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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Ottobre 2013 Archives

"Un'alimentazione sana, biologica e a km zero deve essere al centro di qualsiasi intervento. Ancora troppo diffusi l'usa e getta e pratiche altamente diseducative" 

ALIMENTAZIONE. DOTTORINI: REGIONE ELABORI LINEE GUIDA PER REFEZIONE SCOLASTICA, VUOTO NON PIU' TOLLERABILE

"E' giunto il momento che anche l'Umbria si doti di linee guida regionali per la refezione scolastica, dettando linee di indirizzo uniformi e colmando un vuoto non più tollerabile. Si tratta di una realtà in cui ad esperienze virtuose si affiancano sacche di vera e propria arretratezza. Per questo dare impulso ad un'alimentazione sana, biologica e a km zero deve essere al centro di qualsiasi intervento che punti a creare un'uniformità nelle linee di intervento regionali. Per non parlare di pratiche altamente diseducative, come stoviglie in plastica o usa e getta, che ancora la fanno da padrone in gran parte dei luoghi delle mense scolastiche. E' importante che le linee guida siano il frutto di un percorso collegiale e condiviso che sappia coinvolgere tutti gli attori interessati e che sia sintesi di sensibilità e competenze più ampie possibili". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione Umbria Migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione alla Giunta regionale per conoscere tempi e modalità di elaborazione delle linee guida per la refezione scolastica in fase di elaborazione da parte della Asl1.
"Nonostante sia sempre più acuta la sensibilità di gruppi e comitati di genitori che si mobilitano su questa tematica - prosegue il presidente di Umbria Migliore - la realtà della refezione scolastica in Umbria non dispone ancora di una mappa completa e aggiornata sulla consistenza delle strutture, delle risorse, delle metodologie organizzative. Tutto ciò nonostante si tratti di una funzione centrale sia da un punto di vista nutrizionale che educativo per una crescita sana ed equilibrata di bambine e bambini. Eppure in un settore di tale importanza disporre di linee guida significa avere uno strumento in più per promuovere comportamenti alimentari corretti fin dalla prima infanzia. Per far fronte all'esigenza di favorire corrette abitudini alimentari nel 2010 il Ministero della Salute ha emanato le linee guida nazionali per la ristorazione scolastica, affermando con forza che una sana e corretta alimentazione è uno dei diritti fondamentali per il raggiungimento del miglior stato di salute ottenibile, in particolare nei primi anni di vita. A seguito delle linee emanate dal ministero, molte regioni italiane hanno legiferato sulla materia o hanno adeguato le disposizioni già esistenti. Non l'Umbria che oggi è chiamata a colmare un vuoto importante, considerando anche il fatto che la refezione scolastica assume un ruolo di primo piano anche come momento educativo volto a ridurre le disuguaglianze sociali, a tutelare l'ambiente e la salute umana". 
"Le linee guida - conclude Dottorini - andranno ad incidere direttamente sulla salute dei minori e quello del pasto a scuola è un momento fortemente socializzante ed educativo che vede coinvolti in maniera diretta una molteplicità di soggetti: gli enti locali, i gestori del servizio, le Asl, le istituzioni scolastiche, gli insegnanti, i genitori e i bambini. Per questo nulla può essere lasciato al caso o alla improvvisazione. Il coinvolgimento di tutti gli attori interessati è fondamentale".

Perugia,  23 ottobre 2013

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

GAME OVER 2

game-over-1.jpgCari amici,
è domenica oggi e come vi avevo anticipato qualche giorno or sono, siamo quasi giunti al GAME OVER per l'A.S.I..

Ecco l'ennesima BASTONATA alla filantropica dell'ASI da parte della CASSAZIONE (Cassazione_25-09-2013.pdf) ed in sintesi, sì alla AUTOCERTIFICAZIONE così come professo dal 2005, anno in cui ho iniziato la mia battaglia COPIATA poi da altre pseudo associazioni.

Tra l'altro, come avrete anche notato, ho abbandonato il simbolo "$" al posto della "S" in quanto 'sti poverini incominceranno, a breve, a raschiare il fondo del barile.

Non vi nascondo che il $ignore con il riporto tricologico potrebbe riuscire a prepararci una bella sorpresa, ma io mi auguro che i nostri governanti non raccolgano alcun suggerimento da costui e TUTTI ma proprio TUTTI questi Club/Associazioni alle quali si è costretti a dare dei soldi, SPARISCANO una volte per tutte (che vadano a lavorare !) e noi sudditi non si sia più OBBLIGATI a PAGARE dei privati per accedere ai benefici fiscali.

Da anni professo la LIBERTÀ assoluta nel poter decidere come spendere i propri soldi, pertanto se si è capaci si AUTOCERTIFICA così come confermato dalla CASSAZIONE (Cassazione_25-09-2013.pdf), viceversa se non si è sicuri di farlo, è giusto ricorrere a dei "privati" che possano certificare, anche se a pagamento, quello che autonomamente non saremmo capaci di fare.

In tutto ciò, la mia proposta di LEGGE che ovviamente a nessuno interessa, è quella di anticipare a 25 anni (adesso è 30) la storicità di un qualunque veicolo senza alcuna dazione ambientale, in quanto penso che un cittadino/contribuente abbia in 25 anni versato allo Stato diversi soldini per la Tassa di Proprietà (es.: considerando una Tassa media di 200 euro all'anno, in 25 anni si è versato alla Stato/Regione circa 5'000 euro, vi sembrano pochi ?).

Ed invece cosa è accaduto in 13 anni ?
Per pagare un bollo ridotto in quasi tutta Italia, dall'anno 2000 (L.342/2000) siamo stati COSTRETTI a pagare non una ma ben due associazioni PRIVATE (la locale e quella che sta a Torino) per accedere ai benefici fiscali della L.342/2000.

Ma ecco qual è la mia proposta contenente tante cose che renderebbero la vita più semplice al collezionista e che spero qualche VERO POLITICO facesse propria.



EMENDAMENTO:

art. ....Disposizioni in materia di semplificazione per particolari categorie di veicoli

1) L'art. 63, Legge 21 novembre 2000, n. 342 è così sostituito:

Art. xx.

(Tasse automobilistiche e disposizioni in materia di reimmatricolazione per particolari
categorie di veicoli)

  1. Sono esentati dal pagamento dalla tassa automobilistica di proprietà tutti i veicoli a motore, esclusi quelli attualmente adibiti ad uso professionale, a decorrere dall'anno in cui si compie il venticinquesimo anno dalla loro costruzione non considerando il mese. Salvo prova contraria, i veicoli di cui al primo periodo si considerano costruiti nell'anno di prima immatricolazione in Italia o in altro Stato.
  2. L'esenzione di cui al comma 1 è estesa altresì ai veicoli a motore, esclusi quelli attualmente adibiti ad uso professionale, per i quali a decorrere dal 01.01.2001 fino al 31.12.2013 si è compiuto il ventesimo anno dalla loro costruzione. La norma di cui al primo periodo del presente comma si applica in via retroattiva al contenzioso tributario pendente in materia di esenzione dalle tasse automobilistiche per la medesima categoria di veicoli.
  3. I veicoli di cui ai commi 1 e 2 sono assoggettati, in caso di utilizzazione sulla pubblica strada, ad una tassa di circolazione forfettaria annua di € 30,00 per gli autoveicoli e di € 20,00 per i motoveicoli. Per la liquidazione, la riscossione e l'accertamento della predetta tassa, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni che disciplinano la tassa automobilistica, di cui al testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39, e successive modificazioni ed integtrazioni. Per gli autoveicoli esenti ai sensi dei commi 1 e 2, l'imposta provinciale di trascrizione è fissata in € 50,00.
  4. Ai fini delle limitazioni alla circolazione i veicoli di cui ai commi 1 e 2 sono equiparati ai veicoli con omologazione Euro 5 e successive; ai fini tributari i veicoli di cui ai commi 1 e 2 non costituiscono indice di capacità retributiva.
  5. Per i veicoli radiati d'ufficio in possesso dei requisiti di cui ai commi 1 e 2 ed iscritti ai Registri cui all'art.60 del D.Lgs 285/92 (Codice della strada) ed ai Registri facenti parte della F.I.V.A. (Federation Internationale Veichules Ancienne), è consentita la reiscrizione nei rispettivi pubblici registri (P.R.A. e D.T.T.) previo unico onere del pagamento da parte dell'attuale proprietario di tre annualità della tassa di circolazione forfettaria di cui al comma 3, maggiorate del 50 per cento. La reiscrizione ai sensi del presente comma consente il mantenimento delle targhe e dei documenti originari del veicolo e non comporta la qualificazione di veicolo atipico.
  6. Per i veicoli iscritti ai Registri cui all'art.60 del D.Lgs 285/92 (Codice della strada) ed ai Registri facenti parte della F.I.V.A. (Federation Internationale Veichules Ancienne), la Revisione periodica è fissata ogni 4 anni.

2) il comma 1 art. 18 Legge 27 dicembre 2002, n. 289 è abrogato.



Cosa ve ne pare di questa mia proposta ?

Buona domenica a tutti, sbianchettatori inclusi i quali perderanno un po' più di tempo a cancellare, anche da questo documento, la mia firma per decriptare numeri e riferimenti spacciando per propria l'Ordinanza affinché sia anch'essa utilizzata come specchietto per le allodole.
E a dire che sarebbe stato sufficiente non cancellare nulla da tutti i documenti scaricati da questo sito; sarebbe stato sufficiente che costoro avessero riportato che grazie alla mia battaglia questi documenti erano a disposizione di tutti; a voi amanuensi auguro un buon lavoro !

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

 

"Avverate le nostre peggiori previsioni. La cifra di 4 milioni e 750mila euro, individuata dai tecnici di Comune e Asl  e recepita dalla Regione, si è confermata fuori mercato. Ogni giorno che passa condizioni sempre più precarie"

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"E' sempre poco elegante dire 'avevamo ragione noi', ma in questo caso purtroppo le nostre previsioni si sono puntualmente avverate: l'asta per l'alienazione dell'ex ospedale di Città di Castello è andata deserta. In questo non ha certo aiutato la troppo elevata base d'asta fissata sulla base della stima che il collegio peritale composto da tecnici del Comune di Città di Castello e dell'Azienda Usl n.1 ha elaborato negli anni scorsi". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, commenta il nulla di fatto per l'asta che si è svolta nei giorni scorsi per la vendita dell'ex ospedale di Città di Castello, oggi di proprietà della Regione.
"Purtroppo ogni giorno che passa - continua Dottorini - rende sempre più precarie le condizioni dello stabile e sempre più difficile trovare qualcuno disposto a sborsare una cifra così importante, 4 milioni e 750 mila euro, per poi dover sicuramente ristrutturare e riqualificare l'area. La mancanza di progettualità ha portato l'ex Ospedale tifernate ad essere l'unica struttura regionale senza un vero disegno di recupero, avendo perduto anche l'occasione di trasferirvi gli uffici della Asl o del Comune. E così quella dell'alienazione pare rimanere l'unica idea partorita dall'Amministrazione comunale in oltre 12 anni di degrado e incuria".
"Adesso la Regione - aggiunge Dottorini - deve seriamente prendere in mano la situazione e abbassare la base d'asta, pensando di fare a meno delle perizie e delle valutazioni fuori mercato elaborate da Comune di Città di Castello e Usl1.  E' necessario uno sforzo che ci faccia immaginare soluzioni alternative o comunque in linea con una crisi economica che scoraggia investimenti, per restituire alla città un bene di grande valore architettonico, culturale ed affettivo".

Perugia, 17 ottobre 2013
"Nove regioni lo hanno già fatto. Referendum abrogativo importate segnale a un Governo sordo. Questa riforma complica invece di semplificare, allunga i tempi invece che accorciarli"

RIFORMA TRIBUNALI. DOTTORINI: "ANCHE UMBRIA ADERISCA A REFERENDUM CONTRO RIFORMA SBAGLIATA NEI CONTENUTI E NELLE MODALITÀ DI ATTUAZIONE"

"La riforma della geografia giudiziaria sta ottenendo l'effetto contrario rispetto ai propositi enunciati: invece di semplificare, complica, piuttosto che accorciare i tempi della giustizia, li prolunga in maniera indefinita, ingolfando l'intero sistema giudiziario, con risvolti economici tutt'altro che confortanti. Credo che l'Umbria, a seguito dell'importante mozione approvata nelle scorse settimane dal Consiglio regionale, debba unirsi alle altre nove regioni d'Italia che hanno già aderito al referendum promosso dal Consiglio regionale dell'Abruzzo contro il taglio dei tribunali e la chiusura della sedi distaccate". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, propone che anche la Regione Umbria aderisca al referendum abrogativo contro la riforma della geografia giudiziaria al fianco di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Campania, Liguria e Piemonte.
"Regioni di diversa collocazione sia geografica che politica stanno aderendo alla proposta di referendum abrogativo e si fa sempre più urgente che anche l'Umbria dia il proprio sostegno, se non altro per inviare un segnale inequivocabile a un governo che sordo e insensibile alle problematiche dei territori. La chiusura delle sedi distaccate dei tribunali e il loro trasferimento a Balanzano si sta evidenziando purtroppo come un vero e proprio fallimento, con problematiche che non si risolveranno certo in tempi brevi. Malgrado le timide aperture manifestate dal Governo - conclude Dottorini - non sono ancora arrivati segnali confortanti e il mondo giudiziario umbro sta subendo gli effetti negativi di questa riforma. Crediamo che l'adesione al referendum, unito a un'azione tesa ad attivare quanto previsto dall'articolo 8 del decreto legislativo 155, possa prospettare un futuro meno cupo e far sentire in maniera concreta la volontà che ha l'Umbria di stare al fianco dei cittadini e degli operatori della Giustizia".

Perugia, 16 ottobre 2013
Marchio etico "free slot" e agevolazioni per i locali virtuosi, numero verde e collaborazione con volontariato al centro della proposta. Inoltre divieto di pubblicità e limiti alle sale da gioco

LUDOPATIA. DOTTORINI PRESENTA PDL PER CONTRASTO DIPENDENZA DA GIOCO D'AZZARDO:

"Il gioco d'azzardo si sta trasformando in una vera emergenza sociale anche nella nostra regione. Per questo è urgente intervenire con tutti gli strumenti a nostra disposizione per promuovere iniziative di contrasto, prevenzione e riduzione del rischio di dipendenza rispetto a un fenomeno che anche in Umbria appare in dilagante ascesa. Non possiamo più assistere inermi alla grave situazione che, mentre rappresenta un enorme giro d'affari, spesso anche per la criminalità organizzata, trascina molte persone in un circolo vizioso che può condurre a gravi conseguenze personali e sociali". Con queste parole il presidente di Umbria Migliore, Oliviero Dottorini (Idv), annuncia di aver presentato una proposta di legge "per il contrasto della devianza da gioco d'azzardo patologico".
"I dati più recenti - continua Dottorini- ci dicono che in Umbria si giocano circa 2 milioni di euro al giorno negli oltre 4mila apparecchi installati nei vari locali. Appare in grande crescita inoltre il numero di persone seguite dai servizi sociali proprio per problemi legati alla ludopatia. Il diluvio di lotterie, gratta e vinci, scommesse, slot machine e poker on line sembra incidere molto profondamente sul tessuto connettivo della nostra comunità regionale, andando a colpire soprattutto i più deboli e le persone in difficoltà. Per questo, oltre al divieto di pubblicità e a limiti alla collocazione delle sale da gioco consentite solo a una precisa distanza da istituti scolastici o centri giovanili, la nostra proposta di legge prevede l'attivazione di un numero verde regionale e la creazione di un marchio etico 'free-slot' da esporre presso gli esercizi dei locali pubblici che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco, con misure premianti nei bandi e agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale. Facendo tesoro delle sollecitazioni giunte dal mondo dell'associazionismo, il nostro testo tende a mettere in rete, nell'ottica della sussidiarietà, molteplici soggetti, a cominciare dalle realtà del volontariato e del privato sociale. Prevenzione e formazione di operatori, educatori, genitori e gestori di locali e sale giochi sono al centro di una proposta che prevede la possibilità per la Regione di attivare collaborazioni con le associazioni di volontariato, anche con la concessione di contributi, per progetti integrati con i servizi socio-sanitari territoriali. Viene prevista inoltre l'istituzione di un Osservatorio regionale sulla dipendenza comportamentale da gioco d'azzardo per monitorare gli effetti del fenomeno in tutte le sue componenti".
"In questo momento di grave difficoltà economica - spiega il presidente di Umbria Migliore - il miraggio di una ricchezza facile e immediata colpisce soprattutto giovani, disoccupati, pensionati e famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. Di fronte a questo lo Stato si limita a incassare miliardi di euro ogni anno, senza avere alcuna considerazione dei risvolti sociali, sanitari e culturali di questo triste fenomeno e ignorando il fatto che l'azzardo rappresenta la seconda causa di indebitamento delle famiglie italiane. La nostra proposta, se approvata, potrà rappresentare uno strumento di prevenzione e contrasto anche in supplenza di uno Stato che non a torto è stato definito biscazziere e che non prende coscienza della disperazione in cui piombano i singoli e le famiglie che finiscono nella rete del gioco patologico".

Perugia, 11 ottobre 2013


SCHEDA

Proposta di legge di iniziativa del Consigliere Dottorini
NORME PER IL CONTRASTO DELLA DEVIANZA
DA GIOCO D'AZZARDO PATOLOGICO

Obiettivi della legge
Promuovere iniziative per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico, attraverso una strategia complessa che implica la messa in rete di molteplici azioni, soggetti e istituzioni, la cui azione deve rivolgersi sia verso il contesto che verso il giocatore, che deve essere avvicinato e sostenuto nel suo percorso di emancipazione dal rischio di dipendenza.

Cosa prevede la legge
  • Istituzione di un marchio regionale etico "free slot" da esporre presso gli esercizi dei locali pubblici che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco, prevedendo misure premianti nei bandi per gli incentivi alle attività commerciali e/o agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale.
  • Attivazione di un numero verde regionale d'accesso per fornire un primo livello di consulenza e di orientamento ai servizi competenti di fronte all'insorgere di forme di dipendenza da giochi d'azzardo.
  • Divieto di qualsiasi pubblicità relativa all'apertura e all'esercizio di sale giochi nei termini previsti dal decreto legge n. 158/2012.
  • Divieto di apertura di sale giochi in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, da strutture residenziali o semi-residenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale.
  • Istituzione del "Fondo per il contrasto della devianza da gioco d'azzardo patologico" che sarà alimentato anche dalle sanzioni previste dalla proposta per i gestori che violino le disposizioni della presente legge.

La legge prevede inoltre
  • La promozione della collaborazione di enti locali, istituzioni scolastiche, aziende sanitarie, volontariato e forze dell'ordine per la realizzazione di programmi e progetti tesi alla prevenzione del rischio della dipendenza da gioco d'azzardo patologico.
  • Lo sviluppo di progetti di formazione per gli operatori sociali e sanitari, gli educatori delle scuole e dei centri di aggregazione giovanile, i volontari, i genitori e i gestori dei locali di sale giochi.
  • La creazione di gruppi di auto-aiuto per le persone affette da gioco d'azzardo patologico.
  • L'istituzione di un Osservatorio regionale sulla dipendenza comportamentale da gioco d'azzardo patologico al fine di monitorare gli effetti del fenomeno in tutte le sue componenti: culturali, legali, di pubblica sicurezza, commerciali, sanitarie ed epidemiologiche, sociali e socio-economiche. Sarà inoltre compito dell'Osservatorio analizzare i dati e le dinamiche legate al fenomeno e rappresentare le diverse istanze coinvolte, comprese quelle delle associazioni antimafia;
  • L'obbligo per i gestori di sale giochi, tabaccherie, ricevitorie e comunque di esercizi dotati di apparecchi di intrattenimento per il gioco lecito ad esporre materiale informativo.
"Con l'approvazione della delibera da parte del Comune si conclude l'iter burocratico per utilizzare i fondi messi a disposizione della Regione e dallo stesso Comune. Rimborsate fino all'80 per cento delle spese sostenute per l'allaccio all'acquedotto pubblico"

INQUINAMENTO POZZI RIOSECCO. DOTTORINI:

"Finalmente i cittadini di Riosecco e Trestina posso richiedere all'amministrazione di Città di Castello il rimborso di parte delle spese che hanno sostenuto per l'allaccio alla rete idrica pubblica, a seguito del disastro ambientale che ha coinvolto le acque dei pozzi provati. Grazie al contributo della Regione e dello stesso Comune, i cittadini possono presentare le domande di rimborso all'ufficio ambiente del Comune entro il mese di dicembre, in base alle quali verrà erogato il contributo di solidarietà. E' una notizia che mi consente di affermare che anche questo impegno assunto personalmente con la cittadinanza è stato mantenuto". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente di Umbria migliore e capogruppo Idv in Consiglio regionale, manifesta apprezzamento per la delibera che il Comune di Città di Castello ha approvato relativa ai criteri e modalità di erogazione del contributo di solidarietà una tantum per allaccio all'acquedotto pubblico a seguito di inquinamento dei pozzi privati da sostanze organoalogenate nelle località di Riosecco-Regnano e Trestina.
"Per avere accesso al contributo - continua Dottorini - occorre essere residente nel Comune di Città di Castello, nelle zone di Riosecco - Regnano e Trestina, controllare che la propria abitazione ricada all'interno delle aree perimetrate ed individuate nelle planimetrie allegate alle rispettive ordinanze sindacali n. 54 del 5/11/2012 e n. 62 del 14/12/2012, aver effettuato l'allaccio all'acquedotto pubblico con il gestore del Servizio Idrico Integrato, Umbra Acque S.p.a., successivamente alla data delle due ordinanze e trasmettere la domanda al Comune di Città di Castello, esclusivamente tramite l'apposito modulo che verrà predisposto dal Servizio Ambiente, allegando la fattura di quietanzata delle spese sostenute per l'allaccio all'acquedotto pubblico. Dopodiché verrà concesso il contributo, non superiore comunque all'80 per cento delle spese sostenute e determinato comunque in base al numero delle domande pervenute. È bene ricordare che la Regione, grazie ad un nostro emendamento al bilancio, ha stanziato un contributo pari a 12 mila euro e il comune di Città di Castello ha messo a disposizione la medesima cifra. Devo riconoscere all'assessore Secondi una corretta sollecitudine nell'attivare le misure di rimborso che ora attendono soltanto l'erogazione finale".
"Per quanto riguarda le operazioni di bonifica - aggiunge Dottorini - gli uffici regionali ci informano che è in corso di approvazione il Piano di caratterizzazione delle acque per Riosecco-Regnano, propedeutico all'analisi dei rischi e alle definitive procedure di bonifica della zona. Lo scorso agosto si è tenuto un tavolo tecnico nel corso del quale Umbra acque, Provincia di Perugia e Regione hanno chiesto chiarimenti al comune di Città di Castello per individuare le zone di rispetto dei pozzi pubblici in modo da poter dare avvio al Piano di bonifica della zona".
"Da parte nostra - conclude Dottorini - stiamo monitorando con attenzione la situazione, informando i cittadini e facendo le dovute sollecitazioni agli uffici perché venga risolto al più presto un grave danno all'ambiente e potenzialmente alla salute dei cittadini. Sappiamo che analoghe problematiche stanno interessando anche la zona sud del Comune. Proprio per questo è stata finanziata recentemente con 56mila euro un'indagine da parte della Regione per valutare la gravità della situazione. Anche in questo caso gli uffici attendono una risposta da parte del Comune che si era impegnato a finanziare il 20 per cento dell'indagine, impegno che auspichiamo non tarderà ad onorare".

Perugia, 3 ottobre 2013

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

GAME OVER 1

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Cari amici,
scrivo purtroppo sempre meno perché gli impegni sono tanti e per questo bellissimo passatempo, dedico quel poco di tempo libero che mi è rimasto.

Sono in tanti che invocano il mio aiuto, i ricorsi presentati sono tanti e tante sono le altrettante vittorie !

Quello che volevo comunque dirvi è che il "gioco è finito" nel senso che a breve il muro lo butteremo giù definitivamente con un'altra sentenza memorabile.

È accaduto che una certa Regione, pensando che rimanessimo alla finestra o che sino ad ora avessimo scherzato, ha alzato il tiro ricorrendo contro una delle tante nostre VITTORIE.

Entro i primi mesi del prossimo anno sapremo qualcosa, ma in anteprima volevo informarvi che il "gioco per l'asi è finito".

Tutti, ma proprio tutti gli automobilisti proprietari di veicoli 20ntennali rigorosamente non a$i, potranno tirare un definitivo sospiro di sollievo.

La rivoluzione non può che essere fatta a piccoli passi, laddove non ci sono risorse economiche ma solo ideali, è stato questo ideale di LIBERTÀ che mi ha spinto a fare tutto quello che ho fatto per liberare dal MONOPOLIO l'Umbria e la Puglia, le 2 regioni che ho nel cuore.

Mi auguro come al solito che i copioni "nordici", che saluto, non cavalchino anche questa Sentenza come se fosse frutto del loro lavoro, sì il loro lavoro: Copiare tutto quello che pubblico !

Ciao a tutti.
dario di bello - dariodibello@dottorini.com

 

"Passaggio Iva dal 4 al 10 per cento sarebbe colpo di grazia al welfare, con contraccolpi pesanti sull'Umbria. Rischio tagli ai servizi per le fasce più deboli"

WELFARE. DOTTORINI:

"La Giunta regionale deve intervenire in tutte le sedi più opportune, ivi compresa la Conferenza Stato Regioni, perché la previsione di aumento dell'Iva per le cooperative sociali sia cancellata in modo da salvaguardare i servizi per i cittadini e da favorire attraverso di esse il rilancio occupazionale. L'impennata dell'Iva dal 4 al 10 per cento per la cooperazione sociale rappresenta una falsa entrata per le casse dello Stato e potrà invece diventare un boomerang che avrà l'effetto di ridurre i servizi per i cittadini". Con queste parole il presidente di Umbria migliore e capogruppo regionale Idv, Oliviero Dottorini, annuncia di aver presentato una mozione che impegna la Giunta regionale a fare quanto in suo potere per scongiurare che da gennaio 2014 l'Iva sui servizi socio sanitari resi dalle cooperative sociali di tipo A passi dal 4 al 10 per cento, come previsto dalla legge di Stabilità approvata alla fine del 2012.
"L'aumento dell'Iva per la cooperazione sociale di tipo A - spiega Dottorini - suona come un colpo di grazia al welfare del Paese con un aggravio di ben 510 milioni di euro che si ripartirebbero per il 70 per cento sulla Pubblica amministrazione e per il 30 per cento sulle famiglie, utenti finali dei servizi. Gli enti locali per far fronte all'aumento dell'Iva di 6 punti percentuali, nel 2014 forniranno inevitabilmente meno servizi sociali agli italiani: ci sarà un  minore numero di posti nei nidi e negli asili, tagli all'assistenza per disabili, riduzione delle ore di apertura per i centri diurni, riduzione dell'assistenza domiciliare per i non autosufficienti, così come i posti per gli anziani nelle residenze sanitarie".
"Altri Consigli regionali - spiega Dottorini - hanno già approvato mozioni o risoluzioni che danno forza all'azione di contrasto che molte giunte regionali stanno conducendo, per ora senza risultati apprezzabili. La mozione che abbiamo presentato è aperta alla sottoscrizione di quanti condividono la nostra preoccupazione. Oggi le cooperative sociali, settore che, è bene ricordarlo, impiega in Umbria circa 7 mila persone, insieme ai Comuni e alle Regioni sono in prima linea a fronteggiare le ricadute della crisi sui cittadini e a garantire il welfare territoriale e i livelli essenziali di assistenza, investendo su modelli innovativi di gestione dei servizi. Se non si scongiurasse l'aumento dell'Iva per le cooperative sociali, assisteremo presto al taglio dei servizi di inclusione sociale proprio alle fasce più deboli della popolazione. Un'ipotesi che deve essere osteggiata da tutte le forze democratiche del Paese e della nostra regione ".

Perugia, 3 ottobre 2013

 

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