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Luglio 2008 Archives

RIFIUTI: "BUONE LE PREMESSE DEL NUOVO PIANO. ORA DARE PRIORITÀ ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA E PREVEDERE UN BANDO EUROPEO APERTO PER LO SMALTIMENTO DEL RESIDUO NON RICICLABILE" - CONFERENZA STAMPA DI DOTTORINI (VERDI E CIVICI)
Il capogruppo regionale, Oliviero Dottorini, ritiene adeguate le premesse per la redazione del nuovo Piano rifiuti predisposte dalla Giunta, sebbene vi siano alcuni elementi che necessitano di approfondimenti e integrazioni. L'esponente dei Verdi e civici considera prioritario individuare elementi stringenti per il raggiungimento di alte percentuali di raccolta differenziata e l'indizione di un bando europeo aperto per scegliere la migliore tecnologia per lo smaltimento dei rifiuti non differenziati.


(Acs) Perugia, 14 luglio 2008 - I Verdi e civici ritengono in linea generale condivisibili gli obiettivi individuati dal Piano rifiuti in relazione al livello di raccolta differenziata e riguardo alla necessità di chiusura integrale del ciclo attraverso l'autosufficienza impiantistica e il conferimento residuale in discarica. "Riteniamo - spiega Dottorini - che il 65 per cento di raccolta differenziata entro il 2012 sia una prospettiva ambiziosa ma realistica, che dovrà essere integrata all'indizione di un bando europeo aperto finalizzato all'individuazione delle migliori tecnologie per lo smaltimento dei rifiuti non riciclabili". Il capogruppo Oliviero Dottorini, affiancato dalla coordinatrice regionale dei Verdi Daniela Chiavarini, ha illustrato oggi, durante una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, la posizione del suo gruppo riguardo al nuovo Piano dei rifiuti, sottolineando "il senso di responsabilità e la pragmaticità che guida il Sole che ride nell'affrontare questo tema così complesso". Le linee guida che di fatto aprono l'iter per l'approvazione del nuovo Piano saranno presentate mercoledì prossimo durante l'audizione in Seconda commissione consiliare a cui parteciperà l'assessore all'ambiente Lamberto Bottini.Oliviero Dottorini e Daniela Chiavarini
"Il Piano attualmente in vigore - sostiene il presidente dei Verdi - non ha raggiunto gli obiettivi condivisibili che si poneva. Dobbiamo partire dalle ragioni di questo fallimento per capire che non basta elaborare un buon piano di gestione dei rifiuti per risolvere il problema: occorre individuare anche gli strumenti perché quegli obiettivi possano essere raggiunti".
Per il consigliere Dottorini in linea generale sono quattro i punti fondamentali su cui il nuovo piano dovrà intervenire per rendere effettivo il raggiungimento del 65 per cento di differenziata entro il 2012. "Innanzitutto è necessario introdurre elementi sanzionatori pesanti per quei Comuni che non raggiungono i livelli di raccolta differenziata prevista. Non è possibile che comuni come Orvieto o Città di Castello, che viaggiano tra il 14 e il 18 per cento di raccolta differenziata, godano delle stesso trattamento rispetto a comuni che raggiungono il 50 per cento. Inoltre occorre usare il sistema tariffario per gratificare concretamente le famiglie che si impegnano nella raccolta differenziata: in sostanza le famiglie devono pagare soltanto per i rifiuti indistinti che producono e non per quelli differenziati. C'è poi la necessità di una netta distinzione tra i soggetti incaricati della raccolta dei rifiuti e le società incaricate del loro smaltimento finale. Questo per evitare un evidente conflitto di interessi che potrebbe portare a sacrificare il riciclaggio in favore della termodistruzione".
Quanto all'impiantistica finale "noi pensiamo che non esista una sola modalità di trattamento per i rifiuti non differenziabili", spiega Dottorini. "Pur avendo delle idee in proposito, riteniamo non sarebbe giusto schierarsi e sbaglia chi lo fa. Noi pensiamo sia giusto che la politica indichi gli obiettivi da raggiungere, le priorità e i parametri. Poi sia un bando di gara aperto e di livello europeo a individuare la modalità migliore per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. Tra gli impianti di valorizzazione energetica e di recupero dei materiali infatti non ci sono solo quelli che prevedono l'incenerimento: c'è la gassificazione, la pirolisi, la dissociazione molecolare, la pressoestrusione e persino sistemi che provano a chiudere il ciclo in modo biologico. Sarebbe sbagliato voler limitare il campo a un'unica modalità. Se non altro per sottrarci ai tanti interessi che ruotano attorno a questo settore.". A questo proposito Oliviero Dottorini, che torna a chiedere una presa di contatto diretta con modalità di gestione impiantistica più avanzate, ritiene che le priorità e i parametri da rispettare debbano essere la tutela della salute, il basso impatto ambientale, la sicurezza tecnologica degli impianti, l'economicità, la creazione di posti di lavoro e la modularità delle strutture (in modo da poterle adattare all'eventuale riduzione della quantità da trattare). "Il ciclo deve essere chiuso, questa è l'unica certezza che abbiamo. Le modalità tecnologiche per farlo dovrà essere un bando aperto di livello europeo a individuarle. E vinca la soluzione migliore ".
Il consigliere regionale ha anche sottolineato l'esigenza che gli impianti di smaltimento non abbiano la precedenza sul raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata: fino al raggiungimento del 45 percento, quindi, non dovrebbero essere concesse autorizzazioni per nuovi impianti, che potrebbero avere l'effetto di disincentivare la raccolta differenziata dovendo al contrario reperire rifiuti per essere alimentati.
Infine Dottorini ha evidenziato la necessità di prevedere la creazione di filiere dedicate al recupero delle materie prime dai rifiuti, ipotizzando degli impianti che siano adeguati a mettere a valore non solo le quote di raccolta differenziata attuali e quelle previste per il 2012 ma anche quelle, ipoteticamente più alte, dei prossimi decenni.

Scarica le osservazioni dei Verdi e civici(Pdf)


E78. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): TRACCIATO GIA' INDIVIDUATO E DEPOSITATO, MA NESSUNO LO COMUNICA AI CITTADINI: PARTECIPAZIONE DISATTESA
Interrogazione regionale: "Interventi infrastrutturali dissennati, come quello della Piastra logistica, paiono aver condizionato il passaggio per Cerbara e Selci"


"Abbiamo motivo di ritenere che la scelta del tracciato per il passaggio della E78 sia stata effettuata. Mentre i cittadini attendevano di essere convocati per conoscere l'avanzamento delle elaborazioni strategiche e tecniche, il tracciato che attraverserà le frazioni di Cerbara, Selci e Lama pare essere stato già consegnato agli uffici romani dell'Anas e del ministero. Forse le comunità locali avrebbero meritato almeno una comunicazione ufficiale dall'amministrazione comunale prima di trovarsi di fronte a una scelta che si prospetta irreversibile". Con queste parole il consigliere regionale dei Verdi e civici Oliviero Dottorini presenta l'interrogazione a question time rivolta all'assessore alle Infrastrutture Giuseppe Mascio per conoscere ufficialmente il tracciato individuato dalle amministrazioni locali e depositato all'Anas e al Ministero.
"In assenza di comunicazioni in sede locale - aggiunge il presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali di Palazzo Cesaroni - abbiamo presentato un'interrogazione all'assessore Mascio perché porti un po' di chiarezza sulla questione, ufficializzando la decisione o smentendo le informazioni che danno per effettuata la scelta del tracciato che lambisce la Piastra logistica dell'Altotevere, attraversando anche in galleria le frazioni di Cerbara e Selci. Come Verdi e civici abbiamo sempre auspicato il completamento di questa arteria, chiedendo il pieno coinvolgimento dei cittadini e una valutazione di impatto strategico sui tracciati in discussione. Purtroppo, a meno di improbabili smentite da parte dell'assessore, dobbiamo constatare che il silenzio di questi mesi nascondeva scelte precise e non comunicate ufficialmente in sede locale. La scelta del tracciato da parte dei comuni interessati ha trovato un vincolo insormontabile nell'errore strategico e progettuale della Piastra logistica, uno dei pochi casi in Italia di centro intermodale senza collegamento con la ferrovia e, a quanto pare, con le grandi arterie stradali. La E78 attraverserà Cerbara e Selci, infatti, proprio per lambire la piastra logistica e conferirle una parvenza di funzionalità. Ma purtroppo la somma di due errori raramente riesce a dare risultati virtuosi. I Verdi e civici già tre anni fa chiesero la revisione della localizzazione e dell'impostazione progettuale della Piastra logistica dell'Altotevere, considerandola come una delle peggiori aberrazioni progettuali e strategiche degli ultimi decenni, in grado di assorbire importanti risorse pubbliche (l'impegno di spesa è pari a quasi 15 milioni di euro) senza ritorni per le comunità locali: scoprire oggi che addirittura la scelta del tracciato della Due mari sarebbe stata vincolata agli errori della piastra logistica può soltanto rattristare chi ha in mente un sistema economico in grado di affrontare le sfide della modernità con autorevolezza. Con l'uno-due della Piastra logistica e della E78 - continua il presidente regionale dei Verdi - la tutela ambientale e paesaggistica dell'Altotevere subiranno un ulteriore duro colpo, ma saranno la dinamicità e le prospettive imprenditoriali a subire le ripercussioni più pesanti. Basti ricordare che dei tre centri intermodali dell'Umbria solo quello dell'Altotevere non prevede il collegamento con la linea ferrata, una caratteristica questa che lo renderà molto più simile a un posteggio per autotreni che a un moderno centro logistico di interscambio".

Perugia, 12 luglio 2008

Scarica l'interrogazione (Pdf)

I VERDI PRESENTANO MOZIONE CONTRO IL NUCLEARE

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ENERGIA. I VERDI PRESENTANO IN CONSIGLIO REGIONALE MOZIONE CONTRO IL NUCLEARE: "PDL E UDC ESCANO ALLO SCOPERTO"
"Il centrodestra motivi la doppiezza delle proprie posizioni: non si può essere a favore del nucleare a Roma e far finta di essere contrari a Perugia o a Terni"


"Quella del nucleare è una scelta ideologica e perdente, che non produrrà risultati se non quello di bloccare i percorsi di modernizzazione del paese avviati con i provvedimenti in favore delle energie rinnovabili. La ventilata ipotesi di una centrale in Umbria è sbagliata come lo è in ogni altra regione d'Italia, perché antieconomica, vecchia e pericolosa dal momento che l'atomo da fissione non ha risolto i gravi problemi generati dagli elevatissimi costi e dallo smaltimento delle scorie radioattive. Su questo tema sarebbe interessante conoscere l'idea del centrodestra umbro per valutarne le coerenze e le strategie, anche alla luce della ventilata ipotesi di una centrale in Umbria". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici Oliviero Dottorini annuncia di aver presentato una mozione consiliare che impegna la giunta regionale a confermare la propria indisponibilità ad ospitare una centrale nucleare in Umbria e a "incrementare l'impegno della Regione a favore delle fonti rinnovabili, nell'ottica di una politica energetica basata su tecnologie moderne ed innovative che garantiscano uno sviluppo sostenibile del sistema economico e produttivo regionale".
" Spero veramente che la mozione possa essere discussa in Consiglio regionale - aggiunge il presidente regionale dei Verdi - anche per dare l'opportunità agli esponenti dei partiti di centrodestra di motivare la doppiezza delle loro posizioni in merito a temi che necessitano invece solo di chiarezza, serietà e senso di responsabilità. Sarà interessante assistere ai funambolismi e alle acrobazie retoriche di forze politiche che hanno fatto del ritorno al nucleare una bandiera per poi scoprire che sono a favore dell'atomo in tutta Italia fuorché in Umbria o, più precisamente, fuorché nel proprio comune di residenza. Una visione miope e irresponsabile, all'insegna della tanto vituperata sindrome Nimby, che sta ottenendo il grande obiettivo di frenare ogni processo di innovazione e di sviluppo delle fonti rinnovabili a tutto vantaggio di carbone e petrolio. Chiederemo agli esponenti della Cdl di avere la dignità di sostenere fino in fondo le tesi sbandierate ai quattro venti dal premier Berlusconi, dal ministro Scajola e da tutti leader del centrodestra, compreso Pierferdinando Casini. Ci vengano a spiegare perché l'Umbria, così come le altre regioni d'Italia, dovrebbero rendersi disponibili ad ospitare una centrale pericolosa e dai costi altissimi come quella legata all'atomo. Tutti argomenti che hanno indotto importanti paesi come Germania, Svezia ed Olanda a programmare la propria uscita dal nucleare per puntare con forza su energie pulite, rinnovabili e sicure. Sole, vento, acqua, geotermia, biomasse locali, assieme all'idrogeno, rappresentano una grande sfida per una prospettiva energetica nazionale e regionale, che dia una risposta alla dittatura del petrolio e che garantisca un modello energetico, più sicuro, più economico e anche più democratico. Fa sorridere oggi la posizione di chi a livello nazionale propaganda il nucleare come sicuro, moderno e risolutivo, salvo poi mettere le mani avanti, quando viene individuato il proprio collegio elettorale come sito adatto ad ospitare una centrale. In quel caso si pensa che sia opportuno realizzarla nei territori altrui, in zone più sicure. Della serie: viva il nucleare, ma a casa d'altri".

Perugia, 10 luglio 2008

Scarica la mozione (Pdf)

DOTTORINI:DROGA EMERGENZA REGIONALE

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DROGA. DOTTORINI (VERDI E CIVICI): TOSSICODIPENDENZA EMERGENZA REGIONALE, PRENDERE ATTO DEL TRISTE PRIMATO DELL'UMBRIA
"Ennesima morte per overdose dimostrazione di un tessuto sociale che non tiene più. Solo seria azione di prevenzione potrà arginare malessere diffuso tra i giovani"


"È giunto il momento di prendere atto di una realtà che assegna all'Umbria il triste record delle morti per droga in Italia. Un triste primato che aumenta di giorno in giorno e che chiama in causa la tenuta stessa del nostro tessuto sociale. EroinaOccorre trasformare il tema delle tossicodipendenze in una delle emergenze regionali per esaminare le cause di un fenomeno in continua espansione". Con queste parole il capogruppo dei Verdi e civici in Consiglio regionale Oliviero Dottorini commenta l'ennesima morte per overdose avvenuta nella provincia di Perugia, a Città di Castello, colpendo una ragazza giovanissima.
"Sarebbe opportuno - aggiunge l'esponente del Sole che ride - che nell'agenda politica e sociale iniziasse a fare capolino anche questa preoccupante situazione che in Umbria riguarda centinaia di famiglie. Il record umbro testimonia infatti una realtà preoccupante fatta di un disagio diffuso e sempre più allargato ai giovani "normali", una realtà da affrontare con molta serietà e coraggio attraverso una strategia comune e condivisa. Occorre rendere operativi gli indirizzi di programmazione socio-sanitaria già previsti nel Piano sanitario regionale perché incidano realmente sulle azioni territoriali dei Sert e degli altri servizi, dalle comunità alle unità di strada. Senza una strategia operativa comune che preveda, per esempio, la somministrazione agli utenti dei farmaci salva-vita, senza campagne di informazione per la riduzione del danno rivolte ai consumatori e senza un vero collegamento tra le forze dell'ordine e i servizi per un autentico monitoraggio sulla pericolosità delle sostanze immesse nel mercato sarà difficile invertire questa tendenza che si sta ormai stabilizzando. Ma soprattutto - continua Dottorini - è necessario affrontare il tema della sicurezza e della convivenza civile cercando di andare oltre gli slogan e la retorica della repressione, per capire che solo politiche di collegamento e di impulso verso le realtà educative e associative, solo pianificazioni urbanistiche che tengano conto del tessuto umano e sociale delle nostre città, solo una seria azione di prevenzione potranno arginare il grande malessere che affligge le giovani generazioni e di cui episodi come quello di Città di Castello sono soltanto le manifestazioni più dolorose ed inquietanti".

Perugia, 7 luglio 2008
 

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