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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Giugno 2014 Archives

dario di bello - dariodibello@dottorini.com

Terni, caos auto storiche:
sparite le pratiche per l'immatricolazione.

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Riporto questo articolo de Il Messaggero Umbria:
http://www.ilmessaggero.it/umbria/terni_auto_storiche_pratiche_immatricolazione/notizie/771971.shtml

Terni - La pratica è conveniente. Il bollo auto si riduce a soli 26 euro e l'assicurazione a meno di duecento. Basta che l'auto abbia vent'anni, si registra all'Asi (praticamente l'Aci delle auto e moto storiche) ed il gioco è fatto. Per tale registrazione la spesa da affrontare non è grande: si parla di circa 150 euro e il gioco è fatto. Centinaia di automobilisti ternani, però, sono rimasti con un palmo di naso. A denunciare la vicenda è Umberto Ricci, presidente di Federconsumatori della provincia di Terni, il quale ha anche chiesto all'Asi (Automotoclub storico italiano, con sede a Torino) di porre riparo, o comunque attivarsi, per risarcire in qualche modo gli autisti che si sentono beffati. «É evidente - dice Ricci - il malumore degli interessati. Chi, poi, è andato al Cuae club di via Mentana, dove aveva pagato per iniziare la pratica, si è pure sentito dire che è sparito tutto e che deve ripagare 70 euro e produrre di nuovo la documentazione, per proseguirla». Il Cuae (Club umbro automoto epoca) che ha sede in via Mentana, è uno dei due club con sede a Terni (l'altro è il più famoso Borzacchini Historic e nella vicenda, va detto chiaramente, non c'entra in alcun modo) ad avere l'abilitazione Asi per l'iscrizione al registro delle auto e moto d'epoca. Conta circa 2.500 soci. Ma è accaduto che poco più di un anno fa si è ammalata gravemente la presidente e il club, senza una vera struttura organizzativa, è finito nel caos. Da gennaio, però, è arrivato da Spoleto un nuovo presidente, Liborio Libori, che, ammette le disfunzioni verificatesi e si è rimboccato le maniche «per porre rimedio ai problemi esistenti». «Qualche giorno fa - racconta Libori - sono andato a Torino ed ho sistemato 700 pratiche rimerse dal lavoro di ricerca. Certo non posso trovare soluzioni se le pratiche sono scomparse. Non so cosa sia accaduto, il mio è un lavoro volontario non ci lucro sopra. A chi viene dico che con 70 euro, e credetelo ci rimetto, cerchiamo di rimettere in piedi la pratica di iscrizione. Altro non posso fare. Stiamo già facendo sforzi enormi». Ma lamenta anche il fatto che molti «non si sono più visti». «Guardi - racconta il presidente Libori - ci sono pratiche in giacenza dal 2005 che i titolari non vengono neanche a ritirare. Molta della documentazione resta in sospeso perché incompleta». Ma per decine di artomobilisti il caos delle targhe si è trasformato anche in mal di fegato.

Presentati emendamenti: "Necessario aprire ai soggetti del Terzo settore e a chi opera nel sociale. Sbagliato rimanere ancorati a proposta di retroguardia"

WELFARE. DOTTORINI: GIUNTA PRESENTA TESTO SU AGRICOLTURA SOCIALE... MA IL SOCIALE NON C'E'

"Occorre modificare al più presto la proposta sull'agricoltura sociale, consentendo anche ad imprese e cooperative sociali di utilizzare l'agricoltura come strumento di riabilitazione ed inclusione sociale. Non è ammissibile che una legge su questa materia escluda a priori tutti i protagonisti del Terzo settore e chi si occupa di sociale. Occorre superare questo paradosso evitando di rimanere ancorati ad una proposta di retroguardia". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione per un'Umbria Migliore, annuncia di aver presentato un pacchetto di emendamenti al provvedimento "Nuove norme in materia di agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura sociale", proposto dalla Giunta e domani in discussione presso la II commissione consiliare.
"Sarebbe singolare - commenta Dottorini - se ad essere esclusi dai benefici della legge sull'agricoltura sociale fossero proprio i soggetti che operano nel sociale. E' fondamentale all'opposto che la proposta di legge in discussione sappia avvicinare e coniugare il più possibile mondi diversi come l'agricoltura ed il sociale per creare opportunità di sviluppo e di crescita ad entrambi i settori. La Giunta regionale, travisando completamente i contenuti delle proposte consiliari in materia, ha predisposto un testo raffazzonato e incoerente, rimanendo ancorata ad una visione ragionieristica delle opportunità offerte in fatto di politiche agricole, senza valutare i risvolti sociali ad esse connessi".
"In Umbria ci sono esperienze virtuose che vanno sostenute ed incentivate con tutti i mezzi possibili. Per questo sarebbe grave se la Regione non non si aprisse ad ascoltare ed accogliere le istanze delle tante cooperative e imprese sociali che attraverso le pratiche agricole attuano quotidianamente programmi di riabilitazione ed inclusione. L'agricoltura sociale avrebbe meritato una legge ad hoc, come è avvenuto in altre regioni. Questo in Umbria non è avvenuto. Sarebbe incomprensibile se non vi fosse neppure il tentativo di tenere insieme le ragioni del mondo agricolo con quelle del terzo settore". 

Perugia, 24 giugno 2014
"Inopportuna delibera della Provincia alla vigilia della sua soppressione. Aprire al più presto una riflessione sul futuro dell'isola"

AMBIENTE. DOTTORINI: FORTI PERPLESSITÀ SU AFFIDAMENTO POLVESE AI PRIVATI. SCELTA DAI DUBBI VANTAGGI ECONOMICI E SICURI SVANTAGGI AMBIENTALI

"E' quantomeno singolare che a pochi giorni dalla sua soppressione, la Provincia di Perugia abbia deliberato l'affidamento della gestione dell'Isola Polvese ad un soggetto privato, in barba a tutti i progetti di sviluppo sostenibile e di tutela ambientale sui quali fino ad ora erano state investite ingenti risorse". Con queste parole Oliviero Dottorini, presidente dell'associazione per un'Umbria Migliore, commenta la notizia relativa ad una delibera della Provincia di Perugia del 17 marzo in base alla quale il servizio di gestione della Polvese è affidato a un soggetto privato per i prossimi 21 anni.
"Sarebbe interessante - prosegue Dottorini - conoscere nel dettaglio le motivazioni che hanno indotto a questa scelta dal chiaro sapore ragionieristico. Dalle informazioni che si apprendono dalla stampa emerge che tale operazione se presenta una dubbia convenienza economica, ha sicure ripercussioni negative dal punto di vista ambientale, culturale e di sostenibilità. Pare che nella delibera sia scritto infatti che nei settanta ettari di Isola Polvese si dovrà trovare posto per «piscina, campo da calcio, campi da tennis e campo da golf». Sarebbe davvero intollerabile vedere fra qualche anno questo gioiello della natura, centro fra l'altro di educazione ambientale, trasformato in un centro sportivo edificato a discapito del verde e magari fruibile a pagamento. Rimane infatti da capire in quale modo la convenzione stipulata consentirà agli umbri di continuare a godere di questo bene che appartiene loro da sempre e che fine faranno i tanto decantati progetti didattico-scientifici o quelli turistici, tipo l'Isola di Natale ".
"E' vero - conclude Dottorini - che il decisionismo portato dal premier Renzi è diventato di gran moda e raccoglie grandi consensi, ma coniugato in salsa umbra rischia di fare danni incalcolabili. La questione della Polvese ne è un chiaro esempio e sarà utile che si apra una riflessione sulla questione per valutare seriamente il futuro dell'Isola e per capire i contorni di una vicenda tutt'altro che chiara e definita. Sperando che non sia troppo tardi". 

Perugia, 18 giugno 2014

"Sbagliato rimanere fermi su una proposta di retroguardia, legge su agricoltura sociale sostenga esperienze virtuose presenti sul territorio"

WELFARE. DOTTORINI: AGRICOLTURA SIA ANCHE STRUMENTO DI INTEGRAZIONE E RIABILITAZIONE, MODIFICARE PROPOSTA GIUNTA

"Occorre modificare la proposta sull'agricoltura sociale, consentendo anche ad imprese e cooperative sociali di utilizzare l'agricoltura come strumento di riabilitazione ed inclusione sociale. Sarebbe singolare se ad essere esclusi dai benefici della legge fossero proprio i soggetti che operano nel sociale". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione per un'Umbria Migliore, annuncia di aver presentato due emendamenti alla proposta di legge regionale "Nuove norme in materia di agriturismo, fattorie didattiche e agricoltura sociale", proposta dalla Giunta ed attualmente in discussione presso la II commissione consiliare.
"E' fondamentale - spiega Dottorini - che la proposta di legge in discussione sappia avvicinare e coniugare il più possibile mondi diversi come l'agricoltura ed il sociale per creare opportunità di sviluppo e di crescita ad entrambi i settori. La legislazione nazionale è chiaramente orientata in questa direzione, sarebbe singolare se la Regione rimanesse ferma su una proposta meno avanzata rispetto a quella di altre regioni. Benissimo quindi che si offra la possibilità alle imprese agricole di mettere in atto pratiche di multifunzionalità, ma lo stesso trattamento deve essere riservato a quelle cooperative o società che intendano avvalersi dell'agricoltura come opportunità di recupero e riabilitazione. L'agricoltura sociale infatti oltre ad offrire grandi opportunità alle aziende agricole è uno strumento formidabile di integrazione per persone disagiate o svantaggiate e presuppone una visione dello sviluppo sociale, economico, culturale e territoriale pienamente compatibile con le vocazioni della nostra terra".
"L'inclusione sociale e la lotta alla povertà - prosegue il presidente di Umbria Migliore - sono fra gli obiettivi prioritari comuni a tutti i fondi strutturali europei ed anche in questo senso l'agricoltura sociale rappresenta uno strumento privilegiato per attuare le politiche comunitarie. Ci auguriamo che la legge in discussione possa diventare uno strumento per sostenere concretamente la multifunzionalità delle aziende agricole e che allo stesso tempo offra nuove opportunità alle politiche sul welfare. In Umbria ci sono esperienze virtuose che vanno sostenute ed incentivate con tutti i mezzi possibili. Per questo sarebbe grave se la Regione non si aprisse ad ascoltare ed accogliere le istanze delle tante cooperative e imprese sociali che dalle pratiche agricole traggono quotidianamente strumenti di riabilitazione ed inclusione". 

Perugia, 18 giugno 2014
"Stop a visioni antiquate. Colture certificate, filiera corta e agricoltura sociale siano gli assi portanti su cui sviluppare le politiche agricole del prossimo settennio"

AGRICOLTURA. DOTTORINI: PUNTARE CON DECISIONE SU AMBIENTE, ETICA E SOSTENIBILITÀ L'EUROPA CI INDICA LA STRADA DA PERCORRERE

"L'Europa ci mette a disposizione tutti gli strumenti per superare un modello antiquato di orientamento delle risorse comunitarie e puntare con decisione su ambiente, filiere corte e produzioni di qualità. Per questo colture certificate, progetti di tutela ambientale, agricoltura sociale e di prossimità dovranno essere gli assi portanti su cui sviluppare le politiche agricole regionali del prossimo settennio". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente dell'associazione Umbria Migliore, interviene sulla definizione dei nuovi Piani di sviluppo rurale di prossima emanazione sottolineando come "dalla riforma della Pac approvata dall'Unione europea ci giungono due indicazioni importantissime: la prima è che le politiche agricole assumono finalmente come tema centrale quello dell'ambiente e della sostenibilità, la seconda è che gli stati membri avranno grande libertà di manovra nell'applicazione della nuova normativa".
"In questo scenario il biologico, le produzioni a km zero, le filiere corte e di qualità - spiega il presidente della commissione Bilancio - potrebbero diventare un modello di riferimento per una nuova concezione dell'agricoltura basata su valori etici, ambientali e sociali. Tuttavia prima di passare alla fase programmatoria - aggiunge Il consigliere regionale - sarà opportuno fare un'analisi dei risultati che hanno ottenuto le enormi risorse investite nella riconversione delle colture altamente impattanti che caratterizzano l'agricoltura umbra. I risultati infatti appaiono tutt'altro che esaltanti dal momento che l'Umbria resta ancorata a un modello antiquato di politiche agricole che non sono riuscite ad orientare le risorse su settori innovativi e sostenibili. Per questo è necessario che il prossimo Programma di sviluppo rurale punti fortemente su agricoltura biologica, giovani e progetti di tutela ambientale e del territorio. Sarebbe imperdonabile se a godere dei frutti della nuova fase programmatoria fossero sempre gli stessi, senza saper vedere quanto di nuovo e virtuoso sta nascendo tra i giovani e tra i produttori più lungimiranti".
"Alla luce delle indicazioni contenute nella Politica agricola comune - prosegue Dottorini - i nuovi Piani di sviluppo rurale 2014-2020 saranno strumenti fondamentali in grado di orientare la politica agricola sul territorio. Per questo è fondamentale che l'Umbria sia pronta a virare con decisione sul versante dell'innovazione e dell'ecosostenibilità le ingenti somme assegnate per le politiche agricole. Continuare a sostenere colture impattanti e modalità che nulla hanno a che vedere con ambiente ed etica significherebbe ancorare l'Umbria ad una visione anacronistica dell'agricoltura e mortificare le tante aziende virtuose che nella nostra regione hanno reagito alla crisi puntando con decisione su una visione ecologica dello sviluppo".
"Tutti gli studi e le statistiche recenti - spiega Dottorini - ci dicono in maniera inequivocabile che, mentre tutto il comparto agroalimentare è in fase di stagnazione o di calo, l'agricoltura biologica a livello nazionale è uno dei pochissimi settori che registra un trend di crescita costante. Salgono i consumi, gli operatori e le superfici coltivate. Paradossalmente nella nostra regione a un aumento delle superfici coltivate superiore alla media nazionale corrisponde un calo degli operatori. Tutti segnali che devono indurci a semplificare le procedure per la certificazione, a incentivare la ricerca nel settore, a sostenere i canali di vendita diretti, come i mercati di prossimità e i Gas, e a individuare modalità di accesso delle produzioni regionali alla ristorazione collettiva. È necessario correggere anche il fenomeno per cui nella passata programmazione i premi si sono concentrati nelle mani di pochi, a detrimento dei piccoli produttori. Per rispondere alla spinta innovativa e alla sia pure insufficiente sensibilità ambientale che giunge dall'Europa, l'unica possibilità che abbiamo è quella di mettere al centro delle politiche regionali la multifunzionalità, la tutela ambientale e l'agricoltura sociale".

Perugia, 16 giugno 2014
"Il pedaggio ci sarà e sarà pesante per famiglie ed economia locale. Le cronache recenti ci dicono che certe opere pare portino solo devastazione e corruzione"

E45 AUTOSTRADA. DOTTORINI:

"Bisognerebbe essere chiari con i cittadini e non gettare loro fumo negli occhi. Chi sostiene quest'opera assurda dovrebbe avere la correttezza di ricordare agli umbri che i 10 miliardi necessari alla realizzazione dell'opera graveranno sulle loro spalle. Oltre a compromettere il nostro territorio, infatti, la trasformazione in autostrada della E45 comporterà un inevitabile pedaggio a carico di pendolari e traffico locale. E' forse per questi motivi che la petizione promossa da associazioni e movimenti sta riscuotendo un così forte sostegno". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale e presidente di Umbria migliore, commenta il successo che sta raccogliendo la petizione contro la trasformazione in autostrada della E45 e annuncia che da oggi è possibile apporre la firma anche on-line.
"La raccolta firme sulla petizione regionale contro l'autostrada a pedaggio sta procedendo a ritmo serrato - ricorda Dottorini - con centinaia di cittadini che nell'intera regione si stanno mobilitando contro un progetto privo di ogni logica sia economica che ambientale. La E45 autostrada infatti comprometterà in maniera permanente l'intero paesaggio della nostra Regione e comprometterà l'immagine del cuore verde dell'Umbria solo per assecondare gli interessi di qualche più o meno raccomandabile gruppo imprenditoriale. E' significativo che dai verbali degli interrogatori sullo scandalo Mose, emergano delle testimonianze che descrivono una trasversalità di personaggi coinvolti tutt'altro che rassicurante. Con un cantiere ogni 18 chilometri e con più di 2 milioni di metri cubi di materiale estratto quello della E45 risulta uno dei progetti ambientalmente più invasivi e logisticamente più assurdi. Tutto questo gravando sui bilanci delle famiglie che si vedranno costrette a rifondere gli oltre 10 miliardi di euro necessari alla realizzazione dell'opera attraverso il pedaggio. Chi parla di esenzione o è uno sprovveduto oppure un furbo. Il pedaggio infatti è parte essenziale del progetto e la stessa Giunta regionale nel dare il suo parere favorevole alla trasformazione in autostrada della E45 si è preoccupata non di richiedere l'esenzione dal pedaggio per i residenti, quanto di assicurare qualche generica agevolazione. L'ampio schieramento dei sostenitori dell'autostrada, dal Pd a Forza Italia, dai Socialisti a Ncd, dovrebbero avere l'accortezza di ricordare queste banali verità nel momento in cui decantano l'inevitabilità di questa mega-opera. Dire: 'Viva l'autostrada, ma senza pedaggio per i residenti' significa solo gettare fumo negli occhi ai cittadini, facendo loro credere che a pagare l'opera saranno solo gli automobilisti di altre regioni. E invece no. A pagarla - questo è chiaro e non può essere sottaciuto - saremo tutti noi. Saranno sicuramente i pendolari che ogni giorno sono costretti a recarsi al lavoro nel capoluogo regionale, saranno quanti si vedono obbligati a muoversi tra Umbria e regioni limitrofe". 
"Noi continueremo nella nostra attività di raccolta firme a fianco dei comitati civici e dei cittadini - continua Dottorini -, abbiamo attivato anche la possibilità di firmare on-line all'indirizzo www.dottorini.com e saremo presenti nelle principali piazze dell'Umbria con i nostri banchetti a fare da controinformazione nei confronti di chi tenta di mascherare l'impatto ambientale ed economico del nastro di asfalto e cemento che attraverserà l'Umbria ed altre regioni".

Perugia, 12 giugno 2014

 

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Raccolta differenziata in Umbria - Rapporto 2013

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