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Settembre 2006 Archives

CASTEL RIGONE NON HA BISOGNO DI ALTRO CEMENTO

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EDILIZIA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): CASTEL RIGONE NON HA BISOGNO DI ALTRO CEMENTO
I Verdi e civici presentano una interrogazione sull'ennesima lottizzazione invasiva del territorio e del paesaggio nella frazione di Passignano sul Trasimeno


"Sarebbe bene capire quale politica di tutela dell'ambiente e del paesaggio vuole l'Umbria per chiarire se si intende puntare sullo sviluppo sostenibile o su cementificazioni quanto meno discutibili. Il caso della lottizzazione "Poggio degli artisti" di Castel Rigone, così come altri casi sparsi in tutta la regione, è un segnale contraddittorio e pericoloso". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia la presentazione di una interrogazione agli assessori all'Ambiente e all'Urbanistica Lamberto Bottini e Carlo Liviantoni per chiarire la vicenda relativa alla lottizzazione di Passignano sul Trasimeno".
Nella frazione di Castel Rigone, dopo lottizzazioni discutibili degli anni passati,- spiega Dottoprni- si continua nella politica di cementificazione del territorio, si utilizzano tipologie edilizie estranee alla storia locale, si impoverisce il patrimonio arboreo e si piazza in mezzo a due siti di interesse comunitario (Sic) un agglomerato edilizio che oltretutto va a deturpare il paesaggio. In un'area abitata da circa 400 persone è stata approvata dal comune una edificazione di circa cinquanta unità abitative a schiera che va a stravolgere un assetto ambientale interessante e delicato. Castel Rigone è uno dei borghi più belli dell'Umbria ed ha potenzialità eccezionali di sviluppo dolce: turismo sostenibile, produzioni locali, agricoltura di qualità. Un'altra ferita inferta a quel territorio sarebbe difficilmente sopportabile, per questo è opportuno che la giunta regionale sia chiamata ad esplicitare le sue reali intenzioni".

Perugia,19 settembre 2006
COMMERCIO EQUO E SOLIDALE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): PRODOTTI EQUOSOLIDALI, TIPICI E BIOLOGICI ALLA RIAPERTURA DELLA BOUVETTE
"Bene la Camera dei Deputati. A gennaio anche alla buvette di Palazzo Cesaroni si potrà scegliere tra prodotti etici e prodotti convenzionali"


"Da Roma arriva una buona notizia. A partire da oggi alla buvette della Camera dei Deputati accanto agli alimenti tradizionali saranno venduti anche prodotti del commercio equo e solidale". A dare la notizia è il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini, che a luglio dell'anno scorso aveva avanzato una proposta analoga al presidente del Consiglio regionale Mauro Tippolotti ricevendo una risposta positiva e apprezzamento per l'iniziativa. In quell'occasione a presentare la richiesta erano intervenuti i commercianti dell'equo e solidale dell'Umbria ed ai rappresentanti dell'agricoltura biologica regionale.
"Presto - aggiunge Dottorini - anche la nostra regione avrà modo di dare il buon esempio valorizzando i prodotti del commercio equo e le produzioni biologiche e tipiche. Con la riorganizzazione della mensa, della buvette e della ristorazione regionale sarà possibile infatti mettere in cantiere un'iniziativa analoga a quella del Parlamento nazionale. Il commercio equo può contare ormai su una vasta gamma di prodotti di ottima qualità: dai dolci al caffè, dal cioccolato allo zucchero, alle bevande e persino alla frutta fresca. È bene ricordare - aggiunge l'esponente del Sole che ride - che quello del commercio equo è un mercato in espansione che coniuga la qualità dei prodotti con la giustizia nei rapporti di lavoro e che garantisce l'assenza di sfruttamento dei produttori del sud del mondo. Il modello del commercio equo e solidale cerca di ristabilire un giusto equilibrio nei rapporti economici fra pesi importatori e paesi produttori, mettendo al centro l'emancipazione delle comunità del sud del mondo. Dare agli utenti e ai consumatori la possibilità di scegliere tra prodotti etici e prodotti convenzionali è un obiettivo che non può essere eluso e fa piacere riscontrare oggi la disponibilità del presidente Tippolotti a sperimentare concretamente questa opportunità".

Perugia, 18 settembre 2006

AGRICOLTURA. QUEL PSR SEGRETO ED AMBIGUO

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AGRICOLTURA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): QUEL PSR SEGRETO ED AMBIGUO
"Puntare su agroenergia, biologico e tipico, evitando carrozzoni e finanziamenti discrezionali. Da difendere filiere virtuose e unicità dei prodotti"


"Passare dalle enunciazioni di principio ai fatti per evitare che dietro i buoni propositi si perpetui un modello di agricoltura fortemente sbilanciato verso colture obsolete e gestioni verticistiche a tutto svantaggio di chi ha colto nell'agroenergia e nell'agricoltura biologica, tipica e di qualità un'autentica opportunità di valorizzazione ambientale e produttiva. Continuare sulla strada dell'agricoltura convenzionale porterebbe a un errore di prospettiva che l'Umbria pagherebbe molto caro". E' quanto sostiene il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini che ricorda come a poche settimane dalla presentazione del nuovo Piano di sviluppo rurale e nonostante le ripetute richieste, "non è possibile neppure a un gruppo consiliare consultare documenti che dovrebbero avere la massima diffusione per poter essere approfonditi e discussi".
"Il nuovo Psr pare fare acqua da tutte le parti. Se le scelte vengono fatte unilateralmente dall'assessorato e senza una programmazione condivisa - spiega l'esponente del Sole che ride - è difficile pensare a pratiche innovative. Non c'è chiarezza su chi saranno i reali beneficiari dei contributi ed il nostro timore è che il flusso di risorse possa prendere la strada di qualche carrozzone regionale piuttosto che finire direttamente agli agricoltori, soprattutto ai piccoli. La cosa da evitare assolutamente è che prevalga un principio di discrezionalità che affiderebbe al solo assessorato tutta la partita dei contributi, lasciando gli agricoltori nell'impossibilità di programmare il proprio futuro. Tra l'altro occorre verificare che l'importante partita delle produzioni energetiche veda gli agricoltori, e non l'industria, protagonisti della filiera, premiando le produzioni biologiche e rispettose dell'ambiente. In una regione come l'Umbria è impensabile che la competitività di un'azienda agricola possa essere valutata solo in base alla quantità delle produzioni o alla pratica della monocoltura. E' sull'unicità del nostro territorio e sui prodotti che esso ci può offrire che devono concentrarsi le politiche a favore di chi coltiva la terra. Solo difendendo, anche attraverso scelte coraggiose, le produzioni di qualità, le filiere virtuose e i metodi compatibili con l'ambiente l'Umbria troverà una risposta a una crisi che è giunto il momento di affrontare seriamente, lasciando da parte paure e interessi corporativi".
Per il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali "sarebbe opportuno che la Regione si aprisse ad una vera discussione e concertazione con tutti i soggetti interessati, a partire dalle associazioni delle produzioni biologiche e dai sindacati di categoria. Non è un caso che, oltre alla stroncatura della Cgil, le critiche più pesanti al Psr siano arrivate proprio da Aiab, associazione che in Umbria raccoglie centinaia di agricoltori ed allevatori biologici, regolarmente esclusa dal Tavolo generale di discussione, nonostante il Documento annuale di programmazione 2006 fissi esplicitamente la necessità di coinvolgimento di tutte le organizzazioni degli agricoltori. Eppure l'agricoltura biologica è un modello sostenibile che apporta benefici economici, sociali ed ambientali e che incide positivamente su tutti gli obiettivi posti dall'Ue".

Perugia, 11 Settembre 2006
INFRASTRUTTURE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): QUELLO DI BERLUSCONI E' STATO IL GOVERNO PIU' CIARLIERO DELLA STORIA REPUBBLICANA
"Invito il centrodestra a un po' più di pudore: il vostro governo ha venduto per progetti quelle che erano solo chiacchiere"


"Gli esponenti del centrodestra umbro dovrebbero avere un po' più di pudore quando parlano di infrastrutture e grandi opere: quello di Berlusconi è stato in assoluto il governo più ciarliero della storia repubblicana, mettendo in cantiere opere buone solo per la propaganda e senza il becco di un quattrino". Il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini commenta così la presa di posizione degli esponenti dell'opposizione regionale che lamentano la scarsa attenzione dell'attuale governo riguardo alla politica delle infrastrutture.
"E' bene ricordare - aggiunge l'esponente del Sole che ride - che, come hanno ben spiegato i ministri Di Pietro e Bersani, durante il quinquennio berlusconiano sono state deliberate opere per oltre 130 miliardi di euro con una copertura finanziaria praticamente inesistente e che sotto il governo di centro-destra sono state concepite le opere più devastanti per la nostra regione, a iniziare dal folle progetto di trasformazione autostradale della E45 e dalla devastante Statale 77. L'Associazione dei costruttori ci spiega che degli oltre 250 interventi programmati, il cui costo è lievitato nel frattempo da 126 a 264 miliardi di euro, solo 60 cantieri sono partiti e di questi appena la metà ha avuto un finanziamento. Una vergogna nazionale che persino la Corte dei conti ha sanzionato, sottolineando anche la alta predisposizione a manipolazioni.
A farne le spese sono oggi le opere utili e innovative per l'Umbria, come l'ampliamento della nostra rete ferroviaria, la manutenzione delle arterie esistenti, la messa in sicurezza e ammodernamento delle grandi vie di comunicazione, le autostrade informatiche e la mobilità sostenibile. Pensare di risolvere i problemi infrastrutturali del paese puntando su un elenco sterminato di grandi opere al solo scopo propagandistico, senza un ordine di priorità e fuori da una credibile strategia di politica dei trasporti, è stato quanto di più imprudente e demagogico si potesse immaginare. Oggi al governo dell'Unione non resta che fare appello al rigore per tentare di rimediare alle illusioni a buon mercato della destra berlusconiana".

Perugia, 7 settembre 2006
 

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