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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Dicembre 2014 Archives

"Con il voto di oggi gli umbri diventano cittadini di serie B e, al contrario dei residenti in altre regioni, dovranno pagare il bollo pieno anche sui veicoli di particolare interesse storico"

AUTO STORICHE. DOTTORINI:

"Con il voto di oggi in Consiglio regionale l'Umbria da uno schiaffo ai propri cittadini e agli appassionati di auto e moto storiche. Da oggi non esiste più l'esenzione del bollo per i veicoli di particolare interesse storico che quindi torneranno a pagare il bollo pieno, dal costo più che triplo rispetto all'attuale. Se prima i cittadini erano in difficoltà per la pesante crisi economica, da oggi grazie all'emendamento proposto dall'assessore Bracco sono ancora più tartassati dalla fiscalità regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, commenta l'approvazione da parte del Consiglio regionale (favorevoli Pd e Psi) dell'emendamento della Giunta che reintroduce il bollo pieno per le auto e le moto di particolare interesse storico, che vanno dai 20 ai 29 anni.
"È bene ricordare - continua il presidente della commissione Bilancio - che grazie ad una nostra modifica l'atto uscito dalla Commissione aveva preservato il bollo ridotto per le auto e le moto di particolare interesse storico che presentano i requisiti previsti dalla legge e che sono certificate dai centri specializzati della Regione, ma la Giunta ha voluto dare uno schiaffo ai cittadini umbri e annullare questa possibilità. In questo modo diventerà a breve operativa la scure del governo Renzi che prevede di tagliare tutte le agevolazioni per i veicoli ultraventennali. Questo atto, oltre a generare un danno economico per migliaia di cittadini che nella nostra regione si troveranno di colpo a dover pagare centinaia di euro a fronte dei 25,82 che pagavano fino ad oggi, di fatto crea una disparità di trattamento tra i cittadini umbri e quelli di altre regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e provincia autonoma di Trento e Bolzano che invece hanno preferito andare incontro ai propri cittadini e mantenere il beneficio del bollo ridotto per le auto e le moto storiche. Così, mentre in altre regioni si cerca di tutelare un grande patrimonio storico e culturale - continua Dottorini - in Umbria si preferisce infierire e andare a fare cassa proprio nelle tasche di quegli appassionati e collezionisti che possiedono auto e moto e vespe ultra ventennali".
"Già fu una dura battaglia quella che portò nel 2007 a introdurre l'autocertificazione per il veicoli storici, ma oggi si manifesta in pieno la pesantezza di un apparato burocratico regionale che è sempre stato ostile verso questo mondo e che oggi pare prendersi la rivincita su un settore che non merita questo trattamento. Adesso - conclude Dottorini - sarà opportuno andare a spiegare ai cittadini come questo è potuto avvenire e chi ha preferito reintrodurre il bollo per le auto storiche, relegando gli umbri a cittadini di serie B".

Perugia, 22 dicembre 2014

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

Campagnola_dario.JPGCari amici,
come si pensava, il Senato ha bocciato tutti gli emendamenti bipartisan per salvare i veicoli ventennali dalla scure della tassa auto di proprietà a partire dal 01 gennaio 2015.

Questo il link del Senato dove potete leggere al comma 666 cosa accadrà dal 01/01/2015.

Pagine_119_da maxi_1.10000c-2.jpgPer chi mi conosce, sa bene che non sono d'accordo con questo provvedimento, ma vero è anche che l'ASI, o meglio l'A$I, è stata più ingorda che mai !

In tutto questo "giochino" che fregherà tanti ma tanti collezionisti, vedrete che a breve l'ACI, o meglio l'A€I, entrerà a spartirsi la "torta" dei milioni di euro relativa alle auto storiche.

Questa è la relazione di accompagnamento del Governo sui motivi di eliminazione dei benefici fiscali per i veicoli ventennali: "Attualmente, con l'evoluzione delle tecniche costruttive da parte del mercato automobilistico, un autoveicolo o motoveicolo al compimento dei venti anni non può più essere assimilato ai veicoli di particolare interesse storico solo in ragione della sua vetustà. Per tale ragione, è ormai venuta meno la stessa ratio che aveva giustificato il richiamato regime di speciale esenzione. A ciò si aggiunga che, nel corso degli anni, i controlli previsti dal comma 3 del citato art. 63 finalizzati all'individuazione, da parte dell'ASI e della FMI mediante propria determinazione, dei veicoli di cui al comma 2 del più volte richiamato articolo 63, sono risultati, talvolta, carenti, consentendo in tal modo l'accesso all'esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche ad autoveicoli e motoveicoli che, oltre, ad avere compiuto venti anni, non avevano alcuno dei requisiti normativi".

A questo punto, la palla passa alle Regioni che possono salvare veramente il patrimonio dei collezionisti e, senza andare lontano, pensate ad una THEMA 8.32 (Ferrari) o ad altre macchine come la DELTA INTEGRALE che prenderanno la via dell'estero, spero che i politici della Regione Umbria non siano miopi e salvino i collezionisti, in quanto se vogliono possono farlo.

Mi auguro che qualcuno segua il nosto Oliviero Dottorini il quale, pur non possedendo alcun veicolo storico, ascolta quello che il sottoscritto gli sottopone in tema di auto storiche e voglio pubblicamente ringraziare lui ed anche il costituzionalista Prof. Carlo Calvieri, il quale è sempre disponibile ad illuminarci su come muoverci in tema di tassa auto.

Ciao a tutti.
dario di bello -
dariodibello@dottorini.com

"Comune e Regione fissino paletti che escludano tassativamente qualsiasi forma di combustione. Avanti con green economy ed eccellenze agroalimentari"

GUALDO CATTANEO. DOTTORINI: SUPERARE OGNI IPOTESI DI COMBUSTIONE, MOZIONE REGIONALE DEL 2007 ESCLUDEVA BIOMASSE GUALDO CATTANEO. DOTTORINI: SUPERARE OGNI IPOTESI DI COMBUSTIONE, MOZIONE REGIONALE DEL 2007 ESCLUDEVA BIOMASSE
Alcuni momenti dell'assemblea che si è svolta a Gualdo Cattaneo il 15 dicembre 2014

"E' fondamentale che le istituzioni facciano sentire la propria voce sul futuro della centrale di Gualdo Cattaneo dando ad Enel un'indicazione chiara e decisa: occorre garantire il superamento di ogni ipotesi di combustione". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Per un'Umbria Migliore, commenta le vicende che riguardano il futuro della centrale di Gualdo Cattaneo, oggetto di una partecipata assemblea che si è svolta a Ponte di Ferro e che ha visto la partecipazione del Sindaco, dell'assessore comunale all'ambiente e di numerosi cittadini.
"Dopo le tante e fantasiose ipotesi sul futuro della centrale di Gualdo Cattaneo che si sono susseguite negli anni - spiega Dottorini - è necessario iniziare a ragionare su proposte sostenibili che siano davvero in grado di coniugare la necessità di mantenere i posti di lavoro, con progetti di green economy e di promozione di un territorio vocato all'eccellenza agroalimentare. Si dice che Enel entro febbraio metterà in campo il progetto di rilancio dell'area. E' fondamentale che qualunque scelta venga condivisa con i cittadini che per troppi anni hanno visto completamente sottovalutate le proprie opinioni ed è fondamentale che Comune e Regione non rimangano passivi ad attendere le decisioni di Enel, ma svolgano un ruolo attivo, fissando paletti ben precisi che escludano tassativamente qualsiasi forma di combustione".
"Quello di Gualdo Cattaneo - prosegue il presidente della commissione Bilancio - è un territorio che ha già dato troppo in termini di inquinamento, disagi e forse anche in termini sanitari. Non va inoltre dimenticato che l'area della centrale è lontana dalle principali vie di comunicazione, che l'impianto attuale è vecchio ed obsoleto e rappresenta ormai un pezzo di archeologia industriale che necessita di una riconversione verso attività più coerenti con la vocazione turistica e agroalimentare del territorio. Il Consiglio regionale nel 2007 approvò una mozione, che mi vede come proponente, in cui è previsto in maniera esplicita che non si possa riconvertire la centrale di Bastardo a biomasse e inoltre che non vi si possano bruciare rifiuti o altro materiale inquinante ulteriore rispetto a quello già in uso. Da lì si riparte. Le istituzioni devono far sentire ad Enel la propria voce e battersi a fianco dei cittadini perché la centrale di Gualdo Cattaneo diventi il fiore all'occhiello per la nostra regione, l'esempio di un modo nuovo di produzioni in armonia con il territorio".

Perugia, 19 dicembre 2014
Aggiornamento del nomenclatore nazionale, indagini conoscitive su Asl e Aziende ospedaliere e tariffe regionali gli impegni imposti alla Giunta: "Altrimenti paga sempre Pantalone"

SANITÀ. PAGA LA ASL? COSTA IL TRIPLO. APPROVATA MOZIONE DOTTORINI:  SANITÀ. PAGA LA ASL? COSTA IL TRIPLO. APPROVATA MOZIONE DOTTORINI:
Nella foto a destra Oliviero Dottorini con Fabio Lalli, il cittadino che ha denunciato la differenza di costo delle protesi sanitarie

"Quella di oggi è senz'altro una risposta concreta a un problema che ci portiamo dietro da troppo tempo e che rischia di causare seri problemi economici al sistema sanitario regionale. L'atto che abbiamo approvato questa mattina impegna la Regione a farsi parte attiva verso il Governo per aggiornare al ribasso le tariffe delle protesi sanitarie e dice basta ai furbetti che commercializzano gli stessi identici dispositivi protesici con costi diversi a secondo dell'acquirente". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e consigliere regionale, commenta l'approvazione da parte dell'Assemblea legislativa della sua mozione relativa allo "scandalo" emerso da un'inchiesta giornalistica del programma Le Iene e che riguarda l'elevata differenza di costo delle protesi sanitarie se ad acquistarle è un privato cittadino o sono le Aziende sanitarie locali.
"La vicenda è nota ed emersa a seguito di un'inchiesta delle Iene - ricorda Dottorini -. e prende spunto dal senso civico di un cittadino che si è visto applicare prezzi differenti per  gli stessi plantari, a secondo che a pagare fosse lui o la Asl1. Dall'inchiesta è emerso che lo stesso paio di plantari se acquistato da un privato cittadino hanno un costo pari a 69,12 euro, mentre se acquistati tramite l'Azienda sanitaria locale hanno un costo pari a 172,95 euro, quasi il triplo del prezzo praticato al privato. Questo incredibile divario di costo purtroppo risulta causato dal mancato aggiornamento del nomenclatore tariffario nazionale che contiene i costi standard per ogni singolo prodotto protesico, attualmente fermo al 1999. Con la nostra mozione approvata oggi - aggiunge Dottorini - impegniamo la Giunta a intervenire nei confronti del Governo nazionale per sollecitarlo ad aggiornare al ribasso le tariffe del nomenclatore nazionale e ad adoperarsi affinché vengano previste tariffe regionali relative ai dispositivi protesici, fissando il livello massimo delle tariffe da corrispondere nel proprio territorio ai soggetti erogatori. In questo modo cerchiamo di porre un freno e di rendere la vita più difficile a quei soggetti e negozianti che, approfittando del mancato aggiornamento del nomenclatore, possono praticare prezzi enormemente più alti rispetto al valore di mercato".
"Riteniamo - conclude Dottorini - che con questo provvedimento la Regione dia una risposta seria e concreta a un problema causato dal Governo e in particolare dal Ministero della Sanità e tuteli i propri cittadini da un dispendio di risorse pubbliche non più tollerabile. Proprio per questo la nostra mozione dà mandato alla Direzione regionale salute e coesione sociale di avviare un'indagine conoscitiva per verificare se sono presenti casi analoghi di differenza di prezzo delle protesi nelle Aziende sanitarie ed ospedaliere dell'Umbria. Dobbia
o muoverci celermente e riparare a questo inutile dispendio di risorse pubbliche. Altrimenti tutti gli sforzi messi in atto per ridurre gli sprechi nella pubblica amministrazione rischiano di rivelarsi un bluff e di infrangersi su casi come questo, dove a pagare è sempre Pantalone e dove su una semplice coppia di plantari ortopedici esiste un margine di possibili risparmi incredibilmente elevato e incomprensibilmente ignorato".

Perugia, 16 dicembre 2014

TORNANO I REFERENDUM IN UMBRIA

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Tornano i referendum in Umbria


Oggi abbiamo rimediato a un vero e proprio furto di democrazia. Con la modifica della legge sugli istituti di partecipazione, da me proposta e approvata questa mattina dal Consiglio regionale, è finalmente possibile svolgere i referendum in Umbria, restituendo ai cittadini la possibilità reale di partecipare alla vita democratica e politica della nostra Regione. Fino ad oggi infatti la legge, rendendo incompatibile lo svolgimento del referendum con altre elezioni (fossero esse politiche, regionali o amministrative), di fatto se ne rendeva impossibile la celebrazione.

OLTRE 7MILA NO CONTRO LA E45 AUTOSTRADA

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Un primo risultato importante per l'Umbria e per tutti i cittadini che in questi mesi hanno sostenuto la nostra battaglia contro un'opera inutile e devastante. Oltre 7mila le firme già raccolte che entro la fine dell'anno verranno ufficialmente consegnate al Presidente del Consiglio regionale. Sono la voce di tanti lavoratori e famiglie che si oppongono alla realizzazione di un'opera dal forte impatto ambientale che, a causa del salatissimo pedaggio previsto, avrà conseguenze insostenibili sui bilanci familiari e sulle piccole e medie imprese locali. 

Calcola il tuo pedaggio e firma anche tu la petizione

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