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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Luglio 2012 Archives

"Montecchio-Guardea, Panicale, Marsciano, Bonsciano, Costano, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Spoleto, Gubbio, Valfabbrica e Casacastalda si stanno trasformando in focolai di protesta. Non è con i blitz o pensando di aggirare il confronto con le popolazioni locali che si risolve l'ostilità che sale da tutta la regione. Ritirare subito delibera 494"

ENERGIA. DOTTORINI (IDV) INCONTRA COMITATI E SCRIVE ALLA PRESIDENTE MARINI: SU BIOMASSE NECESSARIA RIUNIONE DI MAGGIORANZA PER MODIFICARE REGOLAMENTO E CORREGGERE FORZATURE ASSURDE

"E' necessario procedere celermente al ritiro della delibera 494 che deregolamenta il settore delle biomasse per giungere a una revisione complessiva della materia e delle quote assegnate all'energia prodotta da biomassa, riattivando così anche le procedure che consentono ai singoli comuni di individuare le aree non idonee alla realizzazione degli impianti. Non è con i blitz o pensando di aggirare il confronto con le popolazioni locali che si risolve l'ostilità che sale da tutta la regione verso questa modalità di produzione energetica". Con queste parole il capogruppo regionale Idv Oliviero Dottorini annuncia di aver incontrato questa mattina una folta delegazione di comitati civici a difesa dell'ambiente e di aver inviato alla Presidente Catiuscia Marini la richiesta di una riunione di maggioranza per discutere della delibera 494 adottata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore Rometti, senza coinvolgere il Consiglio regionale.
"E' nostra convinzione - aggiunge Dottorini - che quell'atto non abbia fatto altro che peggiorare la situazione, introducendo una deregulation sull'approvvigionamento di biomassa anche extraregionale, almeno per quanto riguarda gli olii vegetali, e abbassando ancora di più la distanza degli impianti dalle abitazioni. Ma soprattutto è vivo il convincimento, che vogliamo augurarci errato, del tentativo di piegare le regole alle esigenze dei singoli. Questo è grave e si fa sempre più necessaria una revisione complessiva del regolamento. Montecchio-Guardea, Panicale, Marsciano, Bonsciano, Costano, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Spoleto, Gubbio, Valfabbrica e Casacastalda si stanno trasformando in focolai di protesta. Al di là del merito delle singole proteste, è evidente che c'è stato un grave problema di comunicazione e partecipazione. I blitz silenziosi per tentare di allargare le maglie del regolamento non fanno che avvalorare le paure e le convinzioni ostili di chi, anche alla luce degli scandali del passato, vorrebbe far conto su certezze e dialogo e spesso incontra solo chiusure. Continuiamo a credere che le biomasse, se correttamente utilizzate, possano costituire una straordinaria occasione per rispondere all'emergenza climatica e allo sviluppo locale. Ma nel modo attuale, con un regolamento a maglie così larghe, è difficile continuare ad annoverarle tra le fonti rinnovabili".

Perugia, 30 luglio 2012
"Questi sono i risultati della deregulation introdotta da Rometti. Occorre rivedere radicalmente i regolamenti sulle biomasse"

PANIICALE. DOTTORINI (IDV): EVITARE SCEMPIO AMBIENTALE, NECESSARIO METTERE UN PUNTO FERMO E VINCOLARE IN MANIERA RESPONSABILE L'AREA

"Su Panicale è necessario un supplemento di riflessione per evitare uno scempio ambientale di cui potremmo pentirci amaramente. Forse potrà essere il vincolo paesaggistico a dire la parola definitiva, anche se il rinvio della commissione che oggi avrebbe dovuto decidere in proposito ci lascia molto perplessi. E' certo che sarà necessario aprire una fase di revisione del regolamento regionale sulle biomasse per correggere storture e forzature che non hanno più ragione d'esistere". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Regione dell'Italia dei Valori interviene sulle decisioni relative alla centrale di Panicale e al rinvio delle decisioni che avrebbero dovuto mettere un punto fermo sul vincolo paesistico di Panicale.
"La commissione preposta questa mattina non è stata in grado di decidere definitivamente sulla questione del vincolo paesistico di Panicale. E' un fatto grave che speriamo non debba aprire le porte a progetti che, una volta posto il vincolo ambientale, non avrebbero più ragione d'esistere. Sono ormai troppi mesi - prosegue Dottorini - che si assiste ad un tergiversare che non aiuta a recuperare un corretto rapporto con la popolazione. Mettere un punto fermo e vincolare in maniera responsabile quell'area risolverebbe tutta una serie di problemi, consentirebbe innanzitutto di superare definitivamente il problema dell'impianto a biomasse, al quale si sta opponendo una grossa fetta di cittadinanza".
"In Umbria - conclude Dottorini - si sta ponendo un grosso problema rispetto a progetti di impianti a biogas e biomasse. E' evidente che vanno riviste le regole e di certo l'ultima trovata dell'assessore Rometti che addirittura accorcia le distanze da tenere fra gli impianti e i centri urbani e inaugura la deregulation sul reperimento delle biomasse, va nella direzione opposta a quella che il buon senso richiederebbe. Occorre prendere atto che sulle biomasse c'è un'evidente incongruenza fra i regolamenti emanati dalla Giunta e la realtà dei territori".

Perugia, 27 luglio 2012
di Oliviero Dottorini



A Roma sostengono il governo ABC e a Perugia mettono in scena rappresentazioni di dissenso coreografiche quanto contraddittorie. Guasticchi si dia una regolata. Sulla vicenda province stiamo assistendo a qualche messinscena di troppo. E' singolare che a lamentarsi del provvedimento sulla spending review siano principalmente esponenti delle stesse forze politiche che sostengono il governo Monti. E che lo facciano senza avvertire la necessità di sincronizzare le proprie prese di posizione con le responsabilità politiche del proprio partito. Un giochetto troppo facile che avvalora l'opinione di chi è convinto che forse occorrerebbe un po' più di serietà.

Staccare la spina al governo Monti Non si capisce con chi possa prendersela Guasticchi (se non con il proprio partito che sostiene a spada tratta l'esecutivo Monti) quando afferma  che "non abbiamo più un euro per asfaltare le nostre strade", e che quindi intende "portare in consiglio provinciale un piano per tornare alle strade bianche, come ai tempi di Coppi e Bartali". Piuttosto che alchimie politiche o difese d'ufficio finalizzate esclusivamente a difendere l'esistente, da lui ci attenderemmo di capire come intende aderire ai tagli lineari, e probabilmente inefficaci, voluti dal suo governo. Altrimenti sarebbe più dignitoso prendere atto del clamoroso fallimento di Monti e togliergli finalmente la spina.

"Bene l'iniziativa dei Radicali. Adesso le associazioni avanzino proposte e candidature autorevoli e fuori dagli schemi dei partiti"

GARANTI. DOTTORINI (IDV):

"Non bisogna lasciar cadere la questione dell'elezione dei garanti per i detenuti e quello per l'infanzia. È urgente coinvolgere da subito associazioni e società civile per giungere nel più breve tempo possibile ad avere due figure di garanzia di cui l'Umbria ha urgente bisogno". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna sul tema della nomina dei garanti per l'infanzia e per i detenuti.
"Valutiamo positivamente - continua Dottorini - l'iniziativa dei Radicali che oggi hanno consegnato al Presidente Brega le firme di centinaia di cittadini che sollecitano l'elezione della figura di garanzia per i detenuti. Non possiamo consentire che la loro nomina finisca nel dimenticatoio della pausa estiva o che venga risolta nel chiuso di qualche palazzo, occorre dare un segnale forte, ci sono situazioni in cui i partiti devono fare un passo indietro e mettersi al servizio della società civile".
"Invitiamo pertanto - conclude Dottorini - le associazioni ad avanzare direttamente al Consiglio regionale candidature di persone autorevoli, con esperienza e al di sopra di ogni appartenenza partitica. Magari allegando curriculum e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, anche tramite posta elettronica. Il gruppo Idv non avanzerà candidature di parte, proprio per evitare che si consumi una vera e propria spartizione tra partiti".

Perugia, 26 luglio 2012
"Emendamenti Idv su acqua e rifiuti sono già sul tavolo, Rometti non deve fare altro che accoglierli. Inserire ripubblicizzazione nel nuovo assetto degli ambiti territoriali"

ACQUA. DOTTORINI (IDV): BENE LA SENTENZA DELLA CONSULTA SU SERVIZI PUBBLICI. ORA PIU' DIFFICILE RESPINGERE NOSTRE PROPOSTE SULL'AURI

"La sentenza della Consulta mette una pietra sopra ai tentativi di Berlusconi prima e Monti poi di vanificare la volontà dei cittadini italiani che con il Referendum del giugno 2011 hanno detto in maniera inequivocabile che l'acqua è un bene comune che deve essere gestito attraverso logiche pubbliche e partecipative. La stessa cosa deve valere per altri servizi come la gestione dei rifiuti ed il trasporto pubblico. Sicuramente questa decisione avrà delle ripercussioni importanti anche sull'Umbria e diviene inevitabile rimettere in discussione l'intero impianto del disegno di legge della Giunta che sopprime gli Ati e istituisce l'Autorità umbra per i rifiuti e le risorse idriche (Auri). Ora i nostri emendamenti sulla gestione pubblica dell'acqua, già presentati la scorsa settimana, dovranno essere accolti, allargandone gli effetti anche ad altri servizi, compresi i rifiuti". Con queste parole il capogruppo regionale di Italia dei Valori, Oliviero Dottorini, commenta la decisione della Corte Costituzionale che, bocciando l'articolo 4 del decreto legge n°138 del 13 agosto 2011, di fatto ha cancellato in un sol colpo tutta la normativa, varata dal governo Berlusconi e avallata dal governo Monti, che apriva il mercato dei servizi pubblici (tranne quello dell'acqua) alla concorrenza imponendone di fatto la privatizzazione. 
"Va dato merito alla Regione Umbria - spiega Dottorini - che assieme ad altre cinque regioni ha avuto la lungimiranza di ricorrere contro l'articolo che oggi viene dichiarato incostituzionale. Adesso bisogna essere conseguenti. Non c'è più alcun motivo per respingere le nostre proposte che mirano a stabilire con chiarezza che in tutto il territorio umbro la gestione del servizio idrico deve essere ripubblicizzata eliminando dalle bollette la quota del 7 per cento per la remunerazione del capitale. Le stesse considerazioni dovranno essere fatte per la gestione dei rifiuti. Nella prima bozza del disegno di legge infatti, a parte rari richiami generici, ci sembra di aver visto ben poco di quello che la Consulta ha ribadito e di quelle che erano le disposizioni referendarie".
"Ancora una volta - conclude il capogruppo Idv - il nostro gruppo consiliare ha visto riconosciuta la propria lungimiranza e la giustezza delle proprie posizioni. Italia dei Valori sin dal primo momento è stata al fianco dei comitati e delle associazioni promotrici del referendum con le quali abbiamo sostenuto la campagna referendaria e la successiva lunga battaglia per difendere quello che democraticamente i cittadini hanno scelto. Ora è il momento di calare queste decisioni sul piano delle scelte concrete. Le proposte di modifica del gruppo Idv sono sul tavolo e l'assessore Rometti non deve far altro che accoglierle nel testo che giungerà in Consiglio regionale, rispettando così il volere dei cittadini, la battaglia di tante associazioni e il successo del ricorso delle sei regioni italiane".

Perugia, 23 luglio 2012
"L'impianto sorgerà a due passi dall'oasi di Alviano e dal lago di Corbara. Coinvolgere i cittadini e il Consiglio comunale e valutare i rischi per il paesaggio e le produzioni locali"
 
BIOGAS A MONTECCHIO. DOTTORINI (IDV) PRESENTA INTERROGAZIONE ALLA GIUNTA REGIONALE:

"Occorre subito fare chiarezza sulle autorizzazioni rilasciate per la realizzazione dell'impianto a biogas da quasi un megawatt nel comune di Montecchio, a ridosso di siti di interesse comunitario e zone protette. Non possiamo correre il rischio di derubricare la salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio, piegandoli agli esclusivi interessi del profitto finanziario, magari approfittando della deregulation introdotta dalla delibera 494 approvata recentemente dalla giunta regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente alla Giunta in merito all'iter che ha portato alla concessione dell'autorizzazione per la costruzione dell'impianto di Montecchio.
"A 200 metri dall'impianto - continua Dottorini - si estende l'oasi di Alviano e il parco del Tevere e a poca distanza si trovano i pozzi di captazione dell'acquedotto del comune di Montecchio. Si tratta di aree ad elevato pregio ambientale e paesaggistico, a vocazione prettamente turistica e con attività di ristorazione e di produzione alimentare. L'impianto descritto nel progetto necessita di circa 600 kg. giornalieri di biomassa, difficilmente reperibili in loco e che quindi porteranno inevitabilmente, oltre a un probabile bilancio di emissioni non sostenibile, a un via vai di tir e mezzi pesanti, altamente inquinanti, che potranno creare disagio e danni all'ambiente immediatamente adiacente a oasi e zone protette. Risulta poi alquanto incomprensibile come si possa continuare a parlare di energie rinnovabili, se le produzioni agricole che alimentano l'impianto non saranno prodotte in loco. L'azienda proponente infatti non ha origini umbre e non risulta operante con attività agricole nel territorio regionale".
"Chiediamo alla Giunta - aggiunge Dottorini - di fare piena luce sull'iter autorizzativo del progetto, per sapere se siano state prese in considerazione tutte le possibili criticità dell'opera, dal reperimento della biomassa in loco, alle garanzie che l'azienda ha dato per quanto riguarda il rispetto dell'ambiente e l'eventuale smantellamento dell'impianto, anche considerando il fatto che il Consiglio comunale di Montecchio non è stato minimamente coinvolto durante tutto l'iter del progetto e che sono nati comitati spontanei di cittadini nelle frazioni di Madonna del Porto, Tenaglie, Poggio, e altre nei comuni di Guardea e Montecchio e che sono state presentate interrogazioni a livello provinciale, comunale e recentemente anche parlamentari, molto critiche riguardo al progetto stesso".
"Come Italia dei Valori - conclude Dottorini - siamo favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma solamente se la biomassa che dovrà alimentare gli impianti viene reperita in zone limitrofe e non da fuori regione o magari dall'estero. In quel caso non è corretto parlare di energie rinnovabili, ma si tratta di vere e proprie speculazioni di carattere finanziario, in cui l'unico fine è il profitto per i privati, magari a scapito delle popolazioni locali e dell'ambiente".

Perugia, 20 luglio 2012

"Associazioni avanzino nominativi di persone esperte, autorevoli e al di sopra di ogni appartenenza partitica"



"È necessario affrontare subito la questione dei garanti e a farlo alla luce del sole, chiamando associazioni e società civile a proporre nomi autorevoli e impegnati sul campo. Non possiamo consentire che la loro nomina finisca nel dimenticatoio della pausa estiva o che venga risolta nel chiuso di qualche palazzo". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, torna a chiedere di affrontare la delicata nomina delle due figure di garanzia, quella per i detenuti e quella per i diritti dell'infanzia, prima della pausa estiva dei lavori del Consiglio regionale.
"Occorre dare un segnale forte - continua Dottorini -, ci sono situazioni in cui i partiti devono fare un passo indietro e mettersi al servizio della società civile. Invitiamo pertanto  le associazioni ad avanzare direttamente al Consiglio regionale candidature di persone autorevoli, con esperienza e al di sopra di ogni appartenenza partitica. Magari allegando curriculum e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, anche tramite posta elettronica. Il gruppo Idv non avanzerà candidature proprie: se vogliamo davvero fare in modo che queste figure svolgano un servizio per la comunità e per la tutela dei diritti, dobbiamo evitare che si consumi una vera e propria spartizione tra forze politiche".

Perugia, 13 luglio 2012

"Ragioni politiche e assetti romani hanno prevalso sulla necessità di dare risposte unitarie e concrete all'emergenza che sta vivendo la nostra regione"



"Non voglio pensare che ci sia un disinteresse del Consiglio regionale verso la grave situazione in cui versa l'economia umbra". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori a Palazzo Cesaroni, commenta la bocciatura della mozione consiliare che chiedeva l'apertura di un confronto con il governo nazionale sugli effetti della crisi economica che sta colpendo l'Umbria.
"Credo - prosegue Dottorini - che si sia persa una buona occasione per dare forza alle ragioni dell'Umbria nell'affrontare questa crisi epocale. Appare difficilmente sostenibile da parte di alcune forze regionali continuare a criticare gli effetti dei provvedimenti adottati dal governo Monti e allo stesso tempo sostenerne l'operato sia a Roma che a Perugia. Ogni documento regionale mette in evidenza l'effetto devastante dei tagli governativi, iniqui e lineari, sull'assetto produttivo e sul tessuto sociale dell'Umbria. Sanità, economia, politiche sociali e assistenziali stanno subendo contraccolpi pesantissimi in tutti i territori della regione. Per tutta risposta il Consiglio regionale boccia la mozione in cui si chiede alla Giunta di difendere con determinazione e senza ambiguità la peculiarietà della crisi umbra di fronte al governo nazionale".
"Evidentemente - conclude il capogruppo Idv - le ragioni politiche e gli assetti di governo nazionale tendono a prevalere sulla necessità di rendere coerente e unitaria la risposta all'emergenza che sta vivendo la nostra regione".

Perugia, 10 luglio 2012
"Problematiche relative al biglietto unico di Perugia disincentivano l'utilizzo del trasporto pubblico per chi viene da fuori città. Trovare una soluzione seria e condivisa coinvolgendo le associazioni dei pendolari" 
 
FCU. DOTTORINI (IDV):

"In un momento di grave crisi economica, con le famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese e un sistema di trasporto regionale su ferro che non migliora il suo servizio, ci sembra davvero inopportuno l'aumento delle tariffe applicato dalla Giunta regionale su richiesta di Umbria Mobilità". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la delibera 714 del 18 giugno scorso con cui è stato deciso l'incremento del costo dei biglietti e degli abbonamenti di Fcu.
"Quasi giornalmente - continua Dottorini - riceviamo segnalazioni da parte di cittadini pendolari che usano i treni Fcu e che ci confermano disagi crescenti, disservizi e carenze nel servizio di trasporto. A questo si aggiunge ora l'aumento del costo di biglietti e abbonamenti. Per fare un esempio, percorrere mensilmente la fascia di 60 chilometri costava ai cittadini 52 euro, dal primo luglio di quest'anno è stata portata a 61 euro e dal 1 luglio 2013 costerà 70 euro. Un aumento del 35 per cento. Oltre agli aumenti deliberati dalla Giunta - continua Dottorini - i cittadini titolari di abbonamenti o comunque che acquistano biglietti di corsa semplice non residenti nel comune di Perugia si trovano impossibilitati a sfruttare il biglietto unico, ovvero l'opportunità di accedere a tutti i servizi gestiti da Umbria Mobilità. Una volta arrivati infatti alla stazione di Perugia, devono acquistare di nuovo il biglietto se vogliono prendere l'autobus o il minimetrò, benché abbiamo già pagato la corsa fino al capoluogo".
"Comprendiamo - conclude Dottorini - le difficoltà economiche che la Giunta deve affrontare, legate per lo più alla riduzione degli stanziamenti sul trasporto pubblico locale voluti dal governo Monti (Pd, Pdl, Udc), ma sappiamo anche che l'aumento di abbonamenti e biglietti avrà un effetto placebo nei conti dell'azienda e allo stesso tempo potrebbe incoraggiare l'utenza ad abbandonare il servizio pubblico, rendendo ancora più forti i motivi di crisi e le ragioni di chi vorrebbe smantellare questo servizio. Chiediamo pertanto che si trovi una soluzione seria e condivisa coinvolgendo le associazioni dei pendolari, magari bloccando l'aumento previsto nel 2013 e agevolando l'utilizzo del biglietto unico di Perugia anche per chi viene da fuori città".
 
Perugia, 9 luglio 2012

"L'atteggiamento pilatesco del Pd non aiuta a far chiarezza e avvalora i dubbi di chi si oppone alla maxi stalla senza Valutazione di impatto ambientale" 

MAXI STALLA. DOTTORINI (IDV):

"Un escamotage di basso profilo che la dice lunga sulle difficoltà a difendere e giustificare un progetto che fa acqua da tutte le parti". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta la scelta da parte del gruppo provinciale del Pd di far venir meno il numero legale sull'ordine del giorno presentato da Idv e altre forze, con primo firmatario Franco Granocchia.
"Non è pensabile - aggiunge Dottorini - continuare a ignorare la volontà dei cittadini e delle associazioni ambientaliste evitando il confronto e avallando un progetto di dimensioni importanti senza la Valutazione di impatto ambientale. A prescindere dalla correttezza delle procedure amministrative, ancora tutte da valutare, riteniamo incomprensibile la volontà di rimuovere il vincolo di unità di paesaggio 3S in un'area altamente vulnerabile, con una concentrazione di nitrati doppia rispetto alla media regionale e con una falda acquifera particolarmente superficiale che comporta un elevato rischio di inquinamento. Stiamo parlando di una zona, quella di Santa Maria Rossa, fortemente antropizzata dove sono presenti centri abitati, scuole e asili. Tutte condizioni per le quali era stato apposto il vincolo quindici anni fa e che un'opera di tale portata potrebbe compromettere in maniera seria, producendo un danno economico e ambientale difficilmente quantificabile".
"Al di là degli aspetti tecnici e ambientali che ci fanno dubitare della bontà dell'operazione - aggiunge il capogruppo regionale Idv -, c'è poi da sottolineare l'inspiegabile volontà di aggirare la Valutazione d'impatto ambientale frazionando il progetto della stalla da quello dell'impianto a biogas. La preoccupazione dei cittadini, quindi, non appare fuori luogo anche perché la recente variante al Piano regolatore comunale non chiarisce in quale modo si intende garantire che non vi sarà un incremento del carico di azoto nella zona individuata per collocare la maxi stalla. Il fatto che si parli in modo generico di una contestuale dismissione di altri allevamenti esistenti senza indicarne il numero, le dimensioni e le modalità non è certo tranquillizzante".
"Di certo - conclude Dottorini - la non scelta del Consiglio provinciale, con un atteggiamento del Pd a dir poco pilatesco, non contribuisce a fare chiarezza e avvalora i dubbi di chi ritiene che vi siano argomentazioni difficilmente esplicitabili alla base della scelta della maxi stalla. Il tentativo di fughe in avanti, senza un'accurata verifica delle compatibilità ambientali ed economiche, ha come unico effetto quello di inasprire ancora di più un rapporto tra politica e cittadini già sufficientemente logoro. L'auspicio è quello che torni a prevalere il buon senso".

Perugia, 6 luglio 2012
 

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