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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Dicembre 2012 Archives

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

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Sento che nel 2013 accadranno tante cose belle..., tanti auguri a tutti.

dario di bello - dariodibello@dottorini.com


 

"Assurdo che mentre i cittadini sopportano aumento accise e Imu non si possano innalzare i canoni irrisori pagati dalle multinazionali dell'acqua e dai cavatori. Necessario destinare i proventi a un fondo di solidarietà per le famiglie colpite da inquinamento dei pozzi e per moltiplicare le fontanelle di acqua pubblica"

CANONI ACQUE E CAVE. DOTTORINI (IDV): PERSA OCCASIONE PER PROVVEDIMENTO DI EQUITA'. RIPROPORREMO EMENDAMENTO A BILANCIO 2013

"E' assurdo che, in un periodo in cui i cittadini vengono vessati con aumenti delle accise e con aliquote Imu insopportabili, sembri impossibile anche solo sfiorare le multinazionali dell'imbottigliamento delle acque minerali o i cavatori che già tanti affari hanno fatto grazie ai beni comuni messi a disposizione gratuitamente o a costi irrisori dalla nostra Regione. Chiedere di aumentare da 1 a 2 millesimi di euro per litro i canoni di imbottigliamento delle acque minerali e a pochi centesimi di euro i canoni derivanti da cave non arrecherebbe certamente danno alle aziende e consentirebbe alla nostra Regione di poter far conto su un gruzzoletto di risorse fresche da destinare a un fondo di solidarietà per chi è colpito da disastri ambientali o per moltiplicare le fontanelle di acqua pubblica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, commenta la decisione di non ammettere alla votazione l'emendamento relativo al raddoppio dei canoni di concessione per il prelievo di acque minerali e per le attività di cava e miniera.
"Con la scusa di tecnicismi che a noi risultano incomprensibili - aggiunge Dottorini - si è persa ancora una volta l'occasione di adottare un provvedimento ispirato all'equità redistributiva. Diciamo fin da ora che il nostro gruppo ripresenterà pari pari in occasione della discussione della manovra di Bilancio 2013 l'emendamento non ammesso oggi al voto. Vedremo se anche in quella occasione si tenterà di evitare il confronto politico accampando l'ennesima scusa. La nostra - spiega Dottorini - è una proposta seria e di buon senso. Si tratta semplicemente di portare i canoni pagati dalle multinazionali che operano in Umbria da 1 a 2 millesimi di euro al litro e raddoppiare gli irrisori canoni di concessione per le attività estrattive. Con questo provvedimento, che inciderebbe in misura minima sui bilanci di tali aziende, la Regione avrebbe a disposizione circa 1,5 milioni di euro con i quali si potrebbero sostenere diversi interventi, a iniziare dalla costituzione di un fondo di solidarietà per quelle famiglie che, come nel caso di Riosecco, Trestina e Case Bruciate, hanno subito un inquinamento da trielina dei propri pozzi e si vedono costrette a consumare acqua minerale o a fare un allaccio oneroso all'acquedotto pubblico. Queste famiglie non possono utilizzare la propria acqua e si vedono costrette ad acquistarla proprio dalle stesse multinazionali che la prelevano dai nostri territori pagando cifre irrisorie. Basti considerare che regioni come il Veneto, il Lazio e la Toscana hanno canoni di imbottigliamento di tre volte superiori al nostro e che in media il costo dei canoni rappresenta circa lo 0,5 per cento del prezzo di vendita finale della stessa acqua".
"Ci è stato detto - conclude il capogruppo Idv - che la sede opportuna per discutere questa proposta coincide con l'analisi in aula della manovra di Bilancio. Per questo ci impegniamo sin da ora a ripresentare lo stesso emendamento in quella sede, con la speranza che la Giunta e le forze politiche presenti in Consiglio regionale dimostrino la necessaria serietà e lungimiranza per approvarlo".

Perugia, 20 dicembre 2012
"Per il Comune con le aliquote Imu fra le più alte dell'Umbria non sarà complicato recuperare risorse per venire incontro alle difficoltà economiche di tante famiglie" 

TRESTINA E RIOSECCO. DOTTORINI (IDV): REGIONE E COMUNE INTERVENGANO PER BONIFICARE POZZI INQUINATI E SOSTENERE SPESE DI ALLACCIO

"L'inquinamento da trielina e derivati nel Comune di Città di Castello sta assumendo dimensioni assai rilevanti. E' necessario che Regione, Provincia e Comune inizino da subito a dire come intendono intervenire sia per bonificare le aree coinvolte, sia per supportare i cittadini nello sforzo economico che sono di fatto obbligati a compiere, dovendosi allacciare all'acquedotto pubblico. Per il Comune con le aliquote Imu fra le più alte dell'Umbria non sarà complicato recuperare risorse per venire incontro alle difficoltà economiche di tante famiglie che dovranno far fronte a spese impreviste e non dovute". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, torna sulla vicenda relativa all'inquinamento dei pozzi privati che nel comune di Città di Castello sta assumendo dimensioni preoccupanti. 
"Molte famiglie, che fino ad oggi potevano usufruire liberamente dell'acqua dei propri pozzi, sono costrette a farsi carico di spese di allaccio a volte veramente rilevanti, soprattutto in un periodo di grandi difficoltà economiche come quello che stiamo vivendo. Dopo Riosecco-Regnano - aggiunge Dottorini - anche Trestina sta vivendo una situazione che desta identica preoccupazione ed il fenomeno si ripete in numerose aree della Regione. E' necessario procedere rapidamente alla caratterizzazione delle aree e all'analisi di rischio per considerare i valori sia di potabilità che di bonifica. E' opportuno inoltre che ciascun ente faccia fino in fondo la propria parte e che la giunta di Città di Castello prenda atto di una situazione di emergenza che non può più essere ignorata.  Cittadini che per decenni hanno potuto usufruire dell'acqua dei propri pozzi gratuitamente si sono ritrovati dall'oggi per domani con il divieto di utilizzarla sia per usi potabili che irrigui. Obbligati, di fatto, ad allacciarsi all'acquedotto comunale, pagando i relativi oneri. E' indispensabile attivare tutti i mezzi per procedere al più presto con le operazioni di bonifica a nel frattempo cercare di individuare i responsabili dell'inquinamento alle falde acquifere. Per quanto ci riguarda chiediamo sia al Comune che alla Regione un intervento diretto e, in ogni caso, presenteremo un emendamento alla prossima manovra di Bilancio per consentire un fondo di solidarietà per le popolazioni colpite dall'inquinamento ambientale".

Perugia, 19 dicembre 2012
"Già presentata interrogazione alla Giunta per chiedere azioni concrete. Impegno su emendamento a Bilancio per ottenere risposta anche in termini economici"

AMBIENTE. DOTTORINI (IDV): REGIONE E COMUNE INTERVENGANO PER BONIFICARE POZZI INQUINATI E SOSTENERE SPESE CITTADINI PER ALLACCI

"E' necessario che Regione, Provincia e comune di Città di Castello intervengano con la massima tempestività, ognuno per le proprie competenze, per affrontare seriamente e definitivamente il problema della bonifica dei pozzi inquinati e per sostenere i cittadini che si trovano a fronteggiare un reale disagio e costi aggiuntivi per le spese di allaccio all'acquedotto comunale. Molte famiglie, che fino ad oggi potevano usufruire liberamente dell'acqua dei propri pozzi, sono costrette a farsi carico di spese di allaccio al servizio idrico a volte veramente rilevanti, soprattutto in un periodo di grandi difficoltà economiche come quello che stiamo vivendo. Nei giorni scorsi abbiano presentato un' interrogazione urgente alla Giunta, ma è opportuno che la Regione inizi da subito a dire come intende intervenire sia per bonificare le aree coinvolte, sia per supportare i cittadini nello sforzo economico che sono di fatto obbligati a compiere, senza alcuna responsabilità per la situazione che si è venuta a creare". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, torna ad intervenire sulla vicenda relativa all'inquinamento dei pozzi privati che nel comune di Città di Castello sta assumento dimensioni assai rilevanti.
"L'inquinamento da trielina e derivati - spiega Dottorini - sta assumendo dimensioni inquietanti nel Comune di Città di Castello. Oltre all'area di Riosecco-Regnano anche Trestina sta vivendo una situazione che desta identica preoccupazione ed il fenomeno si ripete in numerose aree della Regione.
Bisogna procedere rapidamente alla Caratterizzazione delle Aree e all'analisi di rischio per considerare i valori sia di potabilità che di bonifica.
E' opportuno che l'esecutivo prenda atto di una situazione di emergenza che non può più essere ignorata e che ciascun ente faccia fino in fondo la propria parte. Cittadini che per decenni hanno potuto usufruire dell'acqua dei propri pozzi gratuitamente si sono ritrovati dall'oggi per domani con il divieto di utilizzarla sia per usi potabili che irrigui. Obbligati, di fatto, ad allacciarsi all'acquedotto comunale, pagando i relativi oneri. E' indispensabile attivare tutti i mezzi per procedere al più presto con le operazioni di bonifica a nel frattempo cercare di individuare i responsabili dell'inquinamento alle falde acquifere. Per quanto ci riguarda chiediamo sia al Comune che alla Regione un intervento diretto e, in ogni caso, presenteremo un emendamento alla prossima manovra di Bilancio per consentire un fondo di solidarietà per le popolazioni colpite dall'inquinamento ambientale".

Perugia, 14 dicembre 2012
"Importante approvazione senza voti contrari. Adesso Giunta regionale più forte nel dire no a Governo nazionale"

GASDOTTO. DOTTORINI (IDV): BENE VOTO CONSIGLIO SU NOSTRA MOZIONE. ADESSO AVVIARE CONFRONTO CON ALTRE REGIONI E RIVEDERE TRACCIATO

"L'Umbria dà un segnale chiaro e mette un punto fermo sulla vicenda del gasdotto Snam Brindisi-Minerbio impegnando la Giunta a ricercare soluzioni alternative al tracciato individuato dall'azienda. È molto importante che la nostra mozione sia stata approvata senza voti contrari. Questo darà alla Giunta maggiore forza nel sostenere sia nei confronti del Governo che in sede di Conferenza Stato-Regioni le argomentazioni di chi ritiene che quel progetto vada radicalmente rivisto". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta il voto favorevole da parte del Consiglio sulla mozione riguardante il gasdotto Brindisi-Minerbio  che lo vede come primo firmatario.
"Nei giorni scorsi - continua il primo firmatario Dottorini - abbiamo appresso con soddisfazione dell'incontro tra l'Assessore all'ambiente e il Comitato No-tubo che si batte contro la realizzazione dell'opera e riteniamo che al voto di oggi in Consiglio possano seguire atti concreti della Giunta che limitino i danni ambientali, economici e paesaggistici che una simile opera rischia di causare.  Il fatto che il gasdotto attraverserebbe numerosissimi corsi d'acqua, aree naturali protette, siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale deve essere valutato con molta attenzione. Nella nostra regione saranno interessati al tracciato, tra gli altri, il Parco nazionale dei Monti Sibillini, i Boschi del bacino di Gubbio, il fiume Topino e i boschi di Pietralunga. Un supplemento di riflessione risulta quindi quanto mai opportuno e la mozione appena approvata va in questa direzione".
"Adesso dobbiamo intraprendere un serio confronto con le  regioni che come la nostra considerano necessaria una revisione del tracciato".

Perugia, 11 dicembre 2012

Interrogazione alla Giunta per riproporre le domande dei lavoratori Webred e conoscere le reali volontà su piano di riorganizzazione e tutela livelli occupazionali

WEBRED. DOTTORINI (IDV): "CHIAREZZA E TRASPARENZA SU FUTURO ASSETTO. EVITARE DI CEDERE AI PRIVATI LA PARTE SANA DELL'AZIENDA"

"Le domande che pongono i lavoratori di Webred meritano una risposta, così come merita una presa di posizione aperta e lineare la vicenda che riguarda i futuri assetti organizzativi delle sue società partecipate. Non possiamo rischiare che la partita Webred finisca con uno spezzatino delle società e con il pericolo che la parte più sana e produttiva dell'azienda, quella che riguarda l'Ict e l'informatizzazione del Servizio sanitario, venga fatta naufragare e ceduta al mercato privato. Credo che il Consiglio regionale debba essere messo a conoscenza di quanto sta avvenendo sia per fare in modo che la nostra regione possa continuare a contare su servizi informatici all'altezza delle sfide sia per comprendere l'impatto sui livelli occupazionali dei progetti che si hanno in mente". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la lettera che le lavoratrici e i lavoratori di Webred e delle sue partecipate hanno inviato alla Presidente della Giunta regionale e ai consiglieri regionali rivolgendo dieci precise domande riguardo ai futuri assetti e alla tutela dei livelli occupazionali.
"E' più che mai necessario - aggiunge Dottorini - un piano di riordino che sappia valorizzare le potenzialità e le competenze reali delle società, prevedendo il diretto coinvolgimento dei lavoratori al fine di giungere ad una soluzione che tuteli gli attuali livelli occupazionali. Per questo abbiamo deciso di presentare un'interrogazione urgente in cui riproponiamo alla Giunta le domande dei lavoratori Webred e chiediamo di far luce sull'intera vicenda, a iniziare dall'assetto che si ha in mente per valorizzare le competenze e correggere gli evidenti errori che negli anni si sono commessi. A questo proposito - conclude Dottorini - siamo ancora in attesa della risposta a una nostra interrogazione di molti mesi fa in cui chiedevamo conto delle vicende, anche giudiziarie, che coinvolgono Webred e in particolare la sua partecipata Webred servizi. In tutto questo, come nel futuro dei lavoratori del comparto Ict, la Giunta deve fare chiarezza e rispondere ad una legittima esigenza di trasparenza".

Perugia, 7 dicembre 2012

"Bene convocazione assessore Rossi in commissione. Inammissibile negare ai possessori di veicoli storici la possibilità di stipulare una polizza assicurativa"

Thumbnail image for Elba 13.JPG"E' necessario che la regione Umbria faccia quanto in suo potere per scardinare una situazione che ad oggi rende difficile per i cittadini veder rispettato un diritto sancito da una legge regionale. Non è ammissibile che i possessori di veicoli storici regolarmente certificati dai centri autorizzati si vedano negata la possibilità di stipulare una polizza assicurativa. Occorre trovare la giusta modalità per rompere una situazione che assomiglia molto a un "cartello", pur non andando a ledere probabilmente alcuna normativa in materia. Sarà opportuno che la giunta regionale individui le giuste modalità per intervenire, anche nell'ambito del rinnovo della convenzione con Aci incaricata della riscossione della tassa automobilistica". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta l'audizione dei centri Aiac ed A112, autorizzati dalla Regione a certificare la storicità delle auto e moto avvenuta questa mattina in Prima commissione.
"I rappresentanti dei centri autorizzati dalla Regione Umbria sono venuti a descriverci una situazione che, se confermata, assomiglierebbe molto a un "cartello" tra compagnie di assicurazione che, magari senza ledere alcuna normativa, si rifiutano di stipulare polizze ai cittadini che decidono di avvalersi dei centri autorizzati, in questo modo vanificando gli effetti economici positivi della normativa. E' bene ricordare - aggiunge Dottorini - che dal 2008 l'Umbria è l'unica regione in Italia nella quale esiste la possibilità di non iscriversi ad Asi per il riconoscimento di storicità del proprio veicolo, ma di scegliere liberamente tra una pluralità di centri autorizzati alla certificazione, consentendo in questo modo un cospicuo risparmio economico, quantificabile in più di cento euro l'anno. Per questo ritengo molto importante che la prima commissione abbia deciso di convocare in audizione l'assessore Gianluca Rossi per verificare la possibilità di inserire nella convenzione con Aci la richiesta di abilitare le polizze storiche attraverso la propria compagnia assicurativa. Potrebbe essere questa una soluzione positiva per tutelare i cittadini e dare seguito alla volontà del legislatore di rompere monopoli e rendite di posizione".

Perugia, 5 dicembre 2012



"Già presentata interrogazione alla Giunta per chiedere azioni concrete. Impegno su emendamento a Bilancio per ottenere risposta anche in termini economici"

AMBIENTE. DOTTORINI (IDV): REGIONE E COMUNE INTERVENGANO PER BONIFICARE POZZI INQUINATI E SOSTENERE SPESE CITTADINI PER ALLACCI

"Regione e comune di Città di Castello intervengano, ognuno per le proprie competenze, per affrontare seriamente e rapidamente il problema della bonifica dei pozzi inquinati e per sostenere i cittadini che si trovano a fronteggiare un reale disagio e costi aggiuntivi per le spese di allaccio all'acquedotto comunale. Molte famiglie, che fino ad oggi potevano usufruire liberamente dell'acqua dei propri pozzi, sono costrette a farsi carico di spese di allaccio al servizio idrico a volte veramente rilevanti, soprattutto in un periodo di grandi difficoltà economiche come quello che stiamo vivendo. Siamo ancora in attesa della risposta alla nostra interrogazione, ma è opportuno che la Regione inizi da subito a dire come intende intervenire sia per bonificare le aree coinvolte, sia per supportare i cittadini nello sforzo economico che sono di fatto obbligati a compiere, senza alcuna responsabilità per la situazione che si è venuta a creare". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale Idv, interviene in seguito all'incontro con i cittadini di Riosecco sulla problematica relativa all'inquinamento dei pozzi nel comune di Città di Castello.
"L'inquinamento da trielina e derivati sta assumendo dimensioni rilevanti nel Comune di Città di Castello e già si parla di situazioni analoghe a quelle di Riosecco-Regnano anche per Trestina. Tuttavia il fenomeno si ripete in numerose aree della Regione ed è opportuno che l'esecutivo prenda atto di una situazione di emergenza che non può più essere ignorata. Cittadini che per decenni hanno potuto usufruire dell'acqua dei propri pozzi gratuitamente si sono ritrovati dall'oggi per domani con il divieto di utilizzarla sia per usi potabili che irrigui. Obbligati, di fatto, ad allacciarsi all'acquedotto comunale, pagando i relativi oneri. Per quanto ci riguarda chiediamo sia al Comune che alla Regione un intervento diretto e, in ogni caso, presenteremo un emendamento alla prossima manovra di Bilancio per consentire un fondo di solidarietà per le popolazioni colpite dall'inquinamento ambientale".

Perugia, 5 dicembre 2012
 

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