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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Settembre 2005 Archives

Verdi Civici Umbria news

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E' on-line il primo numero di "Verdi Civici Umbria news". Consultalo direttamente dal sito web. E' richiesto Adobe Acrobat Reader. Se invece lo vuoi ricevere gratis a casa tua inviaci un email con il tuo indirizzo a

 


NO ALL'INCENERITORE

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PIETRAMELINA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): NO ALL'INCENERITORE, RIVEDERE UN PIANO DEI RIFIUTI NATO GIA' VECCHIO
"Amministrazioni locali si assumano responsabilità. Con la raccolta differenziata più ambiente e più posti di lavoro per il territorio"

"Siamo molto preoccupati per la piega che sta prendendo la vicenda dell'inceneritore di Pietramelina. E' bene chiarire da subito che l'incenerimento non è la risposta alla gestione dei rifiuti e che occorre avere il coraggio di modificare di un Piano regionale dei rifiuti nato già vecchio. I tempi sono maturi e anche la sensibilità dei cittadini, come dimostrano le mobilitazioni in corso". A prendere posizione sulla vicenda del ventilato progetto per la termovalorizzazione dei rifiuti a Pietramelina è il capogruppo dei Verdi e civici dell'Umbria e presidente della prima commissione a palazzo Cesaroni Oliviero Dottorini che ricorda come "quella popolazione ha già pagato abbastanza in termini di impatto ambientale, ospitando una discarica gestita in modo a dir poco discutibile con pesanti danni al territorio".
"Siamo contenti che gli amministratori locali inizino a prendere posizione sulla questione - aggiunge l'esponente del Sole che ride - anche se sarebbe stato opportuno intervenire direttamente al momento della formazione del Piano regionale quando la termovalorizzazione, con tutto ciò che comporta dal punto di vista ambientale ed economico, veniva prevista come una delle soluzioni da perseguire per lo smaltimento dei rifiuti. Al punto in cui siamo sarebbe rischioso giocare a passarci il cerino acceso.
Occorre piuttosto fare squadra e rivedere un Piano regionale dei rifiuti già datato. La strada da seguire invece è quella della raccolta differenziata, attuata "porta a porta". Questa è l'unica soluzione per ora in grado di garantire rispetto dell'ambiente e della salute dei cittadini assieme a un ritorno concreto in termini economici ed occupazionali. Non si capisce perché una regione di centrosinistra dovrebbe seguire le politiche dissennate del governo Berlusconi che, maglia nera in Europa, ha addirittura inserito l'energia prodotta dalla combustione dei rifiuti tra le energie rinnovabili, creando un vero e proprio business attorno all'incenerimento. Attraverso una raccolta "porta a porta" attuata con serietà e convinzione potremmo risparmiarci impianti costosissimi e convenienti solo per i gestori, puntando invece a creare una vera filiera per il riciclo di materiali che possono significare per l'Umbria posti di lavoro e nuove attività imprenditoriali. Bruciare i rifiuti significherebbe condannare la raccolta differenziata a elemento accessorio, dal momento che il funzionamento di un termovalorizzatore deve avvenire a regime costante di flusso di rifiuto. E' vero, si ridurrebbe la quantità complessiva di materiali in discarica, ma le ceneri, gli inerti e i carboni attivi usati per l'abbattimento degli inquinanti gassosi presenterebbero comunque gravi problemi di smaltimento, essendo questi "rifiuti speciali" che necessiteranno quindi di discariche "speciali". Le problematiche si complicano se poi si passa a parlare delle potenziali emissioni nocive di gas. Gli obbiettivi prioritari devono essere pertanto la diminuzione del flusso dei rifiuti e il loro riciclo, come previsto dalla direttiva Cee 91/156, che pone solo in subordine a queste, lo smaltimento in sicurezza".
"Tentativi di innescare meccanismi virtuosi - spiega Dottorini - esistono anche in Umbria. Basta riflettere sull'esperimento che si sta attuando a Bettona dove ai cittadini vengono erogati 15 euro ogni 200 chili di rifiuti separati. A fronte di questo, mentre in tutta Italia ci si batte contro gli inceneritori e nelle zone più avanzate si toccano punte dell'80 per cento di riciclo, sarebbe un grave errore seguire e applicare le politiche berlusconiane, senza avvertire il bisogno di rivedere il Piano regionale dei rifiuti. Per questo occorre mettere mano a politiche che salvaguardino l'ambiente e la salute dei cittadini, ponendole al di sopra degli (enormi) interessi economici coinvolti".

Perugia, 8 settembre 2005


Software libero...

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Tutta l'Umbria unita per dire no alle multinazionali del software e festeggiare insieme la giornata mondiale del software libero il 10 settembre

È stata presentata dal Capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini una proposta di legge riguardante l'adozione e la promozione a livello regionale di software libero e di formati di dati aperti.
"La proposta di legge ruota attorno al concetto di pluralismo informatico e di libero scambio di documenti - afferma il Presidente della prima commissione Dottorini -, è inconcepibile che per poter visionare ad esempio alcuni bandi della stessa Regione Umbria si debba necessariamente avere installato sul proprio personal computer programmi costosi di aziende che si muovono in un regime di monopolio e che, proprio per questi motivi, sono state pesantemente multate dalla Ue. L'Umbria può dare il proprio contributo concreto alla libertà informatica e contro la brevettazione dei software, cercando di contrastare monopoli che avvelenano il mercato e la creatività".
Nell'illustrare le linee generali del disegno di legge (il primo presentato su questa materia in Regione), l'esponente del Sole che ride spiega che il testo "se approvato senza stravolgimenti, porterà l'Umbria al passo con le regioni e le province all'avanguardia nel settore. Una delle finalità di questo provvedimento è anche quella di informare i giovani delle potenzialità che il software libero e gli standard aperti possono garantire, riuscendo a raggiungerli direttamente nelle scuole, nei laboratori didattici e magari, perché no, nell'ambito dei corsi di formazione per gli stessi insegnanti finanziati dalla Regione. Sabato prossimo sarà la giornata mondiale del software libero - ricorda Dottorini - e noi Verdi e civici ci uniremo ai milioni di utenti che celebreranno l'evento e vogliamo dire alle associazioni umbre che d'ora in avanti avranno un nuovo alleato nella loro battaglia contro le multinazionali del software".

Perugia, 6 settembre 2005

SULLA PIASTRA LOGISTICA...

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LA PIASTRA LOGISTICA DELL'ALTO TEVERE POTREBBE RIVELARSI UNA CATTEDRALE NEL DESERTO

E' arrivato il momento di analizzare il progetto della piastra logistica dell'Altotevere, assieme a tutti i soggetti coinvolti.
Dobbiamo prendere in esame scopi, funzionalità, ampiezza e compatibilità dell'interporto, che costerà oltre 16 milioni di euro, per scongiurare il rischio che l'opera si trasformi in una cattedrale nel deserto".
A proporlo è Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, e presidente della prima Commissione consiliare che aggiunge: "Ci risulta che la piastra logistica da realizzare a cavallo dei comuni di San Giustino e Città di Castello, in un'area di 7 ettari circa, stia subendo rallentamenti dovuti al nuovo tracciato della E-78 che non consentirebbe la creazione di un ulteriore svincolo a servizio della piattaforma. Dobbiamo far sì che attorno a questa opera ci sia la massima partecipazione, in fase di progettazione e di gestione, per evitare che importanti risorse pubbliche vengano investite in un progetto non funzionale".
Per valutare attentamente il progetto, secondo Dottorini, "sarà importante considerare la reale capacità di interscambio tra traffico su gomma e traffico su rotaia, valutando l'ubicazione anche in relazione alle funzionalità, all'impatto sul territorio e alle reali possibilità di ampliamento. Solo in questo contesto troverebbe giustificazione un'opera che funzionerà, solo se garantirà la pluralità delle funzioni e una vera intermodalità. Altrimenti il rischio è quello di trasformare un progetto ambizioso in un tentativo modesto ad uso e consumo di pochi e senza ritorni effettivi per lo sviluppo dell'Alto Tevere e dell'Umbria.

Le organizzazioni locali, ai vari livelli, hanno fornito un primo contributo per la redazione del progetto definitivo che consentirà di avviare le procedure verso la concreta realizzazione dell'opera, ma in questa fase appare sempre più opportuna una gestione condivisa dell'intervento tra i possibili utilizzatori".
E' inoltre necessario, conclude il consigliere, che "un intervento di tale estensione trovi collocazione all'interno di una politica che, nel perseguire l'obiettivo primario di supporto alle imprese, tenda a salvaguardare l'uso del territorio e le risorse pubbliche".


 

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