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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Ottobre 2014 Archives

Interrogazione: "Al posto di eliminare duplicazioni e rendite di posizione, si creano nuovi ruoli dirigenziali quando mancano infermieri e medici. A chi è destinato quel posto? Scelta tecnica o 'politica'?"

SANITÀ. DOTTORINI:

"In questo modo si tradisce lo spirito della riforma sanitaria. Invece di tagliare si raddoppia, al posto di razionalizzare la struttura la si appesantisce di figure incoerenti con una visione moderna e al servizio dell'utenza. Spero che la Giunta regionale sappia valutare attentamente quanto sta avvenendo presso la Asl1 in relazione allo stratificarsi di duplicazioni dirigenziali quanto meno inopportune". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore) annuncia di aver presentato un'interrogazione per conoscere dalla Giunta regionale le motivazioni che hanno indotto la Asl 1 a bandire un ulteriore posto a tempo indeterminato di Dirigente delle Professioni sanitarie infermieristiche per l'area Nord dell'Azienda Usl1 che andrebbe a sovrapporsi all'attuale dirigente del servizio Sitro già presente nella stessa Azienda sanitaria. L'interrogazione trae ispirazione dal servizio giornalistico ("Asl accorpate, ma gli incarichi raddoppiano") pubblicato dal quotidiano "Il Messaggero - Umbria" il 22 ottobre scorso.
"Abbiamo sempre detto che sarebbe stato sulla capacità di eliminare duplicazioni, rendite di posizione e centri di potere consolidati che si sarebbe misurata la volontà di una reale svolta. Lo spirito che ha contraddistinto la riforma del servizio sanitario - spiega Dottorini - era quello di avviare un processo di razionalizzazione, garantendo servizi efficienti e risparmi per i cittadini. Non comprendiamo pertanto, almeno con la categoria del buon senso, la scelta di creare un ulteriore dirigente che si configura a tutti gli effetti come un doppione. Tra l'altro sarebbe opportuno - aggiunge Dottorini - che prima di passare alla nomina di un dirigente a tempo indeterminato si provvedesse alla necessaria copertura delle carenze attualmente presenti nelle Aziende sanitarie e alla compiuta applicazione della legge 251 del 2000 che prevedere la formale rappresentanza delle aree professionali del comparto sanitario al fine di migliorare l'assistenza ai cittadini. La riforma che abbiamo approvato due anni fa prevedeva, oltre all'accorpamento 'materiale' delle Aziende presenti nella provincia di Perugia, anche la razionalizzazione in termini di postazioni dirigenziali con conseguenti risparmi per cittadini ed enti locali. Per questo crediamo che quanto deciso dalla Usl 1 non sia pienamente aderente allo spirito della riforma e chiediamo che la Giunta si faccia carico di valutare l'opportunità delle scelte effettuate dai manager dell'Azienda e intervenga invece in merito alle reali carenze che contraddistinguono il sistema sanitario locale, che sono la mancanza di infermieri e personale medico, non certo la carenza in ambito dirigenziale. Ovviamente a dipanare le ombre di questa scelta non aiutano le voci che si raccolgono nei corridoi della Usl 1 e che vorrebbero il posto da dirigente a tempo indeterminato legato a uno stretto parente di un noto politico locale. Non ci è dato di sapere se queste interpretazioni corrispondano al vero, ma resta incomprensibile una scelta di questo genere".
"La creazione - conclude Dottorini - di una ulteriore postazione dirigenziale per un servizio che ne è già dotato oltre a essere fuori da ogni logica di risparmio potrebbe anche prefigurare ipotesi di danno erariale per le casse regionali. Da parte nostra possiamo assicurare che non abbasseremo il livello di attenzione e che continueremo a vigilare sulla piena applicazione della riforma sanitaria, sulla razionalizzazione dei costi a carico dei cittadini e sull'efficientamento del sistema sanitario locale".

Perugia, 31 ottobre 2014

  • Leggi l'articolo del Messaggero "Asl accorpate, ma gli incarichi raddoppiano"

  • Scarica l'interrogazione
Il presidente della commissione Bilancio scrive al Comune: "Occasione da non farsi sfuggire per riportare un patrimonio dall'immenso valore storico e culturale a Città di Castello"

LASCITO FRANCHETTI. APPROVATA RISOLUZIONE DOTTORINI SU RITORNO A CASTELLO: "ADESSO IL COMUNE SI ATTIVI PER LA RESTITUZIONE"

"Con l'approvazione definitiva del Programma di politica patrimoniale della Regione e grazie alla risoluzione de me proposta da oggi sarà possibile attivare tutte le procedure per il trasferimento a Città di Castello dei beni riguardanti il patrimonio dei baroni Franchetti attualmente custoditi presso l'archivio-deposito regionale di Solomeo". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali del Consiglio regionale, esprime la propria soddisfazione per l'approvazione in aula dell'ordine del giorno proposto dallo stesso Dottorini che impegna la Regione a trasferire i beni attualmente custoditi a Solomeo, come il lascito Franchetti, ai Comuni che manifestino interesse e disponibilità alla valorizzazione e annuncia di aver scritto una lettera al Comune per richiedere l'immediata attivazione delle procedure per la restituzione dei beni.
"Abbiamo subito scritto a Sindaco e Vice Sindaco - continua Dottorini - per informarli di questa importante possibilità per il nostro territorio. Si tratta a nostro avviso di un'occasione da non farsi sfuggire per riportare nella legittima collocazione un pezzo importante della nostra memoria storica e del nostro patrimonio culturale e identitario. L'archivio consiste in una mole consistente di reperti di grande valore documentario, relativi in modo particolare, ma non solo, all'esperienza educativa e sociale delle scuole rurali di Montesca e Rovigliano. Molti documenti riguardano le figure dei baroni Franchetti, ma anche la gestione delle scuole, i registri scolastici, i programmi svolti, gli elaborati degli alunni e materiali didattici di varia natura. Una ricchezza di cui il nostro tessuto cittadino deve riappropriarsi non solo fisicamente, ma come patrimonio culturale da mettere a disposizione di tutti. Ci sarà da tener conto del fatto che, a fronte di manoscritti e documenti ben conservati, il deposito di Solomeo conserva anche alcuni manufatti lignei in cattivo stato di conservazione che necessitano di accurati restauri e manutenzione". 
"Adesso - conclude Dottorini - ci aspettiamo che l'Amministrazione comunale si attivi rapidamente e manifesti agli uffici competenti il proprio e legittimo interesse per un pezzo di cultura e storia tifernate che deve essere restituita alla città e messa a disposizione dei cittadini".

Perugia, 28 ottobre 2014
"Umbria all'avanguardia in un settore che fa del rispetto dell'ambiente e dell'educazione a stili di vita salubri i propri cardini. Tutelare la qualità delle prestazioni in campo olistico"

DISCIPLINE BIONATURALI. DOTTORINI: "APPROVATA ALL'UNANIMITÀ NOSTRA LEGGE SU BENESSERE E CURE ALTERNATIVE. GRANDE SODDISFAZIONE"

"L'approvazione all'unanimità della nostra proposta di legge sulla valorizzazione e promozione delle discipline bionaturali è un'ottima notizia per un settore che da anni aspettava un riconoscimento della propria funzione sociale, di promozione del benessere e di prevenzione. In tanti in questi anni hanno sperimentato gli effetti positivi di un approccio globale alla salute, anche attraverso pratiche che devono intendersi come complementari rispetto a quelle mediche. Oggi si avvia un percorso che consentirà di tutelare la qualità delle prestazioni e le professionalità degli operatori, garantendo agli utenti la possibilità di orientarsi in una giungla di proposte non sempre adeguate. In questo modo l'Umbria si pone all'avanguardia in un settore che fa del rispetto dell'ambiente e dell'educazione a stili di vita salubri i propri cardini". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione per un'Umbria migliore e promotore della legge sulle discipline bionaturali esprime la propria soddisfazione per l'approvazione all'unanimità della proposta di legge n. 1497/BIS che ha ad oggetto le "Disposizioni in materia di valorizzazione e promozione delle discipline bionaturali".
"Quando si parla di discipline del benessere - spiega il promotore della legge - si fa riferimento a una grande eterogeneità di proposte che condividono il cosiddetto approccio olistico alla persona che si esplica nel considerare fondamentale l'equilibrio fra le componenti somatiche, mentali e spirituali dell'individuo con quelle fisiche. Queste pratiche ritengono strettamente legati tali aspetti al fine non solo di prevenire stati patologici, ma anche di ripristinare migliori condizioni di salute e rimuovere stati di disagio, producendo benefici sul piano dell'ottimizzazione delle risorse personali e sociali e ponendo al centro l'unicità e la globalità della persona. In questi anni il settore è stato oggetto di grandi fraintendimenti e anche gli utenti non sempre sono stati messi nelle condizioni di comprendere la differenza tra chi opera in maniera seria e competente dai finti-guru o dagli pseudo-terapeuti che riempiono le cronache dei nostri programmi di intrattenimento. La nostra legge, oltre a tutelare la qualità delle prestazioni e la professionalità degli operatori, si pone proprio l'obiettivo di introdurre nella legislazione regionale strumenti che puntano a orientare i potenziali utenti delle discipline bionaturali e del benessere, consentendo loro di distinguere chiaramente il campo delle discipline riconosciute ufficialmente da quello dei guaritori o della magia in senso lato".
"La legge dà il giusto riconoscimento a coloro che offrono formazione nel settore attraverso l'istituzione di un elenco regionale che possa garantire gli standard adeguati di insegnamento. Abbiamo previsto che queste regole siano individuate da un comitato tecnico composto, fra gli altri, da rappresentanti delle associazioni dei consumatori, da dirigenti regionali in materia di welfare e formazione professionale e che svolgerà anche una funzione di coordinamento fra gli operatori nelle discipline bionaturali. Inoltre il nostro testo - prosegue Dottorini - riprendendo la ratio che ha ispirato il legislatore nazionale nella recente normativa sulle professioni non organizzate, impone alla Regione di promuovere la costituzione di "Reti del benessere" attraverso le quali gli stessi operatori possono dotarsi di un marchio di qualità che garantisca all'utente standard qualitativi e regole comportamentali certe".

Perugia, 28 ottobre 2014
"Le ex case cantoniere attualmente inutilizzate potranno essere usate da Comuni e associazioni per progetti turistici e sociali, mentre gli archivi e i beni di Solomeo torneranno ai Comuni interessati. Ancora ritardi su Banco della Terra"
 
2386095-cPIANO PATRIMONIALE. DOTTORINI: BENE PROGRAMMA 2014/2016. COMUNI E ASSOCIAZIONI USINO BENI EX ANAS PER PROGETTI DI TURISMO SOCIALEasa

"Con l'approvazione definitiva del Programma di politica patrimoniale 2014/2016, arricchito da due ordini del giorno da noi proposti, l'Umbria fa un passo in avanti nella programmazione regionale e inserisce importanti novità sulla valorizzazione e messa in uso di beni e immobili altrimenti destinati a inutilizzo e degrado. Con la possibilità di destinare parte dei beni e degli immobili ex Anas facenti parte del patrimonio regionale ai comuni e alle associazioni che ne facciano richiesta si aprono possibilità e opportunità per lo sviluppo di settori fondamentali come il turismo e il sociale". E' quanto ha dichiarato il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria migliore), relatore di maggioranza del Programma di politica patrimoniale 2014/2016 e firmatario dei due ordini del giorno sulla cessione delle ex case cantoniere a comuni e associazioni e sul trasferimento dei beni del deposito di Solomeo ai comuni interessati.
"Nello specifico - spiega Dottorini - il primo ordine del giorno approvato impegna la Regione a rendere possibile il trasferimento del patrimonio presente nei depositi e negli archivi della Regione ai Comuni interessati. In questo modo alcune opere importanti per i territori e per la cultura locale, come ad esempio il lascito Franchetti, potranno essere esposti, conservati e resi fruibili ai cittadini nel Comune di appartenenza, com'è giusto che sia. Riteniamo che si tratti di un atto importante per la valorizzazione e la diffusione del patrimonio storico e culturale della nostra regione in collaborazione con le amministrazioni locali". 
"Il secondo ordine del giorno approvato - continua Dottorini - facilita e incentiva la possibilità di Comuni, associazioni e cooperative di sviluppare progetti di turismo sociale e sostenibile mettendo loro a disposizione in uso gratuito le ex case cantoniere di proprietà della Regione per la realizzazione di strutture per l'accoglienza turistica che potranno rappresentare porte d'ingresso per la conoscenza del nostro territorio. Questa modalità di affidamento si affianca a quanto è già possibile fare in altre regioni come il Lazio e si basa sulla legge nazionale 106 del 29 luglio scorso che ha sancito il principio e la volontà di favorire la realizzazione di circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell'offerta turistica attraverso la realizzazione di percorsi pedonali, ciclabili, equestri, mototuristici, fluviali e ferroviari, prevedendo la concessione in uso gratuito di case cantoniere, caselli, stazioni ferroviarie e altri beni pubblici in disuso a imprese, cooperative e associazioni. Attualmente sono più di venti le case cantoniere ex Anas di proprietà della Regione che risultano inutilizzate e proprio su questi beni vogliamo intervenire con la nostra proposta che mira a recuperare un vasto patrimonio che altrimenti sarebbe lasciato al degrado e all'abbandono, utilizzandolo per creare sviluppo e offerta turistica sostenibile e di qualità adeguata alle caratteristiche del nostro territorio. In futuro, valutata anche l'efficacia della norma, potremmo pensare di estendere la proposta anche ad altri beni attualmente inutilizzati come le ex stazioni e ex caselli della Ferrovia centrale umbra. La nostra Regione da anni punta sulla filiera turismo, ambiente e cultura per cercare di arginare una crisi economica devastante e crediamo che dare la possibilità alle amministrazioni locali e in seconda battuta ad associazioni e cooperative di immaginare e creare strutture per l'accoglienza e la promozione turistica possa rappresentare una piccola risposta in grado di arginare il declino economico, sociale e produttivo dell'Umbria".
"Avremmo preferito - conclude Dottorini - che all'interno del Piano patrimoniale fosse inserito un crono programma di massima circa l'operatività della legge sulle terre ai giovani, con l'approvazione definitiva del regolamento sul Banco della Terra. Ad oggi sono centinaia i cittadini che si sono mostrati interessati a questa opportunità di sviluppo economico sociale e sostenibile e purtroppo i ritardi della Giunta non contribuiscono di certo a favorire le opportunità che la legge mette a disposizione".

Perugia, 28 ottobre 2014
"Inaccettabile che a decidere del destino di un bene così prezioso sia il presidente uscente di un ente che avrebbe dovuto essere soppresso e che invece le riforme di Renzi hanno resuscitato"

AMBIENTE. DOTTORINI: "POLVESE APPARTIENE AGLI UMBRI. PROVINCIA CESSI GIOCO TRE CARTE E FACCIA CHIAREZZA"

E' tempo che finisca il gioco delle tre carte, che la Provincia esca allo scoperto e faccia chiarezza su questa vicenda dai contorni preoccupanti ed ambigui. E' inaccettabile che a decidere del destino di una parte così importante del nostro territorio regionale siano il presidente e l'esecutivo uscente di un ente che avrebbe dovuto essere soppresso e che invece le riforme di Renzi hanno resuscitato. Siamo convinti che l'Umbria si mobiliterà contro la privatizzazione e la cementificazione di un bene prezioso come l'Isola Polvese". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione per un'Umbria Migliore, commenta la previsione dell'alienazione dell'Isola Polvese contenuta nel Piano delle alienazioni 2014-2016 della Provincia di Perugia.
"Ci sono beni pubblici e beni privati. E poi esiste una categoria di beni che sfugge a questi due tipi di appartenenza andandosi a collocare su un piano privilegiato, non suscettibile di valutazione economica e di manovre di esclusione, in quanto volti all'esercizio dei nostri diritti fondamentali. Il paesaggio è uno di questi e sarebbe bene che la Provincia di Perugia se ne rammenti. Già nel marzo scorso, quando l'ente provinciale aveva deliberato l'affidamento del servizio di gestione della Polvese ad un soggetto privato per ventun anni, avevamo espresso forti perplessità nei confronti di un'operazione che, se da una parte presentava una dubbia convenienza economica, dall'altra prevedeva sicure ripercussioni negative dal punto di vista ambientale, culturale e di sostenibilità. Quella delibera, che poi fu ritirata - spiega Dottorini - oggi invece rispunta fuori con la previsione nel bilancio provinciale di un'entrata di 30 milioni di euro ricavati dalla vendita dell'isola più grande del Lago Trasimeno. Tutte le rassicurazioni date e gli impegni presi sembrano quindi carta straccia. Riteniamo grave che si decida di fare un passo indietro e ancora più grave che questa scelta sia motivata dalle difficoltà finanziarie in cui versa l'ente. Ancora una volta nessun coinvolgimento di cittadini, associazioni e soprattutto delle amministrazioni direttamente interessate rispetto a un'area ricadente nel loro territorio comunale. Torniamo a ribadire - prosegue Dottorini - che sarebbe intollerabile osservare un luogo incantevole come l'Isola Polvese, un pezzo della nostra storia e della nostra geografia, essere trasformato in un centro sportivo con tanto di piscina, campo da tennis e da golf. Inoltre è prioritario che si ponga l'accento sulla fruibilità che gli umbri avranno di questo gioiello della natura che appartiene a loro da sempre e che, negli anni, è divenuto oltre che meta turistica anche un importante centro di educazione ambientale". 

Perugia, 24 ottobre 2014
"ll Governo pensa di eliminare bollo ridotto per auto e moto storiche da collezione. Già allo studio nostra proposta regionale per salvaguardare almeno diritti acquisiti"

BOLLO AUTO. DOTTORINI E DI BELLO:

"Si tratta di un vero e proprio 'scippo' ai danni dei cittadini e dei semplici collezionisti che si vedranno di fatto togliere un diritto acquisito oramai da anni. Se le modifiche riguardanti il regime fiscale agevolato per i veicoli storici dovessero essere confermate sulla legge di stabilità, dovremo trovare gli strumenti più adeguati per far fa valere le ragioni dei tanti appassionati che rischiano di subire un altro pesante balzello a esclusivo tornaconto d'immagine di un governo a corto d'idee". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e promotore del provvedimento  per l'autocertificazione delle auto storiche, e l'ingegnere Dario Di Bello, responsabile consumatori della medesima associazione e maggiore esperto italiano in tema di legislazione di auto e moto storiche, intervengono sull'ipotesi contenuta nella bozza del testo di legge di stabilità elaborato dal Governo Renzi che prevede la cancellazione del regime fiscale agevolato per i veicoli (auto e moto) ventennali di particolare interesse storico e collezionistico.
"Se la proposta del Governo dovesse trovare consenso - continuano Dottorini e Di Bello - ci troveremmo di fronte ad un aumento medio del 500 per cento ai danni di oltre 3mila cittadini umbri che si ritroveranno a dover pagare il bollo pieno e non ridotto sui veicoli storici e da collezione. Stiamo parlando, nella stragrande maggioranza dei casi, di semplici appassionati e collezionisti che usano in maniera sporadica e amatoriale le auto e le moto beneficiarie del regime fiscale agevolato e che da un giorno all'altro vedranno aumentare vertiginosamente il costo del bollo di circolazione. Avremmo preferito che il Governo intervenisse sul club privato Asi, con bilanci che superano i 20 milioni di euro, obbligandolo a pubblicare l'elenco dei veicoli storici o che anticipasse la storicità a 25 anni senza il balzello dell'iscrizione, invece di rivalersi indistintamente su tutti gli appassionati e semplici collezionisti".
"Per quanto ci riguarda - concludono Di Bello e Dottorini - stiamo già verificando con gli uffici legislativi la possibilità di intervenire con un provvedimento a livello di legislazione regionale affinché siano salvaguardati i diritti acquisiti da quei 3mila collezionisti umbri che hanno ottenuto negli scorsi anni la certificazione di storicità per il proprio veicolo ultraventennale, ed evitare che gli stessi siano costretti a pagare la tassa di possesso con un aumento medio del 500 per cento".
Dottorini e Di Bello invitano gli interessati a restare aggiornati collegandosi all'indirizzo http://dottorini.com/auto-e-moto-storiche/ oppure scrivendo a ".

Perugia, 22 ottobre 2014
"Centinaia di migliaia di persone dentro il vortice della dipendenza e 2 milioni al giorno spesi in Umbria. Bene marchio no-slot, agevolazioni fiscali e prevenzione"

GIOCO D'AZZARDO. DOTTORINI: "DOMANI VOTO FINALE PER CONTRASTO A LUDOPATIA, DA UMBRIA IMPORTANTE RISPOSTA A VERA EMERGENZA SOCIALE"

"Il voto di domani segna la tappa finale di un percorso che porta anche l'Umbria nel novero delle regioni che tentano di prevenire e contrastare il gioco d'azzardo e gli affari più o meno leciti che ad esso si collegano. La ludopatia si sta trasformando in una vera emergenza sociale, per questo è urgente intervenire con tutti gli strumenti a nostra disposizione per promuovere iniziative di contrasto al rischio di dipendenza. Non possiamo più assistere inermi a una pratica che apre le porte alla criminalità organizzata e trascina molte persone in un circolo vizioso con gravi conseguenze familiari, economiche e sociali". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria Migliore e firmatario di una delle tre proposte di legge per il contrasto della ludopatia, si esprime sulla votazione che coinvolgerà domani il Consiglio regionale sul testo di legge riguardante le "Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico". 
"L'Italia è uno dei tre paesi al mondo dove si gioca di più e l'Umbria, con i suoi 2 milioni di euro spesi al giorno negli oltre 4mila apparecchi installati, non è esente dal fenomeno. La crisi economica  - spiega Dottorini - ha contribuito non poco al dilagare di quella che oggi potremmo definire una vera e propria emergenza sociale, assecondata dalla politica scellerata e ipocrita di uno Stato che da un lato lucra sull'azzardo, dall'altro è chiamato a riparare ai danni sociali e sanitari che esso provoca. I dati ci dicono che da 800mila a 1,5 milioni di italiani rischiano di diventare, o già lo sono, dipendenti dal gioco d'azzardo. Per questo riteniamo importante lo sviluppo sia di una serie di iniziative atte a prevenire la malattia come la creazione di gruppi di auto-aiuto e l'attivazione di un numero verde regionale, sia di azioni che vanno a contrastare concretamente il fenomeno come il divieto di disporre di slot-machine per i locali che si trovano a meno di 500 metri dalle scuole, e la previsione di un marchio etico "no- slot" per i  locali pubblici che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco. In particolare - prosegue il presidente dell'associazione Umbria Migliore - giudichiamo lungimirante la previsione di agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale per gli esercizi che, per una scelta di coscienza, rinunciano agli incassi delle slot-machine preferendo non essere complici di un sistema che trascina centinaia di migliaia di persone dentro il vortice della dipendenza".

Perugia, 20 Ottobre 2014

dario di bello -

Puntata del 05/05/2014 di REPORT RAI3 sull' Affaire auto storiche.

800px-Fiat_Penny.jpgCiao a tutti,
molti mi conoscono nel senso che sanno bene cosa ho fatto per far saltare il monopolio dell'A$I in Umbria e poi in Puglia.
Mi sono battuto affinché lo schifo della OBBLIGATORIA iscrizione o dazione ambientale come dir si voglia, a favore di un solo club (A$I), andasse in soffitta.
In queste 2 Regioni a me molto vicine, l'A$I non è più monopolista e quindi il CITTADINO è libero di dare i propri soldi a chi vuole.

Da parte sua l'A$I, non potendo contrastare questi focolai di sudditi riottosi in alcune Regioni del regno (in Umbria ci hanno provato ma son dovuti fuggire a gambe levate !), ha spostato la partita sulle assicurazioni inventandosi un ennesimo "pezzo di carta igienica", divenuto poi INDISPENSABILE per la maggior parte delle compagnie, necessario per ottenere la tanto agognata polizza storica.

Ma chi lo può rilasciare questo certificato ?
Sempre l'A$I !

Ma andiamo al problema sollevato dalla Legge di stabilità che elimina il beneficio dei veicoli 20ntennali.

Molti saranno d'accordo che allo scandaloso sistema che ha portato a considerare "auto d'interesse storico" qualsiasi bidone purché avesse 20 anni di età e quindi danneggiare chi cercava di preservare veramente i veicoli davvero degni, bisognava fermarlo.

Qualche numero per capire le dimensioni del fenomeno: in Italia a forza di allargare le maglie di questa certificazione classica siamo arrivati ad avere circa 4 milioni di veicoli 20ntennali "storici", esenti dalla tassa di possesso, teoricamente obbligati a pagare solo 25 euro nel caso circolassero davvero e la fregatura dov'è ?

La fregatura cari miei, si ripercuote sulle nostre tasche, perché come diceva il buon Principe De Curtis, "E' la somma che fa il totale", e questo "giochino" elimina buona parte del gettito dei veicoli 20ntennali a favore delle Regioni titolari della tassa auto con ovvie ricadute sulle entrate.

Ma perché i veicoli 30ntennali sono detti di interesse storico e collezionistico mentre i 20ntennali sono detti di "particolare" interesse storico e collezionistico ?

L'aggettivo "particolare" indica esattamente il contrario di TUTTI, ma TUTTI i veicoli 20ntennali diventano storici se si paga una associazione, cioé l'A$I, ma che è il paese della banane questo !?!?!?

Sul punto ci saranno tante scuole di pensiero, tutte rispettabili per carità, ma così non se ne viene fuori, e come si estirpa il cancro ?

Basterebbe obbligare l'A$I a compiere il suo dovere d'istituto pubblicando la lista dei veicoli di particolare interesse storico che possono accedere AUTOMATICAMENTE ai benefici fiscali, onde mettere fine immediatamente agli abusi del sistema da parte della stessa A$I e dei proprietari di veicoli senza interesse storico, di club interessati solo alle quote di iscrizione e di enti certificatori compiacenti.

E non è possibile che per gli abusi di qualcuno, cioè dell'A$I, paghino sempre gli italiani onesti ed il settore economico legato al mondo delle auto storiche.

Come molti sanno, l'A$I è l'associazione privata che riscuote MONOPOLISITICAMENTE l'obolo in quasi tutte le Regioni d'Italia e si arricchisce sempre di più grazie paradossalmente, al sostegno degli enti pubblici, anche se varie sentenze hanno stabilito che l'iscrizione non è dovuta.
Infatti, la Cassazione e l'Agenzia delle Entrate hanno stabilito che l'obolo non è dovuto.
Ma l'A$I continua a pretenderlo e le Regioni chissà perché, stanno dalla parte dell'A$I, che è privata, e dicono agli utenti di pagare la dazione ambientale se vogliono godere di un loro diritto.

Questo è il problema !!!

Questa è la domanda che si pongono ogni anno le migliaia di automobilisti possessori di un veicolo che ha 20 anni e che sono obbligati a PAGARE per ottenere quel pezzo di carta igienica per accedere ai benefici fiscali ed assicurativi.

Come detto, in quasi tutte le Regioni d'Italia, questo certificato lo rilascia l'A$I, la quale per "donarlo" pretende l'iscrizione di proprietario e veicolo anche ad uno dei suoi club territoriali, ma varie sentenze della Cassazione da me sponsorizzate, hanno stabilito che l'iscrizione non è dovuta.
Ma l'ente grissineo di Torino e quasi tutte le Regioni non smettono di richiederla, mentre l'A$I da semplice club di appassionati è diventata monopolista nel settore e si arricchisce sempre di più: i 12 milioni messi a bilancio nel 2011 sono diventati 16 nel 2012 e circa 20 nel 2013 !

L"iscrizione si può effettuare solo in uno dei club affiliati e costa tra i 100 e i 300 euro.
Di questi 41,32 euro finiscono nelle casse dell'A$I a Torino.
I guadagni (!?!?) sono elevati.
In Italia le auto con oltre 20 anni di vita, spiega l'A€I, sono 4 milioni e 100 mila, un veicolo circolante su 10.
Non tutte, ovviamente, sono auto storiche e hanno diritto al bollo agevolato.
Ma un'idea della crescita del fenomeno la danno i numeri forniti dall'A$I che "è una Federazione composta da 263 club federati e 38 club aderenti, che riunisce circa 202.000 appassionati".
Nel 1999 erano forse 5'000 !!!
Quanti sono i veicoli certificati ?
Chissà, se i soci sono 250'000 è possibile ipotizzare che in media ogni socio ne abbia almeno 4 ?

Concludendo, se di questa norma è stato fatto abuso, la responsabilità E' SOLO DELL'A$I !

Quindi, invece di procedere CANCELLANDO i due commi riportati, come prevede la Legge di Stabilità, SI DEVE INTERVENIRE SUI RESPONSABILI, COMMISSARIANDO, ove fosse possibile, LA STESSA A$I APPLICANDO RIGOROSAMENTE LE PREVISIONI DELLA LEGGE 342/2000 e cioé, far venir fuori una volta per tutti quegli elenchi.

A salvaguardia del nostro patrimonio collezionistico e del nostro impegno, alziamo la voce e chiediamo a questi signori di applicare le regole invece di punire indiscriminatamente i veri collezionisti !

 

dario di bello -

"Tutte le belle parole su spending review, costi standard, sprechi pubblici si infrangono su casi come questo, dove a pagare è sempre Pantalone" 

ASL 1. DOTTORINI INTERROGA LA GIUNTA SU SERVIZIO

"Occorre che l'assessorato alla Sanità avvii un'indagine interna per verificare se rispondono al vero le notizie emerse da una recente inchiesta giornalistica in base alla quale risulta un acquisto da parte della Asl n.1 di prodotti sanitari con costi più che doppi rispetto al prezzo praticato ai soggetti privati. Questa notizia mette a nudo quella che appare come la punta di un grande iceberg fatto di sprechi e malagestione di cui, a quanto pare, deve rispondere soprattutto il governo nazionale, ma che interpella anche il Servizio sanitario regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e Presidente di Umbria migliore, annuncia la presentazione di un'interrogazione urgente alla Giunta regionale in merito a quanto emerso dall'inchiesta della trasmissione "Le Iene" dal titolo "Paga la Asl? Costa il triplo" andata in onda nei giorni scorsi da cui emerge "una disparità inammissibile tra quanto richiesto al privato rispetto al pubblico per l'acquisto di presidi sanitari praticamente identici".
"Risulta paradossale - continua Dottorini - che possa esistere una doppia tariffazione su prodotti identici e che nessuno fino ad oggi si sia reso conto di questa situazione. Se solo provassimo ad immaginare cosa potrebbe essersi verificato in casi analoghi o per altri materiali sanitari, ci troveremmo di fronte a uno sperpero di risorse di dimensioni eclatanti. Ovviamente noi non siamo nelle condizioni di poter affermare nulla in proposito, ma chiediamo alla Giunta regionale di dirci se è a conoscenza di altre situazioni simili o se può escludere che casi come quello denunciato si verifichino anche per altre categorie di forniture sanitarie. Inoltre è opportuno conoscere se e da quanto tempo si protraggono queste circostanze. E' necessario insomma fare al più presto chiarezza e soprattutto chiedere al Governo nazionale di rivedere il cosiddetto nomenclatore tariffario, dotando anche le Regioni di un potere di controllo che, a quanto pare, a tutt'oggi non hanno. Tutte le belle parole sulla spending review, sui costi standard, sugli sprechi nella pubblica amministrazione si infrangono su casi come questo, dove a pagare è sempre Pantalone e dove su una semplice coppia di plantari ortopedici esiste un margine di possibili risparmi incredibilmente elevato e incomprensibilmente ignorato".

Perugia, 16 ottobre 2014

Guarda il video dell'inchiesta de "Le Iene"

Scarica l'interrogazione

"Troppo facile fare gli splendidi con le tasse degli altri. Solo un lifting mediatico a danno dei cittadini e delle famiglie colpite dalla crisi economica e sociale"

LEGGE STABILITÀ. DOTTORINI:

"Apprezziamo le parole della Presidente Marini a difesa dell'autonomia tributaria e amministrativa della nostra Regione. Il governo Renzi fa propaganda sulla pelle dei cittadini riversando il carico delle sue trovate pubblicitarie su chi vedrà inevitabilmente tagliarsi le prestazioni del servizio sanitario e il trasporto pubblico. E' troppo facile fare gli splendidi con le tasse degli altri". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente di Umbria migliore, commenta quanto annunciato dal Governo nazionale e invita la Presidente Marini a non subire l'arroganza di scelte dettate più dalla convenienza mediatica che dalla reale necessità del bene comune.
"Il taglio delle tasse annunciato con la legge di stabilità, attraverso la diminuzione dello stanziamento dei fondi relativi alla sanità e al trasporto pubblico locale alle regioni, indurrà inevitabilmente o a tagli drastici dei servizi o ad aumentare le tasse per garantire ai cittadini i servizi minimi indispensabili come una sanità a portata di tutti e garanzie per le famiglie colpite da una crisi economica e sociale di proporzioni gigantesche. Per questo ha fatto bene la Presidente - continua Dottorini - a dire fin da subito che non aumenterà le tasse per conto terzi, in particolare quando questi terzi altri non è che il Governo nazionale che per farsi bello nei confronti dei cittadini promette un taglio delle tasse al quale però dovranno fare fronte le Regioni, che si vedranno diminuire gli stanziamenti per sanità e trasporto pubblico locale, tecnica questa degna dei peggiori demagoghi che invece di assumersi la responsabilità di scelte drammatiche le lasciano fare ad altri, vantandosi nel frattempo di essere dalla parte dei cittadini. Purtroppo si tratta di una pantomima già vista durante i governi Berlusconi e alla quale oramai i cittadini non si assoggettano facilmente, sapendo riconoscere benissimo il fatto che ad annunci mirabolanti e privi della necessaria copertura economica corrispondano tagli inevitabili da parte degli Enti locali. Saremo al fianco della Presidente Marini se vorrà andare fino in fondo nel contrastare la maldestra azione di lifting mediatico che il Governo sta attuando sulla pelle degli enti locali e dei cittadini".

Perugia, 17 ottobre 2014
 

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