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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Luglio 2011 Archives

"A marzo avevamo avvertito sul rischio chiusura di Villa Montesca. Ora Bacchetta tenta di chiudere la stalla quando i buoi sono usciti"



"Le lamentele sulla cancellazione dei corsi universitari di Villa Montesca assomigliano alle lacrime del coccodrillo. Il sindaco Bacchetta tenta di chiudere la stalla quando i buoi sono usciti. La latitanza del Comune in questa vicenda conferma una decadenza che pare non avere fine". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la scelta del Comune di Città di Castello di cedere i corsi universitari di Villa Montesca.
"Attendere che l'Università scippi i corsi di Infermieristica e di Prevenzione ambientale e poi cercare la solidarietà delle istituzioni - continua Dottorini - è un'operazione di scaltrezza che nessuno riesce ad apprezzare. Sono mesi che abbiamo lanciato l'allarme, raccogliendo le preoccupazioni di operatori, studenti e mondo della cultura, ma abbiamo ricevuto da Bacchetta solo false rassicurazioni e promesse formali di impegno. Sindaci di altre città umbre si sono incatenati, hanno manifestato e protestato pubblicamente, ma da Città di Castello e' giunto ancora una volta solo un silenzio accondiscendente, evidentemente preoccupato più delle sorti di Cepu che dell'università' pubblica".
"Adesso rimane ben poco da fare - conclude l'esponente Idv -, se non evidenziare che Città di Castello e' l'unica città dell'Umbria a cedere i propri corsi universitari, mentre Foligno, Perugia, Terni e le altre realtà territoriali mantengono la situazione inalterata".

Città di Castello, 21 luglio 2011
"Figure fondamentali per il rispetto della democrazia, fortemente richieste dall'associazionismo. Entro settembre portare in aula le proposte di candidatura"



"Occorre subito procedere con le nomine del Garante per i diritti dei detenuti, dell'infanzia e del difensore civico. Sono figure previste dalla Regione Umbria a cui sono attribuite funzioni essenziali: la tutela dei diritti della persona, siano essi detenuti in carcere, minori o semplici cittadini". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, interviene sulla nomina da parte del Consiglio regionale di tre figure fondamentali a tutela dei cittadini chiedendo che l'elezione venga messa all'ordine del giorno entro settembre.
"Il Consiglio regionale - ricorda Dottorini - ha già ridotto le indennità di queste importanti figure di garanzia, portandole ai livelli più' bassi d'Italia. Adesso non possiamo perdere ulteriore tempo. Siamo convinti che il Garante per i diritti dei detenuti, così come richiesto da Cnca e dal Forum regionale per i diritti alla salute dei detenuti, possa contribuire a garantire i diritti delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, segnalando tutti quei casi di disagio e  rischio sovraffollamento che possono avvenire nelle carceri umbre. È bene infatti ricordare che l'Umbria ha quattro istituti penitenziari, di cui due super carceri dove sono in vigore le norme del 41bis e dove le condizioni di vita e sanitarie per i detenuti sono quanto mai precarie. È di questi giorni la notizia del caso di meningite verificatosi nel carcere di Capanne con il trasferimento del detenuto all'ospedale di Firenze.
"È necessaria poi - aggiunge Dottorini - anche la nomina del garante per l'infanzia che ha il delicato compito di assicurare l'attuazione dei diritti e degli interessi individuali e collettivi delle bambine, dei bambini e degli adolescenti al fine di favorire lo sviluppo di tutti gli aspetti della loro personalità, stimolando la rimozione di ogni tipo di disuguaglianza. Infine il difensore civico è uno strumento essenziale per garantire un buon livello di democrazia regionale e di lotta alla burocrazia che sempre più imperversa negli enti pubblici".

Perugia, 18 luglio 2011
"Veneto al 65 per cento, l'Umbria ferma al 3,3 per cento di comuni che superano il 60 per cento di raccolta differenziata. Media italiana al 13,4, Umbria all'1,28"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): LEGAMBIENTE PREMIA I COMUNI RICICLONI, MA L'UMBRIA NON C'E', NECESSARIA INVERSIONE DI ROTTA

"La classifica dei comuni ricicloni di Legambiente ci inchioda tra le ultime posizioni in Italia. Non è una novità, ma colloca il nostro dato su un contesto nazionale e deve indurci a una inversione di rotta. Magari prendendo esempio dalle regioni più avanzate e iniziando a mettere in atto una seria politica di riduzione, riuso e raccolta differenziata, con investimenti adeguati e con la creazione delle filiere del recupero". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta gli sconfortanti numeri che emergono dal dossier di Legambiente sui Comuni ricicloni 2011 che certificano nero su bianco il fallimento delle politiche finora attuate sulla raccolta differenziata dei rifiuti in Umbria.
"A essere presi in esame - spiega Dottorini - sono i comuni che nel 2010 hanno raggiunto almeno il 60 per cento di raccolta differenziata. Raffrontare il 3,3 per cento dell'Umbria con il 65,6 per cento del Veneto o il 34,2 del Friuli o il 28,3 del Trentino è veramente imbarazzante. Persino la Campania, dove Salerno raggiunge il 70 per cento ed Avellino il 64,6, riesce col suo 10,9 per cento regionale a distanziarci alla grande. Occorre scorrere molte pagine prima di trovare un comune dell'Umbria che si piazzi su posizioni significative. Non si riscontrano tracce di città umbre né fra i capoluoghi di provincia, né fra le città sopra i 15mila abitanti. A tenere alta la bandiera della nostra regione vi sono soltanto Piegaro, Tuoro e Giano dell'Umbria. Fanno meglio di noi il Veneto, il Friuli, il Trentino Alto Adige, la Lombardia, il Piemonte, la Campania, la Sardegna, le Marche, l'Emilia Romagna e l'Abruzzo. Il dossier di Legambiente ci dice anche che su scala nazionale sono stati 1290 i comuni italiani che hanno superato il 60 percento di raccolta differenziata, pari al 13,4 per cento della popolazione italiana totale. In Umbria i tre comuni che hanno superato la soglia del 60 per cento rappresentano l'1,28 per cento della popolazione regionale. Il dato si commenta da solo".
"Alla luce di questi dati, che smentiscono in pieno i proclami di chi afferma che in Umbria si sta facendo il massimo - aggiunge Dottorini - registriamo con grande favore le parole della Presidente Marini che anche nell'ultimo Consiglio regionale ha assicurato un impegno straordinario per far decollare la raccolta differenziata, ma non si capisce perché in fase di approvazione del bilancio regionale, non sia stato approvato l'emendamento proposto dall'Italia dei Valori che prevedeva uno stanziamento straordinario per fare decollare la raccolta differenziata, mentre si è modificato il Piano dei rifiuti per accelerare sull'inceneritore. Occorre attivare immediatamente il passaggio da tassa a tariffa e applicare il meccanismo delle premialità e sanzioni per i comuni che non raggiungono gli obiettivi fissati ed è necessario soprattutto sperimentare e collaudare sistemi di porta a porta spinto sul modello di quello che hanno portato il comune di Salerno a consolidare negli anni un primato invidiabile. I dati forniti da Legambiente - conclude Dottorini - ci mostrano un'Italia che procede a due velocità e l'Umbria si colloca purtroppo tra quelle più lente. Il dato eclatante del Veneto certifica al contrario che sistemi di gestione sul modello Vedelago sono la ricetta migliore per far fronte alla situazione. Oggi non possiamo fare a meno di sottolineare che se l'Umbria avesse recepito fin dall'inizio le nostre proposte, che hanno sempre fatto riferimento a quei modelli, forse parleremmo meno di inceneritori e saremmo anche noi a commentare i risultati di una regione virtuosa". 

Perugia, 15 luglio 2011

"Ma il comune di Perugia premia Anonielli confermandolo per la terza volta alla guida di Gesenu. L'assessore Pesaresi si arrampica sugli specchi"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV) RISPONDE A PESARESI (PD): DATI REGIONE E ARPA CERTIFICANO FLOP RACCOLTA DIFFERENZIATA A PERUGIA

"Forse l'assessore Pesaresi ha sbagliato riga nel leggere le tabelle relative alla raccolta differenziata. Infatti Perugia, come dimostrano i dati forniti da Regione e Arpa che alleghiamo in calce, passa dal 32,6 per cento di raccolta differenziata del 2009 a un 35,4 per cento del 2010. E' un dato disastroso, soprattutto se rapportato a quanto previsto dal Piano regionale dei rifiuti che per il 2010 fissava al 50 per cento il livello di raccolta differenziata che Perugia e gli altri comuni avrebbero dovuto raggiungere. I dati storici inchiodano Perugia a una risibile crescita media dell'1,5 annuo. Il resto sono chiacchiere e le chiacchiere, com'è noto, stanno a zero". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, risponde alle affermazioni "avventate" dell'assessore all'Ambiente del comune di Perugia, Lorena Pesaresi.
"Nella sua avventurosa arrampicata sugli specchi - aggiunge Dottorini - l'assessore Pesaresi è costretta a difendere l'indifendibile e a sparare cifre che non trovano riscontri in alcun dato consultabile e verificabile. Per parte nostra vorremmo tranquillizzarla: sui rifiuti noi non scherziamo affatto. E proprio per questo diciamo che Perugia e l'Umbria rischiano l'emergenza se non si punta con decisione sulla raccolta differenziata. Questo significa investimenti, sanzioni ai comuni inadempienti, creazione delle filiere del recupero, passaggio da tassa a tariffa per far pagare alle famiglie solo l'indifferenziato che producono. Non sono idee astruse, sono i contenuti del Piano dei rifiuti, nei confronti del quale il comune di Perugia è in molti punti inadempiente, almeno stando ai dati.  Nonostante questo, ci risulta che l'Amministrazione comunale abbia premiato recentemente il presidente di Gesenu, Graziano Antonielli, tra l'altro esponente del Pd, confermandolo per la terza volta e non senza forzature alla guida della società di gestione. I motivi sfuggono ai più: magari saranno state le sue continue dichiarazioni d'amore verso gli impianti di smaltimento ultimi, meglio se inceneritori. Certo non per le elevate performance di Gesenu nel raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata, perché quelle non esistono". 
"La verità - aggiunge Dottorini - è che la lentezza e la scarsa convinzione dell'assessorato regionale all'Ambiente rischiano di compromettere irrimediabilmente le previsioni del Piano dei rifiuti. In quest'ottica il blocco della differenziata potrebbe essere funzionale a un disegno che punta a portare in emergenza Perugia e l'intera Umbria, proprio per accelerare l'ampliamento delle discariche e la realizzazione del tanto invocato inceneritore. Il nostro invito è quello di distogliere l'attenzione dall'unico chiodo fisso che ha animato fino ad oggi le politiche regionali, quello della termovalorizzazione, per applicare il Piano dei rifiuti nella sua interezza e non a pezzi, dando impulso soltanto alla parte più arretrata della gestione integrata. E' evidente infatti  - conclude Dottorini - che con questi dati sarebbe assurdo pensare alla chiusura del ciclo e alla realizzazione di impianti di smaltimento ultimo dei rifiuti, mentre occorre intervenire quanto prima con politiche concrete ed efficaci, investendo su metodi di differenziazione spinta, magari basandosi su sistemi meccanico-biologici già funzionanti in altre regioni e separando chi gestisce la raccolta differenziata da chi gestisce gli impianti di smaltimento ultimi".

Perugia, 13 luglio 2011

Scarica le tabelle sulla raccolta differenziata:

"Un secco no al progetto della cava di Resina. Necessario dare seguito con convinzione ai proclami sulla green-economy"

CAVE. DOTTORINI E MINELLI (IDV): SITUAZIONE INTOLLERABILE, FONDATE LE PREOCCUPAZIONI DEI CITTADINI. AUMENTARE SUBITO I CANONI

"L'indagine del Corpo forestale evidenzia una situazione non più tollerabile e dimostra inequivocabilmente la fondatezza delle preoccupazioni dei cittadini umbri in merito alla nascita di nuove cave. A essere messo sotto accusa è un sistema di gestione e controllo delle attività estrattive che evidenzia l'anomalia umbra in un settore che negli anni ha puntato sulla vendita fuori regione degli inerti e su una scarsa attenzione da parte della politica. Il quadro che ne è esce è poco rassicurante e ci spinge a intervenire con rigore, iniziando a innalzare i canoni delle concessioni minerarie, in Umbria tra i più bassi d'Italia". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Matteo Minelli, responsabile dei Giovani Idv, commentano l'operazione di stamani del Corpo forestale dello Stato che ha scoperto 33 illeciti amministrativi riguardanti il settore estrattivo, con 11 denunciati e 158mila euro di sanzioni.
"In questo quadro - affermano Dottorini e Minelli - è significativo che amministrazioni come quella di Perugia assecondino richieste per l'attivazione di nuove cave. Il caso di Resina  è emblematico e testimonia una significativa subalternità della politica verso interessi che mal si conciliano con lo sviluppo del territorio e la sua tutela ambientale". 
"Lo sfruttamento intensivo del territorio, specie quando avviene in sfregio alle normative, rappresenta una ferita profonda al patrimonio ambientale e paesaggistico della nostra regione. Clamoroso il caso della cava in costruzione a pochi metri dalle sponde del fiume Sordo, a Serravalle di Norcia, un posto di altissimo pregio ambientale, già oggetto di una nostra interrogazione. L'Umbria - continuano Dottorini e Minelli - non può permettersi di puntare su cave, estrazioni e sfruttamento intensivo del territorio, a maggior ragione quando le forze dell'ordine paventano per prime l'alto rischio di contaminazioni illegali in questo settore. Piuttosto sarebbe bene affrontare definitivamente il problema delle risibili concessioni e della modalità di ripristino dei siti dismessi che negli anni hanno lasciato ferite insanabili sul territorio regionale. Per quanto ci riguarda siamo pronti a intraprendere qualunque azione si renda necessaria per impedire nuovi sfruttamenti di terreno regionale, a partire dal folle progetto di una nuova cava nella località di Resina".
"Occorre - concludono Dottorini e Minelli - dare seguito con convinzione ai proclami sulla green-economy e indirizzarsi verso una coerente politica di sviluppo sostenibile, duraturo e non imitabile che sia in grado di valorizzare le qualità del territorio attraverso la riqualificazione dell'agricoltura, del turismo e la tutela delle risorse idriche".

Perugia, 13 luglio 2011

Dottorini e Brutti soddisfatti per la nuova legge: "Finalmente la politica fa un passo indietro"

DIRETTORI SANITARI, PASSA LA LINEA RIFORMATRICE DELL'IDV

"E' una legge che porta maggiore trasparenza e rigore all'interno delle nostre Asl, inserendo principi meritocratici e innovativi. Dovendo fare i conti con una normativa nazionale a dir poco antiquate era difficile fare di più". I consiglieri dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini e Paolo Brutti, eprimono soddisfazione per l'esito del Consiglio regionale che ha accolto in larga parte le loro sollecitazioni sulla nomina dei direttori sanitari. "Fissato il termine ragionevole dei dieci anni come massima durata dell'incarico, la normativa appena approvata sottopone i direttori a processi di valutazione, ne limita alcune insidiose discrezionalità e soprattutto ne consente la rimozione qualora le circostanze lo richiedano. Il caso Sanitopoli - proseguono Dottorini e Brutti - ha fatto emergere l'inadeguatezza del vecchio sistema. Questa nuova legge, con la previsione di mandati brevi e reversibili, ostacola fortemente il consolidarsi di centri di potere e il malcostume sulla salute delle persone e rappresenta un primo passo indietro della vecchia politica nella gestione della salute pubblica. Sono questi i provvedimenti che vorremmo vedere discussi e approvati in aula, laddove si legge un effettivo cambio di passo e una spinta decisa ai comportamenti virtuosi della pubblica amministrazione", concludono i due esponenti Idv.

"I 298 posti saranno ripartiti tra Foligno, Perugia e Terni, escludendo Città di Castello. Penalizzata ancora una volta la città, senza alcun beneficio economico"

INFERMIERISTICA. DOTTORINI (IDV): L'UNIVERSITÀ CHIUDE I CORSI DI VILLA MONTESCA, È L'UNICO CASO IN TUTTA LA REGIONE

"Dalla pubblicazione ufficiale dei bandi per la formazione delle professioni sanitrarie non mediche risulta ufficialmente che il primo anno di corso per infermieri di Villa Montesca non sarà attivato. Si tratta di un atto grave che penalizza ancora una volta il nostro territorio: un altro pezzo di città e di potenzialità economiche che vengono smantellate, senza che il Comune abbia fatto nulla per impedirlo. L'aggravante sta nel fatto che questo trattamento è stato riservato solo a Città di Castello, mentre le città di Assisi, Foligno e Narni hanno salvato i propri corsi". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e già presentatore di un'interogazione in proposito che non ha mai ottenuto risposta, commenta l'uscita dei bandi per la formazione delle professioni sanitarie non mediche che vede esclusa la sede di Villa Montesca.
"Evidentemente l'Università, dovendo tagliare da qualche parte, è intervenuta dove ha trovato il morbido. E in questo - continua Dottorini - l'amministrazione Bacchetta si è dimostrata morbidissima. Pertanto nel Piano dell'offerta formativa universitaria dell'Umbria non viene tagliato nulla, se non i corsi universitari di Città di Castello. In questo quadro anche il corso di Tecnici per la prevenzione ambientale, che aveva come unica sede formativa quella di Città di Castello, viene sospeso senza che si abbia alcuna garanzia che, qualora dovesse ripartire, lo faccia dalla stessa sede. Eppure si tratta di due corsi di alta qualità che vantano indici di occupazione pertinente post-laurea tra i più alti in Italia, nonostante il comune di Città di Castello non abbia mai fatto nulla per agevolare gli studenti nella mobilità e nei servizi. Ci risulta tra l'altro che dei quattro corsi di laurea decentrati attivi in Umbria, quello di Città di Castello era il meno oneroso dal momento che non aveva sede amministrativa e per il fatto che la metà dei docenti è stata fornita dall'Asl di Città di Castello che ha messo a disposizione anche due dipendenti. Chiudere la sede di Città di Castello quindi non ha come risultato alcun risparmio netto - continua l'esponente dell'Italia dei Valori - in quanto il corso si autofinanziava in parte con le tasse che pagano gli studenti e in parte con un contributo regionale. Il fatto che ora gli studenti si sposteranno su Perugia non produrrà quindi alcuna economia, dal momento che dovranno necessariamente aumentare anche i docenti. Pertanto la scelta di chiudere Villa Montesca sembra dettata più da motivi di immagine che dalla reale volontà di ridurre i costi".
"I 298 posti - conclude Dottorini - saranno ripartiti tra Foligno, Perugia e Terni rappresentano solamente un altro pezzo di città che si perde grazie all'accondiscendenza di un'amministrazione comunale piegata alle direttive che giungono da Perugia".

Perugia, 11 luglio 2011
Differenziata ferma al 32,9 per cento (+1,5). "Di questo passo obiettivi del Piano raggiunti tra oltre vent'anni. Con questi dati assurdo pensare al termovalorizzatore"
 
RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): PRODUZIONE DEI RIFIUTI IN AUMENTO, FLOP RACCOLTA DIFFERENZIATA: E' IL FALLIMENTO DEL PIANO DEI RIFIUTI

"I dati sulla raccolta differenziata certificano il fallimento delle politiche di gestione dei rifiuti in Umbria. Di questo passo la nostra regione si avvia verso una situazione di emergenza difficilmente recuperabile. Sarebbe opportuno che l'assessore all'Ambiente venisse in Consiglio e spiegarci i motivi di questa pessima performance e della mancata applicazione del Piano regionale dei rifiuti". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta i primi dati relativi alla raccolta differenziata e alla produzione di rifiuti per l'anno 2010 in Umbria.
"Lo scorso anno, rispetto al 2009, la nostra Regione ha registrato un aumento di produzione di 10mila tonnellate di rifiuti, pari a circa 10 chilogrammi in più per abitante, mentre il Piano regionale aveva l'obiettivo di mantenere inalterata la quantità di rifiuti prodotti - ricorda Dottorini -. Ma il vero fallimento è quello relativo alla raccolta differenziata. Andando a scorrere i dati, infatti, troviamo solo un modestissimo 1,5 per cento in più di rifiuti differenziati rispetto al 2009. Riteniamo questa situazione grave e preoccupante dal momento che tutti e quattro gli Ati sono ampiamente al di sotto degli obiettivi del Piano che per il 2010 prevedeva il raggiungimento del 50 per cento di raccolta differenziata".
"Sono dati sconfortanti - commenta Dottorini - che certificano l'inefficacia delle politiche messe in campo dalla Regione e mettono in evidenza la volontà di non attuare il Piano dei rifiuti nella sua interezza, ma solo nella parte che riguarda l'incenerimento. E' ormai evidente infatti che l'impegno dell'assessorato all'Ambiente è rivolto quasi esclusivamente alla chiusura del ciclo e all'accelerazione sull'impianto di smaltimento ultimo. In quest'ottica il blocco della raccolta differenziata potrebbe essere funzionale a un disegno che punta a portare in emergenza l'Umbria proprio per accelerare l'ampliamento delle discariche e la realizzazione del tanto invocato inceneritore".
"Nel dettaglio possiamo vedere come, a fronte di piccoli e medi comuni particolarmente virtuosi, le principali realtà urbane rimangono al palo. Solo per fare qualche esempio Perugia, che nel corso del 2010 ha attivato il servizio di raccolta porta a porta, si ferma al 35,4 per cento con un incremento del 2,8 per cento rispetto al 2009, mentre Terni addirittura peggiora la propria prestazione attestandosi al 32,2 per cento (-1.6 per cento) e Foligno non va oltre il 30,6 per cento. Ma è l'Umbria nel suo complesso a segnare il passo: i comuni dell'Ati1 fanno segnare un aumento dell'1,9 per cento, quelli dell'Ati2 del 2,4 per cento e quelli dell'Ati3 del 2,3 per cento, mentre addirittura nell'Ati4 si registra un calo della raccolta differenziata pari allo 0,7 per cento".
"Il 2010 doveva essere l'anno della svolta e invece certifica, in maniera brutale, la mancata attuazione al Piano dei rifiuti - commenta il Presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali -. Di questo passo l'obiettivo del 65 per cento di raccolta differenziata, previsto per il 2012, non verrà raggiunto neppure tra vent'anni. Per quanto ci riguarda, continuiamo a sostenere che il Piano dei rifiuti non può essere applicato a pezzi, dando impulso soltanto alla parte più arretrata della gestione integrata. E' evidente infatti che con questi dati sarebbe assurdo pensare alla chiusura del ciclo e alla realizzazione di impianti di smaltimento ultimo dei rifiuti, mentre occorre intervenire quanto prima con politiche concrete ed efficaci, investendo su metodi di differenziazione spinta, magari basandosi su sistemi meccanico-biologici già funzionanti in altre regioni".
 
Perugia, 8 luglio 2011
"Se ha delle proposte costruttive, le avanzi. Se vuole la rissa, rivolga altrove le sue bizzarre affermazioni"

BUFALINI. DOTTORINI (IDV): INVITO BACCHETTA A MAGGIORE SOBRIETA' E A NON NASCONDERE LE SUE INCAPACITA' AMMINISTRATIVE

"Invito sommessamente il sindaco Bacchetta a maggiore sobrietà istituzionale. La carica che ricopre dovrebbe suggerirgli capacità di affrontare e risolvere i problemi, non di giocare allo scaricabarile. Se ha qualcosa da proporre per Città di Castello, lo incontreremo con autentica disponibilità. Se vuole coinvolgerci in una rissa tesa a camuffare le sue incapacità amministrative, lo invitiamo a rivolgere altrove le sue bizzarre esternazioni". Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, commenta con queste parole le "stravaganti affermazioni" del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta.
"Conosciamo le difficoltà di Bacchetta a rispondere alle tante richieste che giungono all'indomani della sua elezione, così come non ci stupisce la sua incapacità di affrontare i problemi senza subalternità rispetto alle politiche regionali. Del resto - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - il capitolo formazione è indubbiamente una delle tante inadempienze che caratterizzano la sua pluriennale gestione amministrativa. Tuttavia, se intende unirsi a noi nella battaglia per non cedere i corsi di Villa Montesca o per non svendere l'ex Ospedale al nuovo sostenitore della giunta Polidori, sarà il benvenuto. Quanto alla Scuola Bufalini, ci pare che abbia già perduto l'occasione per intervenire concretamente e proficuamente. In ogni caso, che ci sia questo incontro o meno, noi ci impegneremo con tutte le nostre energie per trovare una soluzione che salvaguardi la dignità del Centro Bufalini".

Perugia, 7 luglio 2011
"Troppi dubbi e pareri discordanti sulla innocuità di prodotti come il Glifosate nei confronti di cittadini e ambiente. Tutelare le falde acquifere è più importante del risparmio economico"

AMBIENTE. DOTTORINI (IDV): ABBANDONARE USO DISERBANTI CHIMICI E RIPRISTINARE GLI SFALCI MECCANICI PER MANUTENZIONE BANCHINE STRADALI

"Usare diserbanti quando non si è sicuri al cento per cento di non arrecare danni alla salute dei cittadini e all'ambiente è un gesto sconsiderato. Sarebbe opportuno interrompere questa pratica o per lo meno fornire in maniera chiara e indiscutibile le necessarie rassicurazioni sulla innocuità dei prodotti usati. Tutelare le falde acquifere e la bellezza del paesaggio della nostra regione è più importante che risparmiare qualche euro per lo sfalcio meccanico". Con queste parole il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta le numerose segnalazioni di cittadini che denunciano un uso indiscriminato di diserbanti chimici per liberare le banchine stradali e le aiuole pubbliche dalle erbe infestanti.
"Ci risulta - continua Dottorini - che vi siano pareri discordanti sulla sicurezza dei diserbanti chimici. Ad esempio su sostanze come il Glifosate, prodotto dalla multinazionale Monsanto, mentre Anas sostiene l'innocuità per la salute umana, vi sono autorevoli pareri che mettono in guardia dalla possibilità che nella fase di degradazione si generino sostanze cancerogene. Inoltre è elevato il rischio che tali sostanze raggiungano la popolazione in quanto il diserbante rilasciato ai bordi delle strade va a mescolarsi con le acque che defluiscono dall'asfalto verso le cunette e attraverso queste può arrivare alle falde acquifere. Si tratta di una pratica pericolosa che purtroppo è utilizzata in molte zone d'Italia, suscitando ovunque perplessità e proteste da parte dei cittadini più responsabili".
"Il principio di precauzione - conclude il capogruppo Idv - vorrebbe che si evitassero pratiche sulle quali ci sono dubbi rispetto all'impatto sulla salute. Per questo ritengo che, in attesa di ulteriori rassicurazioni più convincenti di quelle finora fornite e dettate dalla stessa multinazionale che vende il prodotto, sarebbe meglio abbandonare immediatamente la chimica e tornare agli sfalci meccanici".
 
Perugia, 7 luglio 2011

 

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