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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Ottobre 2009 Archives

Il capogruppo dei Verdi per i valori-Idv, Oliviero Dottorini, ha illustrato alla stampa, a Palazzo Cesaroni, una proposta di legge elettorale che domani verrà ufficialmente sottoposta all'esame della Commissione statuto per cancellare ogni ipotesi di listino bloccato e restituire agli elettori la possibilità di scegliere i propri rappresentanti. La proposta prevede di assegnare il premio di maggioranza alla coalizione vincente, fino ad un massimo di 19 consiglieri contro gli undici delle opposizioni, solo sulla base delle preferenze conseguite dai candidati dei partiti che abbiano comunque superato il quattro per cento di consensi.


(Acs) Perugia, 26 ottobre 2009 - "Non vorremmo che anche in Umbria si vari una legge elettorale, simile al criticato Porcellum, che di fatto consenta di nominare sei consiglieri con un listino bloccato, senza dare la possibilità agli elettori di esprimersi su quei nomi. Ma non ci piace neanche lo sbarramento, prevedibile in un ampio cinque per cento, nei confronti dei partiti minori".
Per rimuovere questi due punti, giudicati "irricevibili", della proposta di legge elettorale, elaborata dal Pd e che la Commissione statuto sta per discutere, il gruppo consiliare dei Verdi per i valori-Idv, guidato da Oliviero Dottorini, ha annunciato in conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, la presentazione, già nella seduta di domani, di una propria proposta alternativa, formulata in dieci articoli. Il testo prefigura un sistema elettorale di fatto proporzionale con preferenza unica che in partenza assegna 19 consiglieri alla coalizione che vince ed 11 alle opposizioni; ma con la differenza che i consiglieri aggiuntivi, necessari a garantire la governabilità, dovranno essere scelti non da un listino bloccato, ma dai candidati più votati dei partiti, grandi e piccoli, della coalizione vincente che avranno comunque superato il 4 per cento dei consensi.
E' una proposta, ha spiegato Oliviero Dottorini, "che oltre a restituire ai cittadini la possibilità di scegliere fra candidati, conferma il bipolarismo, garantisce la governabilità ed evita la polverizzazione dei partitini. Con questo testo che domani porteremo ufficialmente in discussione, ci rivolgiamo non solo al centrosinistra ma a tutte le forze politiche. Siamo infatti convinti che non dovrebbe dispiacere nemmeno alle opposizioni, perché garantirebbe ad esse undici consiglieri certi che la proposta oggi sul tavolo non fa, con l'aggiunta di facilitare anche un riequilibrio certo fra gli eletti di Perugia e di Terni, fissandone in partenza la ripartizione, rispettivamente di 22 e di 8.
Altri aspetti della proposta, illustrata anche da Paolo Brutti, prevedono: l'obbligo di non superare, per ciascuno dei due sessi, il limite di due terzi di candidati, pena l'esclusione dai rimborsi elettorali; lo sbarramento dei 5 per cento per le coalizioni: l'assegnazione dei seggi su base provinciale.
Durante la conferenza si è insistito particolarmente sul fatto che l'abolizione del listino è una scelta politica a favore degli elettori chiamati a scegliere, e non a ratificare una lista fatta da altri, come si fa oggi con la legge nazionale per il rinnovo del Parlamento. "Se volessimo limitarci ad un semplice calcolo di convenienza, ha precisato Dottorini, potremmo contare su un posto certo all'interno del listino". Dopo aver confermato l'interesse per una coalizione di sinistra, per la quale il gruppo sta lavorando, è stato sottolineato come in base ai risultati ottenuti nelle ultime elezioni provinciali, Idv rappresenta da sola la terza forza della maggioranza". GC/gc
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"In sede di attuazione del Piano dei rifiuti non sottovalutare le due condanne per illeciti da parte della partecipata del comune di Perugia"

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"Un fatto grave che deve far riflettere i comuni, ma anche l'amministrazione regionale in sede di attuazione del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti. Non possiamo continuare a chiedere la fiducia dei cittadini e poi imbatterci in comportamenti di questo genere, con coni d'ombra e politiche di gestione dei rifiuti speciali poco chiare e in alcuni casi illecite".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi per i valori - Idv in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali, commenta la notizia della condanna dei vertici di Gesenu, ed in particolare del direttore generale Giuseppe Sassaroli.
"Dopo la condanna dell'anno scorso per l'inquinamento del torrente Mussino e di oggi per gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi - continua Dottorini - si pone un serio problema di salvaguardia dell'ambiente e sicurezza nella gestione dei rifiuti. Vorremmo capire cosa intende fare la Regione per scongiurare altre situazioni di questo genere e per garantire sicurezza e rispetto delle norme ambientali nella gestione integrata dei rifiuti".
"Adesso che le responsabilità sono state accertate - conclude l'esponente dell'Italia dei valori - dobbiamo vigilare all'interno delle istituzioni per far sì che certi comportamenti non si ripetano più e prendere tutte le misure del caso per rendere trasparente il rapporto con Gesenu".

Perugia, 27 ottobre 2009

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Sopralluogo dei due consiglieri all'ex ospedale: " Depredata la chiesa, situazione di totale abbandono. Saremo al fianco di chi si oppone a un progetto devastante"

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"Il fatto che si sia deciso di procedere alla stipula del contratto di quartiere su un progetto diverso da quello portato in partecipazione e proprio nel momento in cui il comitato locale stava partendo con una campagna di sensibilizzazione verso i cittadini è indicativo delle difficoltà in cui si dibatte l'amministrazione comunale per fronteggiare l'ondata di indignazione per un progetto, quello della ex Fat, devastante per l''intera città". Questo il commento del consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi per i Valori - Idv) e del consigliere comunale Roberto Lensi (Verdi e civici - Idv) riguardo alla "scelta scellerata" dell'amministrazione comunale di Città di Castello di procedere alla firma del contratto di quartiere relativo alla ex Fat. I due consiglieri qualche giorno fa hanno effettuato un sopralluogo all'interno dei locali del vecchio Ospedale cittadino: "Dopo dieci anni di totale abbandono - raccontano - il degrado è pressoché totale, ma è davvero grave non aver tutelato con la doverosa cura la piccola chiesa interna, un gioiello di fine Settecento dove sono stati battezzati quasi tutti i tifernati, che è stata depredata dai ladri che non si sono limitati a rubare tutti i preziosi arredi, in particolare due pregevoli tele ovali che rappresentano S. Florido e S. Amanzio, ma anche ad asportare e danneggiare il tabernacolo ed i marmi dell'altare (come si dice "hanno portato via anche il ciborio") e gli stucchi alle pareti".
"Riteniamo doveroso segnalare il fatto alla cittadinanza - continuano Dottorini e Lensi - perché rifletta ancora sulla scelta sciagurata di avviare i lavori per il recupero dell'area ex Fat secondo un progetto devastante, peraltro diverso da quello originariamente presentato ed approvato, che, alla faccia della partecipazione, nessuno conosce e che soddisfa solo gli interessi della proprietà. Secondo il nuovo progetto si realizzeranno 28 appartamenti da locare a canone concordato, la piazza dell'Archeologia sarà pavimentata per il "miglioramento della salvaguardia dei ritrovamenti archeologici" (sic), o meglio per realizzare il parcheggio del complesso commerciale che verrà realizzato al piano terra (2.095 metri quadri), le volumetrie che dovessero in corso d'opera essere perdute saranno considerate come "quantità edificatoria premiale" e quindi recuperate altrove dai proprietari. Una scelta decisamente da contrastare, che vede la giunta comunale insensibile a confrontarsi su qualsiasi ipotesi di intervento alternativo e la proprietà Fat-Fintab d'accordo a realizzare, in uno dei luoghi più suggestivi della città, un "bubbone" che comprometterà per sempre la bellezza di un luogo di assoluto valore architettonico. Un'impresa finanziariamente molto impegnativa, a rischio di non recuperare l'investimento (perché non sono ancora iniziati i lavori dell'ex Cinema Vittoria?) e che, oltretutto, tradisce lo spirito originario del Contratto di quartiere".
"Intendiamo ribadire la nostra ferma contrarietà al progetto - aggiungono gli esponenti dell'Italia dei Valori - per considerare invece l'idea di spostare l'intervento di riqualificazione sulla struttura del vecchio ospedale che, per il pregio architettonico e per le destinazioni possibili (servizi sanitari ed uffici pubblici, spazi commerciali, residenzialità di pregio) sarebbe quello da privilegiare per rivitalizzare davvero una zona così nevralgica del centro storico, ripristinando nell'area occupata dai capannoni un grande spazio verde attrezzato che possa valorizzare le testimonianze archeologiche ed i complessi monumentali circostanti. Invitiamo pertanto tutti quanti hanno a cuore il bene della città a prendere posizione, ad esprimersi ed a mobilitarsi per scongiurare un intervento sbagliato ed irreparabile. Assicuriamo fin d'ora il nostro impegno e la nostra disponibilità a sostenere tutte le iniziative più appropriate, a iniziare dalla raccolta di firme che il comitato Prato-Mattonata ha lanciato per tentare di riportare alla ragione un'amministrazione molto sensibile agli interessi privati e incurante delle sorti dell'intera città".

Perugia, 23 ottobre 2009

Visita ospedale vecchio Visita ospedale vecchio
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Sentenza Comm. Trib. Prov. Bologna n.53/9/09

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Vi presento l'ennesima Sentenza a favore di un cittadino, residente in Emilia Romagna, che si era rifiutato di iscriversi all'A.$.I..

Pensate, questo signore ha preparato il ricorso da solo, senza l'ausilio di un avvocato !!!

La C.T.P. di Bologna ha tenuto in stand by il ricorso per circa 2 anni, poi sulla scia della Sentenza di Perugia, "madre" di tutte le Sentenze, e di quelle di Bologna, Ancona e Roma, l'ha riesumato per dar ragione al cittadino.

Buona lettura della Sentenza scaricabile qui.

dario maria di bello

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"Positiva la visita di Provincia, Comune e Asm di Terni. Adesso anche Perugia consideri la creazione di una filiera di riuso e riciclo dei rifiuti"

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"È una novità importante, che deve essere presa seriamente in considerazione in sede di attuazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti, in conformità del quale occorre ridurre i rifiuti all'origine, aumentare la raccolta differenziata e sviluppare una filiera del riciclo che garantisca l'autosufficienza di ambito attraverso la più moderna e sicura impiantistica, che rispetti l'ambiente e il paesaggio della nostra regione". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi per i valori - Idv in Consiglio regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali, commenta la visita di Provincia, Comune e Asm di Terni al Centro riciclo di Vedelago per conoscere sistemi innovativi di riciclo e riutilizzo dei rifiuti.
"E' da accogliere con il massimo interesse e sostegno - spiega l'esponente dell'Italia dei Valori - il fatto che sindaco e assessori provinciali di Terni, assieme ad Asm, abbiano deciso di dare credito a questa esperienza innovativa, sicura e ormai di sperimentata convenienza economica e ambientale. Il sistema Vedelago può essere esteso a tutta la regione, soprattutto in quegli ambiti territoriali che non sono ancora dotati di impiantistica di preselezione e che quindi non devono rispondere a modelli datati di trattamento dei rifiuti. Adesso è necessario che anche Perugia consideri seriamente questa opportunità. Il centro di Vedelago gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero dei materiali. L'attività consiste nel ricevere le frazioni secche riciclabili, selezionarle in base alla composizione merceologica, compiere le operazioni necessarie per la riduzione volumetrica, gestire la fase di destinazione in uscita delle singole tipologie di materiali che, in relazione alla possibilità di riutilizzo, vengono consegnati a impianti di seconda lavorazione o a specifiche aziende che li impiegano nei loro cicli produttivi. All'impianto di riciclo conferiscono i comuni, singoli o consorziati, e le aziende produttive che attuano la raccolta differenziata".
"Per un Piano di gestione dei rifiuti che ha l'ambizione di essere moderno, come quello umbro - conclude Dottorini -, l'esperienza di Vedelago è importantissima e molto conveniente in termini sia economici che ambientali. Certo, sicuramente ridurrà il business delle aziende di gestione, ma garantisce maggiore occupazione, flessibilità impiantistica, sicurezza e risparmi concreti per i cittadini. Per questo il modello Vedelago deve essere studiato e attivato, almeno in via sperimentale, anche negli ambiti territoriali della nostra Regione. L'obiettivo deve essere quello di dare vita ad una politica industriale attiva, in grado di incentivare la realizzazione di una vera e propria filiera industriale del riciclaggio e del riuso, perseguendo in modo rigoroso l'opzione "rifiuti zero" per indirizzare una moderna gestione integrata de rifiuti".

Perugia, 23 ottobre 2009

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Ascolta il nuovo singolo di Franco Battiato

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Direttamente da XL Franco Battiato - "Inneres Auge"
 


Ascolta il nuovo singolo di Franco Battiato, Inneres Auge
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Nota della Regione sugli Autocarri Storici

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"Adesso cambiare radicalmente le politiche culturali della città e valorizzare le associazioni presenti nel territorio"



"È un risultato importante, che deve servire da stimolo per far riflettere seriamente l'amministrazione comunale tifernate su come creare e gestire spazi culturali e eventi musicali. Aver gettato al vento 80mila euro per due flop clamorosi, come i concerti di Morgan e Mannoia, deve indurre a un'inversione di rotta che porti al coinvolgimento delle associazioni che da anni organizzano eventi culturali di prestigio con scarsi, se non nulli, aiuti da parte del comune".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi per i valori - Idv in Consiglio regionale e firmatario della petizione lanciata dall'associazione Alive, commenta il successo dell'iniziativa che ha portato a un appello sottoscritto da oltre mille persone.
"Con la brutta pagina dei concerti-flop di Morgan e della Mannoia, imposti ad ogni costo dall'amministrazione Cecchini nonostante i nostri ammonimenti, l'ente si ritrova con un buco di bilancio di circa 90mila euro e nel frattempo taglia le spese su sociale, scuola e cultura - ha detto Dottorini -. Questo è il comportamento arrogante di chi si permette di tagliare fondi preziosi per destinarli a eventi di sicuro fallimento come nel caso di Morgan e Mannoia. Per non parlare delle scelta scellerata e poco lungimirante di cancellare Tiferno blues, uno degli appuntamenti di maggior successo delle scorse estati tifernati, che in altri territori della regione sta avendo un enorme successo, come nel caso di Trasimeno blues".
"Speriamo che grazie alla petizione di Alive l'amministrazione riconosca i propri errori e riconsideri l'intera politica culturale del comune. Per quanto ci riguarda, continueremo a dare il nostro contributo e a chiedere che l'amministrazione si avvalga del prezioso aiuto delle tante associazioni e organizzazioni di volontariato e non profit che da anni organizzano eventi culturali di valenza nazionale e internazionale".

Perugia, 22 ottobre 2009


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"Necessario costituire il Comitato di tutela del marchio. Ulteriori indugi sarebbero immotivati e andrebbero a danneggiare l'intero settore"

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"E' importante che l'assessore Riommi abbia recepito la nostra richiesta di confermare le risorse alla registrazione del marchio del mobile in stile prodotto in Umbria. L'assestamento di bilancio della Regione conferma così la necessità di costituire al più presto il Comitato di tutela del marchio che dovrà elaborare il disciplinare entro l'anno. Il fatto che anche i comuni di Città di Castello, Umbertide, San Giustino e Gubbio abbiano indicato il nome del componente del Comitato di tutela del marchio ci mette nelle condizioni di poter procedere nel più breve tempo possibile alla predisposizione del disciplinare e alla registrazione del marchio".
Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Verdi per i valori - Idv) commenta l'approvazione dell'assestamento di Bilancio 2009 da parte della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni.
"Adesso - aggiunge il capogruppo Dottorini - è importante partire immediatamente con la costituzione del Comitato di tutela del marchio. Da questo punto di vista il fatto che Università di Perugia, Camera di Commercio, Regione dell'Umbria, consorzio Smai e alcuni comuni abbiano già indicato il proprio referente crea le condizioni per passare celermente alla predisposizione del disciplinare e alla registrazione del marchio. Ulteriori indugi sarebbero immotivati e andrebbero a danneggiare un settore, quello dell'artigianato del mobile, che già vive un momento di grave difficoltà e che necessità di interventi strutturali e non sporadici".

Perugia, 21 ottobre 2009


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"Adesso gli altri enti seguano l'esempio del Consiglio e si adeguino a standard aperti e tecnologie moderne"

pinguino.jpg"Con la presentazione del nuovo sito internet il Consiglio regionale non solo si adegua alla legge 'Dottorini' sul software libero, ma si dimostra pioniere nell'abbracciare standard e formati aperti, privi di vincoli di licenze o sistemi operativi e immediatamente accessibili ai cittadini, innalzando quindi il livello di democrazia partecipata, cardine della legge regionale sull'open source".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi per i valori - Idv e promotore della legge regionale 11 del 2006 sul software libero, commenta la nuova versione del sito internet del Consiglio regionale, presentato questa mattina.
"Il sito è un importante strumento di partecipazione per i cittadini alla vita democratica della nostra regione e finestra su ciò che avviene in Consiglio e sull'iter dei vari atti e leggi. Precluderne l'accesso a chi non usa software Microsoft era sbagliato e oramai non al passo con i tempi - continua Dottorini -. Hanno fatto bene dunque gli uffici a rinnovarlo, sfruttando le più moderne tecnologie che oggi il web 2.0 mette a disposizione e utilizzando strumenti esclusivamente a codice aperto e accessibili a tutti, sfruttando per una parte del finanziamento la legge approvata oramai tre anni fa e che nei sui primi anni di vita ha finanziato progetti e micro progetti per un totale di oltre 500mila euro".
"Siamo orgogliosi oggi di poter dire che il Consiglio è uno dei primi enti che si adegua alle proprie leggi e lo fa con convinzione e lungimiranza - conclude l'esponente dell'Italia dei Valori -, ora ci auguriamo che anche altri enti, a partire dalla Giunta regionale, sfruttino i benefici, sia in termini economici che in quelli tecnologici, della legge regionale sul software libero".
 
Perugia, 21 ottobre 2009


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Anch'io ho il calzino turchese

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Calzini Turchesi


Nei canali di Berlusconi il pluralismo viene travolto dalla caccia all'uomo. Pedinare un giudice e tentare di gettare discredito su di lui, come ha fatto Canale 5, è grave e la dice lunga sull'idea di giornalismo e di rispetto delle regole coltivati da Berlusconi e dal centrodestra. E' significativo per di più che appena pochi giorni fa, subito dopo la sentenza che condanna Mediaset al pagamento di 750 milioni di euro, Berlusconi avesse detto pubblicamente: "Su questo giudice nei prossimi giorni ne vedrete delle belle". Adesso si passa dalle parole ai fatti. Credo per questo che sia giusto oggi indossare calze turchesi per solidarietà a Raimondo Mesiano, colpevole soltanto di fare la fila dal barbiere, di fermarsi al semaforo, di indossare calze turchesi e, soprattutto, di fare il giudice senza sottomettersi alla volontà del più forte. 


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Conferenza stampa Verdi e civici - Idv

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Clicca per guardare la conferenza stampa congiunta dei Verdi e civici dell'Umbria insieme all'Italia dei Valori.

Scarica anche gli articoli di Nazione e Corriere dell'Umbria
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Don Chisciotte, programma in onda su Rete Sole a cura di Giampiero Tasso. In studio Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente commissione Bilancio e affari istituzionali, Dario Di Bello, Federconsumatori e appassionato di auto storiche, prof. Carlo Calvieri, docente di diritto presso l'Università degli studi di Perugia e Alessando Petruzzi, presidente Federconsumatori Umbria.

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Guarducci militare.jpg"Tutelare Perugia dall'invasione di una manifestazione che compromette la vivibilità della città. I militari forse più utili in Sicilia o in Abruzzo"

"Ancora un volta, come tutti gli anni, dobbiamo rimarcare l'esigenza di tutelare Perugia dall'invasione di una manifestazione che compromette la vivibilità della città e la invade con allestimenti ed eventi di cattivo gusto che nulla hanno a che vedere con la tipicità della nostra storia, cultura e patrimonio artistico". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, attacca la manifestazione Eurochocolate che verrà inaugurata venerdì 16 ottobre con l'intervento della banda dei Granatieri si Sardegna al grido di "Rompete le righe".
"Ci associamo - insiste Dottorini - alle critiche portate dal movimento Perugia civica e da altri gruppi di cittadini e ribadiamo che la città di Perugia dovrebbe liberarsi dall'ingombro di un evento che ne mina la dignità. Qualcuno dovrà spiegarci per esempio l'opportunità dell'intervento di militari esperti che assisteranno i turisti nella scalata di una parete di cioccolata. Risulta difficile infatti capire come mai personale militare, invece di essere utilizzato per le tante necessità del nostro paese, in termini di controllo del territorio, sicurezza dei cittadini e dell'ambiente, venga impiegato in discutibili operazioni commerciali come Eurochocolate. Dopo la lotta, fortunatanmente annullata, delle ragazze in bikini sulla panna montata finanziata coi fondi del Psr, dopo le modelle che fanno il bagno nella cioccolata e dopo le cazzuole al cacao non ci stupiamo più di nulla. Solo del fatto che la città di Capitini, che proprio ieri ha ospitato Serge Latouche per la sua lectio magistralis, non abbia un sussulto di dignità per trovare altre modalità di realizzazione di questo evento".
"Ricordiamo - conclude Dottorini - che la possibilità di organizzare manifestazioni che portino messaggi più positivi esiste. Ne abbiamo un esempio con Altrocioccolato che, negli stessi giorni a Gubbio, proporrà una grande festa del cioccolato equosolidale che in perfetta armonia con la città e suoi abitanti farà riflettere sull'importanza del rispetto dei diritti umani, della dignità dei produttori del Sud del mondo, dell'accoglienza e della tutela ambientale".

Perugia, 14 ottobre 2009 
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Grave che Berlusconi non accetti uno dei cardini della democrazia
italiana: il principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge"

"Occorre una mobilitazione nazionale in difesa della Costituzione e per chiedere le immediate dimissioni del Presidente del Consiglio e il ritorno alle urne. A maggior ragione dopo la reazione scomposta e pericolosa cui stiamo assistendo. L'incostituzionalità del lodo Alfano è data dalla palese violazione di uno dei cardini della nostra democrazia, quello che prevede che i cittadini italiani sono uguali di fronte alla legge. Un principio duro da accettare per chi, di norma, confonde i propri interessi personali con quelli del paese". Lo ha dichiarato Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, riferendosi  alle ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi in seguito alla bocciatura da parte della Corte costituzionale del Lodo Alfano.
"Era facilmente intuibile - aggiunge Dottorini - come il Lodo Alfano, votato a maggioranza semplice dal Parlamento, non bastasse per cambiare uno dei principi costituzionali più importanti: l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Il fatto che il capo del governo non accetti questo elementare dato di realtà, accettando di tornare tra i comuni mortali, è molto grave. Il fatto che i giudici supremi abbiano rifiutato l'ennesima legge ad personam è solo un bene per il nostro ordinamento giuridico che si vede in qualche modo risarcito di tutto tempo trascorso dal governo in carica ad occuparsi più degli affari privati di una persona che non di un rinnovamento generale del sistema processuale. Per non parlare delle tante occasioni di riforma perse, magari perché confliggenti cogli interessi del premier: dalle banche ai media e alle assicurazioni. Per questo è necessario fare sentire la voce e l'indignazione di quanti credono ancora in un paese di uguali, almeno davanti alla legge".

Perugia, 8 ottobre 2009
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Il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia di aver inviato oggi una lettara per motivare la sottoscrizione dell'appello che vede tra i firmatari molti esponenti della società civile di Città di Castello.
Di seguito il testo della lettera:



Cari amici,

è con convinzione che vi chiedo di aggiungere anche la mia firma all'appello che rivolgete alla cittadinanza riguardo alla necessità che i partiti recuperino credibilità e capacità di proposta strategica, mettendosi realmente in discussione e aprendosi al confronto con tutte le realtà civili e culturali della società.
Ritengo che oggi, chiarito il senso plurale e non partitico della vostra iniziativa, la nostra adesione non possa mancare. E' mia convinzione che occorra individuare dei percorsi di dialogo e confronto tra quanti, al di là dei singoli percorsi politici o partitici, hanno a cuore il futuro del nostro territorio. Credo anche che non esista un'unica via per tentare di raggiungere il comune obiettivo di una rinascita culturale e civile per Città di Castello: la mia strada la conoscete e conoscete anche l'evoluzione che in Umbria i Verdi e civici hanno individuato per mantenere in piedi il proprio progetto di cambiamento, di libertà e di autenticità. Ritengo tuttavia che su questo campo non esistano esclusive o copyright e che anche dal Pd, soprattutto nelle sue espressioni più autentiche e non gerarchizzate, possa giungere il contributo a una volontà di cambiamento che non si intravvede nell'attuale disputa congressuale, con i suoi prevedibili e scontati esiti.
Ritengo quindi che sia molto opportuna la vostra iniziativa e che ponga tutti di fronte alla necessità del dialogo e del confronto. Spero che potrà tradursi nei prossimi mesi in prese di posizione, proposte e - perché no? - battaglie sulle tematiche che affliggono il nostro tessuto cittadino: crisi economica, emergenze ambientali, culturali e sociali meriterebbero una classe dirigente più accorta, in grado se non altro di elaborare una visione di città. Una visione che al momento appare assente più che criticabile, ma anche subalterna a disegni che poco hanno a che vedere con gli interessi reali del nostro territorio.

Cordiali saluti


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Interrogazione alla Giunta: "Cubature per 170mila metri cubi, urbanizzazioni in 11,5 ettari e spunta anche il termovalorizzatore. Necessario rivedere il progetto"

Ex-Sai - Scarica l'interrogazione

"La Giunta faccia valere il primato della politica e si adoperi per una revisione complessiva del progetto Ex-Sai che tenga conto degli aspetti ambientali, urbanistici, paesaggistici, storici, culturali ed economici dell'intera area e che garantisca una connotazione unitaria e integrata del territorio secondo un principio di equilibrio tra conservazione ambientale e sviluppo. E' opportuno fare di tutto per prendere le distanze dalle incomprensibili scelte dell''amministrazione comunale di Passignano".
E' quanto chiede Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici, con un'interrogazione all'esecutivo regionale relativamente al progetto avanzato dal comune di Passignano e dalla società Michelangelo Costruzioni srl, proprietaria dei terreni, che prevede la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria sull'area denominata ex-Sai e sulle aree limitrofe, che si estendono per circa 11,5 ettari tra la ferrovia e la riva del lago Trasimeno.
Di questi, circa 13mila metri quadri saranno destinati a parcheggio e ben 53mila saranno utilizzati a fini edificatori: "Lo scenario finale - rivela Dottorini - prevede cubature per un totale di circa 170mila metri cubi, di cui 90mila a destinazione residenziale, 64mila a destinazione direzionale commerciale e 18mila a destinazione turistico produttivo. Una colata di cemento, in grado di stravolgere l'assetto dell'intero territorio senza contropartite significative per la collettività".
"Passignano sul Trasimeno - spiega il Presidente della prima Commissione a Palazzo Cesaroni - è un comune a forte vocazione turistica e un intervento come quello ipotizzato rischia di compromettere in maniera irreversibile l'assetto urbanistico, viario e paesaggistico dell'intera area. Le nostre preoccupazioni, che hanno trovato piena sintonia con quanto già sostenuto con meritoria tenacia dall'Idv di Passignano e dall'opposizione consiliare, sono anche rafforzate da quanto è emerso in sede di Conferenza dei servizi. I diversi soggetti interpellati, infatti, hanno espresso forti perplessità sia in merito al rischio di alterare in maniera sostanziale il paesaggio e l'assetto urbanistico del territorio, che relativamente al corretto dimensionamento degli ipotetici flussi di traffico delle sedi viarie, delle rotatorie e dei loro raccordi. Particolarmente grave è poi la previsione che l'intervento interessi anche l'area adiacente alla ex-Sai, che secondo il Piano regolatore vigente dovrebbe essere ambito di tutela naturalistica della costa e pertanto inedificabile. Come se non bastasse, il progetto prevede anche la realizzazione di un non meglio precisato impianto di termovalorizzazione o di termodistruzione per i rifiuti. Insomma, un'ipotesi che porterebbe effetti devastanti per tutta l'area, convolumetrie residenziali che risultano parametrate ad una capacità insediativa di circa 1.000 abitanti, prevedendo cioè un aumento di circa il 20 per cento della popolazione residente nell'intero territorio comunale, andando così a saturare ben oltre ogni prospettiva di sviluppo demografico, la capacità edificatoria dell'intero comune per i decenni a venire. In questo contesto qualcuno dovrà spiegarci quali sono i vantaggi per l'interesse collettivo di un progetto che sembra invece ritagliato sulle convenienze dei privati. Basti pensare che questi si impegneranno a cedere gratuitamente al comune tutte le aree destinate a parcheggio e sedi viarie, quelle cioè che avranno bisogno di continua manutenzione e che rappresentano un costo che si protrarrà nel tempo. L'aspetto però più inquietante riguarda il fatto che il progetto attuale contempla solo le opere di urbanizzazione, ma non c'è la possibilità di avere il quadro dell'intervento finale. Il che ci pone di fronte al rischio concreto di avallare un progetto del quale non è chiaro l'assetto finale e complessivo".
"E' opportuno pertanto - conclude il capogruppo dei Verdi per i valori - che la Giunta chiarisca quali impegni intende assumere per garantire un corretto sviluppo urbanistico, paesaggistico e territoriale a Passignano sul Trasimeno ed evitare una prevedibile alterazione sostanziale della viabilità dell'intera area".

Perugia, 2 ottobre 2009


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"Sbagliato creare cittadini di serie A e di serie B. Si inauguri stagione di dialogo per correggere errori su assetto urbanistico e sociale, su viabilità e Torrente Vaschi"

vaschi2_riosecco.jpg"E' giunto il momento per l'amministrazione comunale di Città di Castello di abbandonare la protervia che ha contraddistinto fino ad oggi i rapporti con gli abitanti di Riosecco per inaugurare una stagione di dialogo e confronto. Non è pensabile, in una stagione di ristrettezze economiche, fare interventi costosissimi e allo stesso tempo approssimativi ed incoerenti come quelli sul torrente Vaschi, non è più tollerabile consentire un assetto viario come quello che interessa l'intero quartiere, dalla Tiberina 3Bis fino al nucleo di Menconi, e non si può attendere oltre per porre rimedio agli errori di una pianificazione urbanistica e sociale vergognosa. Per questo riteniamo che le istituzioni e il sindaco Cecchini debbano dare un segnale di attenzione forte, prevedendo una seduta aperta del Consiglio comunale da tenersi proprio a Riosecco. A guadagnarci sarà certamente la democrazia, la trasparenza amministrativa e il corretto rapporto tra istituzioni e cittadini".
Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni, interviene con queste parole per sottolineare la situazione di pesante disagio che vive la frazione di Riosecco, chiedendo al sindaco Fernanda Cecchini di prevedere un Consiglio comunale aperto nella frazione tifernate.
"Il sovrapporsi di urbanizzazioni non supportate da una visione complessiva - spiega Dottorini - ha fatto di Riosecco un quartiere senza una piazza, senza una viabilità razionale, con una concentrazione di luoghi di disagio che non ha pari nell'intero territorio comunale. Adesso emergono tutte le contraddizioni del progetto di sistemazione del Torrente Vaschi. Lavori eseguiti in modo incompleto e quanto meno discutibile, senza ripristino ambientale, senza il corretto rispetto delle normative sulle barriere architettoniche, con muri di contenimento che fanno assomigliare quel corso d'acqua a un canale più che a un luogo di convivenza fruibile dai residenti. Senza considerare l'impatto sulla viabilità dell'area. Il dialogo, il confronto, la capacità di ascolto sono i primi requisiti di una buona amministrazione. Sapere che i cittadini devono organizzarsi in comitati per vedere riconosciuto il proprio diritto a una corretta informazione e al coinvolgimento nelle scelte che li riguardano direttamente è molto grave. Un'insoddisfazione motivata e diffusa rischia tra l'altro di offuscare anche ciò che di buono è stato fatto, come il parco presso l'ex quartiere ecologico. Ma alla base di tutto c'è un'idea di assetto e decoro urbanistico inesistente, un confronto tra istituzioni e cittadini inadeguato, una concezione dei rapporti con gli elettori che non va oltre la richiesta di consenso. Per questo deve essere chiaro che nel nostro comune non esistono cittadini di serie A e di serie B. Per un'amministrazione gli abitanti del centro storico o delle frazioni hanno gli stessi diritti di quelli di Morra o di qualche altro centro più in sintonia con le aspettative politiche dei suoi amministratori. Oggi più che mai - conclude Dottorini - è necessario dare un segno di apertura e disponibilità: si convochi immediatamente un Consiglio comunale aperto a Riosecco. Sarà forse il primo passo di un'inversione di rotta. Per quanto ci riguarda non ci tireremo indietro e faremo la nostra parte per trovare soluzioni razionali, concrete e condivise".

Perugia, 1 ottobre 2009
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