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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Aprile 2010 Archives

La famiglia Ponti, attraverso il suo avvocato Michele Andreano, annuncia di aver querelato Dottorini: "Tutta la questione, per la tutela del decoro e l'onorabilità della famiglia Ponti, sarà portata al vaglio della Magistratura, non potendo la famiglia Ponti tollerare oltre le veritiere e gravi accuse mosse a mezzo stampa del consigliere Dottorini" (dal sito Saturno Notizie)

Ecco la risposta di Dottorini:

PONTI EDITORIALE. DOTTORINI (IDV): NON CI FAREMO INTIMIDIRE, DOVERE MORALE CHIEDERE TRASPARENZA PER TUTELARE FAMIGLIE E LAVORATORI
"Vicenda dai contorni tutt'altro che chiari. Subito una nuova interrogazione per chiedere conto alla Regione dell'esposizione di Gepafin nei confronti del gruppo"

PONTI EDITORIALE. DOTTORINI (IDV): NON CI FAREMO INTIMIDIRE, DOVERE MORALE CHIEDERE TRASPARENZA PER TUTELARE FAMIGLIE E LAVORATORI

"Ritengo quanto sta avvenendo alla Ponti Editoriale Spa grave e preoccupante per l'intero tessuto socio-economico altotiberino. Decine di famiglie e verosimilmente di imprese stanno pagando le conseguenze di questa drammatica vicenda dai contorni tutt'altro che definiti e trasparenti. Pertanto continueremo a chiedere chiarezza su quanto sta avvenendo e sulle modalità con cui la Regione Umbria è intervenuta con ripetuti finanziamenti, diretti o indiretti, a favore di quel gruppo. Una cosa è certa: non saranno le minacce di querela a intimidirci. Continueremo a utilizzare tutti gli strumenti democratici a nostra disposizione per fare chiarezza attorno a questa vicenda e per rendere conto ai cittadini umbri dell'esito che hanno avuto i finanziamenti che la Regione Umbria, attraverso la sua finanziaria Gepafin, ha erogato sia attraverso interventi diretti che indiretti. Sappiamo dagli organi di stampa che sulla vicenda Ponti editoriale sono in corso procedimenti giudiziari che ovviamente non ci riguardano. Ci riguarda molto da vicino, invece, il modo in cui vengono investiti i denari pubblici e per questo garantisco che non verrò meno al diritto-dovere di indagine e controllo che il mio ruolo istituzionale mi consente e mi impone. Pertanto continuerò a chiedere chiarezza e trasparenza su questa come su altre vicende, soprattutto quando in gioco ci sono la sorte di interi nuclei familiari e la credibilità del nostro sistema economico. Lo farò attraverso tutti gli strumenti che il Consiglio regionale mette a disposizione, ritenendolo un dovere morale, civile e politico". Con queste parole il Consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) risponde alla presa di posizione della famiglia Ponti attraverso l'avvocato Michele Andreano.
"Già tre mesi fa - spiega Dottorini - abbiamo presentato un'interrogazione consiliare per chiedere conto dell'ammontare esatto degli interventi e contributi pubblici attivati dalla Regione a favore del gruppo Ponti. Abbiamo anche chiesto che la Regione relazionasse sui risultati prodotti da tali contributi sul sistema economico, sociale e produttivo territoriale e regionale. Tra le nostre richieste c'era anche quella di conoscere le credenziali offerte dal nuovo socio Gian Gaetano Caso, di quale fosse l'assetto della nuova compagine sociale e dei motivi della procedura fallimentare. Eravamo in fine legislatura e riuscimmo ad avere solo alcune informazioni, tra le quali l'ammontare, non sappiamo se totale o parziale, dei contributi ottenuti negli anni dal gruppo Ponti (che pure con un comunicato del 27 gennaio e per bocca di Mirella Bianconi Ponti affermava: "La Ponti Editoriale non ha avuto finanziamenti pubblici, né dalla regione dell'Umbria, né dalla provincia di Perugia, né dal comune di Città di Castello"). Le prime notizie giunte dagli uffici regionali e da Gepafin - spiega Dottorini - ci parlano di interventi puntuali, importanti e ripetuti della Regione sul gruppo Ponti. Il rischio complessivo assunto da Gepafin nei confronti delle aziende del gruppo era originariamente pari a 2 milioni e 214mila euro e tre mesi fa il rischio residuo ammontava a 1 milione e 540mila euro distribuiti in diverse operazioni di finanziamento. Questi interventi hanno contribuito ad attivare oltre 6 milioni e 650mila euro. In particolare al momento dell'acquisizione di Ipf-Web da parte di Ponti, Gepafin ha partecipato direttamente al capitale sociale con 500mila euro, uscendone nei primi mesi del 2009. Inoltre risulta un finanziamento di Gepafin alla società Cmc all'epoca riconducibile a Ponti per aumentare il capitale sociale sulla Ponti editoriale (altra società del gruppo Ponti). In totale le operazioni della finanziaria regionale sul gruppo Ponti sono state 10, di cui 8 finanziamenti o leasing e 2 operazioni di finanziamento diretto. Cinque dei 10 interventi hanno riguardato la Ponti editoriale che a livello regionale è stata una delle realtà più assistite dalla finanziaria regionale Gepafin. Tutti denari pubblici di cui quel gruppo, e in particolare Ponti editoriale, ha goduto e che oggi qualcuno dovrebbe spiegarci come sono stati utilizzati e con quali criteri, dal momento che i risultati sono quelli che ci troviamo sotto gli occhi".
"Un conto sono le vicende giudiziarie, di cui speriamo la Magistratura venga a capo al più presto, un altro è il ruolo che la politica e le istituzioni hanno giocato negli anni. Di questo secondo aspetto - conclude l'esponente dell'Italia dei Valori - continueremo a chiedere conto, perché è la comunità altotiberina e umbra a esigerlo come un diritto".

Perugia, 23 aprile 2010
Drammatico epilogo per la società del gruppo Ponti. "Dove sono finiti i milioni usati per il suo salvataggio? Quante le imprese coinvolte? Rivedere politiche regionali"

ARRESTO CASO. DOTTORINI (IDV): PONTI EDITORIALE ACQUISTATA CON SOLDI PUBBLICI E CEDUTA A IMPRENDITORI SPREGIUDICATI

«Lo avevamo detto in tempi non sospetti: la Ponti editoriale e i suoi proprietari sono stati molto abili nell'intercettare risorse pubbliche, ma non altrettanto nel garantire continuità occupazionale e ricadute economiche sul territorio. La notizia dell'arresto del socio di maggioranza Gian Gaetano Caso deve farci riflettere. Dobbiamo chiederci a quali persone abbiamo consegnato le nostre aziende e il futuro di centinaia di famiglie tifernati». Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale dell'Italia dei Valori, commenta la notizia dell'arresto di Gian Gaetano Caso, socio di maggioranza della Ponti editoriale, con accuse gravissime, tra cui bancarotta fraudolenta, tentata truffa aggravata, abusivismo bancario per oltre 200 milioni di euro, 9 milioni di euro di fatture false, 80 milioni di euro di fittizi aumenti di capitale sociale.
«Aver consentito l'ingresso di un'imprenditoria d'avventura nella compagine di una società rilevata anche con soldi pubblici si rivela oggi in tutta la sua gravità. Qualcuno, sempre pronto al taglio dei nastri, dovrebbe avere il buon gusto di spiegarci come tutto questo sia potuto avvenire e come si è potuto dare credito a certi imprenditori. In gioco - spiega l'esponente dell'Italia dei Valori - c'è il futuro di decine di famiglie, ma soprattutto la dignità di una città e di un comprensorio. Certa imprenditoria rischia di inquinare pesantemente il nostro tessuto economico, con ripercussioni pesanti sulla tenuta dell'intero sistema. Ci piacerebbe sapere quanti altri imprenditori locali sono stati coinvolti, loro malgrado, in questa vicenda. Quante sono le aziende creditrici che rischiano di vedere compromesso il loro futuro per aver dato fiducia a iniziative imprenditoriali rivelatesi inconsistenti e, a giudicare dalle azioni giudiziarie in atto, spregiudicate. Una riflessione a parte deve essere rivolta alle azioni per spingere l'economia regionale. Occorre che la Regione corra subito ai ripari, rivedendo le politiche sullo sviluppo ed in particolare i bandi Por Fesr 2007-2013 che hanno individuato i poli di eccellenza da finanziare con ingentissime risorse. Come sono stati identificati questi settori di eccellenza? Siamo certi, ad esempio, che il settore della meccatronica sia strategico per l'Altotevere e in grado di incentivare iniziative serie e durature per la nostra economia? Sarebbe insostenibile, adesso che è chiara la qualità di certe realtà imprenditoriali, dovere assistere all'ennesimo intervento ritagliato su gruppi che hanno dato pessima prova di lungimiranza e affidabilità. Occorre ridisegnare un profilo delle politiche industriali in Umbria che sappia individuare gli imprenditori seri che lavorano e investono sul territorio, evitando di tornare a commettere altri errori che l'Altotevere e l'Umbria non possono più permettersi".  
«A fronte dei milioni di euro pubblici (finanziamenti e leasing) di cui il gruppo Ponti negli anni ha goduto - spiega Dottorini - ci ritroviamo di fronte a un epilogo drammatico, che è tanto più grave in quanto erano conosciute a tutti le modalità imprenditoriali di Caso. Sicuramente dovevano essere chiare a chi gli ha ceduto una società che aveva già goduto di ingenti finanziamenti pubblici. Ora sarà importante che qualcuno spieghi dove sono finiti quei soldi e quali ricadute hanno avuto per i cittadini».

Perugia, 21 aprile 2010
"Occorre recuperare un corretto rapporto con i cittadini per rimediare alla decadenza in cui versa Città di Castello" 

"Se il sindaco Cecchini in questi anni avesse ascoltato un po' di più i cittadini, forse Città di Castello non sarebbe ridotta nello stato in cui versa. Con tutta la comprensione per la delusione elettorale, non si capisce la protervia con cui si tentano di giustificare atti politici come quello che ha portato a concedere l'autorizzazione alla recinzione di 300 ettari di terreno in deroga ai Regolamenti edilizi comunali e senza tenere conto di una legge regionale e di ripetute sentenze della Corte Costituzionale e del Tar". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale dell'Italia dei valori, risponde alle dichiarazioni avventate del sindaco di Città di Castello, Fernanda Cecchini, che aveva criticato la presa di posizione dello stesso Dottorini che si era espresso contro la chiusura di un fondo che la legge regionale 8 del 2004, due sentenze della Consulta e una sentenza del Tar ritengono avrebbe dovuto consentire l'accesso ai cercatori di tartufi e a tutti coloro che amano godere del proprio territorio. "Non è con i rancori post-elettorali - continua l'esponente dell'Italia dei valori - che si rimedia alla decadenza in cui versa Città di Castello, ma recuperando un corretto rapporto con i cittadini, a partire dalla valorizzazione dei beni comuni, dell'ambiente e dal diritto di godere del proprio territorio. Non è bello scaricare le responsabilità politiche sui livelli amministrativi, tanto più che la pratica aveva avuto, per ben due volte, parere negativo da parte degli uffici comunali preposti". "Rimaniamo dell'idea - conclude Dottorini - che l'unico modo per rimediare alla superficialità amministrativa che ha portato a concedere l'autorizzazione alla recinzione di un fondo addirittura in misura molto maggiore a quanto richiesto sia di revocare la concessione e di agire finalmente ascoltando i cittadini e perseguendo l'interesse collettivo, invece di rispondere a richieste provenienti da un apparato politico-burocratico extraterritoriale che non ha alcun interesse a valorizzare il nostro territorio per la sua tradizione di autonomia e civiltà".   Perugia, 20 aprile 2010

"La mozione approvata dal centro destra in Senato mira a bloccare le rinnovabili e ad annullare l'obiettivo del 20-20-20. Una scelta irresponsabile".

RINNOVABILI. DOTTORINI (IDV): GRAVISSIMA MARCIA INDIETRO DELL'ITALIA SUGLI IMPEGNI DI COPENHAGEN PER RIDUZIONE GAS SERRA

"Mentre in quasi tutto il mondo industrializzato si individua nella green economy il futuro verso il quale orientare le scelte strategiche di sviluppo, la maggioranza di centro destra in Italia decide di operare una gravissima marcia indietro rispetto agli impegni assunti in ambito internazionale. E' l'ennesima conferma della miopia di Pdl e Lega che sta portando il nostro paese verso una catastrofe di natura sia ambientale che economica". E' questo il commento di Oliviero Dottorini, consigliere regionale dell'Italia dei valori, alla notizia dell'approvazione della mozione presentata in Senato dal centro destra che impegna il governo a richiedere in sede di Unione europea che si dichiari decaduto, in quanto non più utile, l'accordo del 20-20-20 che ha come obiettivo di ridurre i gas serra aumentando rinnovabili ed efficienza energetica del 20 per cento.
"E' da irresponsabili - spiega l'esponente dell'Italia dei valori - bollare come catastrofiste e totalmente inattendibili le posizioni che mirano a risolvere il problema del riscaldamento globale. Non si capisce come sia possibile continuare ad ignorare il fatto che un sistema basato sulle fonti fossili rischia di portare il pianeta a conseguenze disastrose. inoltre, i rappresentanti di Pdl e Lega non si rendono nemmeno conto che la riduzione dell'efficienza energetica si traduce anche in una perdita di competitività per le nostre imprese. Senza contare che oltre alle problematiche dell'inquinamento bisogna considerare anche la pericolosità della dipendenza dalle fonti esauribili, che non contribuisce allo sviluppo della ricerca.".
"La mozione del centro destra - conclude Dottorini - la dice lunga sulla scarsa lungimiranza di chi vuole investire su tecnologie obsolete, pericolose e antieconomiche, come il nucleare. Occorre una spinta decisa nella direzione dell'efficienza energetica e di reali e pesanti investimenti per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Solo così si potrà tentare di salvaguardare il nostro pianeta e allo stesso tempo offrire concrete opportunità di sviluppo alle realtà imprenditoriali più innovative e quindi maggiori opportunità occupazionali".

Perugia, 20 aprile 2010

"Atto sconsiderato, modo di amministrare che fa carta straccia del rispetto dei cittadini, dell'ambiente e delle ragioni storico-culturali di un territorio"

TARTUFI. DOTTORINI (IDV): SINDACO E GIUNTA ESCANO ALLO SCOPERTO E REVOCHINO LA CONCESSIONE A RECINTARE UN FONDO DI 300 ETTARI

"Il sindaco e la giunta escano allo scoperto e dicano come intendono rimediare al grave errore di superficialità amministrativa che ha portato a concedere l'autorizzazione alla recinzione di 300 ettari di terreno in deroga ai Regolamenti edilizi comunali e senza tenere conto di una legge regionale e di ripetute sentenze della Corte Costituzionale e del Tar. Un caso emblematico di come possa essere svilito il senso dei beni comuni e di come possa essere piegato il diritto di tutti i cittadini di godere del territorio alle esigenze dei privati. Ora l'amministrazione abbia il coraggio di revocare la concessione e di aprire una nuova stagione di rapporti con i cittadini".
Il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Idv) commenta con queste parole l'atto con cui il sindaco di Città di Castello Fernanda Cecchini ha autorizzato una recinzione di 300 ettari per un'altezza di oltre 2 metri nel comune di Città di Castello, consentendo così la chiusura di un fondo che la legge regionale 8 del 2004, due sentenze della Consulta e una e una sentenza del Tar ritengono avrebbe dovuto consentire l'accesso ai cercatori di tartufi.
"A questo primo atto sconsiderato - aggiunge Dottorini - pare siano seguite altre autorizzazioni alla recinzione, segno evidente che l'amministrazione comunale ha aperto quel varco nel quale temevamo si sarebbero inevitabilmente inseriti in molti altri. Quanto denunciato alcune settimane fa dall'Associazione tartufai dell'Altotevere è allo stesso tempo grave e indicativo di un modo di amministrare che fa carta straccia del rispetto dei cittadini, dell'ambiente e delle ragioni storico-culturali di un territorio. A essere colpito è uno dei diritti fondamentali dei cittadini, siano essi raccoglitori di funghi, asparagi e tartufi, agricoltori o semplici amanti della natura. Credo che il primo atto da fare alla ripresa delle attività istituzionali del Consiglio regionale sia un'interrogazione agli assessori all'Agricoltura e all'Ambiente per comprendere le ragioni di un atto che poco ha a che vedere con il rispetto delle regole e molto con un modo di gestione della cosa pubblica che tutti vorremmo vedere archiviato". 
"C'è una responsabilità politica pesante dietro questa decisione - aggiunge l'esponente dell'Italia dei Valori - e sarebbe importante che non solo il sindaco, ma l'intera compagine amministrativa ne rispondesse senza scaricare le proprie responsabilità sul livello tecnico. C'è un ricorso amministrativo che chiede la revoca immediata dell'autorizzazione rilasciata dall'amministrazione tifernate, ma fino ad oggi nessuno si è sentito in dovere di dare una risposta. Ritengo grave - aggiunge Dottorini - che si continui a pensare di danneggiare i cittadini e le ragioni dell'ambiente solo per andare incontro alle esigenze di un privato, per giunta procedendo in deroga agli stessi regolamenti comunali e creando un precedente che avrà effetti a catena pericolosi su altre situazioni analoghe. Non vorremmo che alla base di questa scelta vi fosse, ancora una volta, la volontà di rispondere a richieste provenienti da un apparato politico-burocratico extraterritoriale che non ha alcun interesse a valorizzare il nostro territorio per la sua tradizione di autonomia e civiltà. Sarebbe importante - conclude Dottorini - se l'amministrazione tifernate ammettesse con umiltà l'evidente errore commesso e convocasse le parti per trovare soluzioni praticabili e condivise, revocando la concessione e facendo in modo che non si verifichino più in futuro atti che trovano sostegno soltanto nella supponenza e nella superficialità di un modo di amministrare lontano dai cittadini e dagli interessi del territorio".

Perugia, 17 aprile 2010

Cari amici,
l'Avv. Matteo Olivieri, mattatore nella Regione Emilia Romagna, ci regala un'altra perla da aggiungere a tutte le altre già pubblicate.

In allegato c'è l'ennesima Sentenza a favore di un contribuente residente nella Regione Emilia Romagna, sentenza questa depositata il 24 marzo 2010.

Tutte queste vittorie contro la Regione Emilia Romagna, seppur emesse da un Tribunale di 1° grado, sono utilissime a tutti i cittadini residenti in questa Regione e nel resto d'Italia qualora volessero utilizzarle in analoghi ricorsi.

È ribadita anche qui, per un veicolo ventennale, la non necessità di alcuna iscrizione all'A.$.I. per poter godere della Tassa di Circolazione ex art.63 L.342/2000.

Le ultime Sentenze sono scaricabili scorrendo questa pagina, mentre nella pagina del vecchio sito alla quale puoi accedere clikkando sul "bottone" giallo qui accanto, troverai tutte le altre.

Buona lettura (scarica la Sent. 66/11/10 cliccando qui).

dario di bello

In allegato un'ennesima Sentenza a favore di un contribuente residente nella Regione Emilia Romagna, sentenza depositata il 15 marzo 2010.

Va riconosciuto all'Avv. Matteo Olivieri di Faenza una costanza encomiabile nell'aver ottenuto queste vittorie contro la Regione Emilia Romagna, pertanto tutti i cittadini residenti in questa Regione e non, sappiano che non occorre alcuna iscrizione all'A.$.I. per poter godere del bollo ridotto ovvero della Tassa di Circolazione, se si è in possesso di un veicolo ultraventennale.

Buona lettura (scaricala cliccando qui).

dario di bello

"Non si capisce il ritardo con il quale ci si è attivati per scongiurare rischi per la popolazione. Decreto ministeriale individua manifatture tabacchi tra siti insalubri".

EX-FAT. DOTTORINI (IDV): NECESSARIA LA SOSPENSIONE TEMPORANEA DEI LAVORI PER TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI

"Il verbale di prescrizione relativo alla demolizione dell'edificio ex-Fat è opportuno ma non sufficiente a fugare ogni dubbio e stupisce che venga emesso solo oggi, a cinque giorni dalla denuncia degli abitanti del quartiere. Il principio di precauzione richiede infatti che prima di tutto ci si assicuri che la salute dei cittadini e dei lavoratori non sia messa a rischio. Occorre quindi verificare che le fibre presenti all'interno delle ampie superfici vetrate in demolizione non siano pericolose per la salute. E' vero che assicurazioni arrivano dalla Asl1 e che tutto lascia pensare che si tratti semplicemente di lana di vetro, ma su salute e sicurezza non si può scherzare e il sindaco dovrebbe aver già da qualche giorno sospeso i lavori in forma cautelativa". Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini è intervenuto sulla notizia dell'esito del sopralluogo dei Carabinieri, Arpa, Asl1 e Polizia municipale presso l'edificio ex-Fat in seguito al rilevamento di fibre potenzialmente pericolose sprigionate con la demolizione dell'edificio di Città di Castello.
"E' giusto che solo dopo aver verificato la non esistenza di rischi per la salute - spiega Dottorini - i lavori possano proseguire, con la certezza di aver sciolto ogni dubbio in merito alla composizione del materiale che viaggia nell'aria. Inoltre vorremmo sapere se il sindaco e l'Arpa hanno richiesto particolari precauzioni all'atto di rilasciare l'autorizzazione ad avviare i lavori, cosa necessaria vista la tipologia dell'edificio in demolizione. E' infatti opportuno ricordare che il decreto ministeriale del 5 settembre 1994, che definisce l'elenco delle industrie insalubri, individua tra queste anche la manifattura tabacchi, proprio la fattispecie dell'Ex-Fat".
"A prescindere dalla pessima qualità degli interventi di recupero previsti per la Ex-Fat - conclude Dottorini - sui quali ci siamo più volte espressi, ritengo che sia comunque prioritario assicurare a tutti i cittadini che i lavori avviati non presentino rischi per la salute, in modo da evitare superficialità e allarmismi. A breve i lavori di demolizione interesseranno anche tetti in eternit e coibentazioni in amianto. E' opportuno che si proceda con tutte le precauzioni del caso".

Perugia, 6 aprile 2010

Dottorini il più votato nell'Idv tra le regioni del centro e del Nord Italia: "Daremo voce all'Umbria migliore, alla parte sana di una regione che vuole il cambiamento"
 
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Guarda tutte le immagini della festa

Oltre 600 persone alla festa "per un'Umbria migliore" organizzata per celebrare lo straordinario risultato ottenuto dal consigliere Oliviero Dottorini alle recenti elezioni regionali. Con 4.357 preferenze Dottorini risulta essere uno dei più votati in Umbria e ottiene il record di preferenze tra le liste dell'Italia dei Valori delle regioni del centro e del Nord Italia. La festa si è tenuta a Città di Castello dove l'Idv ha ottenuto il 14.5 per cento dei consensi e in particolare nella frazione di Riosecco dove le percentuali raggiungono il 29 per cento e portano il partito di Di Pietro a essere il più votato, superando Pd e Pdl.
Tra pizza, patatine, primi assortiti, bevande del commercio equo e musica improvvisata, sono sopraggiunti sostenitori e volontari da tutta l'Umbria: da Città di Castello, ma anche da Perugia, Gubbio, Foligno, Umbertide, Assisi, San Giustino, Castiglione del Lago, Passignano, Gualdo Cattaneo, Cannara, Valfabbrica, Corciano, Spoleto, Todi, Bastia, Montone.
"Questa è l'Umbria migliore, la parte sana di una regione che vuole ancora sperare e che non si rassegna alla disillusione e al qualunquismo - ha spiegato Dottorini nel corso del saluto agli intervenuti -. Noi abbiamo ricevuto un mandato preciso da questo straordinario risultato elettorale che ci premia a Città di Castello, in Altotevere e in tutta la provincia: quello del cambiamento e della discontinuità per una regione che ha un grande bisogno di coraggio, libertà e innovazione. Il nostro è il voto libero di chi chiede al centrosinistra un cambiamento reale. Avremo molta strada da fare per non tradire questo carico di fiducia e ottimismo che rompe il profilo di un panorama desolante. Noi non tradiremo il nostro patto con gli elettori".
Quanto agli assetti del prossimo governo regionale, Dottorini ha affermato: "Adesso e' il momento di festeggiare, ogni considerazione o chiacchiera  e' fuori luogo. L'Italia dei Valori sapra' far valere tutta l'autorevolezza che gli e' data dall'essere il secondo partito della coalizione e dagli straordinari risultati ottenuti sul campo".
 
Perugia, 2 aprile 2010

 

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