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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Novembre 2010 Archives

"La solidarietà o è nazionale e attraversa tutti gli schieramenti politici, oppure diviene impossibile per l'Umbria, già in emergenza per politiche poco lungimiranti"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): GOVERNO CHIEDE SOLIDARIETA', MA I PRIMI A DIRE NO SONO PDL E LEGA. ERRORE OK DELL'UMBRIA SENZA CONDIZIONI

"Il governo nazionale chiede la solidarietà delle regioni italiane per risolvere il problema dei rifiuti campani, ma nelle regioni i primi a dire di no sono proprio le forze che sostengono il governo nazionale. C'è qualcosa che non quadra". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta con queste parole l'alzata di scudi di Pdl e Lega che a Roma chiedono la solidarietà delle regioni italiane per la risoluzione dell'emergenza rifiuti e dalle regioni si oppongono a questa decisione.
"Evidentemente - aggiunge Dottorini - qualcuno pensa di poter giocare molte parti nella commedia dei rifiuti campani. Se a Roma Berlusconi chiede aiuto alle regioni per risolvere l'emergenza e dal Veneto il presidente leghista risponde picche, vuol dire che qualcuno fa il furbo. Se da Roma il governo sostenuto da Lega e Pdl si appella al senso di responsabilità delle regioni, poi dall'Umbria quelle stesse forze gridano allo scandalo, vuol dire che c'è qualche opportunismo di troppo. Di cui il governo regionale deve tenere conto, riflettendo a fondo su ciò che si sta verificando. La solidarietà o è nazionale e attraversa tutti gli schieramenti politici, oppure diviene impossibile per una regione come l'Umbria, già in emergenza per politiche di gestione dei rifiuti poco lungimiranti. Il nostro territorio ospita discariche molto vicine al livello di saturazione, già in grado oggi di creare problemi ambientali e tensioni sociali palpabili. Sarebbe un errore dare la disponibilità dell'Umbria al governo nazionale, senza aver verificato che sussistano le condizioni minime per farlo. Per quanto ci riguarda è necessario che il governo si impegni innanzitutto a garantire forti incentivi per la raccolta differenziata spinta e attuata in maniera adeguata, ammettendo gli errori di soluzioni miracolistiche o opportuniste che, a fronte di ripetute promesse disattese, hanno condotto Napoli e la Campania in un disastro senza pari nel mondo occidentale".

Perugia, 30 novembre 2010

Ecco come proporre ricorso contro le illegittime richieste del BOLLO AUTO non dovuto.
In questo periodo, sono decine le persone che ci hanno contattato da tutta Italia.
A costoro abbiamo fornito tutta l'assistenza che occorreva, ivi incluso il fac simile del modello di ricorso da presentare.
Se avete un amico avvocato che vi firma il Ricorso è meglio, ma il tutto può essere presentato "da soli" spedendo 2 Raccomandate A/R.

Una di queste Raccomandate senza busta sarà una "copia" (firme in originale) del solo RICORSO da inviare alla Regione entro 60 giorni dalla notifica della richiesta di pagamento.

A questo punto abbiamo altri 30 giorni per spedire l'altra Raccomandata alla C.T.P. competente, sempre senza busta, che sarà composta da un'altra "copia" (firme in originale) del Ricorso inclusi gli Allegati, la Nota di Presentazione ed il Contributo Unificato.

Costi: il Contributo Unificato da 30 euro e le 2 raccomandate.

Saluti a tutti.
dario di bello -
dariodibello@dottorini.com


Clikka sull'immagine qui sotto:

Come fare ricorso.jpg
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Termini e modalità di presentazione del ricorso.

Contro l'avviso Atto di Accertamento e Contestuale Irrogazione di Sanzione o la Cartella di Pagamento di Equitalia (questo si può fare solo per vizi di forma o se la Cartella non è stata preceduta dall'Atto di Accertamento !), può essere proposto ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Perugia (per le altre Regioni è la Provincia in cui ha sede il creditore ovvero Regione o Agenzia delle Entrate, controllate sull'Atto/Cartella), entro 60 giorni dalla data della notifica.

Nel processo tributario il ricorso deve essere notificato prima alla controparte (cioè alla Regione Umbria o altra Regione/Agenzia Entrate, controllate l'Atto/Cartella) e, successivamente, portato alla conoscenza del giudice della C.T.P. tramite la costituzione in giudizio.

Tutte le Copie devono portare le firme in Originale e quella Consegnata alla C.T.P., deve contenere anche il Contributo Unificato da 30 euro e la Nota di Presentazione.

Una Copia del ricorso con firme in originale (senza allegati !), entro i 60 giorni dal ricevimento dell'Atto di Accertamento o della Cartella, deve essere notificato alla "Regione Umbria - Servizio Ragioneria e Fiscalità Regionale - Via Pievaiola 23 - 06128  - Perugia" (per le altre regioni cercate l'indirizzo), in uno dei seguenti modi:
a) tramite l'ufficiale giudiziario, secondo le norme degli artt. 137 e seguenti del codice di procedura civile, salvo quanto disposto dall'art. 17 del D. Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546;
b) spedizione dell'atto in originale a mezzo del servizio postale, in plico raccomandato, senza busta, con avviso di ricevimento. In tal caso, il ricorso si intende proposto al momento della spedizione;
c) consegna diretta a mani dell'atto all'impiegato addetto al protocollo, il quale appone timbro di pervenuto sulla copia in carta semplice del ricorso prodotta dal ricorrente e conforme all'originale. Su espressa richiesta, l'addetto al protocollo rilascia la ricevuta.

Per costituirsi in giudizio, il ricorrente entro trenta giorni dalla notificazione del ricorso alla Regione Umbria (o altro destinatario), a pena d'inammissibilità,  deposita personalmente o spedisce a mezzo posta in plico raccomandato senza busta e con avviso di ricevimento alla Commissione Tributaria Provinciale di Perugia (o altra Provincia):

  • Una o più Copie del Ricorso con le firme in Originale ed allegati, nel caso in cui sia stato notificato a norma degli articoli 137 e seguenti del c.p.c.;
  • la copia conforme del ricorso con firme in originale ed allegati, nel caso in cui sia stato consegnato direttamente a mani alla Regione, con il timbro di pervenuto o con fotocopia della ricevuta di deposito;
  • la copia conforme del ricorso con firme in originale ed allegati, nel caso in cui sia stato spedito per posta alla Regione, con fotocopia della ricevuta della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale.

Nel caso di notifica alla Regione mediante consegna o spedizione, la conformità dell'atto depositato presso la Segreteria della Commissione Tributaria Provinciale di Perugia a quello consegnato o spedito è attestata, in calce all'atto medesimo, dallo stesso ricorrente.

Insieme al ricorso, il ricorrente deposita il proprio fascicolo, con l'originale o la fotocopia dell'atto impugnato e i documenti che intende produrre a sostegno della propria tesi ed a prova di ciò che afferma (sono gli allegati: sentenze, circolari etc. etc.). I documenti devono essere elencati negli atti cui sono allegati o, se presentati separatamente, in apposita nota sottoscritta o da depositare in originale ed in tante copie quanto sono le parti.
Altri documenti potranno essere depositati fino a venti giorni liberi (cioè non festivi) prima della data fissata per l'udienza e fino a dieci giorni prima potranno essere presentate memorie illustrative con le copie per le altre parti.

Per controversie riguardanti tributi in contestazione fino ad € 2.582,28, il ricorso può essere presentato direttamente dal contribuente, senza che sia obbligatoria la difesa tecnica. Per le controversie aventi ad oggetto una somma superiore a quella predetta, il ricorrente deve essere assistito da un difensore abilitato (avvocato, dottore commercialista, ragioniere, perito commerciale).
Per valore della lite si intende l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l'atto impugnato; in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste (art 12 D. Lgs. n. 546 del 1992).


"Non si capisce per quale motivo, e nell'interesse di chi, il Cda abbia ritenuto opportuno prevedere l'istituzione di un nuovo primariato"

SANITA'. DOTTORINI (IDV): ORGANIZZAZIONI SINDACALI CONFERMANO NOSTRE PREOCCUPAZIONI: REGIONE INDAGHI SU ZOOPROFILATTICO

"Lo stato di agitazione delle organizzazioni sindacali confermano e avvalorano le nostre preoccupazioni sulla corretta gestione dell'Istituto zooprofilattico. Una riorganizzazione che parte dalla preoccupazione di salvaguardare le figure apicali, per giunta prevedendo un nuovo primariato, è quanto di più sbagliato si possa immaginare, soprattutto alla luce delle vicende di Sanitopoli". Lo ha detto Oliviero Dottorini, capogruppo regionale dell'Italia dei Valori, firmatario di una recente interrogazione relativa all'approvazione, da parte del consiglio di amministrazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale, di un nuovo modello organizzativo sulla base del quale si prevede l'istituzione di una nuova unità operativa complessa che equivale ad un primariato ospedaliero.
"Non si capisce - spiega Dottorini - per quale motivo, e nell'interesse di chi, il Consiglio di amministrazione abbia ritenuto opportuno prevedere l'istituzione di un nuovo primariato. Ed è la prima volta da oltre un decennio che la Rsu aziendale è costretta ad assumere una presa di posizione così pesante, a conferma del fatto che, al di là della mera rivendicazione salariale, le modalità di gestione dell'Istituto zooprofilattico preoccupano non poco il sindacato. Per questi motivi sarà opportuno che la Giunta regionale prenda atto del clima di crescente tensione instauratosi e che preveda di avviare un'indagine approfondita sulle modalità di gestione, al fine di comprendere le ragioni del crescente malcontento".
"E' necessario - aggiunge il capogruppo Idv - che la Regione indaghi sull'anomalia di un provvedimento che, in barba ad una normativa molto stringente sugli ampliamenti delle dotazioni organiche, prevede l'istituzione di un nuovo primariato per funzioni che non risultano previste dall'organigramma. Sarebbe grave se, ai tempi di Sanitopoli, qualcuno pensasse ancora di proseguire in pratiche che poco hanno a che vedere con la buona gestione di una struttura sanitaria pubblica. Ciò anche in relazione alle recenti dichiarazioni del Collegio dei revisori dei conti che parlano di una produttività non superiore al 40-50 per cento del suo potenziale.  E' possibile - chiede Dottorini - che tutto ciò dipenda, come affermato dallo stesso Collegio, dall'attuale modello organizzativo, lo stesso che in un recente passato ha portato l'Istituto ai più alti livelli di considerazione in campo nazionale e internazionale?"

Perugia, 26 novembre 2010
Cari amici,
devo ringraziare la F.M.I. nella persona del Presidente Paolo Sesti per l'interesse che ha avuto nei nostri confronti.

Non so se ricordate cosa ho scritto il 10/11/2010 (clicca qui) in merito alla decisione partorita dagli "scienziati" della Regione Umbria che non accettavano più Certificati rilasciati dalle case madri.
Questi Certificati riportavano l'equivalenza tra sigla commerciale e sigla di omologazione della motocicletta.
Bene, anzi male, poiché la Regione Umbria per poter continuare a "spremere" i cittadini/contribuenti/motociclisti, aveva deciso di riconoscere UNICAMENTE i Certificati rilasciati dall'asi e dalla F.M.I.
(ovviamente a pagamento per il contribuente !).
Nemmeno nel BURKINA FASO c'è un tale atteggiamento verso i cittadini !

Infatti quando la Regione Umbria aveva incominciato a "cavillare" su questa cosa, moltissimi umbri avevano invocato il nostro aiuto.

Bene miei amici, abbiamo sciolto la prognosi !

Su mia precisa sollecitazione, la FMI ha contattato la Regione Umbria ed ha inviato loro una chiarissima Tabella di conversione che purtroppo non contempla tutti i modelli di moto.
In questo caso, utilizzate questo modello
(clikka qui).

Scarica la Tabella di Conversione inviata dalla F.M.I. alla Regione Umbria per le moto HONDA, DUCATI e KAWASAKI (clikka qui).

Ancora una volta, ci siamo mossi per venire incontro a tutti quegli umbri vessati dalla ottusa burocrazia.

Devo ringraziare la FEDERCONSUMATORI, della quale mi onoro di farne parte e che mi permette di difendervi.

Detto questo, devo anche in questo caso chiarire una cosa.
Come sono riuscito a sbloccare l'annosa questione degli "autocarri" storici pur non possedendone alcuno, anche in questo caso pur non possedendo "motociclette",  ho sbloccato anche questa questione.

Scusatemi ma me la devo cantare e suonare da solo perché sono troppo contento del risultato ottenuto in pochissimi giorni !!!

Ciao a tutti e tenete duro contro i burocrati, noi siamo con voi.

C'È UN UMBRIA MIGLIORE nonostante tutto !!!

dario di bello -
e-mail: dariodibello@dottorini.com
"Supponenza Gelmini getta benzina su tensione sociale motivata e preoccupante. Bene i 3,5 milioni di euro della Regione per tamponare i tagli del governo"

UNIVERSITA'. DOTTORINI (IDV): PIENO APPOGGIO E SOLIDARIETA' ALLA PROTESA DI RICERCATORI, PRECARI E STUDENTI

"La protesta di ricercatori, precari e studenti che stamattina hanno occupato il tetto della mensa dell'Università di Perugia ha la nostra solidarietà e il nostro pieno appoggio. 
In una giornata di mobilitazione nazionale per difendere il diritto allo studio, i tagli decisi dalla cosiddetta riforma Gelmini assumono un risalto ancora più eclatante, con la funzione di ricerca cancellata dalla mancanza di finanziamenti e la precarizzazione della docenza che rende inattuabile l'attività didattica. La supponenza della Gelmini che non intende ritirare il provvedimento sull'Università non fa altro che gettare benzina sul fuoco di una tensione sociale che rischia di raggiungere livelli davvero preoccupanti". Lo ha detto il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale Oliviero Dottorini, secondo il quale "con i tagli aggiuntivi della settimana scorsa l'università è di fatto commissariata dal Ministero delle Finanze". 
"Sono molto significativi i 3,5 milioni di euro che la nostra regione ha stanziato con l'assestamento di bilancio e che vanno a compensare la mannaia del governo sul diritto allo studio. La manovra di sottrazione dei fondi prevista dalla finanziaria ha gravi conseguenze per tutti e rende ancora più clamorose le differenze con altri paesi che individuano la ricerca come strumento per far ripartire la ripresa economica".

Perugia, 24 novembre 2010
"Ritmi lentissimi di crescita, Umbria ferma al 31 per cento. Di questo passo il 65 per cento di differenziata verrà raggiunto tra oltre 20 anni. Altro che inceneritore"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): EUFORIA DELLA GIUNTA DEL TUTTO FUORI LUOGO. GRAVE RITARDO SUGLI OBIETTIVI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA

"L'euforia della Giunta regionale è del tutto fuori luogo. I segnali positivi che arrivano sul fronte della riduzione nella produzione di rifiuti non possono nascondere i dati sconfortanti sulla raccolta differenziata che certificano l'inefficacia delle politiche regionali". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta con queste parole quanto affermato oggi nel corso della conferenza stampa promossa dall'assessorato regionale all'Ambiente in occasione della settimana europea per la riduzione dei rifiuti.
"Le cifre fornite dall'Agenzia regionale per l'ambiente sulla raccalta differenziata - spiega Dottorini - ci dicono che l'Umbria, con un incremento di poco più dell'1,5 per cento, rimane al palo e vede come un miraggio gli obiettivi fissati dal Piano dei rifiuti. La distanza è abissale, basti pensare che già nel 2008 la raccolta differenziata avrebbe dovuto essere al 45 per cento, mentre con un anno di ritardo il dato regionale si ferma a poco più del 31 per cento. Nessuno dei quattro Ati riesce a raggiungere i risultati attesi e gli avanzamenti sono così timidi da risultare impercettibili. Sarà quindi molto difficile che, con questi ritmi di crescita, si riesca a soddisfare l'obiettivo del 50 per cento di differenziata previsto per il 2010 e addirittura del 65 per cento entro il 2012. Questi dati piuttosto avvalorano i dubbi di chi ha sempre ritenuto che tutto il Piano regionale dei rifiuti fosse finalizzato ad un unico obiettivo: quello di realizzare uno o più inceneritori. E questo è molto grave".
"La raccolta differenziata - spiega il capogruppo dell'Italia dei Valori - continua a crescere a ritmi dell'1,5 per cento all'anno. Di questo passo l'obiettivo del 65 per cento sarà raggiunto tra oltre 20 anni. Sarebbe interessante capire come si pensa di giungere alla chiusura del ciclo facendo leva su queste performace. C'è da registrare inoltre che il dato è particolarmente preoccupante per i comuni sopra i 15mila abitanti, quelli che più di altri potrebbero contribuire ad un'inversione di tendenza. Sono poche le eccezioni, tra cui Gubbio (50,2 per cento) e Marsciano (52,3 per cento), mentre balzano agli occhi le prestazioni negative di Assisi, che cala del 17 per cento portandosi a poco più del 20 per cento, di Umbertide (dal 41 al 28 per cento) e Orvieto che, con poco più del 12 per cento di raccolta differenziata, rappresenta il fanalino di coda dell'Umbria. Guarda caso si tratta proprio di un comune nel quale è situata una delle discariche regionali. Non registrano particolari passi in avanti nemmeno i due capoluoghi di regione. Perugia si ferma al 32,6 per cento (con un incremento dell'1,1 per centorispetto al 2008), mentre Terni raggiunge il 33,7 per cento con un incremento del 3 per cento. Anche Foligno e Città di Castello ottengono risultati scadenti attestandosi tra il 28 e il 31 per cento. Tra i quattro Ati, quello di Foligno-Spoleto risulta essere il più inadempiente (26,26 per cento), mentre l'Alta Umbria raggiunge il 35,58 per cento. Una situazione - aggiunge Dottorini - a macchia di leopardo che certifica un grave ritardo e in generale come la nostra regione sia lontanissima dagli obiettivi individuati nel Piano regionale dei rifiuti".
"I dati resi disponibili dall'Arpa Umbria - conclude il capogruppo Dottorini - dimostrano che evidentemente in questi anni ci si è concentrati sulle ipotesi di realizzazione di impianti di incenerimento invece che investire sulla raccolta differenziata e su sistemi di differenziazione spinta, magari basandosi su sistemi meccanico-biologici già funzionanti in altre regioni. Per quanto ci riguarda è evidente che con questi dati sarebbe assurdo pensare alla chiusura del ciclo e alla realizzazione di impianti di smaltimento ultimo dei rifiuti. E' bene che la Regione investa prima di tutto per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e non su iniziative che forse stimolano l'appetito di qualche interesse privato, ma che sicuramente non perseguono l'interesse della collettività".

Perugia, 24 novembre 2010

Scarica i dati, relativi all'anno 2009, della raccolta differenziata:

Ricevo da uno dei tanti Amici veneti che frequentano questo Blog, un documento che mostra il dramma che stanno vivendo a causa delle inondazioni.

Clicca qui per aprire il Documento.

Dall'Umbria posso solo dirvi che Vi siamo vicini.
In gamba e tenete duro !!!

dario di bello


Interrogazione alla giunta: "Necessarie azioni concrete per valorizzare l'agricoltura di qualità e per disincentivare chi punta su Ogm e chimica"

AGRICOLTURA. DOTTORINI (IDV): LA REGIONE DIA SEGUITO AI PROCLAMI SULLA GREEN ECONOMY

"Non si vive di solo tabacco. Sarebbe importante che la giunta regionale impegnasse le proprie energie per garantire la qualità delle produzioni agroalimentari e il sostegno a metodi di produzione a basso impatto sull'ambiente e sull'uomo. Parlare di green economy e continuare a puntare tutto su agricoltura intensiva e ad alto impatto ambientale sarebbe un errore grave per l'intera economia regionale". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo in Consiglio regionale di Italia dei Valori, annuncia di aver presentato una interrogazione in cui si chiede alla Giunta regionale quali misure intende mettere in atto per garantire l'assenza di contaminazioni di sostanze chimiche e geneticamente modificate dalle produzioni biologiche umbre e come intende valorizzare la filiera agroalimentare umbra biologica e di qualità.
"La Regione - aggiunge Dottorini - dovrebbe spiegare ad esempio perché, pur essendo in vigore dal 2001 una legge molto avanzata che impedisce la diffusione di Ogm nel territorio regionale, di fatto non l'ha mai resa esecutiva, soprattutto nella parte che riguarda l'esclusione dai bandi regionali delle aziende e industrie agroalimentari che impiegano sostanze ogm nelle varie fasi del percorso produttivo. La qualità, la sicurezza alimentare, la tracciabilità, la sostenibilità ambientale e la possibilità di evidenziare l'origine sono requisiti fondamentali per valorizzare la produzione regionale. Chiediamo pertanto un sistema di tracciabilità obbligatorio che consenta di garantire la rigorosità del metodo di produzione non solo sotto il profilo igienico sanitario, ma anche sotto quello dell'origine delle materie prime utilizzate ed escludere dai bandi regionali quelle aziende che non siano in grado di garantire l'assenza di rischio di contaminazione da sostanze Ogm e residui chimici".
"Fino ad oggi - prosegue l'esponente Idv - la volontà della giunta si è fermata alle enunciazioni di principio. Alle normative, a volte addirittura inapplicate, non ha fatto seguito un impegno reale per valorizzare l'agricoltura di qualità e per disincentivare chi punta su Ogm e chimica. Così, ad esempio, chi garantisce l'assenza di residui chimici e sostanze Ogm dalle proprie produzioni si trova a sostenere notevoli costi aggiuntivi che non trovano riscontro nel sostegno nelle politiche regionali. Il che è significativo di un approccio che ha fatto il suo tempo, ma che stenta a trovare un superamento. Così parlare di green economy e di sostenibilità non trova riscontri in azioni concrete in grado di sostenere quelle realtà che adottano modelli di produzione capaci di conciliare la tutela dell'ambiente, la salute dei cittadini, la qualità delle produzioni e la valorizzazione dei saperi locali e delle tipicità".

Perugia, 19 novembre 2010


"Giunta spieghi se ha delegato le politiche sui rifiuti a Gesenu o se ritiene ancora di poter dire la propria. Incenerimento garantisce interessi a spese della collettività"

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): GIUNTA SMENTISCA GESENU. DICHIARAZIONI SU PIETRAMELINA GRAVI NEL MERITO E NEL METODO

"Credo sia opportuno che la Giunta regionale smentisca al più presto le affermazioni dell'amministratore delegato di Gesenu. Ogni esitazione ulteriore su questo  tema rischia di gettare un'ombra pesante sull'autorevolezza dell'esecutivo e sul corretto rapporto tra indirizzo politico e gestione. Le dichiarazioni su Pietramelina, oltre ad apparire sfrontate, sono gravi nei contenuti e nel metodo". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, chiede l'immediata smentita da parte della giunta regionale delle parole pronunciate dall'amministratore delegato di Gesenu, Carlo Noto La Diega, che ieri ha individuato in Pietramelina, già sede di una discarica ormai indecente, il sito idoneo per l'impianto di incenerimento.
"La Giunta - continua Dottorini - dovrebbe spiegare se ha delegato le politiche sui rifiuti a Gesenu o se ritiene ancora di poter dire la propria, magari spiegando i motivi dell'enorme divario tra la raccolta differenziata programmata e quella effettivamente raggiunta. E' singolare e allo stesso tempo significativo che si consenta alla società chiamata a gestire il ciclo dei rifiuti di prospettare soluzioni e individuare i siti. Ricordo solo che, a fronte di una previsione del 65 per cento di raccolta differenziata entro il 2012, in Umbria siamo fermi a poco più del 30 per cento. Sarebbe anche opportuno che qualcuno ricordasse a Gesenu che il Piano regionale prevede che il soggetto che eventualmente gestirà l'impianto di smaltimento finale sia diverso da quello chiamato a gestire la raccolta, per evitare un conflitto di interessi strutturale, a nostro avviso moralmente inaccettabile, economicamente sbagliato e ambientalmente dannoso. Oltre a questo c'è l'obbligo della gara europea aperta alle migliori soluzioni. Ma evidentemente a Gesenu interessa altro, non sentire parlare di riduzione, riuso e corretta differenziazione. D'altro canto è evidente che l'inceneritore sarebbe l'unica soluzione in grado di garantire interessi enormi concentrati nelle mani di pochi soggetti, ovviamente a spese della collettività".

Perugia, 18 novembre 2010
"L'unica operazione seria per Pietramelina è la chiusura della discarica. Tutto il resto sta nei desideri e nella sfrontatezza di Gesenu" 

RIFIUTI. DOTTORINI (IDV): SU INCENERITORE A PIETRAMELINA PAROLE AVVENTATE E IMPRUDENTI. GESENU SI PREOCCUPI DELLA DIFFERENZIATA

"Mi paiono posizioni avventate, imprudenti, prive di logica. Fossi in Gesenu mi preoccuperei di predisporre un sistema di raccolta differenziata decente, altro che inceneritore a Pietramelina". E' la reazione di Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, alle esternazioni dell'amministratore delegato di Gesenu, Carlo Noto La Diega, che intervenuto questa mattina alla conferenza stampa per festeggiare il trentesimo anno di attività della società, avrebbe affermato che "il sito migliore per il termovalorizzatore è quello di Pietramelina".
"Dall'alto del 30 per cento di raccolta differenziata - aggiunge Dottorini - qualcuno già si preoccupa di individuare il sito per il termovalorizzatore, arrivando direttamente all'unico obiettivo evidentemente perseguito e passando sopra il Piano dei rifiuti e il buon senso. Vorrei ricordare soltanto che secondo il Piano dei rifiuti l'Umbria dovrebbe essere al 45-50 per cento di raccolta differenziata e invece supera di poco il 30 per cento. Per non parlare di bando europeo per individuare le migliori soluzioni e di divisione tra gestore della raccolta e quello dello smaltimento ultimo. Quanto poi a Pietramelina, siamo all'imprudenza. L'unica operazione seria e irrevocabile per quel territorio è la chiusura immediata di una discarica che sta diventando una vera e propria bomba ecologica. Tutto il resto sta nei desideri e nella sfrontatezza di Gesenu".

Perugia, 17 novembre 2010

 

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