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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Novembre 2009 Archives

"Anche il Pd accetti la sfida. Questo è un esecutivo di vecchi, specchio dell'Italia peggiore, in grado soltanto di travolgere la Costituzione per salvare il suo leader"

NO-B DAY. TUTTE LE FORZE POLITICHE ABBIANO CORAGGIO E UMILTA' DI SCENDERE IN PIAZZA PER DIRE NO A GOVERNO INDECENTE

"E' importante che da tutte le forze sociali e politiche si levi una voce forte per dire no a un governo che privatizza l'acqua, che stravolge la costituzione al solo scopo di salvare il suo leader e che non riesce a risolvere i veri problemi degli italiani, dal lavoro sempre più precario, alla lotta alla crisi economica. Credo che questo sia il momento in cui tutte le forze politiche di opposizione devono avere il coraggio e l'umiltà di scendere in piazza insieme ai giovani, ai precari, al mondo della cultura e della Rete affinché si faccia sapere a Berlusconi che c'è un intero paese che vuole mandarlo a casa e non solo l'Italia dei valori".
Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale annuncia la sua partecipazione al "No-B Day", la manifestazione che si svolgerà il prossimo 5 dicembre a Roma, promossa dal mondo della rete per dire basta al governo Berlusconi, e ricorda che l'Italia dei valori dell'Umbria mette a disposizione dei pullman per chi vorrà partecipare.
"Per scendere in piazza non c'è bisogno di essere di questo o di quel partito - spiega Dottorini - è sufficiente condividere le istanze di una manifestazione spontanea nata nella Rete. Ci auguriamo pertanto che anche la parte più aperta del Partito democratico dell'Umbria accetti la sfida, nonostante il loro leader nazionale si sia inspiegabilmente chiamato fuori da questa manifestazione. Ci troviamo di fronte ad un governo che rispecchia l'Italia peggiore, che preferisce investire
miliardi di euro sul nucleare o nella progettazione di un ponte inutile e taglia qualche milione dalla banda larga. Questo è un esecutivo di vecchi, che per risparmiare qualche minuto nel tragitto Messina-Reggio Calabria ci scaraventa agli ultimi posti in Europa per il digital divide - continua l'esponente dell'Idv -. Il Parlamento non riesce a fare una legge in materia di occupazione, di lavoro, di piccole e medie imprese, di infrastrutture utili e moderne. In Parlamento si parla solo del lodo salva processi e dell'autorizzazione a procedere che deve essere ripristinata per i parlamentari. Gli italiani non ne possono più. Proprio per questo aderiamo convinti al No-B Day".  

Perugia, 30 novembre 2009 
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Interrogazione alla giunta: "Necessario valutare l'assetto finale dell'area tenendo conto degli aspetti ambientali, urbanistici, paesaggistici e culturali"
 
EX-SAI. DOTTORINI (IDV) E RONCA (PD) CHIEDONO L'INTERVENTO DELLA REGIONE PER LA REVISIONE COMPLESSIVA DEL PROGETTO

I consiglieri regionali Oliviero Dottorini (Idv) e Enzo Ronca (Pd) hanno presentato una interrogazione alla giunta per sapere se intende intervenire per una revisione complessiva del progetto avanzato dal comune di Passignano sul Trasimeno e dalla società Michelangelo Costruzioni srl, proprietaria dei terreni, che prevede la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria sull'area denominata ex-Sai e sulle aree limitrofe, prospicienti le rive del lago.
"Ricordiamo - spiegano i due consiglieri - che questo progetto interessa una superficie di circa 11,5 ettari tra la ferrovia e la riva del lago Trasimeno. Di questi, circa 13mila metri quadri saranno destinati a parcheggio e ben 53mila saranno utilizzati a fini edificatori. Lo scenario finale prevede cubature per un totale di circa 170mila metri cubi, di cui 90mila a destinazione residenziale, 64mila a destinazione direzionale commerciale e 18mila a destinazione turistico produttivo. Una colata di cemento, in grado di stravolgere l'assetto dell'intero territorio senza contropartite significative per la collettività".
"Non è accettabile - spiega Dottorini - un progetto, come quello dell'Ex-Sai, che sembra ritagliato sulle esigenze dei privati e che compromette fortemente le potenzialità economiche, ambientali e turistiche del lago. Quel piano va rimesso in discussione e rivisto radicalmente, coinvolgendo cittadini, associazioni e forze politiche. Riteniamo che la regione debba dare una risposta politica ad un problema politico, non ci accontentiamo dei tecnicismi degli apparati.   Il fatto che a questa nostra richiesta si aggiunga oggi anche quella del collega Ronca credo sia significativo e testimoni un interesse crescente su questo problema. Adesso occorre una risposta concreta".
Commenta Ronca: "La revisione progettuale non potrà prescindere da scelte di alta qualità urbanistica che sappiano coniugare tutte le implicazioni ambientali, paesaggistiche e culturali; scelte che dovranno essere costruite insieme alla popolazione e alle forze sociali ed economiche locali con la consapevolezza di lavorare ad un progetto a valenza regionale".
 
Perugia, 27 novembre 2009
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"Hanno recepito solo le ragioni degli allevatori, rifiutando di ascoltatre cittadini, associazioni e comitati. Un altro inciucio dopo quello di quattro mesi fa"
 
PIANO ACQUE. DOTTORINI (IDV): EMENDAMENTI GIUNTA PEGGIORANO PIANO GIA' INACCETTABILE. SIGNIFICATIVA L'ASTENSIONE DEL PDL

"Il rinvio in commissione non è servito a nulla. Tutti i gruppi hanno rifiutato in modo categorico di ascoltare i rappresentanti della cittadinanza di Bettona e Marsciano e gli emendamenti presentati dalla giunta hanno l'effetto di peggiorare ulteriormente un provvedimento che già in partenza valutavamo in modo assolutamente negativo. Il fatto poi che il Pdl, dopo una strenua opposizione nelle prime sedute, si sia astenuto anche nella votazione di oggi è rivelatore di cosa sia avvenuto in queste ultime settimane. Le pressioni delle associazioni di categoria degli allevatori hanno avuto la meglio su ogni valutazione di buon senso. Come se non ci fosse di mezzo uno dei disastri ambientali più gravi mai vissuti dalla nostra regione, si sta ripetendo l'inciucio che appena quattro mesi fa portò Pd e alleati a votare una mozione presentata dal Pdl a sostegno del comune di Bettona, proprio alla vigilia degli arresti e degli avvisi di garanzia su capi d'imputazione gravissimi, quali disastro ambientale e associazione a delinquere".   Questo il commento del capogruppo regionale dell'Italia dei valori a Palazzo Cesaroni, Oliviero Dottorini, in seguito alla riunione della commissione consiliare alla quale il Consiglio regionale nell'ultima seduta aveva rinviato il Piano di tutela delle acque per una ulteriore analisi.
"La giunta - spiega Dottorini - oggi ha confermato tutti i suoi emendamenti, con il disegno politico alla base che sottende a questo provvedimento. Gli impianti di depurazione del malaffare non chiuderanno, viene cancellato l'obiettivo di drastica diminuzione dei capi suini previsti, si innalza il numero dei capi suini oltre il quale viene prevista una verifica di sostenibilità ambientale, i cittadini continueranno a essere esclusi per legge dalle decisioni che li riguardano direttamente. E' più che evidente la mancanza di una chiara volontà di risolvere una volta per tutte in maniera trasparente e organica un problema che da anni affligge questi territori. La politica del "ma anche" cerca ancora una volta di dare un contentino alle associazioni ambientaliste e ai comitati, lasciando inalterata la possibilità di continuare in attività che hanno arricchito pochi a spese della collettività".
"Per quanto ci riguarda - conclude l'esponente dell'Italia dei valori - questo Piano così com'è è inaccettabile. Confermeremo i nostri emendamenti anche in aula, chiedendo la chiusura degli impianti di Bettona e Marsciano per passare ad impianti aziendali moderni e tecnologicamente adeguati. Attraverso la nostra mozione continueremo a chiedere che la normativa regionale attualmente in vigore venga abrogata e modificata in modo tale da garantire una regolamentazione trasparente relativa ai reflui di origine zootecnica e da assicurare controlli efficaci. Purtroppo dobbiamo prendere atto che la volontà politica della giunta e i patti trasversali tra schieramenti politici vanno in tutt'altra direzione".
 
Perugia, 26 novembre 2009
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"Un autentico furto di democrazia la proposta Pd-Pdl, condivisa da Prc e Sinistra e libertà. Confermata nostra indisponibilità a partecipare ai lavori della commissione"
 
LEGGE ELETTORALE. DOTTORINI SCRIVE A BRACCO, LORENZETTI E GIROLAMINI: NO AL LISTINO DEI NOMINATI DAI PARTITI

"Confermiamo la nostra indisponibilità a partecipare ai lavori della Commissione speciale per le riforme statutarie a causa delle modalità e dei contenuti con cui si va esplicitando la discussione sulla nuova legge elettorale regionale. Crediamo che il listino di nominati dai partiti, così come proposto da Pd e Pdl con il sostegno di Prc e Sinistra e libertà, sia una vera truffa ai danni dei cittadini, che toglie loro la possibilità di scegliere gli eletti e garantisce postazioni privilegiate a chi il consenso non riesce a raccoglierlo democraticamente". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale annuncia di aver inviato ieri una lettera al presidente del Consiglio regionale Fabrizio Bracco, alla presidente della Giunta Maria Rita Lorenzetti e alla presidente della commissione speciale per comunicare la volontà di non prendere più parte alle discussioni sulla nuova legge elettorale "fino a quando non si riterrà utile avviare una reale discussione sulla partecipazione dei cittadini umbri nella scelta dei propri rappresentanti nelle istituzioni".
"Ribadiamo la nostra contrarietà a liste bloccate e listini e riteniamo quanto si va deliberando in commissione un autentico furto di democrazia che giunge proprio nel momento in cui la politica sta vivendo una delle crisi di credibilità più acute e nel momento in cui sale inequivocabile da parte dei cittadini la richiesta di esercitare il diritto di scelta dei propri rappresentanti. La proposta Pd-Pdl che emerge dalla commissione rischia di accentuare ancora di più la distanza tra ceto politico e opinione pubblica. Tra l'altro qualcuno dovrebbe avere la pazienza di spiegarci come si fa a sostenere pubblicamente la propria contrarietà ai listini e poi nelle segrete stanze della commissione farsi promotori dell'esatto contrario. Per quanto ci riguarda, qualora non intervengano mutamenti sul tema, rinviamo ogni discussione all'Aula - conclude Dottorini - e annunciamo fin da ora una forte mobilitazione del nostro partito per far conosce agli umbri e alla società civile i motivi della nostra scelta, scelta che riteniamo in linea con i principi fondamentali della Costituzione".
 
Perugia, 25 novembre 2009 

Scarica la lettera che Oliviero Dottorini ha inviato al Presidente Bracco, alla Presidente Lorenzetti e alla Presidente Girolamini

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"Per quanto riguarda Bettona e Marsciano il Piano è per noi inaccettabile. Necessaria la chiusura degli impianti e una normativa trasparente per i reflui"
 
PIANO ACQUE. ORA LA COMMISSIONE ASCOLTI I COMITATI DEI CITTADINI E MODIFICHI RADICALMENTE IL TESTO

"Siamo in profondo disaccordo su come il Piano delle acque affronta la questione relativa agli allevamenti zootecnici di Bettona e Marsciano, a maggior ragione dopo gli emendamenti peggiorativi proposti in aula dalla giunta regionale. Chiediamo che, nel momento in cui l'atto torna in commissione, vengano convocati e ascoltati anche i comitati dei cittadini che da anni si impegnano per la tutela del territorio. E' veramente grave che fino ad oggi si siano prese in considerazione soltanto le ragioni degli allevatori e delle loro associazioni di categoria, escludendo da ogni confronto chi in questi anni è stato tacciato di estremismo e strumentalità, mentre aveva i fatti dalla propria parte. Per quanto ci riguarda quel piano è inaccettabile". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei valori, commenta la decisione del Consiglio regionale di rinviare in commissione gli atti relativi al Piano di tutela delle acque, in seguito ad una serie di emendamenti presentati dalla giunta.
"Dobbiamo rigettare - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - quei tentativi di inciucio tra schieramenti che già pochi mesi fa hanno portato ad avallare le posizioni del comune di Bettona, proprio alla vigilia della clamorosa vicenda giudiziaria che ha sconvolto l'intera regione, con arresti su capi di imputazione di assoluta gravità quali associazione a delinquere e disastro ambientale. Il fatto che, a fronte di una originaria opposizione, il Pdl si sia astenuto sul testo uscito dalla commissione la dice lunga sulla volontà di non giungere a scelte coraggiose, chiare e definitive per quei territori. Il rischio di una soluzione pasticciata è reale. Ci opporremo al perpetrarsi di una situazione che in questi anni ha prodotto danni enormi all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, in nome di un profitto garantito a pochi soggetti e a discapito della collettività ".
"Nel merito - continua il capogruppo dei Verdi per i valori - Idv - riteniamo assolutamente sbagliata la scelta contenuta nel Piano di proseguire con gli impianti consortili di depurazione che sono stati la causa del disastro ambientale di quelle aree. Il fatto che la Regione possa intervenire investendo denaro pubblico su strutture inadeguate e dannose per il territorio esclude a priori la possibilità di dotare le aziende di impianti di stalla, sgomberando così ogni equivoco riguardo alla possibilità di trattare rifiuti. I nostri emendamenti e la mozione da noi presentata hanno come obiettivo la chiusura degli impianti di Bettona e Marsciano per passare ad impianti aziendali moderni e tecnologicamente adeguati. Comunque chiediamo che la normativa regionale attualmente in vigore venga abrogata e modificata in modo tale da garantire una regolamentazione trasparente relativa ai reflui di origine zootecnica e da assicurare controlli efficaci".
"Verificheremo nei prossimi giorni se c'è la reale volontà di giungere a una modifica radicale del Piano e dell'atteggiamento che si è tenuto in questi anni di errori politici e amministrativi. Il primo gesto concreto sarà quello di invitare le associazioni civiche ad un confronto in commissione".

Perugia, 24 novembre 2009
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"Chiediamo che l'atto venga messo all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Regionale. La Giunta presenti ricorso di costituzionalità contro un bene primario e di vitale importanza"

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"E' urgente che la nostra mozione venga sottoscritta anche dagli altri capigruppo della maggioranza, è necessario dare un segnale di unità della coalizione contro un governo che mercifica i beni comuni e non si fa nessuno scrupolo a regalare ai privati e alle banche la gestione di un servizio essenziale come l'acqua". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi per i valori - Idv interviene sull'avvenuta conversione in legge del decreto 135 approvato dalla maggioranza in Parlamento e sollecita la coalizione di centro sinistra in Consiglio regionale ad opporsi alla privatizzazione di un bene comune come l'acqua.
"Il nostro gruppo ha presentato giovedì scorso una mozione che impegna la Regione Umbria a presentare ricorso di costituzionalità contro il decreto 'Ronchi' che di fatto sottrae all'autonomia degli enti locali la gestione del servizio idrico e nega quindi il principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione - ha detto l'esponente dell'Italia dei Valori -.  Lo abbiamo messo a disposizione di tutti i gruppi della maggioranza. Ora anche gli altri capigruppo devono dare un segnale forte in modo da impegnare politicamente la Giunta a unirsi al coro delle altre regioni, come Emilia Romagna, Marche, Puglia e Liguria, che hanno già annunciato un ricorso di costituzionalità e per questo chiediamo ufficialmente che l'atto venga discusso nella prossima seduta utile del Consiglio regionale".
"E' importante ribadire ancora una volta che l'acqua è un bene comune essenziale per la vita di ogni uomo, un diritto umano universale che non può divenire risorsa esclusiva. Tra l'altro il meccanismo introdotto dalle previsioni normative della legge 133 del 2008, oltre a considerare l'acqua come un bene di rilevanza economica  - aggiunge l'esponente dell'Italia dei valori -, finirà a breve per comportare un aumento vertiginoso di costi per l'utente finale, con la costituzione di ulteriori enti politicizzati e costosissimi. Fino a oggi tuttavia era quanto meno riconosciuta facoltà alle amministrazioni locali e ai loro consorzi di esercitare la gestione attraverso società interamente pubbliche e sulla base di indirizzi e controlli diretti".
"Chiediamo quindi agli altri gruppi consiliari di unirsi - conclude Dottorini - per intervenire con tutti gli strumenti a disposizione della Giunta per evitare che un bene essenziale alla vita di ogni essere vivente venga mercificato e che la sua gestione venga consegnata alle regole del mercato e del profitto".

Perugia, 23 novembre 2009

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"Idv promuoverà un referendum nazionale per la gestione pubblica del servizio idrico. Importante sostenere la campagna del Forum dei movimenti per l'acqua"

ACQUA. DOTTORINI (IDV) DEPOSITA MOZIONE CHE IMPEGNA LA REGIONE A PRESENTARE RICORSO DI COSTITUZIONALITA' CONTRO PRIVATIZZAZIONE

"Il servizio idrico deve essere sottratto alle logiche del profitto e ai processi di privatizzazione. Per questo è importante che la Regione Umbria presenti ricorso di costituzionalità contro il recente decreto governativo che di fatto privatizza e mercifica un bene comune come l'acqua, sottraendolo all'autonomia degli enti locali e negando quindi il principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi per i valori - Idv, comunica di aver depositato oggi una mozione che impegna la giunta a presentare ricorso di costituzionalità allo scopo di contrapporsi al decreto 135 approvato dal governo Berlusconi e oggi convertito in legge dalla Camera dei deputati.
"Metteremo a disposizione di tutta la coalizione di centrosinistra la nostra mozione, consentendo a tutti di passare dalle enunciazioni di principio ai fatti. Su certi temi a nostro avviso non sono ammessi doppi giochi o escamotage. Questo provvedimento - spiega Dottorini - sottrae ai cittadini un diritto fondamentale, consegnando l'acqua, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali per farne un nuovo business per i privati e per le banche. E' quindi assolutamente necessario opporsi in maniera decisa per evitare che i consigli comunali e i sindaci eletti dai cittadini siano espropriati della gestione dell'acqua potabile che per legge sarà privatizzata e consegnata al mercato. A questo scopo l'Italia dei valori ha promosso, a livello nazionale, un referendum per riaffermare che la gestione dell'acqua deve essere pubblica. Allo stesso modo è importante che anche i comuni le regioni facciano la loro parte. I comuni inserendo nei propri Statuti il riconoscimento che il servizio idrico è privo di rilevanza economica, le regioni approvando mozioni come quella da noi proposta".
"E' importante ribadire ancora una volta - aggiunge l'esponente dell'Italia dei valori - che l'acqua è un bene comune essenziale per la vita di ogni uomo, un diritto umano universale che non può divenire risorsa esclusiva. Tra l'altro il meccanismo introdotto dalle previsioni normative della legge 133 del 2008, oltre a considerare l'acqua come un bene di rilevanza economica, finirà a breve per comportare un aumento vertiginoso di costi per l'utente finale, con la costituzione di ulteriori enti politicizzati e costosissimi. Fino a oggi tuttavia era quanto meno riconosciuta facoltà alle amministrazioni locali e ai loro consorzi di esercitare la gestione attraverso società interamente pubbliche e sulla base di indirizzi e controlli diretti. Nel testo approvato in questi giorni invece gli affidamenti a società interamente pubbliche vengono fatti decadere improrogabilmente nel 2011 a meno che l'amministrazione locale non ceda il 40 per cento delle sue quote nella società a soggetti privati. Una scelta scellerata. Per questi motivi chiediamo alla Regione di intervenire con tutti gli strumenti a sua disposizione per evitare che un bene essenziale alla vita di ogni essere vivente venga mercificato e che la sua gestione venga consegnata alle regole del mercato e del profitto".

Perugia, 19 novembre 2009

Scarica la mozione


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"In Umbria tanta gente senza casa e troppe case senza gente. Auspichiamo che anche la giunta riconosca l'importanza di un provvedimento giusto e atteso"
 
LEGGE SU AUTOCOSTRUZIONE FONDAMENTALE PER CONSENTIRE A TUTTI IL SOGNO DI UNA ABITAZIONE

"Finalmente dopo oltre 2 anni di attesa, il Consiglio regionale inizia l'esame di un provvedimento che riteniamo importante per i tanti cittadini e le tante famiglie che anche nella nostra regione non vedono rispettato il diritto alla casa, non avendo la possibilità di accedervi attraverso il mercato privato della locazione o attraverso l'acquisto". Con queste parole il capogruppo dei Verdi per i valori - Idv, Oliviero Dottorini, commenta l'avvio della discussione in terza Commissione della sua proposta di legge concernente "Norme in materia di autocostruzione ed autorecupero a fini abitativi".
"Si tratta di una legge - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - che ha un carattere spiccatamente sociale e, proprio per questo, si coniuga con una chiara scelta urbanistica volta al risparmio del suolo o ad uso di questo in modalità sostenibile, contiene le spinte speculative del mercato immobiliare e contribuisce a non disperdere l'identità sociale dei luoghi storici delle città. Attraverso l'autocostruzione associata e l'autorecupero  le amministrazioni possono contribuire in maniera significativa a risolvere gravi problemi sociali quali quelli derivanti dalla domanda abitativa dei giovani, delle giovani coppie, degli immigrati e delle famiglie monoreddito.".
"Purtroppo - conclude Dottorini - non sempre si è dimostrato interesse da parte dell'assessorato alle politiche sociali. Auspichiamo quindi che anche la giunta riconosca l'importanza di una legge che toglie alla discrezionalità dei singoli amministratori la possibilità di realizzare o ristrutturare la propria abitazione, favorendo la collaborazione tra famiglie e gruppi sociali nell'acquisizione delle abitazioni anziché metterli in competizione tra loro. Questo provvedimento rappresenta una valida risposta alla situazione che in Umbria vede 'tanta gente senza casa' e 'tante case senza gente'".
 
Perugia, 19 novembre 2009

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"Inopportuno affidamento a Codep, il nuovo Piano delle acque dovrà tenere conto di una situazione esplosiva"
 
"Il sequestro dell'impianto di depurazione dei reflui zootecnici di Bettona è un'ulteriore dimostrazione della gravità della situazione della gestione degli allevamenti zootecnici a Bettona e in tutta la nostra regione. All'indomani della decisione del consiglio comunale di Bettona che lascia a Codep la gestione dell'impianto di depurazione, questo sequestro non fa altro che confermare quanto meno l'inopportunità di tale affidamento. Questo ultimo provvedimento cautelare dimostra quanto siano fondate le preoccupazioni dei cittadini di Bettona e quelle formalizzate dal nostro gruppo attraverso le osservazioni e gli emendamenti al Piano di tutela delle acque prossimamente in discussione in Consiglio regionale". Questo il commento del capogruppo regionale dei Verdi per i valori - Idv Oliviero Dottorini alla notizia del sequestro da parte dei Carabinieri del Noe dell'impiando di depurazione di Bettona.
"Pur non conoscendo le motivazioni reali che hanno portato al sequestro - aggiunge l'esponente dell'Idv -  voglio comunque manifestare apprezzamento per l'iniziativa delle forze dell'ordine e affermare che quando si parla di ambiente e di tutela della salute occorre procedere con il massimo rigore. Sarà opportuno che anche la politica sappia trovare una soluzione razionale, equilibrata e definitiva a una situazione che non può più essere tollerata".
 
Perugia, 19 novembre 2009
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Questo articolo è tratto dalla rivista telematica FISCO OGGI.

La Dott.ssa Antonina Giordano (Funzionaria della Agenzia delle Entrate) risponde ad un contribuente circa il presunto "obbligo" di i$crizione al club privato A.$.I..

La Funzionaria della Agenzia delle Entrate, spiega che non esiste alcun obbligo di iscrizione ed è sufficiente che il veicolo abbia compiuto 20 anni e sia contemplato nel comma II dell'art.63 della L.342/2000.

Leggi l'articolo di FISCO OGGI.

Purtroppo le Regioni d'Italia si comportano in ordine sparso, ma ecco un riassunto:
Lombardia, al compimento dei 20 anni tutti i VEICOLI godono dei benefici fiscali, non occorre alcuna i$crizione;
Piemonte, al compimento dei 20 anni tutti i VEICOLI godono dei benefici fiscalici e ci si deve rivolgere a dei club (probabilmente bisogna iscriversi)
;
Umbria, al compimento dei 20 anni tutti i VEICOLI godono dei benefici fiscalici, si può
autocertificare ed in seguito ci si dovrà rivolgere c/o uno qualunque dei Centri Autorizzati che la Regione individuerà a breve per farsi confermare l'autocertificazione presentata;
Toscana, al compimento dei 20 anni, TUTTI gli autoveicoli pagano 60 euro ed i motoveicoli 20 euro (tassa di possesso); mentre i VEICOLI che hanno da 30 anni in su, pagano 28,40 euro gli autoveicoli ed 11,36 euro i motoveicoli (tassa di circolazione);
Puglia, sono validi tutti gli attestati rilasciati dai club presenti nell'art.60 del Codice della Strada (art.5 L.R.25/2003); 

Regioni a Statuto Speciale (Sicilia, Sardegna, Friuli, Valle d'Aosta), in queste regioni la Tassa Automobilistica è gestita dalla Agenzia delle Entrate e si può autocertificare, non occorre alcuna iscrizione.

È ovvio che se liberamente ci si vuole iscrivere ad uno o più club, lo si può tranquillamente fare, così come prevede l'art.18 della Costituz. (leggilo).

Segnalateci la situazione nelle Vostre Regioni.

Buona lettura.

dario maria di bello

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Il capogruppo dei Verdi per i valori - Idv abbandona i lavori della commissione per protesta: "Noi contrari a liste bloccate e listini. Testo antidemocratico"
 
CON IL LISTINO DI NOMINATI SI STA CONFEZIONANDO UN PACCO AI DANNI DEI CITTADINI

"Un patto trasversale all'interno della commissione sta portando alla costruzione di una legge elettorale che prevede l'introduzione di un listino di nominati dai partiti togliendo agli elettori la possibilità di scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni. E' un fatto della massima gravità che non ci vedrà corresponsabili, dal momento che siamo contrari a qualsiasi ipotesi di liste bloccate o listini. Per questo ci siamo rifiutati di iniziare a votare quel testo che consideriamo antidemocratico e non rispettoso degli elettori". Con queste parole il capogruppo dei Verdi per i valori - Idv in Consiglio regionale Oliviero Dottorini annuncia di aver abbandonato i lavori della commissione speciale per le riforme al momento dell'inizio del voto del testo presentato dal gruppo del Partito democratico, considerando "una vergogna" il patto che sta unendo Pd e Pdl.
"Si fa sempre più concreto il rischio che in Umbria si vari una legge elettorale che assomiglia nella sua filosofia al tanto criticato Porcellum, con consiglieri nominati dai partiti in un listino bloccato, senza dare la possibilità agli elettori di esprimersi su quei nomi. Il fatto che oggi il Pd - aggiunge l'esponente dell'Italia dei valori - nonostante le enunciazioni ufficiali sia a livello nazionale che regionale, abbia posto questo come punto irrinunciabile, ci fa temere il peggio. Con il placet dell'opposizione e tra silenzi imbarazzati, si sta confezionando un pacco ai cittadini che assomiglia molto a quello del famigerato Porcellum. La nostra proposta restituisce agli elettori la possibilità di scegliere fra candidati, conferma il bipolarismo, garantisce la governabilità ed un giusto equilibrio tra le province di Perugia e Terni. Ma evidentemente ha un limite insormontabile: quello di non garantire postazioni di privilegio ad alcuno. La fretta che spinge oggi a procedere con l'esame del testo, dopo settimane di inattività della commissione, è indicativo della necessità di chiudere questa partita senza rendere consapevoli gli umbri di ciò che si sta consumando. Noi continueremo a lavorare per affermare i contorni di una proposta seria, aperta e democratica".
 
Perugia, 18 novembre 2009
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"Chiedevamo un pronunciamento politico sulle intenzioni della Giunta di salvaguardare il territorio di Passignano"

"Sulla vicenda dell'Ex-Sai abbiamo ricevuto dalla Giunta una risposta elusiva ed in quanto tale preoccupante. Tutto questo ci porta a sospettare che la politica stia rinunciando ad impegnarsi per evitare che una colata di cemento senza precedenti comprometta in maniera irreversibile l'assetto urbanistico, viario e paesaggistico di un territorio a forte vocazione turistica. Non possiamo avallare un progetto che non presenta vantaggi per l'interesse collettivo ma al contrario sembra ritagliato sulle convenienze dei privati".  Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi per i valori - Idv, Oliviero Dottorini, commenta la risposta ricevuta dall'assessore all'Ambiente Lamberto Bottini alla interrogazione sul progetto Ex-Sai che prevede la realizzazione  di opere di urbanizzazione primaria su un'area che si estende per circa 11,5 ettari tra la ferrovia e la riva del lago Trasimeno. Di questi, circa 13mila metri quadri saranno destinati a parcheggio e ben 53mila saranno utilizzati a fini edificatori. Lo scenario finale prevede cubature per un totale di circa 170mila metri cubi, di cui 90mila a destinazione residenziale, 64mila a destinazione direzionale commerciale e 18mila a destinazione turistico produttivo.
"Con la nostra interrogazione - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - chiedevamo un pronunciamento politico ed invece ci è stata fornita la cronistoria della procedura burocratica della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), che conoscevamo già avendo avuto modo di studiare la questione prima di decidere di interrogare la Giunta. Per questi motivi abbiamo già predisposto un'ulteriore interrogazione con la quale ribadiamo la domanda politica alla quale non ci è stata data risposta. Vogliamo cioè sapere quali impegni la Giunta intende assumere per garantire un corretto sviluppo urbanistico, paesaggistico e territoriale a Passignano sul Trasimeno e se non ritiene necessario adoperarsi per una revisione complessiva del progetto Ex-Sai che tenga conto degli aspetti ambientali, urbanistici, paesaggistici, storici, culturali ed economici dell'intera area e che garantisca una connotazione unitaria  e integrata del territorio secondo un principio di equilibrio tra conservazione ambientale e sviluppo".
"Al contrario il progetto presentato dal comune di Passignano e dalla società Michelangelo Costruzioni srl, proprietaria dei terreni, porterebbe effetti devastanti per tutta l'area, con volumetrie residenziali che risultano parametrate ad una capacità insediativa  di circa 1.000 abitanti, andando così a saturare ben oltre ogni prospettiva di sviluppo demografico, la capacità edificatoria dell'intero comune per i decenni a venire. Tra l'altro, la risposta dell'assessore riguarda solamente il progetto per le opere di urbanizzazione primaria, mentre noi avevamo denunciato, con la nostra interrogazione, come non fosse possibile avere il quadro dell'intervento finale. Il che ci pone di fronte al rischio concreto di avallare un progetto del quale non è chiaro l'assetto finale e complessivo".
"Credo che l'assemblea pubblica di domenica prossima a Passignano - conclude Dottorini - che vedrà la partecipazione di esperti e  dell'onorevole Leoluca Orlando saprà conferire alla legittima protesta delle popolazioni del lago Trasimeno la giusta dimensione politica che merita".


Perugia, 17 novembre 2009
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Presentato pacchetto emendamenti del gruppo Verdi per i valori - Idv: "Necessaria soluzione ragionevole, sostenibile e definitiva per Bettona e Marsciano"

PIANO ACQUE. SU ALLEVAMENTI ZOOTECNICI EVITARE SOLUZIONI PASTICCIATE E INCIUCI

"La situazione ambientale di Bettona e Marsciano ci racconta di un territorio violato e inascoltato per troppo tempo, di supponenze e arroganze che per anni non hanno trovato alcun argine. E' giunto il momento che le politiche regionali individuino una soluzione ragionevole, sostenibile e definitiva per quei territori e per la zootecnia dell'intera regione evitando soluzioni pasticciate o escamotage regolamentari. Da anni denunciamo, assieme ai comitati locali e alle forze politiche più responsabili, lo scempio ambientale e le possibili ripercussioni sulla salute di una gestione quanto meno discutibile dell'intera filiera degli allevamenti suini. Il triste evolversi di questa vicenda, con gli arresti dell'estate scorsa e capi di imputazione di assoluta gravità, ci dimostra che in tanti anni sono stati prodotti danni enormi all'ambiente e alla credibilità delle istituzioni, in nome di un profitto garantito a pochi soggetti e a discapito della collettività. Nel discutere il Piano di tutela delle acque dovremo tener conto di tutti questi aspetti, rigettando ogni tentativo di inciucio tra schieramenti che già pochi mesi fa ha portato ad avallare la posizione del comune di Bettona, proprio alla vigilia della clamorosa vicenda giudiziaria che ha sconvolto l'intera regione e che ha visto al centro delle bufera giudiziaria proprio quel comune". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini annuncia la presentazione del pacchetto di emendamenti del gruppo dei Verdi per i valori - Idv al provvedimento "Norme in materia di tutela e salvaguardia delle risorse idriche" in discussione nei prossimi giorni in Consiglio regionale.
"I nostri emendamenti - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - sono dettati dall'esigenza di evitare che si ripetano situazioni come quelle che hanno segnato i territori di Bettona e Marsciano. Per quanto ci riguarda, è assolutamente discutibile l'idea di proseguire con gli impianti che sono stati causa del disastro ambientale di quell'area, così come prevede la proposta di Piano di tutela delle acque. Chiederemo di dotare le aziende di impianti di stalla e di sgomberare ogni equivoco riguardo alla possibilità di impianti che trattino rifiuti. In ogni caso va evitato ogni rischio che qualcuno, come purtroppo è accaduto finora, trovi scappatoie per aggirare le norme poste a salvaguardia della salute dei cittadini e della tutela dell'ambiente. Non si capisce, infatti, come sia potuto accadere che in questi territori alla diminuzione dei capi suini abbia fatto riscontro un aumento dell'inquinamento. Così come non si capisce come si sia potuto tollerare un palese conflitto di interessi tra controllore e controllato nelle vicende della gestione degli impianti di depurazione. Bisogna garantire che le regole fissate siano rispettate da tutti gli allevamenti e che nelle valutazioni e scelte future vengano coinvolte anche le associazioni ambientaliste e i cittadini".
"Noi crediamo in uno sviluppo duraturo, sostenibile, non imitabile - continua il Presidente della prima commissione di Palazzo Cesaroni -. Crediamo pertanto che non sia conveniente, sia dal punto di vista ambientale che economico, continuare ad incentivare un'economia, quella della soccida, che individua l'Umbria come territorio da sfruttare senza lasciare niente alla nostra regione, se non i reflui e i residui degli allevamenti. L'Umbria - conclude Dottorini - deve abbandonare il modello degli allevamenti intensivi, ridurre in modo drastico il numero dei capi consentiti e puntare con decisione sulla qualità e la tipicità dei prodotti, costruendo una filiera interamente locale, in grado di valorizzare al meglio il prodotto legato al territorio".

Perugia, 14 novembre 2009

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LA VERGOGNA DELL'EX OSPEDALE

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Mentre l'amministrazione Comunale perde tempo e risorse per un investimento multimilionario in un'opera che nessuno vuole (recupero area ex-fat) senza logica né visione strategica del centro storico della città, l'ex ospedale viene lasciato al degrado e alle razzie, depredato e in decadenza, con carcasse di animali morti e rifiuti di ogni genere, per non parlare della chiesa.

Guarda le immagini scattate durante la visita all'ex ospedale di Oliviero Dottorini, Roberto Lensi ed Enzo Rossi. Altre immagini le potrete trovare sul prossimo numero del mensile l'Altrapagina.


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Questa Nota riguardante le revisioni, ci è stata inviata dal REGISTRO FIAT.

Nell'ultima pagina della Nota suddetta, è riportata una Circolare della Motorizzazione di Vicenza che confermerebbe l'obbligo di Revisione annuale unicamente per quei VEICOLI sulla cui Carta di Circolazione c'è scritto che lo stesso è iscritto ad uno dei Registri ex art.60 del Codice della Strada.

Leggi la Nota del REGISTRO FIAT.

Leggi l'art.60 del Codice della Strada.

dario maria di bello

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Ecco la circolare con la quale la Direzione Servizi Delegati dell'A.C.I. impartisce, agli Uffici perifici dell'Umbria, le direttive circa i benefici fiscali per TUTTI i VEICOLI storici così come previsto dalla L.342/2000 art.63.

Ai sensi dell'art.46 e seguenti del D.Lgs.285/92 e s.m.i. (Codice della Strada), è classificato come VEICOLO qualunque cosa circoli sulle strade d'Italia:

Art. 46. Nozione di veicolo (scarica qui l'art.47)

  1. Ai fini delle norme del presente codice, si intendono per veicoli tutte le macchine di qualsiasi specie, che circolano sulle strade guidate dall'uomo. Non rientrano nella definizione di veicolo quelle per uso di bambini o di invalidi, anche se asservite da motore, le cui caratteristiche non superano i limiti stabiliti dal regolamento.

Scarica la Circolare ed il Modulo di Dichiarazione Uso non professionale. 

dario maria di bello

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"Vicenda drammatica. Oggi sarebbe interessante conoscere gli esiti degli interventi regionali verso certa imprenditoria"

RTE. COMPORTAMENTO SCORRETTO DA PARTE DELLA PROPRIETA'. LE ISTITUZIONI TUTELINO I LAVORATORI

"È una vicenda drammatica, che coinvolge oltre trenta famiglie ed è la cartina tornasole di un'imprenditoria sempre più spregiudicata, abile nell'intercettare aiuti pubblici ma non altrettanto nel garantire continuità alle proprie attività e nel tenere conto delle ripercussioni sociali ed economiche delle proprie azioni". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dei Verdi per i valori - Idv in Consiglio regionale, commenta la vicenda della vendita delle frequenze dell'emittente Rte24 dopo appena 18 mesi dalla gestione da parte del proprietario tifernate Giuseppe Ponti e del possibile smantellamento della sede perugina.
"L'imprenditore tifernate non è nuovo a comportamenti del genere - ricorda l'esponente dell'Italia dei valori -. Così come accadde per l'IpfWeb che dopo promesse di salvataggio sbandierate ai quattro venti, attualmente vede in cassa integrazione una parte significativa delle proprie maestranze, anche per Rte24 le cose non sono diverse, se non peggiori, considerato che da più di un mese i dipendenti non percepivano lo stipendio. Sarebbe interessante oggi conoscere i risultati degli interventi di salvataggio aziendale attuati con denari pubblici tramite le finanziarie regionali Sviluppumbria o Gepafin e i tanto sbandierati poli di eccellenza, i famosi cluster, per i settori della meccanica avanzata e meccatronica, per i quali la Regione ha riservato ingenti risorse finanziarie all'interno della programmazione regionale. Le istituzioni devono ribadire la propria contrarietà a forme imprenditoriali avventurose, che non manifestano alcuna forma di rispetto per i propri dipendenti. Quello dell'informazione locale perdipiù - continua il Presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni -, è un settore fondamentale per garantire il pluralismo nella società umbra".
"Ora le istituzioni devono garantire sostegno e impegnarsi nel risolvere una situazione in cui sono parte lesa i lavoratori e le proprie famiglie - conclude Dottorini - cercando di capire cosa intenda fare l'azienda di qui al 2011, anno in cui secondo gli accordi di vendita, Rte24 avrà a disposizione una frequenza digitale regionale".

Perugia, 5 novembre 2009

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"Importante sostenere la campagna del Forum italiano dei movimenti per l'acqua. Impedire mercificazione di un bene comune ed esproprio amministrazioni locali"

LA REGIONE PRESENTI RICORSO DI COSTITUZIONALITA' CONTRO PRIVATIZZAZIONE ACQUA

"Il servizio idrico deve essere sottratto alle logiche del profitto e ai processi di privatizzazione in atto. Per questo è importante che la Regione Umbria presenti un ricorso di costituzionalità contro il recente decreto governativo che di fatto privatizza e mercifica un bene comune come l'acqua, sottraendolo all'autonomia degli enti locali e negando quindi il principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi per i valori - Idv, dà la propria adesione alla campagna lanciata dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua e interviene sulle problematiche sollevate dal decreto 135 approvato dal governo Berlusconi il 10 settembre scorso e in questi giorni in fase di conversione.
"Questo provvedimento - spiega Dottorini - sottrae ai cittadini tutta l'acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le banche. E' quindi assolutamente necessario evitare che, con la conversione in legge del decreto, i consigli comunali e i sindaci eletti dai cittadini siano espropriati della gestione dell'acqua potabile che per legge sarà privatizzata e consegnata al mercato".
"E' importante ribadire ancora una volta - aggiunge l'esponente dell'Italia dei valori - che l'acqua è un bene comune essenziale per la vita di ogni uomo, un diritto umano universale che non può divenire risorsa esclusiva. Pertanto il servizio idrico dovrebbe essere dichiarato privo di rilevanza economica. Tra l'altro il meccanismo introdotto dalle previsioni normative della legge 133 del 2008, oltre a considerare l'acqua come un bene di rilevanza economica, finirà a breve per comportare un aumento vertiginoso di costi per l'utente finale, con la costituzione di ulteriori enti politicizzati e costosissimi. Fino a oggi tuttavia era quanto meno riconosciuta facoltà alle amministrazioni locali e ai loro consorzi di esercitare la gestione attraverso società interamente pubbliche e sulla base di indirizzi e controlli diretti. Nel testo approvato in questi giorni invece gli affidamenti a società interamente pubbliche vengono fatti decadere improrogabilmente nel 2011 a meno che l'amministrazione locale non ceda il 40 per cento delle sue quote nella società a soggetti privati. Una scelta scellerata. Per questi motivi chiediamo alla Regione di intervenire con tutti gli strumenti a sua disposizione per evitare che un bene essenziale alla vita di ogni essere vivente venga mercificato e che la sua gestione venga consegnata alle regole del mercato e del profitto".

Perugia, 4 novembre 2009
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"Con la legge regionale 18 del 2008 una scelta all'avanguardia. Ora anche il ministero dell'Ambiente ne riconosce la validità"

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"Fa piacere che, una volta tanto, anche il governo nazionale assuma la necessità di incentivare gli acquisti verdi nella pubblica amministrazione, seguendo i principi di un provvedimento che la nostra regione ha approvato un anno fa. Oggi la nostra legge sugli acquisti pubblici ecologici fa scuola anche in altre regioni d'Italia e trova un importante conferma nelle scelte di un governo notoriamente poco incline a scelte ecologicamente sostenibili". E' questo il commento di Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dei Verdi per i valori - Idv e promotore della legge regionale sugli acquisti verdi nella pubblica amministrazione, alla notizia del varo, da parte del ministero dell'Ambiente, del decreto che punta a favorire lo sviluppo di un mercato di prodotti e servizi a ridotto impatto ambientale attraverso la leva della domanda pubblica, il cosiddetto Green public procurement .
"E' giusto ricordare - continua il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - che con la legge regionale 18 del 2008 l'Umbria ha fatto una scelta d'avanguardia e si è dotata di un provvedimento di portata strutturale che permette all'Umbria di collocarsi tra le regioni più virtuose nel panorama nazionale. Questo mentre l'Italia registra un grave ritardo rispetto agli obiettivi del protocollo europeo sulla tutela ambientale. Non si deve dimenticare infatti che il Green public procurement è uno strumento riconosciuto a livello internazionale come capace di consentire la scelta di prodotti e servizi che hanno un ridotto effetto sulla salute e sull'ambiente. Purtroppo ad oggi solo l'8 per cento degli acquisti della pubblica amministrazione italiana rispetta i criteri del Green public procurement, situazione che rende una chimera il raggiungimento dell'obiettivo che l'Italia si è data: il 30 per cento degli acquisti verdi entro il 2009".
"L'Umbria - conclude l'esponente dell'Italia dei Valori - ha già cominciato a fare la sua parte, ponendo con la nostra legge regionale le basi per raggiungere, entro tre anni, l'obiettivo del 30 per cento di acquisti verdi ed ecologicamente sostenibili. Speriamo che con questo decreto anche il governo decida finalmente di intraprendere concretamente la strada indicata dalla nostra regione e di rispettare gli impegni che la comunità internazionale ha preso per salvaguardare l'ambiente in cui viviamo".

Perugia, 3 novembre 2009



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