovuto subire disagi e rischi per percorrere un'arteria che, in attesa di una ipotetica e assurda autostrada, è stata ridotta ad una mulattiera".

Perugia, 28 marzo 2009

INCREDIBILE QUANTO STA AVVENENDO A BETTONA

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AMBIENTE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): INCREDIBILE QUANTO STA AVVENENDO A BETTONA, SUBITO TAVOLO TECNICO PER RISOLVERE IL PROBLEMA LAGUNA
"Dati Arpa contraddittori. Situazione che mette in serio pericolo l'affidabilità dei controlli, la salute dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente".


"E' necessario che l'Arpa e la Regione Umbria dicano una parola chiara su quanto sta avvenendo a Bettona. E' opportuno non continuare oltre ad abusare della pazienza e delle ragioni di una popolazione che si batte per il proprio futuro e per la tutela del patrimonio ambientale, economico e turistico di quel territorio. I cittadini infatti da anni chiedono risposte certe alle amministrazioni locali e quando finalmente vedono riconosciute le proprie istanze sono costretti a subire un conflitto incomprensibile tra Arpa provinciale e Arpa territorialeche non aiuta certo a restituire serenità e fiducia. Questo non è più tollerabile e chiediamo che intervenga subito l'assessorato regionale all'Ambiente per porre fine ad uno scontro che ha dell'incredibile. ll primo atto necessario, in assenza di modalità corrette di smaltimento dei reflui e in vista di una riconversione graduale, è il trasferimento o l'abbattimento selettivo di gran parte dei 55mila capi suini che secondo le stime più attendibili sono ancora presenti nel territorio di Bettona".
Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini ha annunciato di aver presentato un'interrogazione urgente all'assessore all'Ambiente Lamberto Bottini chiedendogli di farsi carico in prima persona della situazione paradossale della discarica di reflui zootecnici di Bettona per superare una fase di emergenza che dura da troppo tempo. Il fatto è noto: l'Arpa territoriale ha sempre fornito dati rassicuranti riguardo alla situazione ambientale di Bettona e dintorni. Ma le centraline dell'Arpa provinciale hanno invece registrato una serie di anomalie e 'allarmi' ambientali (17 da inizio anno) che hanno indotto l'agenzia stessa ad una missiva con la quale si sottolineano "anomalie ambientali registrate dalle centraline di monitoraggio della qualità dell'acqua ed attribuibili, con ogni probabilità, a consistenti sversamenti di liquami di origine zootecnica".
"Il fatto che la posizione del responsabile territoriale dell'Arpa, tra l'altro consigliere comunale di Forza Italia, sia in così palese contrasto con quanto afferma il direttore del dipartimento provinciale di Perugia induce a qualche riflessione sull'affidabilità e sull'efficacia dei controlli - ha detto Dottorini -. Con l'interrogazione urgente chiediamo con fermezza che si faccia luce su una situazione che da anni mette in serio pericolo la salute dei cittadini di Bettona e dei comuni limitrofi interessati dai continui sversamenti di liquami, addirittura otto nei primi otto giorni di marzo. Chiediamo poi a Bottini che la Regione attivi da subito un tavolo tecnico, composto da Arpa, Asl, Provincia di Perugia, Noe, comuni di Bettona, Torgiano, Bastia, Cannara, Co.Dep., Comitato per la Tutela dell'ambiente di Bettona e dalla Regione stessa per cercare di risolvere la situazione della laguna di Bettona una volta per tutte. Per quanto ci riguarda, in assenza di modalità corrette di smaltimento dei reflui e in vista di una riconversione graduale, occorre provvedere al trasferimento o all'abbattimento selettivo di gran parte dei 55mila capi suini presenti".

Perugia, 26 marzo 2009
SCUOLA. VERDI: ECCO LA MANNAIA DEL GOVERNO SULL'UMBRIA: SALTANO 510 CATTEDRE. TUTTI I DATI DEI TAGLI SULLA NOSTRA REGIONE
Dottorini e Arcaleni: "A fronte di richieste per il tempo pieno o prolungato pari al 98 per cento, il governo effettua tagli devastanti per il sistema educativo"


"La mannaia del governo sulla scuola umbra avrà effetti devastanti. Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione sono 510 le cattedre che salteranno nella nostra regione, di cui 251 assorbiti dai pensionamenti. Secondo i dati ministeriali i restanti 259 perderanno la cattedra. Questo significa per i precari perdita del posto di lavoro, mentre per chi è in ruolo si apre una fase di incertezza assoluta. Torneranno a fare le supplenze? Verranno trasferiti d'ufficio ad altri incarichi? Rimarranno a disposizione dei circoli e degli istituti, ma senza incarico? Dovranno essere il governo e l'Ufficio scolastico regionale a dare indicazioni. Ciò che è ormai evidente è la scorrettezza di un governo che prima chiede alle famiglie di esprimersi sugli orari scolastici, sul tempo pieno e sul tempo prolungato, poi interviene in modo indiscriminato con i tagli al solo fine di fare cassa".
ScuolaIn una dichiarazione congiunta Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, ed Emanuela Arcaleni, responsabile Scuola e politiche di genere dei Verdi dell'Umbria, diffondono e commentano le ripercussioni dei tagli agli organici del personale docente (37mila cattedre tagliate) sull'Umbria che vedrà saltare 510 posti.
"Eppure le famiglie si erano espresse chiaramente - proseguono Dottorini e Arcaleni - scegliendo in oltre il 98 per cento dei casi di poter usufruire delle 30 ore settimanali o del tempo pieno, confermando il gradimento per la scuola pubblica così come era organizzata fino ad oggi e bocciando con fermezza la riduzione dell'orario di scuola. Secondo i dati dell'Ufficio scolastico regionale infatti solo lo 0,5 per cento delle famiglie umbre ha scelto le 24 ore e una piccolissima parte, l'1,5 per cento, ha optato per le 27 ore settimanali, mentre il 72,8 per cento ha optato per le 30 ore e il 25,3 per cento le 40 ore. A fronte di queste richieste però il Governo ha fatto orecchie da mercante e per tutta risposta ha pronta la circolare sugli organici, circolare che metterà in ginocchio la scuola umbra tagliando gli organici in modo indiscriminato : 63 maestre, 145 docenti di scuola media e 46 insegnanti delle scuole superiori saranno in esubero - continuano gli esponenti del Sole che ride -. Sono dati crudi che confermano ciò che dicevamo durante i giorni di protesta contro la riforma della scuola voluta dal Ministro Gelmini, e cioè che questa legge non tiene in considerazione la volontà delle famiglie italiane che chiedono più scuola e più tempo pieno. Ma è evidente che il governo inganna ancora una volta gli italiani e l'incongruenza tra le promesse e i fatti è enorme, sia rispetto alla scelta delle famiglie, sia nei confronti di lavoratori che saranno lasciati a casa, senza tutele certe. Il governo si limita a balbettare false rassicurazioni parlando di "misure per l'assorbimento dei precari" finalizzate ad assicurare la continuità lavorativa ai supplenti annuali, consentire indennità di disoccupazione per i periodi non lavorati, permettere domande di supplenza in più province. Solo molto fumo soprattutto se confrontato con l'arrosto di tagli pesantissimi al nostro patrimonio educativo e formativo. Noi continuiamo a chiedere al governo di rivedere le cifre dei tagli e di ricalcolare le dotazioni organiche sulla base delle effettive richieste dalle famiglie, così come promesso".

Perugia, 25 marzo 2009
EDILIZIA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): BENE LORENZETTI, PIANO BERLUSCONI INCOSTITUZIONALE E FINALIZZATO A LEGALIZZARE ABUSI E CUBATURE
"Modena e centrodestra dicano come stanno realmente le cose: si tratta di un condono preventivo finalizzato solo a fare cassa ai danni dell'ambiente"


"L'esecutivo Berlusconi si riconferma come il governo dei condoni e delle sanatorie che, nell'unico interesse di alcune potenti lobbies, ripropone formule vecchie e demagogiche per legalizzare abusi e cubature, spalancando così la porta ad una nuova colata di cemento che avrebbe effetti devastanti per il territorio e per le stesse potenzialità economiche dell'Umbria e dell'intera penisola. Bene ha fatto quindi la Presidente Lorenzetti a scegliere di opporsi allo scellerato piano-casa di Berlusconi, ricorrendo alla Corte costituzionale". CementoCon queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini replica alle dichiarazione della consigliera regionale del Pdl, Fiammetta Modena, che aveva attaccato la Giunta regionale difendendo il provvedimento del Governo.
"Capisco l'esigenza di accarezzare gli interessi più bassi e inconfessabili per raccogliere consensi - aggiunge Dottorini - ma la consigliera Modena e il centrodestra dovrebbero almeno avere il pudore di raccontarla tutta intera la storia del cosiddetto Piano casa del governo. Si tratta infatti di un condono preventivo ai soli fini di fare cassa e viene presentato come una misura per rilanciare l'economia. Altro che riqualificazione urbana. Quel decreto ha il potere per scardinare il sistema ambientale e urbanistico del nostro territorio con conseguenze gravissime e irreversibili sull'equilibrio complessivo delle risorse naturali del paese. Prima di tutto quindi i cittadini avrebbero bisogno di non essere ingannati dal tentativo di camuffare da interventi di riqualificazione ciò che si presenta come l'ennesimo condono preventivo finalizzato alla legalizzazione di abusivismi diffusi. I dati Istat elaborati dal Cresme, infatti, indicano in 9 milioni e mezzo gli edifici potenzialmente interessati dagli interventi previsti dal decreto. Sono essenzialmente le quelle villette che hanno una superficie media di 260 metri quadri. Un ampliamento del 20 per cento comporterebbe, sempre secondo il Cresme, una crescita della superficie abitabile di 490 milioni di metri quadrati, stimando prudenzialmente che solo uno ogni dieci proprietari sfrutti l'occasione. Il dato è incredibile e pauroso: è come se 2 città e mezzo come Roma venissero costruite ex-novo in Italia. Chiari gli effetti che una misura del genere avrà su una regione come l'Umbria che già storicamente subisce gli attacchi di speculatori, cavatori e costruttori. Immaginiamo cosa significherà questo provvedimento per una città come Perugia, già devastata da colate di cemento disordinate e progressive".
"Ciò che serve veramente ai cittadini - conclude Dottorini - e che gli stessi costruttori richiedono è un piano straordinario di manutenzione del patrimonio edilizio e delle infrastrutture, che abbia come elementi centrali la promozione dell'efficienza energetica e la diffusione di fonti rinnovabili e che avrebbe effetti immediati sull'occupazione e consentirebbe la riqualificazione di strade, ferrovie e dell'intero patrimonio edilizio".

Perugia, 24 marzo 2009

PROVINCIA DI PERUGIA SALVAGUARDI MARCIA PERUGIA-ASSISI

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POLITICA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): PROVINCIA DI PERUGIA SALVAGUARDI MARCIA PERUGIA-ASSISI DA STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE
Imbarazzanti le voci di candidatura di Lotti con Idv: "Marcia Perugia-Assisi torni ad essere manifestazione al di sopra delle parti politiche"


"E' importante che la provincia di Perugia salvaguardi la Tavola della Pace e la marcia Perugia-Assisi da strumentalizzazioni politiche e partitiche, rilanciando una proposta attiva e nonviolenta a favore della pace, dei diritti umani e della solidarietà tra i popoli". PaceCon queste parole il presidente regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta la notizia della candidatura di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace con l'Italia dei Valori alle prossime elezioni europee.
"Abbiamo atteso qualche giorno prima di commentare la notizia della possibile candidatura di Flavio Lotti con la lista di Antonio Di Pietro, in attesa di una smentita che tuttavia sembra non arrivare in tempo utile per fugare i dubbi di possibili sovrapposizioni tra ruoli politici, istituzionali e professionali. Non sta a noi - spiega Dottorini - valutare la congruenza e la coerenza delle scelte dei singoli, né abbiamo levato la voce contro chi fa del pacifismo una professione, ma è importante che l'istituzione provinciale salvaguardi una ricchezza di tutti gli umbri e di tutti gli italiani da strumentalizzazioni politiche. La marcia per la Pace deve trovare altri rappresentanti e altro slancio per tornare a essere l'appuntamento e lo strumento di tutti i pacifisti italiani e per rimanere credibile agli occhi di chi nel tempo ha contribuito a farne uno strumento di pace e di dialogo al di sopra degli schieramenti politici e partitici. Pertanto qualora venisse confermata la legittima scelta di impegno partitico da parte di Lotti, ci sembrerebbe opportuna quanto meno una sua separazione dai destini della marcia Perugia-Assisi e da quelli della Tavola della pace. In ogni caso la responsabilità ultima è in capo al presidente della Provincia di Perugia che a nostro avviso è opportuno si esprima su questa imbarazzante vicenda, rassicurando le tante persone che negli anni hanno visto nell'esperienza umbra una speranza in grado di levarsi al di sopra delle parti".

Perugia, 24 marzo 2009
EX FAT. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): PROPOSTA INDECENTE, INEVITABILE RIVEDERE IL PROGETTO E ATTIVARE LA PARTECIPAZIONE CON I CITTADINI
Interrogazione urgente alla Giunta regionale. "Con nuovo Prg, Comune ammetta cattiva gestione e colga al volo la disponibilità di Fintab a rivedere il progetto"


"E' urgente e ormai inevitabile che il comune di Città di Castello riveda il progetto dell'area ex- Fat. Una proposta indecente, sommersa da critiche e perplessità provenienti da tutti i soggetti in causa, a cominciare dalle associazioni ambientaliste, dai comitati dei quartieri Prato e Mattonata, dall'Associazione storica Alta Valle del Tevere e recentemente anche dalla Consulta per il centro storico. Quel Piano infatti, se attuato, sconvolgerebbe la vivibilità e l'urbanistica dell'intero centro storico, intervenendo con una colata di cemento al solo fine di realizzare posteggi per auto e nuove abitazioni. Alla luce della revisione del Piano regolatore della città è necessario un atto di coraggio che porti a una riconsiderazione generale sull'area". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini ha annunciato di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale sul "Contratto di quartiere 2", il progetto che coinvolge i rioni Prato e Mattonata e che interessa sopratutto l'area ex-Fat.
"In assenza di un'assunzione di responsabilità da parte dell'amministrazione comunale - ha aggiunto il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - è opportuno che sia la Regione a far valere le ragioni del buonsenso e della correttezza amministrativa. A maggior ragione per il fatto che anche la proprietà degli immobili interessati, la Fintab Spa, si è dimostrata favorevole a rivedere il progetto anche privilegiando la riqualificazione dei vecchi manufatti industriali. Una disponibilità che l'amministrazione comunale deve cogliere senza esitazioni o arroccamenti, considerando sia le ipotesi di revisione complessiva che quelle di possibili permute. Oltre alle osservazioni dei cittadini e della proprietà infatti deve essere tenuto in considerazione anche lo stop al progetto da parte della Soprintendenza che considera i rinvenimenti archeologici dell'area "di rilevanza internazionale".
Per giunta - ricorda Dottorini - dovendo fare i conti con tempi ristretti e elaborazioni approssimative, la fase partecipativa non si è spinta oltre gli aspetti formali coinvolgendo poche persone sulla scorta di progetti non supportati da elaborazioni plastiche e quindi illeggibili nel loro impatto sociale, urbanistico e ambientale. In questo contesto la qualità architettonica della realizzazione risente della necessità di garantire cubature più che di prevedere la tutela storico-artistica e reali spazi di vita e di incontro. La riqualificazione funzionale dell'area, il recupero dell'esistente, la valorizzazione del patrimonio storico e architettonico non paiono essere stati individuati come cardini di un intervento che segnerà il futuro e la vita del centro storico tifernate. Questo è un fatto grave a cui occorre porre rimedio, avviando da subito un processo di concertazione con tutti i soggetti in causa, a cominciare da proprietà e cittadini, attivando dei veri e propri laboratori di progettazione partecipata nella fase esecutiva del Contratto di quartiere, così come previsto dalle norme del regolamento attuativo".
"Sarebbe al contrario un errore storico riproporre un atteggiamento di chiusura che già tanti danni ha portato al nostro tessuto sociale ed economico, come nel caso della Piastra logistica, un'opera che in privato tutti giudicano impropria e dannosa, ma che nessuno degli amministratori ha avuto il coraggio di mettere in discussione neppure di fronte all'evidenza di una sicura inadeguatezza".

Perugia, 20 marzo 2009

INCREDIBILE QUANTO STA AVVENENDO A BETTONA

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AMBIENTE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): INCREDIBILE QUANTO STA AVVENENDO A BETTONA, SUBITO TRASFERIMENTO O ABBATTIMENTO DEI CAPI SUINI
"Situazione paradossale e rischiosa che mette in serio pericolo la salute dei cittadini e la salvaguardia dell'ambiente. Inaffidabili i controlli dell'Arpa territoriale"


"Quanto sta avvenendo a Bettona e in altre aree della regione ha dell'incredibile e necessità di un intervento immediato e risolutivo. E' opportuno non continuare ad abusare della pazienza e delle ragioni di una popolazione che si batte per il proprio futuro e per la tutela del patrimonio ambientale, economico e turistico di quel territorio. Il primo atto da fare, in assenza di modalità corrette di smaltimento dei reflui e in vista di una riconversione graduale, è il trasferimento o l'abbattimento selettivo di gran parte dei 55mila capi suini che secondo le stime più attendibili sono ancora presenti nel territorio di Bettona". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, annuncia la presentazione di un'interrogazione urgente all'assessore all'Ambiente Lamberto Bottini per chiedere conto al governo regionale della grave situazione ambientale che sta vivendo il territorio di Bettona a causa dell'allevamento intensivio di suini e dei conseguenti sversamenti sul fiume Chiascio.
"E' una situazione al limite del paradosso - spiega Dottorini - che vede l'Arpa territoriale clamorosamente smentita dall'Arpa regionale la quale individua nei ripetuti e consistenti sversasmenti di liquami di origine zootecnica la causa delle numerose anomalie registate dalle centraline di monitoraggio della qualità dell'acqua. Il fatto che la posizione del responsabile territoriale dell'Arpa, tra l'altro consigliere comunale di Forza Italia, sia in così palese contrasto con quanto afferma il direttore del dipartimento provinciale di Perugia induce a qualche riflessione sull'affidabilità e sull'efficacia dei controlli locali. Chiediamo con fermezza che si faccia luce su una situazione che da anni mette in serio pericolo la salute dei cittadini di Bettona e dei comuni limitrofi interessati dai continui sversamenti di liquami, addirittura otto nei primi otto giorni di marzo. Nei primi giorni della prossima settimana presenteremo un'interrogazione urgente all'assessore Bottini per avere spiegazioni di questa situazione divenuta ormai insostenibile e per capire i motivi di una vicenda che non trova soluzioni se non a danno dell'ambiente, dell'economia e della credibilità delle istituzioni. Pensare di svendere il nostro patrimonio ambientale, paesaggistico e culturale ai signori della soccida è quanto di più miope si possa immaginare".

Perugia, 20 marzo 2009

BENE L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE SUL MOBILE IN STILE

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ARTIGIANATO. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): BENE L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE SUL MOBILE IN STILE, RISPOSTA SERIA AD UN SETTORE IN CRISI
"Con l'approvazione da parte delle commissione si va spediti verso la fine dell'iter. Una risposta concreta ai bisogni del settore del mobile. Importante che la proposta trovi il giusto finanziamento"


"E' un passo importante per l'Altotevere e per il tessuto economico e sociale dell'intera Regione. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando e che vede un'impresa su due dichiarare fallimento quest'atto è una risposta concreta ai timori degli operatori del settore, che sarà da stimolo per la ripresa economica dell'intero comparto dell'artigianato locale". Mobile in stileCon queste parole Oliviero Dottorini, Capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale e Presidente della Prima commissione esprime soddisfazione per l'approvazione dal parte della seconda commissione di Palazzo Cesaroni della legge sull'istituzione del marchio del mobile in stile dell'Umbria, presentata dallo stesso Dottorini un anno fa.
"La produzione del mobile artigianale in Umbria, e soprattutto nell'alta Umbria, hanno fatto di questo settore uno dei volani per l'economia dell'intera regione, ma oggi i produttori si trovano costretti ad affrontare una competizione insostenibile sul prezzo e sulla quantità con la grande distribuzione - ha spiegato il promotore della legge -. E' per questo che occorre puntare sulla qualità del prodotto assicurata dalle tante piccole aziende e dagli artigiani del territorio. Un arcipelago così frammentato si trova però a dover affrontare le sfide del marketing e del design per essere competitivo sul mercato e per poter contare su di un efficace veicolo promozionale. E' importante che la legge abbia trovato un finanziamento nel bilancio regionale che, seppur modesto, dimostra la volontà e la determinazione dell'ente di credere in questa legge e un buon punto di partenza per l'istituzione del disciplinare".
"Sappiamo benissimo che questo non può essere l'unico strumento per combattere una concorrenza sempre più dura da parte delle multinazionali del legno - ha concluso Dottorini, promotore della legge -, ma quello che non possiamo accettare è di rimanere con le mani in mano di fronte al rischio del declino di un settore importante come quello dell'artigianato e del mobile in stile umbro. Adesso confidiamo che l'aula conferma l'ok dato oggi dalla commissione".

Perugia, 9 marzo 2008

UMBRIA SI SOTTRAGGA A NUOVA COLATA DI CEMENTO

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EDILIZIA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): UMBRIA SI SOTTRAGGA A NUOVA COLATA DI CEMENTO, DICA NO FERMO A FOLLE PROGETTO BERLUSCONI
"E' l'ennesimo condono. Serve invece un piano di riqualificazione del patrimonio edilizio basato su efficienza energetica e recupero"


"L'Umbria si sottragga alla deriva populista e devastatrice del governo Berlusconi, opponendosi con forza al tentativo di varare norme sulle costruzioni improntate alla deregulation edificatoria e alla libertà di ampliare le cubature in modo sconsiderato. Invece di promuovere l'efficienza energetica, il recupero del patrimonio edilizio e la diffusione di fonti rinnovabili, il premier pensa di risollevare la nostra economia con una colata di cemento che ha il sapore dell'ennesimo condono". Il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta con queste parole le anticipazioni di stampa che rivelano la volontà del governo nazionale di varare un piano che darebbe il via libera a un sostanzioso aumento delle cubature di tutto il patrimonio edilizio esistente e a una liberalizzazione spinta delle norme per costruire.
"Questo - aggiunge l'esponente del Sole che ride - è il governo dei condoni e delle sanatorie, capace soltanto di riproporre formule vecchie e demagogiche per legalizzare abusi e cubature. Ciò che serve e che gli stessi costruttori richiedono è un piano straordinario di manutenzione del patrimonio edilizio e delle infrastrutture, che avrebbe effetti immediati sull'occupazione e consentirebbe la riqualificazione di strade, ferrovie e dell'intero patrimonio edilizio. Ma ciò che ha in mente il governo italiano è la riproposizione dei condoni del 1994 e del 2003 che hanno alimentato l'illegalità e in alcuni casi stravolto il nostro patrimonio paesaggistico e territoriale. Per questo è necessario che l'Umbria dica No a un progetto impresentabile, sottraendosi a una colata di cemento che avrebbe effetti devastanti per il territorio e per le stesse potenzialità economiche della nostra regione. Deve essere smascherato il tentativo di camuffare da interventi di riqualificazione ciò che si presenta come l'ennesimo condono finalizzato alla legalizzazione di abusivismi diffusi. Ci attende una nuova stagione di cementificazione selvaggia e incontrollata del territorio che come Verdi contrasteremo con forza".

Perugia, 7 marzo 2009

LA E45 E' IN CONDIZIONI SEMPRE PIU' PIETOSE

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INFRASTRUTTURE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): LA DESTRA SUONA LA GRANCASSA, MA LA E45 E' IN CONDIZIONI SEMPRE PIU' PIETOSE
"Retorica delle grandi opere lasci il posto a un piano di manutenzione e messa in sicurezza della E45. Priorità fare uscire l'Umbria dal medioevo ferroviario"


"Piuttosto che suonare la grancassa, gli esponenti del centrodestra farebbero meglio a spiegare ai cittadini umbri cosa sta facendo il governo nazionale per rendere percorribile un'arteria come la E45 che, in attesa delle grandi e mirabolanti opere berlusconiane, è ridotta in condizioni pietose. La verità è che il governo ha promesso un'autostrada e non è stato in grado neppure di garantire l'ordinaria manutenzione. Sarebbe un grande risultato per l'Umbria e per il paese se la retorica delle grandi opere lasciasse il posto a un piano di manutenzione, ammodernamento e messa in sicurezza, accompagnato da un intervento per fare uscire l'Umbria dal medioevo ferroviario a cui è condannata".
Lo ha dichiarato il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commentando i primi dati sugli stanziamenti del Governo destinati in larga misura al Ponte sullo stretto e al terzo valico dei Giovi e che "lasciano ancora irrisolte le grandi priorità dell'Umbria: messa in sicurezza della E45, potenziamento del traffico su rotaia, completamento dei mille cantieri aperti".
"Riversando la gran parte delle risorse pubbliche realmente disponibili per grandi opere che non sono sorrette da piani economico-finanziari credibili - aggiunge Dottorini -, il governo condanna l'Italia e anche l'Umbria a rimanere ferme nelle loro aspettative di modernizzazione. Molto più efficace sarebbe stato riversare risorse per la messa in sicurezza della E45 o in interventi anticrisi puntuali di manutenzione e adeguamento, come richiesto anche dall'Associazione nazionale costruttori edili (Ance). Ma per fare questo occorre la volontà di abbandonare la propaganda per dotarsi di una visione moderna e lungimirante. Forse è troppo per un governo di destra".

Perugia, 6 marzo 2009
 

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