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C'è un'altra Umbria: libera, concreta, di parola

Aprile 2015 Archives

"L'esaltante sperimentazione di una modalità nuova, trasversale e pragmatica di concepire la politica troverà altre forme, altri luoghi e altri tempi"

REGIONALI 2015. DOTTORINI:

"Non sarò candidato alle prossime elezioni regionali. Ringrazio le liste e le coalizioni che mi hanno proposto candidature o iniziative politiche comuni, ma credo che i dieci anni di esperienza civica e democratica all'interno del Consiglio regionale debbano trovare altri orizzonti. Faccio un passo avanti, con una scelta di coerenza e in accordo con lo stile che ha sempre contraddistinto il nostro impegno. L'esaltante sperimentazione di una modalità nuova, trasversale e pragmatica di concepire la politica troverà altre forme, altri luoghi e altri tempi". E' quanto dichiara il consigliere regionale Oliviero Dottorini (Umbria Migliore), consigliere regionale espressione delle reti civiche dell'Umbria.
"Lasciamo alle nostre spalle un'esperienza straordinaria, portando con noi la responsabilità di un mandato libero, fortunato e saldo nella gratitudine. Le tante persone che abbiamo incrociato nel nostro percorso - aggiunge Dottorini - hanno conosciuto la tipologia del nostro impegno e le modalità con le quali abbiamo inteso da sempre il ruolo che ci siamo trovati a svolgere. Quando abbiamo messo piede nel Palazzo, giungendovi in sella a delle biciclette, in molti ci hanno guardato come a degli alieni, giunti nei luoghi del potere, saltando la coda, contravvenendo alle regole e senza superare esami di fedeltà. Scegliendo di fare un passo indietro dalla corsa elettorale, diamo il segno di quello che per noi la politica deve essere: un servizio a termine per la collettività".
"Nel nostro sentiero - aggiunge il presidente di Umbria Migliore - abbiamo incrociato persone e comitati civici che hanno a cuore il futuro dell'Umbria, che si impegnano quotidianamente per migliorare l'ambiente e il territorio in cui viviamo, che cercano di far emergere le eccellenze della nostra regione. Tutto senza secondi fini, senza pensare a se stessi, ma al bene comune. A queste persone mi sento in dovere di dire grazie e augurare che possano continuare a esprimersi e impegnarsi anche nei prossimi anni. A loro voglio dire che possono sempre contare su di me, in modi e con strumenti diversi, ma sempre con lo stesso spirito di servizio che ha contraddistinto l'impegno mio e di tutti i miei formidabili collaboratori". 
"Questi dieci anni - spiega il consigliere regionale - hanno segnato l'affermazione dei temi ambientali e civici in una regione ancora governata dalle istanze del cemento, del tabacco e delle rendite di posizione consolidate nei decenni. Portano la nostra firma dieci leggi, un record nella storia del Consiglio regionale. Software libero, commercio equo, gruppi di acquisto solidale, banco della terra, acquisti verdi, medicine non convenzionali, marchio del mobile e tante altre iniziative legislative hanno tentato di svecchiare, coi fatti e non a parole, una visione dello sviluppo e della società che rimane purtroppo ancorata a schemi desueti e a particolarismi consolidati. Abbiamo sostenuto e animato movimenti contro la privatizzazione dei beni comuni e contro l'inganno della E45 autostrada, per passare dalle grandi opere alle opere utili. La nostra azione determinata, documentata e costante ha evitato all'Umbria l'insulto di un nuovo inceneritore, sostenuto all'epoca trasversalmente dalla quasi totalità del Consiglio regionale. Siamo stati i primi a credere nelle fonti rinnovabili, quelle vere, come risposta alla crisi ecologica ed economica e oggi temi come quelli dell'agricoltura sostenibile e biologica, della necessità di una riconversione dei nostri apparati produttivi fanno parte del bagaglio politico e culturale della nostra regione. Le rivendicazioni di comitati e movimenti contro modalità di produzione di energia altamente inquinanti, contro gli allevamenti intensivi e insostenibili e per rendere più giusta e meno individualista la nostra società hanno trovato in noi paladini autentici, determinati e di parola". 
"Disegnando i contorni di questa esperienza più unica che rara nel panorama politico regionale (e non solo) - conclude Dottorini - sin dal primo giorno ci siamo assegnati come impegno quello di essere radicali nella volontà di cambiamento, pragmatici nella ricerca di soluzioni condivise, trasversali nella società (perché la conservazione non sta solo a destra). A questa linea non abbiamo mai rinunciato e io la ritengo di un'intatta attualità. Le nostre ragioni restano sul campo, così come la necessità di liberare la nostra regione dalle pastoie del conformismo, dall'arretratezza dell'elaborazione politica e culturale, dalla prigionia di un modello di sviluppo che non regge più. Contiamo quindi di aver lasciato sul terreno semi di libertà, coerenza e speranza. Credo ci sarà modo e tempo per non farli morire".

Perugia, 25 aprile 2015
"Chiarire al più presto se vi siano state o meno operazioni speculative non corrette. A rischio la credibilità di un intero sistema"

GALLERIA LA FRANCA. DOTTORINI:

"Quanto emerge dalle anticipazioni della trasmissione Report è inquietante e necessita di immediati chiarimenti. Sarebbe bene abbassare i toni trionfalistici che accompagnano spesso le grandi opere e verificare con puntualità e trasparenza gli esiti del fiume di risorse pubbliche investite". Oliviero Dottorini (Umbria Migliore), presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale, commenta con queste parole le anticipazioni dell'intervista che andrà in onda su Report da cui emergerebbero risvolti allarmanti riguardo alle modalità di esecuzione dei lavori per la galleria La Franca, che dovrebbe essere aperta nei prossimi mesi.
"Le parole dell'operaio intervistato - aggiunge Dottorini - gettano un'ombra pesante sulla correttezza nell'esecuzione dei lavori e anche sul reale ritorno economico per il tessuto sociale ed economico della Regione di operazioni come quelle relative alla Quadrilatero. Occorre che si faccia chiarezza al più presto sulle eventuali responsabilità, chiarendo se vi siano state o meno operazioni speculative non corrette. Le varie inchieste che stanno emergendo a livello nazionale sembrano fare emergere un sistema tutt'altro che trasparente in cui spregiudicatezza e malaffare attecchirebbero in maniera decisa. Per questo occorre che le istituzioni preposte escludano in maniera categorica che la Foligno-Civitanova possa essere stata oggetto di scorrettezze progettuali o realizzative. Come sappiamo, la galleria La Franca è stata realizzata in un settore orografico molto complesso, a circa 700 metri d'altitudine. Se le parole dell'operaio intervistato rispondessero al vero, non possiamo neppure immaginare quali sarebbero le conseguenze sulla credibilità di un intero sistema".

Perugia, 10 aprile 2015

"Travolto da scandali e arresti, il governo starebbe per escludere la Orte-Mestre dalle priorità. Eppure il Consiglio regionale si è fatto beffe delle 8500 firme raccolte. Adesso sistemare quella mulattiera" 
 
E45 AUTOSTRADA. DOTTORINI:

"Travolto da scandali e arresti l'assurdo progetto di trasformazione in autostrada della E45 sembra uscito definitivamente dalle priorità del Governo. Un vero e proprio smacco per i tanti sostenitori, di destra e sinistra, che fino a ieri ne decantavano le qualità e i possibili effetti miracolosi per l'economia della nostra regione. Evidentemente non erano così campate in aria le ragioni delle migliaia di cittadini che da anni si battono contro un'opera inutile, dannosa e economicamente insostenibile. Cittadini a cui si è cercato sempre di tappare la bocca non consentendo loro neppure di esporre le proprie ragioni in Consiglio regionale. Adesso, una volta messa da parte la propaganda cementizia e le finzioni sviluppiste, occorre l'impegno comune per dare il via a un serio piano di manutenzione e messa in sicurezza di un'arteria non degna di un paese civile". Con queste parole Oliviero Dottorini (Umbria migliore), presidente della commissione Bilancio e Affari istituzionali del Consiglio regionale, commenta le notizie secondo cui il corridoio autostradale Orte-Mestre sarebbe stato eliminato dalle opere di prossima realizzazione da parte del Governo.
"Dall'allegato Infrastrutture al Def - spiega Dottorini - risulta che delle oltre 400 opere ritenute prioritarie solo 49 sarebbero salvate dal Governo e fra queste non figura la trasformazione autostradale della E45 Orte-Mestre. Certo, è presto per cantare vittoria e occorre capire se il neo ministro Delrio avrà la forza di resistere alla potente lobby trasversale che da sempre sostiene il mega progetto, confermando le sue intenzioni nel prossimo Consiglio dei Ministri. C'è poi da considerare che il progetto autostradale rimarrebbe comunque nella lista. 
Ma intanto pare essersi dileguata la fanfara di chi prometteva sviluppo e esenzioni dal pedaggio per giustificare un affare senza ritorni per l'Umbria, ma solo per un ristretta cerchia di interessi. E questo non è poco".
"La E45 autostrada - ricorda il presidente della prima commissione consiliare - è al centro degli scandali sulle grandi opere, con pesanti ombre sulla gestione degli appalti. Fra le ipotesi fornite dai magistrati c'è quella secondo la quale il consorzio "Ilia Or-Me", che fa capo a Vito Bonsignore, la 'mente' che ha concepito l'autostrada Orte-Mestre e che anche stavolta appare iscritto nel registro degli indagati, avrebbe ricevuto il parere positivo del Cipe grazie all'appoggio di Ercole Incalza, che si trova da poco agli arresti domiciliari. Ormai - prosegue Dottorini - fra i protagonisti del mega progetto di trasformazione in autostrada a pedaggio della E45 Orte-Mestre sono pochi quelli che non siano stati travolti negli ultimi tempi in qualche vicenda giudiziaria. E' evidente come alle motivazioni di natura ambientale ed economica, che da dieci anni sosteniamo con coerenza e tenacia, si stiano aggiungendo anche cause di natura etica e giudiziaria che dovrebbero indurre ad un ripensamento definitivo su quest'opera, per il bene del nostro territorio e degli umbri".
"Vogliamo rilanciare - continua Dottorini - la proposta che 8.500 cittadini umbri hanno consegnato nelle mani del Presidente del Consiglio regionale per chiedere una consultazione popolare, un referendum, sulla necessità di un'opera che a nostro avviso recherebbe solo danni al nostro territorio, con ritardi e costi spropositati e una forma di investimento dei soggetti privati basata sul pedaggio per gli utenti che per coprire il tragitto da Città di Castello a Perugia dovranno pagare 7,60 euro e da Perugia a Terni oltre 12 euro. Il che ci dà l'idea degli interessi che si agitano dietro questa opera e dell'impatto economico, oltre che ecologico, che questo mostro progettuale avrebbe sui bilanci familiari e aziendali degli umbri".
 
Perugia, 8 aprile 2015
 

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