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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Agosto 2013 Archives

"Necessario serio monitoraggio delle reali disponibilità agro-forestali della regione. E poi affermare principio km zero per approvvigionamento biomasse e interlocuzione con amministrazioni locali e cittadini"

articolo_SeBIOMASSE. DOTTORINI: PROVE DI FORZA NON PRODUCONO RISULTATI, RITIRARE DELIBERA 494 E RIAPRIRE REGOLAMENTOected

"I tanti focolai di protesta che continuano a sorgere in tutta la regione confermano che in materia di biomasse occorre giungere al più presto a una ridefinizione coerente e razionale delle regole e delle compatibilità che devono mettere ordine in una materia molto delicata e controversa. L'unica cosa saggia da fare è riaprire il regolamento ritirando la delibera 494 e coinvolgere cittadini e amministrazioni in un percorso partecipato. Come è ormai chiaro a tutti, le prove di forza non producono mai risultati positivi". È quanto ha dichiarato il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria Migliore e capogruppo Idv, commentando i tanti casi di protesta che si stanno sviluppando in Umbria riguardo alla realizzazione di impianti a biomasse e biogas. 
"Chi ha a cuore lo sviluppo delle fonti rinnovabili e considera sbagliati i No a priori non può non cogliere che le forzature hanno l'unico effetto di provocare preoccupazioni e sospetti. Per questo - spiega l'esponente di Umbria Migliore - occorre da subito riaprire il capitolo biomasse per correggere le storture dell'attuale regolamento: riportare il principio dei km zero per l'approvvigionamento della materia prima, riproporre la possibilità di interlocuzione con amministrazioni locali e cittadini e soprattutto effettuare un serio monitoraggio delle reali disponibilità agro-forestali della regione. Senza queste condizioni sarà sempre più complicato giungere a una virtuosa pianificazione. E questo è molto grave, anche perché rischia di distogliere l'attenzione dal problema dei cambiamenti climatici per confermare politiche di approvvigionamento da fonti fossili altamente inquinanti e climalteranti come carbone e petrolio. Non ci stancheremo mai di ripetere che su questi temi la credibilità delle istituzioni è tutto e in questo contesto le ambiguità della Giunta hanno contribuito non poco a spostare la discussione sulle rinnovabili da un piano di realtà a uno condizionato da paure e sospetti, purtroppo non sempre infondati. Tra tutte le modalità di produzione di energia da fonti rinnovabili le biomasse sono le più controverse e più di altre si prestano al rischio di contraffazioni pericolose. Per questo necessitano di regolamenti chiari, controlli severi e confronto costante con la popolazione".

Perugia, 29 agosto 2013
"Sbagliato incentivare la delocalizzazione degli esercizi commerciali. Invece di pensare a McDonald il Comune pensi alla tutela dei piccoli commercianti e del centro storico"

CITTA' DI CASTELLO. DOTTORINI. CENTRO STORICO ABBANDONATO A SE STESSO, PICCOLI COMMERCIANTI LASCIATI SOLI

"La protesta dei commercianti è opportuna e condivisibile. Le scelte miopi e prive di una visione d'insieme che l'amministrazione comunale sta portando avanti da anni sono la principale causa dello svuotamento e della perdita di funzioni che il centro storico sta vivendo. Quello che dovrebbe essere il cuore pulsante della città continua a perdere ruolo e dinamismo, mentre l'amministrazione pare puntare solo su nuove aree commerciali all'interno delle zone industriali. Occorre una decisa e rapida inversione di rotta". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale, commenta lo stato di abbandono del centro storico e fa propria la protesta dei commercianti della città.
"La perdita del tribunale, gli uffici Asl decentrati e non collocati presso l'ex Ospedale, Piazza Gabriotti trasformata in un posteggio pubblico fanno il paio con una pianificazione commerciale tutta concentrata al di fuori delle mura urbiche. In questo modo il centro storico muore e i commercianti hanno ragione a far sentire le propria voce. La delocalizzazione degli esercizi commerciali, degli uffici pubblici e delle manifestazioni fuori dal centro, oltre a causare disagi per i cittadini, producono l'effetto di allontanare turisti e cittadini dal centro, degradando il centro e svuotando negozi e esercizi commerciali oramai vittime di una crisi globale che non da tregua. Per ogni McDonald che nasce, magari promettendo mirabolanti opportunità occupazionali, è verosimile pensare che numerosi piccoli esercizi debbano fare i conti con difficoltà crescenti. Da questo punto di vista le scelte unilaterali dell'amministrazione comunale possono avere veramente il potere di danneggiare la vita sociale ed economica di Città di Castello".

Perugia,  28 agosto 2013
"Come per altri territori, auspichiamo che Parlamento e Governo autorizzino la creazione di una struttura di riferimento per l'intero Altotevere"

RIFORMA GIUSTIZIA. DOTTORINI: "ANCHE A CITTÀ DI CASTELLO PRESIDIO GIUDIZIARIO PER PROCEDURE E ATTI SEMPLICI. EVITARE DISAGI E AUMENTI DI COSTI PER CITTADINI E OPERATORI"

"La chiusura della sezione giudiziaria di Città di Castello comporta disagi e disservizi non solo agli operatori della giustizia, come avvocati e praticanti, ma anche ai normali cittadini che si vedono costretti a costosi quanto spiacevoli pendolarismi. I parlamentari umbri devono chiedere a gran voce, così come stanno facendo per altri territori, la creazione di una sezione distaccata a Città di Castello, in modo da comprendere l'area dell'Alta Umbria e facilitare le singole e quotidiane procedure che altrimenti richiederebbero un notevole dispendio di risorse e di tempo, penalizzando ancora di più un territorio già abbondantemente dimenticato". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv, interviene sulla riforma delle sedi giudiziarie che il Governo e il Parlamento stanno attuando.
"La chiusura totale della sezione di Città di Castello - continua Dottorini - comporterà disagi non solo per il comune altotiberino, ma per l'intera area dell'Altotevere che va da San Giustino a Umbertide. Chiediamo ai rappresentanti umbri nel Governo e nel Parlamento che non solo per il territorio orvietano, ma anche per Città di Castello si possa creare un presidio giudiziario che prenda in carico quelle procedure e quegli atti che altrimenti dovranno essere necessariamente consegnati a Perugia, con dispendio di risorse e tempi che notoriamente, per quanto riguarda la giustizia, sono i più lunghi d'Europa".
"Crediamo - conclude il presidente di Umbria migliore - che in attesa della completa e definitiva informatizzazione delle procedure giudiziarie, purtroppo ancora troppo lente, il presidio di Città di Castello rappresenterebbe una temporanea soluzione alle esigenze di cittadini e lavoratori. Dopo aver ceduto la sede universitaria, sarebbe grave se Città di Castello perdesse anche la sfida sui tribunali. Mentre il sindaco di Assisi sta conducendo uno sciopero della fame per difendere il corso universitario nella propria città e Orvieto ottiene l'attenzione di governo e Parlamento sulla sede giudiziaria, fa veramente tristezza vedere come il capoluogo dell'Altotevere e dell'alta Umbria continui a perdere servizi e funzioni che pure risulterebbero particolarmente utili in un periodo di crisi conclamata".

Perugia, 9 agosto 2013
Interrogazione urgente alla Giunta regionale: "Perché i cittadini umbri pagano più di quelli di altre regioni? E perché le perdite della rete acquedottistica sono superiori alla media nazionale?"

SERVIZIO IDRICO. DOTTORINI:

"Forse gli Ati e le aziende di gestione, a iniziare da Umbria Acque, dovrebbero sentirsi in dovere di darci qualche spiegazione. Il primato, davvero poco invidiabile, che vede l'Umbria terza nel podio delle regioni italiane con il più alto costo per la bolletta idrica chiama in causa anche la Regione che è chiamata a pretendere chiarimenti e a rendere trasparenti le motivazioni di questa grave situazione". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta l'indagine 2013 di Cittadinanzattiva sul costo e sulle tariffe del servizio idrico e annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta regionale per conoscere le motivazioni del cattivo posizionamento dell'Umbria sia in relazione alle tariffe idriche che alle condizioni della rete acquedottistica.
"Dopo Toscana e Marche - continua Dottorini - la nostra regione risulta tra le più care d'Italia per quanto riguarda le tariffe dei servizi idrici. Un dato che deve preoccuparci e che deve indurci innanzitutto a capire le motivazioni di questa disparità di trattamento tra i cittadini umbri, ma verrebbe da dire del centro Italia, e quelli di altre regioni. Senza tener conto dei risultati referendari e dell'esigenza di rendere efficaci politiche per l'accesso libero a un bene universale come l'acqua. Dal rapporto - spiega il presidente di Umbria migliore - si legge come in cinque anni, dal 2007 al 2012, il costo per l'acqua pubblica in Umbria è aumentato del 35,2 per cento, un dato tutt'altro che trascurabile se consideriamo che nello stesso periodo le famiglie umbre hanno dovuto affrontare la più grande crisi economica dal dopoguerra ad oggi. Sempre stando al rapporto di Cittadinanzattiva, un dato che salta subito all'occhio è la dispersione di rete, che nel 2012 in Umbria ha raggiunto il 37 per cento, ponendo la nostra regione al di sopra della media nazionale".
"La Regione - conclude Dottorini - deve chiedere conto ad Ati e società di gestione di questa situazione. Con la nostra interrogazione vogliamo spingere la Giunta a rendere pubbliche e trasparenti le motivazioni di questo triste primato. Non si può continuare a sbandierare l'eliminazione dalle bollette della quota del 7 per cento per la remunerazione del capitale, se poi i risultati sono questi. L'idea di avviare un serio studio di fattibilità al fine di garantire agli umbri una gestione pubblica e partecipata dell'intero servizio idrico appare sempre più fondata. Altrimenti, almeno a leggere i dati, tutto finisce per rimanere nel novero delle buone intenzioni o delle scaltre enunciazioni".

Perugia, 7 agosto 2013
 

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