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Luglio 2009 Archives

PANNA MONTATA: DOTTORINI RISPONDE A LIVIANTONI

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"Sbagliato utilizzare denaro pubblico per certe iniziative". Dottorini invia una vaschetta di panna montata a Liviantoni: "Per le ragazze può rivolgersi direttamente a Berlusconi"

PANNA MONTATA: DOTTORINI RISPONDE A LIVIANTONI

"Mi dispiace contraddire l'assessore. Noi ci siamo bene informati prima di rivolgergli la domanda che ribadiamo in tutta la sua forza: come si può con i fondi del Psr finanziare un'iniziativa che prevede come promozione delle produzioni tipiche e delle eccellenze la lotta sexy delle ragazze in bikini nella panna montata? Non risultando la panna montata essere un prodotto tipico umbro, forse ci si riferiva alle ragazze?"
Il capogruppo regioanle dei Verdi e civici Oliviero Dottorini risponde con queste parole alla "pseudo-smentita" dell'assessore all'Agricoltura Carlo Liviantoni riguardo all'iniziativa 'Sweet Village' in corso a San Gemini.
"Ritengo - aggiunge Dottorini - che andrebbero selezionate con più attenzione le iniziative da finanziare con i denari della collettività, soprattutto in epoca di ristrettezze economiche e di aziende alle prese con uno dei periodi più neri per l'agricoltura nazionale e regionale. Non so cosa possano pensare le tante piccole aziende umbre che faticano a mantenere in piedi la propria attività, soprattutto quando è rivolta alla qualità, al biologico e alla tipicità. Poi, per carità, non discuto sulle trovate relative alla moka più grande del mondo o sulle lotte sexy. Mi lascia stupefatto soltanto che possano essere state finanziate con i fondi del Psr".
"In ogni caso - conclude Dottorini - per addolcirgli l'amarezza di un evidente errore strategico, invierò all'assessore Liviantoni una vaschetta di panna montata. Per le ragazze può rivolgersi direttamente al nostro premier Silvio Berlusconi. Lui se ne intende".

Perugia, 30 luglio 2009

BETTONA. SITUAZIONE PREOCCUPANTE, ORA SOLUZIONI REALI

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"Le preoccupazioni del comitato erano più che fondate, chiediamo massima chiarezza e accertamento delle responsabilità, anche per tranquillizzare la popolazione locale"

BETTONA. SITUAZIONE PREOCCUPANTE, ORA SOLUZIONI REALI

"Pensavamo che piovesse, non che grandinasse. Oggi possiamo solo dire che non erano campate in aria le nostre ripetute richieste di chiarimenti riguardo all'allarmente situazione degli allevamenti a Bettona. L'azione dei Noe provoca in noi grande preoccupazione e ci spinge a ribadire con forza la necessità di una soluzione reale, ambientalmernte sostenibile e partecipata per quel territorio. Troppe commistioni, troppa spegiudicatezza, troppe false rassicurazioni hanno fatto sì che oggi ci troviamo di fronte a un evento inaspettato anche per chi questa situazione la segue ormai quotidianamente da tanti anni. Chiediamo la massima chiarezza e l'accertamento delle responsabilità, anche per tranquillizzare la popolazione locale rispetto ai rischi di inquinamento".
Questo il primo commento del capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini alla notizia dell' operazione del Noe "laguna de cerdos" che avrebbe portato alla luce un`organizzazione dedita al traffico illecito degli scarti della depurazione.
"Per anni - aggiunge Dottorini - si è cercato di far passare un gruppo di cittadini che lottavano per il bene comune e per la sicurezza del proprio territorio come degli estremisti che volevano impedire ogni forma di sviluppo. Oggi, al di là di come evolveranno gli eventi, abbiamo la dimostrazione che le preoccupazioni manifestate in questi anni erano più che fondate. Adesso occorre una grande operazione di trasparenza e di assunzione di responsabilità da parte di chi ha fino ad oggi negato l'evidenza. Continueremo a chiedere con forza che qualsiasi decisione politica riguardante il futuro del territorio di Bettona venga assunta in strettissimo raccordo con il comitato locale. Il nostro principio di garantismo non viene mai meno e anche in questo caso affermiamo che ogni cittadino è innocente fino a prova contraria. Ma non ci si venga a ripetere che a Bettona tutto funzionava nel rispetto delle regole, quando già si erano registrate discrepanze evidenti, già denunciate attraverso una nostra interrogazione, tra i dati dell'Arpa territoriale e quelli dell'Arpa provinciale. Ancora una volta siamo stati lungimiranti nel prendere le distanze, votando contro in Consiglio regionale, da quanto il Pdl regionale ha proposto in Consiglio non più di un mese fa".

Perugia, 29 luglio 2009
Interrogazione alla Giunta regionale: "Come si spiegano certi investimenti, mentre l'agricoltura di qualità soffre una crisi senza precedenti?"

ASSURDO CHE I FONDI DEL PSR VADANO A FINANZIARE LA LOTTA 'SEXY'

"Ci piacerebbe capire cosa c'entra la lotta femminile 'sexi' nella panna montata con i fondi per lo sviluppo rurale. Magari c'è sfuggito qualcosa, ma è giusto che qualcuno ci spieghi quali sono stati i criteri che hanno permesso di concedere un finanziamento a valere sui fondi per lo sviluppo rurale ad un evento che, a leggere il programma, prevede attività che poco o nulla hanno a che vedere con gli obiettivi individuati nel Psr".
Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato un'interrogazione alla Giunta relativa al finanziamento di oltre 53mila euro concesso all'evento 'San Gemini Sweet Village' che si terrà nei giorni 30 e 31 luglio e che prevede nel proprio programma la presentazione della Moca di cioccolato più grande del mondo, la rottura della Moca del Guinnes e pioggia di cioccolato nonché, come riporta testualmente il pieghevole dell'evento, una "lotta nella panna montata femminile!!" con "Due bellissime e sensuali ragazze in bikini che si esibiranno in una accattivante e sexy lotta invitando i presenti a partecipare".
"Già recentemente - spiega Dottorini - abbiamo avuto modo di evidenziare come il Piano di sviluppo rurale per l'Umbria avesse tenuto in scarsa considerazione l'agricoltura di qualità. Ora dobbiamo prendere atto della destinazione di fondi ad iniziative che difficilmente potranno rappresentare un sostegno alle attività turistiche 'finalizzato al miglioramento della qualità dell'offerta di turismo rurale, a promuovere l'incontro tra domanda e offerta e all'integrazione dell'offerta turistico-enogastronomica, così come richiesto dalla misura specifica del Piano di sviluppo rurale per l'Umbria 2007-2013. E' opportuno infatti ricordare che l'obiettivo indicato dal bando è orientato allo sviluppo di servizi di supporto alle attività turistiche in termini sostanzialmente di promozione dell'offerta e diffusione delle conoscenze sulle peculiarità del territorio e sulle sue ricchezze culturali, nonché sull'identificazione territoriale delle sue eccellenze. Con tutta la buona volontà, non riusciamo a capire cosa c'entrino con questo obiettivo i concerti di Demo Morselli, la moca di cioccolato più grande del mondo e l'esibizione di disinibite ragazze in bikini impegnate in una 'sexy lotta nella panna montata'. Ormai non ci meravigliamo più delle trovate alla Guarducci. Magari sarebbe opportuno evitare che siano i fondi del Psr a sostenere certe iniziative. Se non altro per rispetto dei tanti operatori umbri che sempre più devono fare i conti con risorse limitate e che oggi più che mai faticano a tenere in piedi le proprie attività, soprattutto quando sono rivolte alla qualità, al biologico, alla tipicità e alla sostenibilità ambientale. Ci pare pertanto che una spiegazione da parte dell'assessore sia doverosa".

Perugia, 29 luglio 2009
"Necessari controlli dei rifiuti in entrata, sulle acque, sull'aria e sui terreni circostanti. Arpa e Noe si occupino dell'episodio e diano certezze ai cittadini"

INCENDIO BELLADANZA. PERPLESSITA' SU GESTIONE DISCARICA

"Le perplessità sulle modalità di gestione della discarica di Belladanza non finiscono mai. Dopo i presunti sversamenti liquidi di alcuni mesi fa e l'incendio dell'estate scorsa, la notizia di un'ulteriore incendio divampato nella serata di ieri con l'innalzamento di una densa colonna di fumo desta preoccupazione e ci induce a chiedere immediati chiarimenti a Sogepu e al comune di Città di Castello. E' necessario inoltre che ad occuparsi della vicenda siano l'Arpa e i Noe per fornire dati chiari sulle emissioni e sulla sicurezza per la salute dei cittadini".
Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi e civici e presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di palazzo Cesaroni, annuncia con queste parole la prossima presentazione di un'interrogazione consiliare per conoscere i motivi dei ripetuti episodi anomali verificatisi all'interno dell'impianto di smaltimento dei rifiuti.
"Le popolazioni dei territori circostanti hanno il diritto di poter vivere in tranquillità. Per questo dobbiamo avere la certezza che non vi siano rischi per la salute e per l'ambiente circostante - aggiunge Dottorini - e capire se siamo di fronte a una gestione corretta dell'impianto. Questo ennesimo episodio anomalo ci impone di richiedere una rendicontazione sull'attività della discarica, in particolare per conoscere quali batterie di controlli vengono effettuate sui rifiuti in entrata, sulle acque dei pozzi piezometrici e privati, sull'aria e anche sui terreni circostanti. Sono dati che, assieme a quelli sulla periodicità e sui soggetti che effettuano i controlli, dovrebbero essere disponibili a tutti. Perché non vengono messi in rete? La trasparenza è il primo requisito per una corretta gestione dei rifiuti e per chiunque abbia l'ambizione di conquistare la fiducia dei cittadini. Il ripetersi di episodi anomali non aiuta a creare un clima disteso e collaborativo. La normativa nazionale stabilisce criteri precisi per la gestione delle discariche. A noi risulta difficile immaginare il divampare un incendio, nel momento in cui vengono rispettati i regolari criteri di gestione, come ad esempio la corretta copertura con lo strato di terra. Ma magari sono altri i motivi dell'incendio. Per questo è necessario fare chiarezza. A nostro avviso - conclude Dottorini - è necessario attivare con estrema urgenza un'indagine di carattere ambientale-sanitario per monitorare la qualità dei rifiuti conferiti in discarica e per verificare che non vi siano alterazioni atmosferiche e per l'ecosistema agricolo e zootecnico dell'area circostante".

Perugia, 24 luglio 2009

GRANDI EVENTI. QUALCUNO FERMI GUARDUCCI!

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"L'Umbria non è Gardaland, dal patron di Eurochocolate un'idea strampalata e provinciale. La nostra regione ha bisogno di un altro modello di promozione"

GRANDI EVENTI. QUALCUNO FERMI GUARDUCCI!

"E' assolutamente necessario che qualcuno fermi Guarducci e gli spieghi che la nostra regione non ha bisogno della sua personale sfida a partorire idee sempre più strampalate e pacchiane. Dopo aver costretto per anni Perugia a sopportare la sua creazione Eurochocolate, con tutte le polemiche che questa manifestazione si è portata dietro, ci mancava solo la proposta di una grande insegna sulla piana di Castelluccio".
Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini, ha commentato la proposta del patron di Eurochocolate, Eugenio Guarducci, di realizzare un grande evento, denominato Hollyfood, per promuovere i prodotti enogastronomici dell'Umbria. Questo progetto prevederebbe anche una grande insegna con la scritta Hollyfood, fissa per tutto l'anno sulla piana di Castelluccio.
"Non ci stancheremo mai di ricordare a Guarducci - continua l'esponente del Sole che ride - che il modello dei grandi eventi non è quello che serve ad una regione che ha tra i suoi punti di forza la bellezza dei suoi paesaggi, gli splendidi scorci dei suoi angusti e isolati centri storici e la genuinità dei suoi prodotti tipici. Solo una smisurata mancanza di sensibilità può far venire in mente l'idea di una insegna e di un nome che richiama un modello lontanissimo dalle specificità dell'Umbria, installata in uno dei pochi luoghi incontaminati rimasti nel nostro territorio. Le manie di grandezza e il provincialismo rischiano di trasformare l'Umbria in una enorme fiera permanente, che nulla avrebbe a che vedere con le eccellenze che invece vanno valorizzate per attrarre visitatori e rilanciare il settore turistico".
"L'Umbria non è Gardaland - conclude Dottorini - e ha bisogno di strategie che puntino sulla valorizzazione della storia e delle peculiarità del nostro territorio".

Perugia, 22 luglio 2009
EX-FAT/CONTRATTO DI QUARTIERE 2
INTERROGAZIONE DI OLIVIERO DOTTORINI




Il Sindaco al Comitato Prato-Mattonata: Fate partire il progetto, poi la Regione concederà la perequazione.
L'Assessore Rometti: Falso, la perequazione non compete a noi

Il Consigliere regionale Oliviero Dottorini interroga la Giunta Regionale e smaschera la false rassicurazioni del Sindaco di Città di Castello al Comitato Prato-Mattonata.
Ecco la bozza di stenografico del question-time del 21 luglio 2009.
Su Tevere TV venerdì 24 luglio ore 16.30
Su Tele radio Gubbio giovedì 23 luglio ore 17.00.


- Scarica la bozza di stenografico
- Scarica il testo dell'interrogazione


EX FAT. DOTTORINI (VERDI E CIVICI):NESSUNA PEREQUAZIONE POSSIBILE, SMASCHERATO TENTATIVO MALDESTRO DI INGANNARE I CITTADINI
"Indecente cercare il consenso al progetto con escamotage e trucchetti di basso profilo. L'amministrazione dia risposte serie e concrete a comitato e consulta"


"Non si può procedere in questo modo. Non è con escamotage o con false rassicurazioni che si ristabilisce un clima di fiducia e collaborazione con i cittadini. Soprattutto quando a essere in gioco è la storia, la cultura e la vivibilità di una città già troppo a lungo maltrattata". Con queste parole il Capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini ha commentato la risposta che l'assessore Silvano Rometti ha dato alla sua interrogazione urgente relativa al Contratto di Quartiere 2 di Città di Castello.
Il sindaco Cecchini nei giorni scorsi aveva rassicurato il comitato popolare Prato-Mattonata e la Consulta del Centro storico affermando che la Regione avrebbe garantito la perequazione una volta avviati i lavori. Il tutto senza perdere i finanziamenti relativi al Contratto di quartiere 2.
"Oggi - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - l'assessore Rometti ci conferma che quelle dell'amministrazione sono tutte promesse che non potranno essere mantenute dal momento che non è possibile alcuna forma di perequazione, se non mettendo in conto la perdita del contributo pubblico. La verità è che quella della ex Fat è una delle tante storie di cattiva amministrazione che appesantisce le potenzialità di rilancio di Città di Castello. Non si capisce come abbia fatto l'amministrazione comunale tifernate a dare il via libera a un progetto che oggi tutti riconoscono essere impresentabile. Come mai non ha neppure preso in considerazione le ripetute osservazioni che il comitato dei cittadini dei quartieri Prato e Mattonata, la Soprintendenza, le associazioni ambientaliste hanno avanzato con grande senso civico e senza mai alzare i toni, anche quando dalle forze di maggioranza giungevano accuse vergognose e infondate. La gravità della situazione oggi è sotto gli occhi di tutti: abbiamo un'area all'interno del centro storico ormai in pieno degrado, abbiamo un progetto che, se attuato, porterebbe un colpo gravissimo all'immagine e alla vivibilità della città, abbiamo la spada di Damocle di finanziamenti pubblici che potranno essere erogati solo sul progetto originario. Ormai è riconosciuto da molti che la soluzione per quell'area, così preziosa per i suoi rilevamenti storici e archeologici, non sta nei casermoni stile 'realismo socialista', né nei centri commerciali con tanto di posteggio-auto all'interno delle mura urbiche (come progettato dal comune), ma in qualche forma di perequazione che consenta al centro storico di respirare e di veder valorizzate le proprie qualità culturali e architettoniche e alla proprietà Fintab di godere di altri vantaggi al di fuori del perimetro storico della città. Oggi - conclude Dottorini - sarebbe opportuno che un'amministrazione comunale responsabile facesse lo sforzo di dare risposte serie, concrete e se necessario coraggiose. Altrimenti si finisce per arrampicarsi sugli specchi o per dare rassicurazioni che poi si rivelano prive di fondamento. Correndo il rischio di essere malamente smascherati. Così come è avvenuto".

Perugia, 21 luglio 2009

QUESTION TIME (1)/URBANISTICA: "PER AREA EX-FAT DI CITTÀ DI CASTELLO NON E' PERVENUTA ALCUNA RICHIESTA DI VARIANTE E LA PEREQUAZIONE NON E' DI COMPETENZA REGIONALE" - ROMETTI RISPONDE A DOTTORINI (VERDI E CIVICI)
22/7/2009 -

(Acs) Perugia, 22 luglio 2009 - "Sul progetto del Contratto di quartiere 2 dell'Area ex-Fat di Città di Castello, non è pervenuta alla Regione alcuna richiesta di variante. La procedura di autorizzazione alla perequazione non è di competenza regionale, è regolata da norme precise: dal piano regolatore, dalla legge regionale sui centri storici. La regione quindi non può autorizzare alcunché, svincolato da questo contesto normativo. Occorre, infine, precisare che qualsiasi modifica dei lavori autorizzati nel Programma deve essere compresa all'interno del perimetro approvato". Questa la risposta dell'assessore ai centri storici, Silvano Rometti, all'interrogazione del consigliere Oliviero Dottorini (Verdi e Civici) che chiedeva di sapere se fosse vero quanto affermato dal sindaco di Città di castello che in un recente incontro con il comitato popolare Prato-Mattonata e con la Consulta del Centro storico aveva detto che la Regione si sarebbe fatta carico di "autorizzare la perequazione, garantendo dal rischio di perdere i finanziamenti del 'Contratto di Quartiere 2', qualora durante i lavori venissero ritrovati reperti storici e archeologici". Illustrando la sua interrogazione, Dottorini ha parlato del progetto elaborato dall'Amministrazione comunale di Città di Castello, relativo al "Contratto di quartiere 2" dell'area ex-Fat, come di esempio di "cattiva amministrazione, un affronto alla cultura, alla storia e al decoro della quarta città umbra". Secondo l'interrogante il progetto è "impresentabile", e l'Amministrazione comunale non ha tenuto in alcun conto le numerose osservazioni, "avanzate con grande senso civico", dei comitati cittadini dei quartieri Prato e Mattonata, della Soprintendenza delle associazioni ambientaliste: "Dalla maggioranza, anzi - ha detto Dottorini - sono venute, a chi legittimamente criticava, accuse infondate e vergognose".
Dottorini ha parlato di situazione di "grave degrado del'area e di un progetto che se attuato produrrebbe un danno gravissimo all'immagine e alla vivibilità della città. "
Il consigliere Dottorini, nel ringraziare l'assessore Rometti per la chiarezza della risposta, preso atto che non esiste alcuna possibilità di perequazione rimanendo nell'ambito del progetto del Contratto di quartiere, ha detto di ritenere "gravissimo l'atteggiamento del sindaco di Città di Castello le cui assicurazioni non hanno alcun fondamento perché la Regione non ha assicurato alcuna perequazione e non potrebbe del resto farlo. Si continua a strappare consensi attraverso escamotage e false rassicurazioni. Alla luce di ciò, appare sempre più indispensabile quanto chiedevamo all'inizio, e cioè lo sforzo di un progetto compatibile allo sviluppo armonico della città. Ma in questi mesi e questi anni - conclude - abbiamo trovato solo la supponenza di una Amministrazione comunale senza capacità strategiche". RED/tb

NUCLEARE: DOTTORINI PRESENTA MOZIONE IN CONSIGLIO

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"UMBRIA DICA NO A FOLLIA NUCLEARE DEL GOVERNO BERLUSCONI".
"Con il decreto del governo calpestato il referendum dell'87. No a scelte antiquate e costosissime, unica strada innovazione e fonti rinnovabili"


UMBRIA DICA NO A FOLLIA NUCLEARE DEL GOVERNO BERLUSCONI

"E' necessario che l'Umbria si dichiari da subito indisponibile all'individuazione nel proprio territorio dei siti per le centrali nucleari, respingendo le decisioni miopi e avventate del governo Berlusconi che condannerebbero il nostro paese all'archeologia energetica. Quella del nucleare è una scelta ideologica e perdente, che non produrrà risultati se non quello di bloccare i percorsi di modernizzazione del paese avviati con i provvedimenti in favore delle energie rinnovabili".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato una mozione contro il recente decreto approvato dal Senato che di fatto sancisce il ritorno delle centrali nucleari in Italia. La mozione impegna la giunta a rendere indisponibile il territorio della regione Umbria alle procedure di individuazione dei siti idonei all'attivazione di centrali nucleari, a operare nelle sedi istituzionali affinché resti valido il pronunciamento referendario del 1987 e a confermare e incrementare l'impegno della Regione a favore delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica.
"Spero sia possibile discutere della mozione sin da martedì prossimo - spiega Dottorini -. Le Marche lo hanno fatto appena pochi giorni fa, riunendo la maggioranza del Consiglio attorno alla necessità di escludere il loro territorio dalle possibili localizzazioni per centrali atomiche. E' importante mandare un segnale chiaro anche dall'Umbria. Il governo Berlusconi infatti individua una falsa soluzione per un problema serio. Il decreto approvato al Senato è una follia che non tiene conto dei rischi concreti, della necessità di contrastare il surriscaldamento del pianeta e dei costi per l'ambiente, per le piccole e medie imprese e per tutte quelle famiglie che già stanno investendo in impianti ad energia rinnovabile. L'energia dall'atomo è infatti costosissima e pericolosa, non è pulita, né disponibile in grandi quantità. E' noto a tutti che ai consumi attuali l'uranio fissile sarebbe disponibile per non più di 50 anni. Dobbiamo invece saper giocare la partita dell'innovazione, evitando di cedere a scelte vecchie e assistenzialiste".
"Per quanto ci riguarda - aggiunge Dottorini - torniamo a chiedere all'Umbria di ribadire la propria indisponibilità ad accogliere centrali atomiche nel proprio territorio e chiediamo che lo faccia da subito, senza attendere i sei mesi stabiliti dal decreto per la localizzazione. Non è pensabile che oggi, quando gli Stati Uniti e l'intero pianeta sembra inoltrarsi verso politiche economiche ecologicamente sostenibili, vi sia ancora chi pensa di tutelare i grandi gruppi economici danneggiando un tessuto economico diffuso e già operante nel territorio. Cosa ancora più grave, il Senato approvando un decreto di questo genere non ha tenuto conto del referendum popolare del 1987, che a stragrande maggioranza bocciò l'energia nucleare. Adesso - conclude Dottorini - dobbiamo adoperarci anche per un adeguamento del Piano energetico regionale che tenga in maggior conto le potenzialità delle energie prodotte da fonti rinnovabili e che assieme all'efficienza energetica valorizzi tutte le tecnologie più avanzate per contrastare l'archeologia energetica cui cerca di indirizzarci il governo nazionale".

Perugia, 16 luglio 2009

- Scarica la mozione
"La Ue ci chiede politiche agricole eco-compatibili, sbagliato continuare a investire soltanto sui settori tradizionali senza puntare alla riconversione e alla qualità"

MODIFICA DEL PSR. LA GIUNTA SI IMPEGNI A SOSTENERE IL MODELLO BIOLOGICO

"E' fondamentale che l'Umbria sappia cogliere l'opportunità di colmare alcune lacune passate, attraverso un impegno concreto della Giunta a sostenere il modello dell'agricoltura biologica e il settore zootecnico non intensivo e di qualità. Solo così saremo in grado di attrarre risorse per incentivare pratiche coerenti con quelle che sono chiamate le 'nuove sfide', cioè azioni mirate a contrastare i mutamenti climatici e a tutelare la qualità delle risorse del territorio".
Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini, interviene in merito alla modifica del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 che verrà presentata in questi giorni e sulla quale si avvierà una fase di trattative con Bruxelles al fine dell'assegnazione di nuovi fondi.
"Sarebbe veramente inspiegabile - aggiunge Dottorini - se, di fronte alla richiesta che l'Ue fa alle regioni di sostenere azioni e modelli a minore impatto ambientale, l'Umbria scegliesse di difendere solamente il settore del tabacco, dimenticandosi invece di un modello agricolo che quelle azioni già le pratica come sistema. Non riconoscere un premio congruo al biologico e soprattutto non impegnarsi per predisporre schede giustificative che permettano di difendere politicamente la scelta a sostegno di tale modello agricolo, risulterebbe una colossale beffa. Nel momento in cui tutti siamo chiamati ad elaborare strategie di riconversione eco-sostenibile, sarebbe imperdonabile mettere in atto politiche che di fatto incentivano l'uscita dal biologico, per aderire a misure spot la cui sommatoria, in termini di pagamento, risulterà superiore a quanto previsto per il biologico, ma sicuramente inferiore in termini di beneficio ambientale".
"E' inoltre necessario - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - prestare una maggiore attenzione al settore zootecnico non intensivo e di qualità, come richiesto anche dal Reg. 74/09. Per questo auspichiamo l'inserimento dei premi per pascoli e prati pascolo e colture foraggere per le aziende biologiche e l'apertura di misure specifiche per tutte le attività zootecniche non considerate e, in particolare, l'allevamento avicolo e l'allevamento apistico. E' quindi fondamentale - conclude il capogruppo regionale dei Verdi e civici - che la Giunta scelga di attuare una seria politica di sviluppo rurale prevedendo degli interventi strategici che riconoscano i dati oggettivi che indicano il modello agricolo biologico come quello maggiormente adatto a raggiungere gli obiettivi di minor impatto ambientale e maggior sostenibilità produttiva che l'Ue richiede".

Perugia, 13 luglio 2009
"La scelta del governo riporta l'Italia al medioevo energetico. Presidente Lorenzetti contrasti le scelte del governo e renda indisponibile il territorio regionale "

UMBRIA DICA NO CHIARO A ENERGIA ATOMICA, SCELTA ANTIQUATA, COSTOSISSIMA E RISCHIOSA

"Quella del ritorno al nucleare è una scelta folle che avrà come unico effetto quello di bloccare i percorsi di modernizzazione del paese avviati con i provvedimenti in favore delle energie rinnovabili. Chiediamo alla presidente Lorenzetti un impegno concreto per contrastare in ogni modo questa decisione, rendendo intanto indisponibile il territorio della nostra regione a soluzioni antiquate, costosissime e inappropriate. Non si risponde all'emergenza climatica vendendo illusioni e riproponendo soluzioni insostenibili sia dal punto di vista ambientale che economico".
Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, commenta con queste parole l'approvazione al Senato del ddl Sviluppo che di fatto riapre la strada all'energia atomica e torna a riproporre la mozione già presentata dai Verdi e civici alcuni mesi fa.
"Quella del nucleare - aggiunge Dottorini - è una scelta ideologica e perdente, che non produrrà risultati se non quello di riportare il nostro paese al medioevo energetico. Berlusconi individua una falsa soluzione per un problema serio. La sua è una follia che non tiene conto dei rischi concreti, della necessità di contrastare il surriscaldamento del pianeta e dei costi per l'ambiente, per le piccole e medie imprese e per tutte quelle famiglie che già stanno investendo in impianti ad energia rinnovabile. L'energia dall'atomo è infatti costosissima e pericolosa, non è pulita, né disponibile in grandi quantità. E' noto a tutti che ai consumi attuali l'uranio fissile sarebbe disponibile per non più di 50 anni. Dobbiamo invece saper giocare la partita dell'innovazione, evitando di cedere a scelte vecchie e assistenzialiste".
"Per quanto ci riguarda - aggiunge Dottorini - torniamo a chiedere all'Umbria di ribadire la propria indisponibilità ad accogliere centrali atomiche nel proprio territorio. Non è pensabile che oggi, quando l'intero pianeta sembra inoltrarsi verso politiche economiche ambientalmente sostenibili, vi sia ancora chi pensa di tutelare i grandi gruppi economici danneggiando un tessuto economico diffuso e già operante nel territorio. Non sarà facile imporre una scelta di questo genere senza tener conto del referendum popolare del 1987, che a stragrande maggioranza bocciò l'energia nucleare".

Perugia, 10 luglio 2009
"Gli umbri hanno sopportato le conseguenze di troppe promesse illusorie che hanno soltanto dirottato i fondi su progetti fittizi e velleitari"

E45. BENE FONDI PER MANUTENZIONE, BASTA SBANDIERARE LA CHIMERA DI UN'AUTOSTRADA CHE NON C'E'

"Lo stanziamento di 12 milioni di euro per la manutenzione della E45 è una buona notizia, che va nella direzione che noi, al contrario di altre forze politiche di destra e sinistra, sosteniamo da sempre: la E45 ha bisogno di una grande opera di manutenzione e messa in sicurezza, evitando cantieri trentennali, ma puntando invece sulla sua funzionalità e sull'adeguamento agli standard europei. Le tante fanfare che periodicamente tornano a proporre la chimera di una trasformazione in autostrada sanno di esprimere opinioni quanto meno discutibili e improponibili per una regione come l'Umbria".
Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale, commenta con queste parole la notizia dell'aggiudicazione da parte di Anas dei lavori per la manutenzione della E45.
"Gli umbri in questi anni - aggiunge Dottorini - hanno sopportato le conseguenze di troppe promesse illusorie e truffaldine, continuando a fare i conti con un'arteria ridotta in condizioni pietose e non in grado di garantire i più ridotti standard di sicurezza. La politica degli annunci del governo Berlusconi è ormai collaudata e per questo oggi dobbiamo prenderci con molta soddisfazione i fondi per una manutenzione indispensabile, lasciando a lobbies collaudate e schieramenti politici trasversali il compito di sbandierare la chimera di un'autostrada che non c'è. Gli umbri sanno cosa significherebbe vendere ai privati un'opera pubblica di quelle dimensioni e vedono ogni giorno le condizioni in cui è stata ridotta la E45 dalla trascuratezza dei governi e da chi ha preferito dirottare i fondi su progetti fittizi e velleitari pur di non affrontare l'emergenza dell'oggi che si chiama adeguamento e messa in sicurezza".

Perugia, 2 luglio 2009
 

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