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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Agosto 2009 Archives

"Necessario favorire la filiera corta. L'amministrazione tifernate torni sui suoi passi e accolga la proposta di Lensi per un mercato settimanale dei produttori locali"


"Rilanciamo con forza la proposta di istituire un mercato settimanale a Città di Castello aperto alle produzioni locali, tipiche e di qualità. Un mercato a 'chilometri zero' che in altre realtà del paese sta ottenendo una straordinaria risposta riuscendo a mettere a contatto diretto produttori e consumatori. Già tre anni fa il nostro consigliere comunale Roberto Lensi propose di individuare uno spazio nel mercato settimanale per la vendita diretta di prodotti tipici, biologici e di qualità provenienti dalle aziende agricole della vallata. Ma l'amministrazione tifernate si è sempre dimostrata sorda a qualsiasi sollecitazione. Oggi, anche alla luce della buona risposta ottenuta dal mercato improvvisato che ha affiancato la mostra del bestiame, è necessario che l'amministrazione comunale torni sui suoi passi. Soprattutto in tempi di crisi è necessario creare occasioni di vendita per quella produzione locale che assicura tracciabilità, sicurezza e qualità, garantendo alla cittadinanza prodotti a costi contenuti, ma soprattutto qualitativamente ed ecologicamente sostenibili". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici, torna a chiedere con forza che l'amministrazione comunale si faccia carico di promuovere uno spazio settimanale o quindicinale per la vendita diretta di prodotti a "chilometri zero".
"La larga diffusione dei cosiddetti farmer's market e dei gruppi di acquisto solidale - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - indica una tendenza che si va sempre di più affermando in tempi di aumento dei prezzi al consumo e dei carburanti ed offre anche la possibiltà di dare priorità ai piccoli produttori, realizzare mercati che permettono l'incontro diretto tra produttore e consumatore, creare luoghi di convivialità, evitare il trasporto su lunghe distanze, recuperare il rispetto della stagionalità. D'altra parte sappiamo quanto sia forte la richiesta da parte dei produttori e come in altre realtà dell'Umbria e dell'intero paese questa sollecitazione abbia incontrato una disponibilità che sta raccogliendo buoni risultati. Le esperienze di "filiera corta" offrono infatti la concreta opportunità ai produttori locali di avere un mercato per farsi conoscere e potrebbero arricchire il mercato cittadino aumentando l'attrattività di un centro storico sempre più in decadenza. Prodotti ortofrutticoli, floro-vivaistici, alimentari e artigianali provenienti dal nostro territorio potrebbero rappresentare una risposta seria alla crisi in atto e un contributo alla tutela dell'ambiente. L'avvio di tali esperienze, in accordo e collaborazione con gli operatori agricoli e con le loro associazioni di categoria, da proporre poi anche in altre zone del territorio, costituisce inoltre l'occasione di nuove prospettive di sviluppo per la nostra agricoltura che non sia fondata solo sulla coltura del tabacco".

Perugia, 24 agosto 2009
"Territorio violato e inascoltato per troppo tempo. Pronti a presentare proposta di legge per commissione che valuti danni, responsabilità e conflitti di interesse"

BETTONA. CONSIGLIO REGIONALE STRAORDINARIO PER ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA

"La situazione legata alle indagini in corso a Bettona ci appare ogni giorno più preoccupante. Occorre convocare alla prima data utile una seduta di Consiglio regionale straordinaria per affrontare in modo aperto e senza unanimismi di facciata le possibili vie d'uscita da una situazione grave per i danni che ha provocato all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, almeno in alcune sue articolazioni".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, torna sull'inchiesta avviata dalla procura della Repubblica di Perugia sul depuratore di Bettona e propone la convocazione di un Consiglio regionale straordinario, da tenersi alla ripresa dei lavori consiliari, che possa pervenire anche all'istituzione di una commissione d'inchiesta in grado di valutare i danni provocati all'ambiente e alla salute, i probabili conflitti di interesse dei tecnici locali dell'Arpa, le eventuali responsabilità politiche.
"I capi d'imputazione che vengono contestati - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - sono della massima gravità e ci raccontano di un territorio violato e inascoltato per troppo tempo, di supponenze e arroganze che per anni non hanno trovato alcun argine. Per questo noi Verdi e civici ci rendiamo disponibili da subito a presentare una proposta di legge, da discutere al primo consiglio utile, per l'istituzione di una commissione d'inchiesta che faccia piena luce sul danno ambientale e paesaggistico che il territorio di Bettona sta vivendo e accertare se vi siano state responsabilità politiche o negligenze, soprattutto da parte dei vertici locali dell'Arpa. Chiediamo ai gruppi di maggioranza e - perché no? - anche di opposizione di sottoscrivere la proposta di legge e di coinvolgere nella stesura dei punti cardine che la commissione dovrà affrontare anche i comitati locali e le associazioni ambientaliste".
"Da anni - ricorda Dottorini - denunciamo, assieme ai comitati locali e alle forze politiche più responsabili, lo scempio ambientale e le possibili ripercussioni sulla salute di una gestione quanto meno discutibile dell'intera filiera degli allevamenti suini. Il triste evolversi di questa vicenda ci dimostra che in tanti anni sono stati prodotti danni enormi all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, in nome di un profitto garantito a pochi soggetti e a discapito della collettività. Per questo sarebbe opportuno, alla luce delle ultime vicende, trovare le modalità per rimettere in discussione quanto deciso poche settimane fa da un Consiglio regionale che, con il solo voto contrario di Verdi e civici e Prc, ha di fatto avallato la posizione del comune di Bettona. Comune che ora si trova proprio al centro della bufera giudiziaria. Indagini come quelle che oggi vedono coinvolte diverse decine di persone devono farci capire, se ancora ce ne fosse bisogno, che non è possibile aggirare le regole e che l'economia dell'Umbria trova il suo perno nella filiera turismo-ambiente-cultura. E l'Umbria non può accettare di veder messa in discussione la tutela dei suoi gioielli ambientali e culturali".

Perugia, 7 agosto 2009
Grave la scelta di dare l'ok al progetto della ex Fat, mentre vengono persi i finanziamenti per la riqualificazione del centro storico"

EX-FAT E PUC2. IL DANNO E LA BEFFA, L'AMMINISTRAZIONE CAMBI ROTTA

"Dopo il danno, la beffa. Oltre alla sciagurata scelta di dare il via libera a un progetto impresentabile come quello della ex Fat, oggi l'amministrazione comunale deve ammettere di essere stata esclusa anche dai finanziamenti per i Piani urbani complessi (Puc2). Sono due notizie una più grave dell'altra". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Regione e presidente della Commissione bilancio e affari istituzionali di Palazzo Cesaroni commenta la doppia notizia relativa all'annuncio del sindaco Cecchini di firmare la convenzione per il Contratto di quartiere e alla perdita dei finanziamenti per i cosidetti Puc2.
"E' grave - spiega Dopttorini - che l'amministrazione comunale di Città di Castello continui a perseguire senza ripensamenti un progetto devastante come quello relativo alla Ex Fat. Come se non bastasse la Piastra logistica, la lottizzazione all'area ex Bacchi, adesso il degrado del centro storico verrà arricchito di un intervento da realismo socialista, non condiviso dai cittadini e privo di una qualsivoglia visione della città. A questo proposito la nostra opposizione sarà ferma e utilizzeremo tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione per evitare alla città uno scempio che andrà a stravolgere il suo cuore storico e architettonico. Il problema a nostro avviso deve essere affrontato nell'ambito della redazione del nuovo Piano regolatore".
"A questo esempio di cattiva amministrazione si aggiunge oggi la perdita dei finanziamenti per i Puc2. Già un anno fa il nostro capogruppo comunale Roberto Lensi aveva evidenziato la poca sensibilità degli amministratori locali verso gli interessi della città e del suo centro storico, sottolineando il grave ritardo nella pubblicazione degli avvisi, la loro vigenza nel pieno del periodo feriale estivo, il tardivo e frettoloso coinvolgimento delle categorie interessate. Oggi la triste conferma di finanziamenti che vanno in fumo e avrebbero potuto contribuire alla riqualificazione di un centro storico che sta vivendo un degrado avvilente. Adesso gli amministratori tifernati dovranno avviare una seria riflessione sui perché l'Altotevere sia rimasto escluso dai finanziamenti del Puc2 e su come realizzare progetti lungimiranti, condivisi e partecipati con i cittadini".

Perugia, 1 agosto 2009
 

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