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Febbraio 2008 Archives

CENTRI STORICI. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): "TUTELARE I CENTRI STORICI NON SIGNIFICA INCREMENTARE L'ATTIVITA' EDILIZIA"
"Il meccanismo della premialità edificatoria nasconde l'obiettivo di alimentare il mercato delle cubature invece di preservare il patrimonio storico e culturale"


"I centri storici delle città umbre sono un patrimonio inestimabile e una risorsa fondamentale per la nostra regione. Devono essere tutelati e rivitalizzati, facendo molta attenzione a garantire interventi equilibrati che non ne snaturino i tratti caratteristici e la specifica identità culturale". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini chiede che si avvii "una profonda riflessione" in merito al disegno di legge regionale "Norme per i centri e nuclei storici", approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 1237 del 16 luglio 2007.Centro storico Perugia
"Dobbiamo evitare di fare passi falsi - spiega l'esponente del Sole che ride. Nel testo in discussione preoccupano in particolare i meccanismi di premialità edificatoria che prevedono la possibilità di compensare i costi degli interventi nei centri storici mediante volumetrie da collocare in zone periferiche, con la conseguenza che l'uso edilizio del territorio si trasformerebbe in mera merce di scambio. Il rischio è quello che l'urbanistica e il territorio vengano utilizzati per alimentare il mercato delle cubature. E di questo l'Umbria non ha bisogno. Tra l'altro sarebbero gli stessi comuni a poter partecipare al mercato edilizio, in un circolo vizioso nel quale il comune dovrebbe approvare gli strumenti urbanistici, attribuire i premi di cubatura e, allo stesso tempo, decidere se acquisire la stessa cubatura, magari per rivenderla. Un'aberrazione giuridica per la quale i comuni da regolatori dell'attività urbanistica diventerebbero anche attori e in qualche modo essi stessi parte in causa diretta. Si tratta di elementi a dir poco discutibili.
Come Verdi e civici - continua Dottorini - esprimiamo preoccupazione per un disegno di legge che, invece di tutelare i centri storici per il loro straordinario valore culturale ed identitario, pare orientarsi nella direzione opposta, rischiando di legittimare l'assalto della speculazione edilizia, di accrescere il consumo del territorio ed il caos urbanistico. Anche perché i problemi dei nostri centri storici non sono edilizi-edificatori, quanto sociali. Perdita di residenti, progressiva chiusura dei negozi di vicinato, insicurezza crescente sono i principali problemi che vivono le nostre cittadine storiche. Ma per risolverli occorre individuare politiche di rivitalizzazione sociale ed ambientale, non nuove colate di cemento".

Perugia, 21 febbraio 2008
FONTI RINNOVABILI. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): SUBITO "SPORTELLO ENERGIA" IN OGNI COMUNE PER INFORMARE E ORIENTARE
"Passare dalle parole ai fatti: occorre garantire misure concrete per incentivare il risparmio e l'efficienza energetica accanto alla produzione di energia rinnovabile"


"Lo sviluppo del settore delle energie rinnovabili e della efficienza energetica rappresenta per la nostra regione una grande opportunità di rilancio economico che deve coinvolgere direttamente cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche. Vai al sito di CaterpillarOggi, nella giornata del risparmio energetico, è giusto ribadire l'impegno che ognuno, a iniziare dalle istituzioni e dal nostro tessuto economico, è chiamato ad assumere per rispondere agli impegni dettati dal Protocollo di Kyoto. Sono ormai più che maturi i tempi perché ai buoni propositi seguano azioni concrete già individuate anche dalla programmazione regionale". Con queste parole il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini comunica l'adesione del gruppo del Sole che ride all'iniziativa "Mi illumino di meno" organizzata in occasione del terzo anniversario della firma del Trattato di Kyoto.
"I fondi comunitari previsti dal Por-Fesr 2007-2013 nel campo delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica - afferma il presidente del Sole che ride in Consiglio regionale - devono consentire una innovazione diffusa. Con la risoluzione che accompagna l'approvazione del Dap 2008 il Consiglio regionale ha accolto la proposta dei Verdi e civici della costituzione in ogni comune dello sportello per l'energia. Una misura che sappia orientare le scelte e snellire le procedure burocratiche che ancora purtroppo esistono. Quella della corretta informazione è una misura richiesta a gran voce dai cittadini e dalle varie organizzazioni delle professioni. Mi auguro che anche appuntamenti come quello organizzato oggi dalla Regione Umbria con il contributo dell'Enea possano tenersi anche nei vari territori, fornendo una chiara e trasparente informazione ed assistenza tecnica per sfruttare appieno i 50 milioni di euro messi a disposizione dalla Comunità europea per lo sviluppo regionale.

Perugia, 15 febbraio 2008
RIFIIUTI: DOTTORINI (VERDI E CIVICI): "RESPONSABILITÀ, SICUREZZA, TRASPARENZA E SOSTENIBILITÀ ECONOMICA PER UNA GESTIONE INNOVATIVA"
"Necessaria una raccolta pari al 65 per cento entro il 2012. Poi individuare impianti avanzati: dalla dissociazione molecolare al trattamento meccanico-biologico"


- Scarica l'intervento in aula di Oliviero Dottorini e la mozione approvata dall'Unione

Responsabilità, sicurezza, trasparenza sostenibilità economica: sono questi, secondo il presidente del gruppo dei Verdi e Civici, Oliviero Dottorini, i punti cardine che devono ispirare un corretto approccio alla elaborazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti. "Occorrono quindi - spiega - scelte e soluzioni più avanzate per giungere alla chiusura dell'intero ciclo dei rifiuti che la nostra regione produce, e poi ancora salvaguardia della salute e dell'ambiente, riconoscimento del diritto dei cittadini a essere coinvolti nelle scelte che li riguardano, tendendo alla sostenibilità economica delle scelte attraverso il perseguimento dell'opzione 'rifiuti zero'. Obiettivi ambiziosi per affrontare un problema complesso che richiede un approccio pragmatico senza ideologismi e fughe in avanti". Dottorini sottolinea poi che stato "inopportuno" anche l'ordine del giorno votato "in modo bipartisan" in II Commissione, "che poi, fortunatamente, la maggioranza ha saputo respingere riportando il dibattito nei giusti binari. E quanto accaduto per l'Asm di Terni - aggiunge - fa capire che scorciatoie e semplicismi non portano da nessuna parte".
"Riduzione dei rifiuti, riuso e raccolta differenziata domiciliare - sottolinea Dottorini - sono il fulcro del processo insieme al graduale superamento di un sistema di discariche che, grazie a politiche di corto respiro, è giunto anche nella nostra regione quasi a un livello di saturazione. Sarà il passaggio da tassa a tariffa, in base al principio 'chi più inquina più paga', a rendere convenienti i comportamenti virtuosi nel recupero delle materie prime separate. Il livello di raccolta differenziata - spiega - della regione dovrà raggiungere il 60 per cento nel 2011 e il 65 per cento nel 2012. E il nuovo Piano dovrà fare i conti con tutte le possibilità che ci vengono offerte dall'innovazione tecnologica: trattamento meccanico-biologico a freddo, dissociazione molecolare, estrusione e altre modalità di trattamento e smaltimento ultimo dei rifiuti sono già funzionanti in diverse realtà italiane ed europee. Non abbiamo la soluzione in tasca, né intendiamo affrontare in modo pregiudizialmente definito questo tema. Alcune indicazioni però sappiamo darle: meglio impianti che trattano i rifiuti a freddo o a bassissime temperature rispetto a quelli che inceneriscono (la priorità assoluta è il rispetto della salute e dell'ambiente); meglio impianti modulari rispetto a quelli che, una volta realizzati, condizionano tutto il ciclo dei rifiuti (un inceneritore, una volta realizzato, costringe a bruciare una determinata quantità di cdr per sempre, a costo di interrompere la raccolta differenziata); meglio impianti e processi che danno occupazione e che siano collegati all'imprenditoria locale, rispetto a quelli che investono risorse solo sui macchinari; meglio impianti sostenibili dal punto di vista economico (in Campania la gara per l'inceneritore di Acerra è andata deserta, perché senza i Cip6 nessuna azienda se l'è sentita di investire su quel tipo di impianto). Nelle scelte meglio evitare condizionamenti da parte delle aziende che hanno interessi diretti nella gestione, dal momento che i criteri di chi ha a cuore il bene comune raramente coincidono con quelli di chi persegue finalità di business".
"E' opportuno - conclude Dottorini - parametrare l'impiantistica su obiettivi ancora più ambiziosi, non inferiori al 70-75 per cento. Noi abbiamo sempre sostenuto che è attraverso l'opzione 'rifiuti zero' che è possibile programmare una corretta gestione integrata dei rifiuti. Questo confermiamo, sapendo che tutte le realtà più virtuose si sono poste tale obiettivo di qui al 2020". L'esponente del sole che Ride ha poi ricordato che ogni cittadino umbro produce 594 kg di rifiuti urbani all'anno: "Siamo al di sopra della media nazionale. Se il 29 per cento è la media della raccolta differenziata in Umbria, troppe differenze ci sono tra il 33,7 per cento di media dell'Ato2 e il 21,3 per cento dellAto3 con un posizionamento dei restanti territori intorno al 27 per cento. Sulla raccolta differenziata la Regione ha investito circa 4 milioni e 800 mila euro. A questi vanno aggiunti 3 milioni e 400 mila euro per la realizzazione di 54 stazioni ecologiche. Sono stati distribuiti incentivi per migliorare i risultati di incremento della raccolta differenziata per un totale di 3 milioni di euro, di cui all'inizio del 2006 erano già stati erogati oltre 1 milione e 200 mila euro. Nel 2006 nelle discariche Umbre sono finite circa 340mila tonnellate di rifiuti, contro le circa 23mila tonnellate che sono state incenerite in provincia di Terni. Credo che occorra partire da dati certi per affrontare seriamente il problema e per capire che cosa non ha funzionato".

Perugia, 12 febbraio 2008


BIOLOGICO. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): "NECESSARIO CONFRONTO APERTO PER CORREGGERE ERRORI E CARENZE DEL PIANO DI SVILUPPO RURALE"
"Bandi multimisura, rifinanziamento della legge regionale e sostegno a iniziative informative possono limitare i danni del Psr e rilanciare il biologico in Umbria"


"Il biologico rappresenta una grande opportunità per l'agricoltura umbra e occorre attivare ogni iniziativa capace di dare impulso a politiche virtuose, soprattutto a favore dei piccoli produttori. Pertanto, a fronte di un Piano di sviluppo rurale che penalizza fortemente l'agricoltura biologica, è necessario individuare azioni correttive sia in merito alla definizione dei bandi che per il rifinanziamento della legge regionale sul biologico". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini interviene sulla questione sollevata dai rappresentanti dei produttori biologici, che avevano espresso forti critiche al Psr 2007-2013. Piantina biologica
"Registriamo con soddisfazione - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - la disponibilità aI dialogo che l'assessore Liviantoni pare intenzionato a stabilire con le associazioni dei produttori. Occorre verificare se esistono gli spazi per rivedere i criteri di attribuzione delle risorse previste da un Piano di sviluppo rurale particolarmente penalizzante per chi produce nel rispetto dell'ambiente e della salute dei consumatori. E' chiaro che in quest'ottica i bandi multimisura semplificano le procedure di accesso ai contributi e rappresentano un primo correttivo alle diminuzioni di incentivi. Ma è necessario dare seguito anche alle azioni che i Verdi e civici hanno ottenuto nel Dap 2008: il rifinanziamento della legge regionale sul biologico per quanto riguarda il sostegno ai produttori locali e le azioni di supporto a tutte quelle iniziative organizzate dalle associazioni dei produttori nell'ambito di campagne informative quali le Bio-domeniche finalizzate alla scoperta di un'agricoltura che offre alimenti sani e di qualità, legati al territorio. Sarebbe inspiegabile e strategicamente sbagliato infatti se si decidesse di non valorizzare un settore che a livello nazionale nel 2007 ha fatto segnare una crescita del 10 per cento rispetto all'anno precedente, a fronte di un andamento stagnante dei consumi alimentari in generale".
"Come Verdi e civici - conclude Dottorini - vigileremo affinché, nella definizione dei bandi previsti dal Psr, i criteri di attribuzione delle risorse apportino i necessari correttivi alle carenze evidenziate nel Piano e auspichiamo che venga ripreso quanto prima il confronto con l'Europa, al fine di arrivare ad una revisione che preveda un reale progetto di indirizzo politico e strategico per l'agricoltura umbra, con particolare riferimento al settore biologico e della qualità, prioritario per l'UE e per il piano strategico nazionale, che promuove e garantisce la tracciabilità dei prodotti e la certificazione per tutelare concretamente le qualità ambientali del territorio, la salute dei consumatori e la riduzione di inquinanti secondari, favorendo un percorso di filiera corta nel rapporto tra produttori e consumatori".

Perugia, 11 febbraio 2008

MISURE PER ARGINARE MORIA DI API

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AMBIENTE. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): METTERE IN ATTO MISURE STRAORDINERIE PER ARGINARE MORIA DI API
Interrogazione a Liviantoni: "Troppi fitofarmaci in agricoltura. A rischio produzioni tipiche e l'equilibrio del nostro ecosistema"

"Mettere in atto tutte le iniziative per arginare un fenomeno che rischia di compromettere una delle produzioni tipiche della nostra regione e di mettere a rischio anche in Umbria il delicato equilibrio di tutto il nostro ecosistema". Il capogruppo regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini illustra con queste parole l'interrogazione presentata all'assessore regionale all'Agricoltura Carlo Liviantoni in relazione ai dati pubblicati dall'Apat sulla moria delle api che descrivono una situazione preoccupante: sono già 200mila gli alveari persi in tutta Italia e la moria di api è in continua espansione, con una perdita economica solo nel 2007 pari a circa 250 milioni di euro per la mancata impollinazione di piante.
"A rischio - spiega Dottorini - è il delicato l'equilibrio di tutto l'ecosistema che coinvolge purtroppo anche la nostra regione. E' una emergenza ambientale che non dobbiamo sottovalutare, ma che deve farci riflettere ed agire senza esitazioni. L'ape è un importante bioindicatore e ai primi sintomi che qualcosa non va nell'ambiente, muore. Fenomeni come la varroasi, la peste americana e la nosemiasi hanno destabilizzato i corpi alveari e la concomitanza di fattori come l'inquinamento ha seriamente compromesso intere colonie, mettendo a ri schio l'equilibrio ambientale. ApiLe api, infatti, sono le principali artefici dell'impollinazione di molte specie di piante e, se questa tendenza dovesse confermarsi, a rischio sarebbero gran parte delle produzioni agricole. Pertanto occorre agire subito e mettere in atto misure concrete che invertano questa tendenza, a iniziare dalla messa al bando i pesticidi. Noi chiediamo all'assessore Liviantoni di conoscere le dimensioni del fenomeno in Umbria e di sapere quali misure intende mettere in atto la giunta regionale per rispondere a questa emergenza. Sull'alto tasso di mortalità pesano i cambiamenti climatici, la disponibilità e la qualità del pascolo, dell'acqua e l'insalubrità del territorio, ma la drastica diminuzione della specie va in gran parte attribuita alla diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici nell'agricoltura contenenti molecole neonicotinoidi. E' necessario attivarsi per l'immediata sospensione dei preparati contenenti neonicotinoidi in agricoltura e predisporre rapidamente tutte le procedure per rivedere l'autorizzazione dei principi attivi che non si limitino allo studio degli effetti immediati, ma nel medio e lungo periodo per tutto l'insieme delle forme viventi. L'uso indiscriminato di fitofarmaci infatti non fa male soltanto alle api, ma all'ambiente e a molte altre forme viventi, compreso l'uomo".
In Umbria ci sono oltre 33mila alveari gestiti da 1633 apicoltori stanziali soprattutto hobbistici e semiprofessionali con una particolare vocazione territoriale lungo tutta la dorsale appenninica e nel comprensorio del Trasimeno. Due società cooperative apistiche riuniscono circa 260 soci che gestiscono complessivamente circa 8mila alveari. "Gli apicoltori umbri - spiega il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali - hanno sempre garantito, anche grazie alle politiche regionali e alla legge 24 del 2002, un'ottima qualità del prodotto che occorre tutelare anche per il futuro. Per questo chiediamo di conoscere quali misure sono state messe in campo per difendere il patrimonio umbro e se non sia indispensabile mettere in atto misure straordinarie quali un'assistenza tecnica capillare verso i produttori e l'emissione di specifiche ordinanze per vietare l'uso di pesticidi o fitofarmaci almeno nelle vicinanze degli alveari, al fine di salvaguardare gli ecosistemi, garantendo così anche produzioni biologiche sane e di qualità".

Perugia, 6 febbraio 2008
 

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