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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Ottobre 2010 Archives

Cari amici,
ad integrazione del D.M. sulle reimmatricolazioni, immatricolazioni, reiscrizione veicoli radiati d'ufficio, revisioni ed altro, da me postato nel lontano 20 marzo 2010 (clicca qui per leggerlo), pubblico una Circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che chiarisce alcune problematiche.

Faccio una sola considerazione dopo aver dato una veloce lettura.
Fermo restando che sono fatte salve le operazioni inerenti al PRA, sembrerebbe che per i veicoli radiati d'Ufficio non sarebbe più sufficiente la sola iscrizione ad uno dei 5 Club cui all'art.60 del C.d.S. (Fiat, Lancia, Alfa Romeo, FMI ed asi), ma sembrerebbe che occorra il Certificato di rilevanza Storica e Collezionistica che costa molto ma molto di più di una "banale" iscrizione.
Clikka qui per leggere la Circolare 79260 del 4 ottobre 2010.
Buona lettura.

dariodibello@dottorini.com


La giunta avrebbe dato il via libera agli allevamenti suini per altri sei mesi, in deroga alla legislazione regionale: "Gli scandali ambientali non hanno insegnato nulla"

"Pare che la giunta regionale, sulla scorta di un progetto del comune di Marsciano, abbia autorizzato una nuova proroga di sei mesi per gli allevamenti di Olmeto. Pare che il tutto sia avvenuto attraverso una proposta "fuori sacco" e senza avvertire la necessità di un Piano per la zootecnia sostenibile. Siamo curiosi di conoscere i contenuti, l'iter e i costi di questa singolare iniziativa di cui nessuno avvertiva la necessità. Un'altra deroga alla legislazione regionale risulterebbe incomprensibile e avrebbe il solo effetto di inasprire una situazione che ha già toccato i livelli di guardia". Lo ha detto il capogruppo regionale dell'Italia dei Valori Oliviero Dottorini commentando la deliberazione di giunta che nella serata di ieri ha portato a una proroga di ulteriori sei mesi (la proposta era di un anno) per gli allevamenti marscianesi, in deroga a quanto previsto dal Piano per la tutela delle Acque. Il tutto sarebbe avvenuto a seguito di una riunione tra gli assessori Rometti e Cecchini, organizzazioni di categoria e degli allevatori, escludendo ogni rappresentanza dei cittadini.
"Non è ben chiaro chi si farà carico degli oneri del progetto che sarebbe finalizzato alla bonifica della laguna e alla riattivazione del depuratore, né dove saranno collocati i liquami dal momento che l'impianto di depurazione di Olmeto è inefficiente e la normativa vieta la fertirrigazione nei periodi invernali. Evidentemente - aggiunge Dottorini - gli scandali ambientali dei mesi scorsi non hanno insegnato nulla. Alla prima prova lo sviluppo sostenibile ispirato ai principi della tanto decantata green economy si infrange contro le attese di pochi allevatori, riproponendo un modello che fino ad oggi ha avvantaggiato poche persone danneggiando la collettività. Dare credito a un modello intensivo senza ritorni per l'economia locale e ribadire il ricorso all'impianto di depurazione di Olmeto è quanto di più arretrato si possa immaginare. La mozione presentata nei giorni scorsi, che ci vede tra i firmatari, da questo punto di vista è molto chiara ed esplicita. Occorre delocalizzare gli allevamenti e individuare come strumento strategico per il trattamento dei reflui zootecnici l'istallazione di piccoli impianti di depurazione direttamente nelle stalle delle aziende agricole. La nostra regione ha bisogno di una zootecnia basata su marchi e certificazioni, su una filiera corta e di qualità, integrata con il territorio, capace di qualificare i nostri prodotti tipici e di generare valore aggiunto localmente. Dobbiamo avere il coraggio di dare uno stop chiaro agli allevamenti in regime di soccida, notando l'effetto perverso di allevare non per una filiera alimentare, ma per produrre il liquame necessario all'innesco della formazione di biogas. Da questo punto di vista il blitz degli assessori all'Ambiente e all'Agricoltura risulta decisamente inopportuno e avventato".

Perugia, 26 ottobre 2010

L'avv. Andrea Di Massa, avvocato che ha difeso 4 cittadini umbri contro la Regione Umbria, ci ha comunicato che alle 8 cause stra-vinte dal Prof. Avv. Carlo Calvieri nel mese di luglio 2010 (clicca qui), possiamo aggiungerne altre 4 !

Si tratta di ennesime vittorie in Commissione Tributaria Provinciale di Perugia, tribunale questo di I grado.


Anche per queste 4 cause i cittadini/contribuenti (2 di Città di Castello e 2 di Perugia), difesi dall'avv. Andrea Di Massa del Foro di Perugia, si erano rifiutati di pagare l'asi e l'fmi, così come invece avrebbe voluto la Regione Umbria !

E come diceva Pazzaglia a "Quelli della Notte", la domanda nasce spontanea: Ma gli integerrimi impiegati/funzionari della Regione Umbria (che saluto perché so che spesso fanno capolino su questo sito - n.d.a.) quando la smetteranno di inseguire onesti cittadini per far cassa ?

Propongo un armistizio !!!

I veicoli 20ntennali oggetto dei 4 ricorsi vinti in CTP sono:

  • SUZUKI 600DR         (Sentenza 183/4/2010);
  • YAMAHA XT 600 Z  (Sentenza 184/4/2010);
  • VESPA P200X            (Sentenza 185/4/2010);
  • A112 ABARTH           (Sentenza 186/4/2010).

L'oggetto del contendere riguardava la pretesa tributaria da parte della Regione Umbria della TASSA DI POSSESSO, ovviamente non versata, relativa all'anno di imposta 2006 e 2007.

Scarica le 4 sentenze della Commissione Tributaria Provinciale di Perugia (clikka su ognuna per scaricarla):
01) Sentenza CTP Perugia 183-04-2010 (clikka per scaricarla);
02) Sentenza CTP Perugia 184-04-2010 (clikka per scaricarla);
03) Sentenza CTP Perugia 185-04-2010 (clikka per scaricarla);
04) Sentenza CTP Perugia 186-04-2010 (clikka per scaricarla).


Tra le altre cose, continua il gratuito rilascio degli Attestati di Storicità per i soci del A112ClubItalia (sede a Petrignano di Assisi) e del VESPACLUB (sede a Città di Castello).
Se condividete la battaglia portata avanti in regione dal sottoscritto e da chi mi ha aiutato
(Oliviero Dottorini e la FEDERCONSUMATORI), potete tranquillamente rivolgervi ad uno di questi 3 Club per ottenere l'Attestato di Storicità.

Buona serata.
dario di bello - 
dariodibello@dottorini.com




"Ritmi lentissimi di crescita, Umbria ferma al 31 per cento. Di questo passo il 65 per cento di differenziata verrà raggiunto tra oltre 20 anni. Altro che inceneritore"

"I dati sono sconfortanti e certificano l'inefficacia delle politiche regionali sulla raccolta differenziata. Le cifre fornite dall'Agenzia regionale per l'ambiente ci dicono infatti che l'Umbria, con un incremento di poco più dell'1,5 per cento, rimane al palo e vede come un miraggio gli obiettivi fissati dal Piano dei rifiuti. La distanza è abissale, basti pensare che già nel 2008 la raccolta differenziata avrebbe dovuto essere al 45 per cento, mentre con un anno di ritardo il dato regionale si ferma a poco più del 31 per cento. Nessuno dei quattro Ati riesce a raggiungere i risultati attesi e gli avanzamenti sono così timidi da risultare impercettibili. Sarà quindi molto difficile che, con questi ritmi di crescita, si riesca a soddisfare l'obiettivo del 50 per cento di differenziata previsto per il 2010 e addirittura del 65 per cento entro il 2012. Questi dati avvalorano i dubbi di chi ha sempre ritenuto che tutto il Piano regionale dei rifiuti fosse finalizzato ad un unico obiettivo: quello di realizzare uno o più inceneritori. E questo è molto grave". Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, commenta con queste parole i dati forniti dall'Arpa relativi all'anno 2009 sulla produzione dei rifiuti in Umbria e sulle percentuali di raccolta differenziata.
"La raccolta differenziata - spiega il capogruppo dell'Italia dei Valori - continua a crescere a ritmi dell'1,5 per cento all'anno. Di questo passo l'obiettivo del 65 per cento sarà raggiunto tra oltre 20 anni. Sarebbe interessante capire come si pensa di giungere alla chiusura del ciclo facendo leva su queste performace. C'è da registrare che il dato è particolarmente preoccupante per i comuni sopra i 15mila abitanti, quelli che più di altri potrebbero contribuire ad un'inversione di tendenza. Sono poche le eccezioni, tra cui Gubbio (50,2 per cento) e Marsciano (52,3 per cento), mentre balzano agli occhi le prestazioni negative di Assisi, che cala del 17 per cento portandosi a poco più del 20 per cento, di Umbertide (dal 41 al 28 per cento) e Orvieto che, con poco più del 12 per cento di raccolta differenziata, rappresenta il fanalino di coda dell'Umbria. Guarda caso si tratta proprio di un comune nel quale è situata una delle discariche regionali. Non registrano particolari passi in avanti nemmeno i due capoluoghi di regione. Perugia si ferma al 32,6 per cento (con un incremento dell'1,1 per centorispetto al 2008), mentre Terni raggiunge il 33,7 per cento con un incremento del 3 per cento. Anche Foligno e Città di Castello ottengono risultati scadenti attestandosi tra il 28 e il 31 per cento. Tra i quattro Ati, quello di Foligno-Spoleto risulta essere il più inadempiente (26,26 per cento), mentre l'Alta Umbria raggiunge il 35,58 per cento. Una situazione - aggiunge Dottorini - a macchia di leopardo che certifica un grave ritardo e in generale come la nostra regione sia lontanissima dagli obiettivi individuati nel Piano regionale dei rifiuti. Qualche segnale positivo arriva sul fronte della produzione dei rifiuti che diminuisce di circa 16mila tonnellate, pari a quasi il 3 per cento rispetto al 2008. Purtroppo non si può dire lo stesso per quanto riguarda la differenziata".
"I dati resi disponibili dall'Arpa Umbria - conclude il capogruppo Dottorini - dimostrano che evidentemente in questi anni ci si è concentrati sulle ipotesi di realizzazione di impianti di incenerimento invece che investire sulla raccolta differenziata e su sistemi di differenziazione spinta, magari basandosi su sistemi meccanico-biologici già funzionanti in altre regioni. Per quanto ci riguarda è evidente che con questi dati sarebbe assurdo pensare alla chiusura del ciclo e alla realizzazione di impianti di smaltimento ultimo dei rifiuti. E' bene che la Regione investa prima di tutto per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata e non su iniziative che forse stimolano l'appetito di qualche interesse privato, ma che sicuramente non perseguono l'interesse della collettività".

Perugia, 25 ottobre 2010

Scarica i dati, relativi all'anno 2009, della raccolta differenziata:

"Occorre abbandonare gli allevamenti in soccida, ridurre il numero di capi e puntare sulla qualità. Subito un Piano per la zootecnia sostenibile"

MARSCIANO. DOTTORINI (IDV): STOP A DEROGHE. DISMETTERE IL BIODIGESTORE, DELOCALIZZARE GLI ALLEVAMENTI SUINICOLI E DOTARLI DI IMPIANTI DI STALLA

"Altre deroghe alla legislazione regionale sarebbero incomprensibili e avrebbero il solo effetto di inasprire una situazione che ha già toccato i livelli di guardia. E' giunto il momento di mettere mano a un Piano per la zootecnia sostenibile, abbandonando l'idea di un modello che fino a oggi ha avvantaggiato poche persone danneggiando la collettività". Con queste parole Oliviero Dottorini, Capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale e il consigliere Paolo Brutti, annunciano di aver presentato una mozione con la quale si impegna la giunta ad adottare interventi adeguati per affrontare la criticità della situazione ambientale del territorio del Comune di Marsciano a causa della presenza di molti allevamenti suinicoli e dell'impianto di biodigestione sito in Olmeto.
"Occorre delocalizzare gli allevamenti - continuano Dottorini e Brutti - e  individuare come strumento strategico per il trattamento dei reflui zootecnici l'istallazione di piccoli impianti di depurazione direttamente nelle stalle delle aziende agricole. La regione deve attivare degli interventi per incentivare questo passaggio. Non è più possibile pensare ad un modello intensivo e occorre escludere in maniera definitiva il ricorso all'impianto di depurazione di Olmeto che, ormai è chiaro a tutti, è inefficiente e causa enormi problemi ambientali e alla salute dei cittadini". 
"Già in sede di discussione del Piano di tutela delle acque - spiega Dottorini - avevamo proposto la soluzione degli impianti di stalla che permettono anche un maggiore controllo. Inoltre è necessario incentivare la delocalizzazione degli allevamenti, che nel Comune di Marsciano sono a ridosso delle aree abitate, creando notevoli disagi ai residenti. Non è più rinviabile quello che chiediamo da tempo: un Piano per la zootecnia sostenibile in Umbria. La nostra regione ha bisogno di una zootecnia basata su marchi e certificazioni, su una filiera corta e di qualità, integrata con il territorio, capace di qualificare i nostri prodotti tipici e di generare valore aggiunto localmente. Dobbiamo avere il coraggio di dare uno stop chiaro agli allevamenti in regime di soccida, notando l'effetto perverso di allevare non per una filiera alimentare, ma per produrre il liquame necessario all'innesco della formazione di biogas".
"I cittadini di Marsciano - concludono gli esponenti dell'Idv - hanno già dato e non possono continuare a sopportare una situazione che non è più tollerabile. Per questo motivo chiediamo alla giunta che predisponga interventi mirati ad escludere definitivamente l'utilizzo del biodigestore e ad incentivare la delocalizzazione degli allevamenti e la dotazione di piccoli impianti di depurazione aziendali. A nostro avviso sono interventi necessari per poter avviare la riconversione del modello zootecnico basato sulla soccida".
 
Perugia, 21 ottobre 2010
Come annunciato, ieri 16 ottobre sono stati consegnati a Perugia gli Attestati di Storicità da parte dell'A112 CLUB ITALIA.
In tale occasione, molte persone sono venute a chiedere informazioni sulla modulistica necessaria e sulle autocertificazioni presentate.

Per tutti coloro che hanno inviato l'autocertificazione negli anni 2008, 2009, 2010 ed ottengono l'Attestato di Storicità adesso, è bene che sappiano che il beneficio fiscale DECORRE DALLA PRIMA DATA UTILE DI PRESENTAZIONE della Autocertificazione.
Se l'Autocertificazione è stata inviata nel 2008 e l'Attestato lo si consegue adesso nel 2010, il beneficio fiscale scatta comunque dalla data di presentazione/invio della Autocertificazione.

L'A112CLUBITALIA, ha acquisito tutti documenti necessari ed invierà a casa degli associati il relativo Attestato di Storicità.

Per tutti coloro che hanno ricevuto questa comunicazione:
http://www.dottorini.com/2010/09/centri-specializzati-regione-umbria-dgr-8272010.html (clikkaci sopra)
è opportuno che si rechino all'Ufficio Bolli dell'ACI (loc. 4Torri) con l'Attestato di Storicità o che lo inviino al numero di fax 075/5044606 per far aggiornare gli archivi.

In seguito NON BISOGNERÀ RINNOVARE NULLA, poiché questi Attestati di Storicità
rilasciati dai Centri Specializzati (A112, VESPACLUB) riconosciuti dalla Regione Umbria, sono validi a vita, come sono validi a vita, senza dover rinnovare nulla, quelli rilasciati dal club monopolista asi ed fmi, ovviamente sempre che non sopraggiungono nuove norme fiscali a livello nazionale che ne dichiarino la non più validità, validità ex nunc ovvero da quel momento in poi !

In questo contesto, la Regione Umbria è coperta al 100% poiché a Città di Castello abbiamo il VESPA CLUB che potrebbe interessare anche gli automobilisti/motociclisti di Umbertide e dintorni, a Perugia c'è un presidio fisso del A112CLUB.

È ovvio che la pratica per il rilascio dell'Attestato di Storicità può essere avviata spedendo la documentazione necessaria al Centro che più vi fa comodo, successivamente il ritiro dovrà essere effettuato di persona per le verifiche del caso.

Va precisato che il rilascio dell'Attestato da parte di questi 2 Centri/Club (112ClubItalia, Vespa Club) avviene gratuitamente per i propri associati.
In regime di concorrenza e libero mercato, qualora non ci si volesse iscrivere ad alcun club, ci si può sempre rivolgere ad un altro soggetto abilitato per ottenere il medesimo "pezzo di carta".

Presso il 112CLUB ed il VESPACLUB potete in tempo reale associarvi come socio simpatizzante al costo di 25 euro, ed in quella sede potete anche richiedere che vi sia rilasciato (gratuitamente !) l'Attestato di Storicità riconosciuto dalla Regione Umbria.

Da ultimo, TUTTI coloro che hanno motoveicoli inclusi negli elenchi della F.M.I.
(è il caso di chi possiede una VESPA), non devono fare nulla ovvero non devono spendere nemmeno un euro poiché gli elenchi della F.M.I. (grazie a NOI !), sono riconosciuti dalla Regione Umbria per l'accesso al Bollo ridotto !!!

Dal Sito della F.M.I.:
UMBRIA
(art. 24 Legge Regionale 36/2007)
MOTO DI 30 ANNI: Tassa di circolazione di 10,33 Euro
MOTO DI 20 ANNI: Tassa di circolazione di 10,33 Euro se inserite nell'elenco FMI o iscritte al Registro Storico FMI
o in possesso dell'Attestato di Storicità rilasciato da uno dei 5 Centri Autorizzati dalla Regione Umbria.

Per qualunque chiarimento, potete contattare i suddetti Club oppure scrivermi alla seguente mail: dariodibello@dottorini.com

Buona domenica.
dario di bello



"Umbria fanalino di coda della mobilità pubblica. Servono nuovi piani urbani, disincentivare uso dell'auto privata e più attenzione alle fasce deboli"

TRASPORTO PUBBLICO. DOTTORINI (IDV): SBAGLIATO AUMENTARE LE TARIFFE. REGIONE PREDISPONGA PIANO DI RILANCIO

"E' urgente che la giunta regionale affronti in maniera complessiva e integrata la questione del trasporto pubblico locale, mettendo in campo un serio e corposo piano di rilancio. Solo portando più cittadini ad utilizzare mezzi alternativi a quelli privati si potranno sanare i bilanci delle aziende della mobilità pubblica". Lo ha dichiarato il capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, Oliviero Dottorini.
"Rispondere agli scellerati tagli del governo sul trasporto pubblico locale aumentando il prezzo dei biglietti pagati dagli utenti è una soluzione sbagliata - ha spiegato Dottorini, commentando il recente aumento delle tariffe dei biglietti dei mezzi di trasporto pubblico operanti nel comune di Perugia -. Una scelta che avrà solamente l'effetto di allontanare ancora di più i cittadini dall'utilizzo dei mezzi pubblici incrementando così i costi per la collettività. Occorre invece che la Regione si faccia carico di avviare serie politiche integrate per un reale rilancio del trasporto pubblico. Servono nuovi piani urbani della mobilità, associati a misure di disincentivazione dell'uso dell'auto privata, e servono politiche più attente alle fasce di reddito e a particolari fasce di utenza, come ad esempio gli alunni delle scuole". 
"Ancora una volta dobbiamo constatare - continua il capogruppo regionale Idv - che la mannaia del governo continua a colpire i cittadini, soprattutto quelli appartenenti alle fasce più deboli, che sono quelli che maggiormente utilizzano il trasporto pubblico locale. Come avevamo previsto, infatti, i tagli operati alle regioni stanno mettendo a serio rischio la sostenibilità economica delle aziende di trasporto locale. Un aumento delle tariffe pari al 50 per cento, in un comune, quale Perugia, in cui adesso i cittadini pagano più di quelli di altri comuni come Roma, Firenze, Napoli, Milano e Torino, rischia però di produrre l'effetto opposto a quello desiderato. Già l'Umbria detiene il poco invidiabile record del numero di auto per abitante (2 auto ogni 3 abitanti), se ora si attuano pure politiche dei prezzi che hanno l'effetto di scoraggiare l'utilizzo del mezzo pubblico, si avrà necessariamente un ulteriore incremento del trasporto privato, con il conseguente ed inevitabile aumento dei costi per la collettività in termini di infrastrutture, inquinamento, traffico congestionato e manutenzione stradale. D'altronde, gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti coprono solo una minima quota dei costi di fornitura del servizio, che per la maggior parte sono a carico della collettività. Serve quindi incentivare quanto più possibile l'utilizzo del trasporto pubblico, anche prevedendo condizioni favorevoli per alcune fasce di utenti, e contemporaneamente  disincentivare l'utilizzo del mezzo privato. Si può cominciare subito, con una politica tariffaria più equa ed efficace che ad esempio preveda un forte sconto per l'abbonamento scolastico del secondo figlio e ancor più del terzo, e così via. In questo modo la Regione Umbria potrà mostrare anche come risponde a un governo nazionale che continua a sbandierare, ma solo a parole, la 'tutela della famiglia', per poi, di fatto, tagliarle ogni servizio, a partire da quelli del trasporto pubblico".

Perugia, 16 ottobre 2010

"Intatto nostro fastidio e nostro disappunto per quanto sta emergendo dall'inchiesta. Continuiamo a chiedere massimo rigore, trasparenza e fermezza"

"Rimaniamo molto preoccupati per quanto sta avvenendo nella nostra regione e ci limitiamo a prendere atto della decisione dell'assessore Riommi. Si tratta senz'altro di un gesto di sensibilità istituzionale che quanto meno marca la differenza con quanto sta avvenendo a livello nazionale dove esponenti del governo condannati per reati gravissimi continuano a rimanere al proprio posto, accusando la Magistratura e cercando di sottrarsi ai processi. Non conosciamo i contorni della vicenda giudiziaria in cui è coinvolto Riommi, ma dobbiamo riconoscere uno stile che evidenzia una difformità netta rispetto al desiderio di impunità che anima l'azione dello schieramento berlusconiano e leghista". E' il primo commento di Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, alla decisione dell'assessore alla Sanità Vincenzo Riommi di rimettere le deleghe alla presidente Marini.
"Se fosse vero che non è interessato da alcuna contestazione da parte dell'autorità giudiziaria - aggiunge Dottorini - la scelta di Riommi risulterebbe addirittura precipitosa. Ma per quanto ci riguarda rimane apprezzabile e opportuna in quanto tesa a salvaguardare l'azione del governo regionale che, ripetiamo, deve dichiararsi parte lesa in questa vicenda. Rimane intatto il nostro fastidio e il nostro disappunto per quanto sta emergendo dall'inchiesta del Pm Sottani e continuiamo a chiedere massimo rigore, trasparenza e fermezza nell'affrontare una situazione che si fa di giorno in giorno più inquietante". 

Perugia, 16 ottobre 2010
Interrogazione a Rometti: "Il paesaggio dipinto dal Perugino deturpato da capannoni vuoti. Le aziende chiudono, ma si costruiscono nuove aree industriali"

Allegato A Allegato C
Allegato B AMBIENTE. DOTTORINI (IDV): AREE INDUSTRIALI NEL COMUNE DI PANICALE RISCHIANO DI DANNEGGIARE FILIERA TURISMO-AMBIENTE-CULTURA

"La zona di Panicale da mesi è caratterizzata da una cementificazione selvaggia e priva di ogni logica. Capannoni industriali vengono costruiti nonostante le attuali aree industriali siano vuote per la metà, fabbricati nuovi e mai utilizzati vengono abbandonati e lasciati al degrado senza che nessuna azienda ne faccia richiesta. Una storia già vista in molti fondovalle della nostra regione, ma che risponde a una logica miope e senza senso che, per cementificare a tutti i costi, perde di vista la vera vocazione economica, sociale e culturale dei nostri territori". Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente all'assessore all'Ambiente Silvano Rometti sulla situazione che da mesi sta interessando la zona del comune di Panicale.
"Panicale - spiega Dottorini - è riconosciuto come uno dei borghi più belli d'Italia ed è stata definita la 'terrazza naturale dell'Umbria' nelle guide turistiche. Il Perugino ne dipinse lo sfondo sul famoso Martirio di San Sebastiano. Oggi però quando i turisti si affacciano dalla terrazza dell'Umbria vedono solo capannoni, una distesa grigiastra di cemento e eternit e un viavai di mezzi pesanti e inquinanti su strade inadeguate e a rischio sicurezza per i cittadini. Da mesi oramai i cittadini si sono organizzati in comitati civici e ambientalisti - continua Dottorini -, risale infatti a più di un anno fa la richiesta da parte del Comitato Pan Kalon di vincolo paesaggistico nella zona di Panicale, ma ad oggi la Regione non ha risposto, né positivamente né in modo negativo, rischiando in questo modo di sembrare sempre più distante dalle problematiche e dai bisogni che i cittadini si trovano a dover affrontare tutti giorni. Per questo chiediamo che la Giunta ci faccia sapere quali decisioni intende intraprendere per tutelare le popolazioni di Panicale e la bellezza di quei luoghi, meta ogni anno di turisti e visitatori provenienti da ogni parte del mondo".
"L'economia della nostra regione trova il suo perno nella filiera turismo-ambiente-cultura. L'Umbria non può accettare di veder messa in discussione la tutela dei suoi gioielli ambientali e culturali - conclude l'esponente dell'Italia dei Valori -, per questo chiediamo all'assessore Rometti di venire in Consiglio e spiegarci come mai è stato possibile uno scempio paesaggistico e ambientale di tale portata, che ha prodotto danni all'economia di un intero territorio e continuerà a farlo, se non si pone un freno alla continua cementificazione dei nostri borghi e dei nostri fondovalle".

Perugia, 15 ottobre 2010

Scarica l'interrogazione

"Emerge un quadro desolante, fatto di favori e raccomandazioni. Continueremo a batterci contro questo sistema"

INCHIESTA UMBRIA. DOTTORINI (IDV): DOPO PRIME INTERCETTAZIONI, COSA PENSERANNO I GIOVANI IN CERCA DI LAVORO?

"Dobbiamo chiederci cosa penseranno i tanti giovani in cerca di lavoro leggendo le prime intercettazioni dell'inchiesta condotta dal Pm Sottani, dove sembra mettersi in evidenza un intreccio esplicito tra politica, favori e clientele". E' la reazione di Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, alla pubblicazione delle prime intercettazioni riguardanti l'inchiesta condotta dal Pm Sottani e l'informativa dei Carabinieri di Perugia secondo la quale emerge "un quadro ben consolidato di gestione del potere finalizzata chiaramente al clientelismo".
"Non sta a noi - aggiunge Dottorini - giudicare la rilevanza penale di quanto sta emergendo dalle indagini, ma dai primi brandelli di atti giudiziari pubblicati dai quotidiani affiora un quadro desolante, fatto di scambi, favori e raccomandazioni, che rischia di confermare i dubbi dei tanti giovani e meno giovani che ritengono che non sia possibile vincere un bando o accedere a un posto di lavoro senza raccomandazioni politiche o senza avere qualche santo in paradiso. Contro certi sistemi, che inquinano e rischiano di contaminare la nostra stessa convivenza civile, continueremo a batterci al di là dell'indagine in corso e auspichiamo che la Magistratura giunga al più presto a comporre un quadro definito. In gioco c'è la credibilità di un sistema e dobbiamo fare in modo che da questa vicenda, al di là dei rilievi giudiziari, si tragga anche una lezione politica".

Perugia, 14 ottobre 2010

Scarica le intercettazioni apparse nei giornali locali:


 

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Raccolta differenziata in Umbria - Rapporto 2013

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Guarda le proposte di legge presentate da Oliviero Dottorini nel corso della IX legislatura:
Guarda le mozioni, le interrogazioni, i question time e gli ordini del giorno presentati da Oliviero Dottorini nel corso della IX legislatura:

Giro di boa - Rapporto di metà legislatura

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