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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Giugno 2013 Archives

"Obiettivo prioritario riduzione della produzione di rifiuti. Raccolta differenziata spinta, tariffe puntali e premiali, riuso e riciclo punti fermi anche per l'Umbria"

RIFIUTI. DOTTORINI FIRMA LEGGE POPOLARE

"Occorre un serio cambio di strategia, una politica di riduzione dei rifiuti, riciclo e riuso dei materiali che premi le istituzioni virtuose e i cittadini responsabili, avviando esperienze imprenditoriali basate sul riutilizzo e il recupero dei materiali. Purtroppo le azioni proposte dall'ex ministro Clini non vanno oltre l'ipotesi dell'incenerimento, liberalizzando di fatto le azioni su un settore molto problematico. Credo che la proposta di legge avanzata dal comitato nazionale 'Rifiuti zero' sia seria e ponga il problema nella giusta prospettiva". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale e presidente dell'associazione 'Per un'Umbria migliore', annuncia di aver sottoscritto la proposta di legge di iniziativa popolare 'Legge Rifiuti Zero: per una vera società sostenibile', proposta dal Comitato nazionale Rifiuti zero - Zero waste.
"Nella proposta di legge - aggiunge Dottorini - trovano spazio importanti principi, da me proposti durante l'elaborazione del Piano regionale dei rifiuti, come la tariffa puntuale che invita a responsabilizzare gli utenti e i cittadini attraverso meccanismi di premialità e di incentivazione economica, la riduzione progressiva del conferimento in discarica e l'incompatibilità dei soggetti che operano nella gestione della raccolta differenziata. Tutte proposte che devono costituire la spina dorsale della nuova legislazione, anche alla luce dei recenti dati sulla raccolta differenziata nella nostra Regione". 
"Nel testo sono contenute importanti novità normative che, se assunte a livello nazionale, potrebbero contribuire al rilancio dell'economia e alla nascita di vere e proprie industrie del riciclo e riuso. Al centro della proposta vi sono temi quali la semplificazione delle procedure per l'impiantistica adibita a riciclo, l'inserimento del ruolo riconosciuto al volontariato e alle cooperative sociali nel processo di raccolta e riuso dei materiali, l'introduzione di tariffe puntuali per responsabilizzare i singoli cittadini che dovranno pagare in base alla quantità di rifiuti conferiti. E poi accesso all'informazione e partecipazione dei cittadini, piani di razionalizzazione della filiera alimentare, istituzione dei centri per il riuso e la raccolta dei materiali per il riciclo, piani di controllo e monitoraggio sanitario. Sono tutte proposte - conclude Dottorini - che trovano la nostra piena adesione e che potrebbero costituire un'importante alternativa ai provvedimenti del governo Pd-Pdl che, attraverso il decreto Clini, di fatto inducono le regioni a puntare su metodiche molto insidiose e, allo stesso tempo, difficilmente arginabili".  

Perugia, 27 giugno 2013

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

Ringrazio Christian Cinti del Giornale dell'Umbria per il chiaro articolo scritto in merito alla "strana" disapplicazione della IPT Storica dei veicoli 20ntennali nella provincia "umbra" di Terni.

Va detto che in Umbria esiste una Legge Regionale relativa alla tassazione dei Veicoli Storici che vale, ovviamente, in tutta la Regione, a Terni tanto quanto a Perugia !

Ma se la Provincia di Perugia fiscalmente parlando per i Veicoli Storici si considera umbra al 100%, la Provincia di Terni per i Veicoli Storici, sempre  fiscalmente parlando, è forse un enclave in Umbria di qualche altra Regione d'Italia ?

Che stiano già pensando di abbandonare l'Umbria e farsi annettere nel Lazio ?

Fiorito-er-Batman-pampepato.jpgSarà un questione di pampepato ?
Lasciamo ai posteri l'ardua sentenza...

Clicca qui per leggere l'articolo di Christian Cinti pubblicato sul Giornale dell'Umbria del 26/06/2013.

Ciao a tutti.
dario di bello -
dariodibello@dottorini.com

  

"Governo senza valori né priorità: piuttosto che dire No ai cacciabombardieri, preferiscono tagliare su pensioni, assistenza sociale e servizi ai cittadini"

L'UMBRIA DICE NO ALL'ACQUISTO DEI CACCIABOMBARDIERI F35. APPROVATA LA MOZIONE DELL'ITALIA DEI VALORI

"Le titubanze del governo Pd-Pdl nell'abbandonare il programma di acquisto degli F35, oltre a  destare stupore e indignazione, sono sintomatiche di un governo senza valori e senza priorità. Evidentemente, piuttosto che dire No ai cacciabombardieri, preferiscono tagliare su pensioni, assistenza sociale e servizi ai cittadini. Per quanto ci riguarda è bene ricordare che l'Umbria ha già detto un No secco e inequivocabile all'acquisto di questi aerei nucleari (e non elicotteri umanitari, come sagacemente spiegato dal deputato piddino Boccia) attraverso una mozione che considera quegli strumenti di morte come una spesa inutile e insostenibile, specie in un momento di crisi globale in cui il lavoro è sempre più un sogno irrealizzabile per milioni di giovani". E' quanto ha dichiarato il consigliere regionale Oliviero Dottorini, primo firmatario della mozione approvata dal Consiglio regionale contro l'acquisto da parte del Ministero della Difesa dei cacciabombardieri F35 e per la riduzione complessiva della spesa militare. 
"Sarebbe opportuno che la Giunta regionale facesse sentire in maniera decisa l'orientamento della massima istituzione regionale. In un periodo in cui si cercano risorse per rilanciare l'economia e aiutare le imprese - aggiunge il capogruppo Idv e presidente dell'associazione "Umbria migliore" - avviare piani di riarmo e spendere 15 miliardi di euro per aerei adibiti al trasporto di ordigni nucleari, è incomprensibile e sbagliato, soprattutto per uno Stato che fa del ripudio della guerra uno dei cardini della propria convivenza e della propria Carta costituzionale. Tanto più che l'acquisto di questi strumenti di morte andrà a incidere negativamente sulla spesa per il sociale, la scuola, il trasporto pubblico e la sanità".
"L'Umbria, insieme alle altre regioni che hanno approvato atti di indirizzo simili - conclude Dottorini - deve farsi portavoce nei confronti del governo Letta e impedire con tutti gli strumenti a propria disposizione il concretizzarsi di una scelta senza alcuna logica".

Perugia, 26 giugno 2013

Così l'equosolidale entrò in Regione

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Aspettando Altrocioccolato. Intervista a Oliviero Dottorini tratta dal mensile "l'Altrapagina" - giugno 2013

"Progressi importanti, ma sulla differenziata siamo ancora 21 punti al di sotto del 65 per cento previsto per il 2012. E intanto gli Ati subiscono sanzione da 321mila euro"

RIFIUTI. DOTTORINI:

"L'Umbria procede a più velocità, mettendo assieme picchi nettamente confortanti con vere e proprie sacche di arretratezza che appesantiscono il dato complessivo della regione. La raccolta differenziata quindi fa un significativo passo in avanti, ma il 65 per cento previsto dal Piano per il 2012 è ancora molto lontano. Accanto a una significativa decrescita della produzione totale dei rifiuti, effetto soprattutto della crisi, emerge la necessità di assumere con convinzione la strategia rifiuti zero e mettere in atto tutte le azioni tese a ridurre la produzione di rifiuti e a incentivare la raccolta differenziata". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e presidente dell'associazione "Per un'Umbria migliore", commenta i dati della produzione e della raccolta differenziata in Umbria relativi al 2012 che vedono l'Umbria attestarsi al 44 per cento di raccolta differenziata, con un decremento del 2 per cento di produzione totale di rifiuti.
"Il 6 per cento di incremento della raccolta differenziata rispetto al 2011 - aggiunge Dottorini - è sicuramente un dato incoraggiante rispetto alle deludenti performance degli anni passati. Non siamo certo al cambio di passo in grado di far decollare un sistema virtuoso e gli obiettivi del Piano regionale rimangono lontanissimi, ma ci sono elementi da apprezzare che devono indurci a credere ancora di più nelle politiche di riduzione, riuso e differenziazione spinta, puntando su filiere del recupero, tariffazioni puntuali e incentivi per i comuni più virtuosi. Da questo punto di vista è da sottolineare come il mancato raggiungimento degli obiettivi - aggiunge Dottorini - oltre a comportare un danno all'ambiente e alla salute dei cittadini, comporta anche un danno pesantissimo per le casse degli Ati, che si sono visti applicare la sanzione di oltre 321mila euro da parte della Regione, come mancato raggiungimento degli obiettivi previsti (articolo 21 del Piano dei rifiuti). Tra gli Ambiti territoriali spicca la forbice sempre più ampia che divide il nord dal sud della Regione. Il 46 per cento raggiunto dall'Ati 1 e il 51 per cento dell'Ati 2 rendono il dato dell'area Foligno-Spoleto-Orvieto-Terni particolarmente deludente, con l'Ati3 al 38,5 per cento e l'Ati 4 fermo al 35 per cento. Spiccano le performance di Perugia, passata in due anni dal 35 al 54 per cento, e di comuni come Umbertide (oggi al 57 per cento), Marsciano (62,5), Bastia (53,6), Magione (52,2), Todi (51,8) e Gubbio (49,3). Fanalini di coda si confermano Assisi, ferma al 24 per cento, e Orvieto che addirittura torna al 18,3 per cento dopo aver toccato il 21,5 per cento nel 2011. Ancora lenti nella progressione i comuni di Amelia, Narni, Gualdo Tadino e Corciano".
"Resta aperto il capitolo della qualità della raccolta differenziata, non ancora domiciliare in tutta la regione e talvolta viziata da percentuali di scarti troppo elevate. La volontà di incrementare le azioni di riduzione e differenziazione dei rifiuti - conclude Dottorini - deve incontrare il sostegno di politiche adeguate. A iniziare dalla creazione delle filiere del recupero e dall'adozione della strategia "rifiuti zero" come principio ispiratore dell'intero ciclo integrato. Sono questi gli strumenti che possono farci immaginare un'opzione alternativa al conferimento in discarica o all'incenerimento, con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro. I dati del 2012 ci dicono che siamo ancora 21 punti percentuali al di sotto del 65 per cento che avremmo dovuto raggiungere nell'anno appena trascorso. C'è da rimboccarsi le maniche, apprezzando il buono che si sta facendo ed evitando enfasi a dir poco inopportune".

Perugia, 20 giugno 2013



RIFIUTI. DOTTORINI:
"Con questo atteggiamento si rischia di far credere ai cittadini cose totalmente false. Bando di vendita previsto per luglio, ma l'asta probabilmente andrà deserta"

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"Forse l'improvvisa ondata di caldo tropicale ha colto impreparato il sindaco di Città di Castello, che riferendosi all'alienazione dell'immobile dell'ex Ospedale, sbaglia a leggere gli atti ufficiali della Regione. Ribadiamo ancora una volta, come è facilmente riscontrabile leggendo la delibera numero 158 del 25 febbraio 2013, che la base d'asta scelta dalla Giunta regionale è pari a 4 milioni e 750 mila euro e che la stima è stata effettuata da parte di un collegio peritale composto proprio da tecnici del Comune di Città di Castello e dell'Azienda Usl n.1. Invitiamo pertanto il Sindaco Bacchetta a maggiore attenzione nel leggere gli atti amministrativi e a farsi coadiuvare da tecnici preparati e in grado di consigliarlo nella maniera più opportuna, altrimenti si corre il rischio di far credere all'opinione pubblica e ai cittadini cose totalmente false". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo Idv in Consiglio regionale, interviene sulla vendita dell'ex Ospedale di Città di Castello e corregge le affermazioni palesemente errate che il sindaco Bacchetta ha reso alla stampa regionale.
"Non si rimedia all'incapacità amministrativa attraverso la diffusione di notizie scorrette - aggiunge Dottorini -. Il dato vero è che la mancanza di progettualità ha portato l'ex Ospedale tifernate ad essere l'unica struttura regionale senza un vero disegno di recupero, avendo perduto anche l'occasione di trasferirvi gli uffici della Asl o del Comune. E così quella dell'alienazione pare rimanere l'unica idea partorita dall'Amministrazione comunale in oltre 12 anni di degrado e incuria. Per quanto riguarda i tempi, i dirigenti regionali assicurano che a luglio dovrebbe uscire il bando per l'alienazione. Staremo a vedere. Certo, come abbiamo sempre detto, la base d'asta individuata sulla base della stima del Comune, risulta a nostro avviso spropositata e rischia seriamente di mandare deserta la vendita. Per questo nei mesi scorsi abbiamo chiesto a gran voce che la cifra fosse rivista al ribasso, in modo da consentire a imprenditori privati volenterosi di adoperarsi per il recupero della struttura ormai in uno stato di totale fatiscenza e degrado".
"La Regione deve tentare di trovare una soluzione a prescindere dalle conclamate mancanze del Comune. Anche perché - aggiunge Dottorini - in questo modo rischiamo che la soluzione si allontani inesorabilmente, aggravata oltre che dall'incapacità amministrativa anche da una crisi economica che scoraggia investimenti e soluzioni positive per la collettività. Adesso aspettiamo di vedere il bando vero e proprio, ma già da ora possiamo dire che siamo di fronte al rischio di perdere un'altra occasione per restituire alla città un bene di grande valore architettonico, culturale ed affettivo".

Perugia, 19 giugno 2013

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

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Aiutaci a salvare il marchio LANCIA cliccando su questo link e firmando la petizione.

Ciao a tutti.

dario di bello - dariodibello@dottorini.com
l presidente Dottorini: "Una zona franca per confrontarsi al di là delle appartenenze partitiche, un laboratorio per prefigurare autentici percorsi di cambiamento"
La portavoce Arcaleni: "Solo dall'incontro di diverse sensibilità si possono elaborare proposte nuove rispetto ai tanti problemi economici e sociali"

NASCE
Valorizzare l'Umbria migliore, quella di chi si batte per una società più giusta e più equa, quella degli imprenditori coraggiosi e degli agricoltori che non si rassegnano. L'Umbria di chi non rinuncia a immaginare un futuro sostenibile ed è disposto a fare la propria parte per non rassegnarsi ai luoghi comuni e alle ricette stereotipate e rassicuranti.
Nasce con questi scopi "Per un'Umbria Migliore", associazione culturale e politica che ha l'obiettivo di valorizzare esperienze civiche e realtà economiche che si battono per una regione più solidale, sostenibile e aperta all'innovazione. L'atto formale di costituzione si è tenuto il 27 maggio ed è già partita la campagna di adesioni.
"Umbria migliore vuole essere una zona franca in cui sia possibile confrontarsi al di là delle appartenenze partitiche o ideologiche per prefigurare percorsi di cambiamento e rinascita. Il panorama politico attuale nella sua desolante inappropriatezza ci spinge a individuare percorsi di trasversalità, approfondimento e condivisione che superino le rigidità di forme partito ormai desuete e legate a una visione arcaica della partecipazione democratica", spiega il neo Presidente dell'associazione Oliviero Dottorini.
L'associazione si prefigge appunto di rinnovare i metodi e le prassi della partecipazione politica verso modelli non autoreferenziali, improntati al dialogo, al confronto, alla reciprocità e alla reale democrazia, dove i contributi e le differenze siano assunti come valori per una sintesi più alta."Riteniamo che solo dall'incontro di diverse sensibilità, esperienze e provenienze, se prive di preconcetti e aperte al dialogo, si possa generare un vero cambiamento - aggiunge la portavoce Emanuela Arcaleni -. Viviamo un'epoca dove le tante emergenze rischiano di nascondere quella più grave, che è quella relazionale e culturale, prima ancora che economica e politica. La tenuta del nostro sistema sociale è a rischio e occorre recuperare il senso di una partecipazione attiva e non delegata, di risposte concrete ai problemi dei cittadini e anche di rapporti pienamente paritari tra uomo e donna".
Da questo la necessità di dare vita ad un laboratorio di idee ed esperienze in grado di prefigurare scenari economici e sociali innovativi, equi e sostenibili, capaci di creare un nuovo punto di vista critico verso l'ordine sociale ed economico esistente. Tutto ciò anche attraverso la promozione e valorizzazione delle buone prassi e delle azioni culturalmente, socialmente ed economicamente avanzate presenti nel territorio regionale, nazionale e internazionale. Vetrina privilegiata dell'associazione è il web, con il portale raggiungibile all'indirizzo www.umbriamigliore.it un canale twitter e facebook.
"Quella che stiamo attraversando - spiega Dottorini - è una fase delicatissima. Viviamo una crisi senza precedenti per la cui soluzione nessuno può vantare ricette pronte. Una situazione aggravata dal fatto che troppo spesso i cittadini si sentono completamente esclusi dalle pratiche di partecipazione democratica che invece dovrebbero essere alla base di una società moderna. L'associazione "per un'Umbria migliore" ha l'ambizione di ascoltare e dare voce a tutti coloro che ritengono ancora ineludibile la politica come strumento di trasformazione della realtà, ma che faticano a riconoscersi nelle forme aggregative dei partiti, almeno in maniera esclusiva. A tutti quei cittadini che non si limitano alla protesta fine a se stessa, ma che desiderano lavorare ad un progetto di reale cambiamento".

Perugia, 13 giugno 2013
"Accolta la nostra proposta di bocciatura dell'articolo 37. Accettabile la parte sulla perequazione, ma abbiamo detto no al fritto misto e ai canili-appartamento"

PEREQUAZIONE. DOTTORINI: SUCCESSO DELLA NOSTRA BATTAGLIA CONTRO CONDONI E DEREGULATION. MA RESTA LEGGE TROPPO PASTICCIATA

"La bocciatura dell'articolo 37 è un risultato importante della battaglia che con i nostri emendamenti abbiamo portato avanti. Si è così evitato di sanare degli abusi edilizi e di andare incontro alla certa impugnativa da pare della Corte costituzionale. La soddisfazione per aver ottenuto questo risultato non è stata comunque sufficiente da permetterci di esprimere un voto favorevole sull'intero provvedimento. In particolare, non abbiamo accettato di avvallare un provvedimento che contiene norme confuse che ampliano la discrezionalità, nulla hanno a che vedere con la perequazione, ma assomigliano molto a servizietti fatti qua e là per accontentare questo o quello". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, capogruppo Idv, ha commentato l'esito della votazione sul disegno di legge sulla perequazione che è stato approvato oggi a Palazzo Cesaroni con i voti favorevoli di Pd, Pdl, Psi e Udc.
"Abbiamo apprezzato - spiega Dottorini - che la Giunta si sia resa conto della ragionevolezza della nostra proposta di eliminare l'articolo che prevedeva la sanatoria per le costruzioni non conformi alla normativa urbanistica nel momento della loro realizzazione. Abbiamo però mantenuto una posizione critica nei confronti dell'intera seconda parte della legge. Ben 60 articoli su 74 infatti non hanno nulla a che vedere con il tema della perequazione e assumono invece le caratteristiche di un minestrone di provvedimenti, un fritto misto all'interno del quale si è voluto mettere un po' di tutto. Dalle mega residenze per i cani alle norme su edilizia ed edilizia residenziale sociale, dai centri storici alle fattorie didattiche e sociali, dagli interventi per la ricostruzione post-sisma alle norme sulla Valutazione di impatto ambientale. Interventi come questi crediamo che siano dettati dall'esigenza di rispondere ad interessi particolari piuttosto che a quelli collettivi".
"Per questi motivi - conclude Dottorini - pur apprezzando la parte relativa alla perequazione e l'accoglimento della nostra proposta in merito all'articolo 37, il nostro gruppo non ha votato il disegno di legge".

Perugia, 10 giugno 2013



"E' grazie a certi atteggiamenti arroganti e supponenti che oggi le biomasse sono ferme al palo, incontrando l'opposizione non solo di comitati, ma anche di sindaci e amministratori locali. Se invece di arrampicarsi in improbabili difese d'ufficio, Buconi provasse a studiare la materia, scoprirebbe che la credibilità non la si conquista gridando, ma attraverso regole certe e condivise, assunte nell'interesse della collettività. Cosa che ad oggi purtroppo in Umbria non è. Forzature e insensibilità ai temi ambientali rischiano di compromettere definitivamente le potenzialità che fonti rinnovabili e green economy potrebbero avere per un futuro sostenibile dell'Umbria. Questo pensiamo e questo continueremo a dire per evitare che la maggioranza continui a sbandare in modo così clamoroso su un tema che a noi sta molto a cuore". E' la risposta del consigliere regionale Oliviero Dottorini alle "esternazioni del portavoce dell'assessore Rometti" Massimo Buconi.

Perugia, 5 giugno 2013
 

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Raccolta differenziata in Umbria - Rapporto 2013

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